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venerdì 14 settembre 2012

SEGRETI POI NEMMENO TANTO NASCOSTI...



Così come tante volte il Comitato Pro Acqua Gualdo ha tentato di denunciare, la zona Fonti della Rocchetta cela segreti nemmeno poi tanto nascosti dietro ai vari sgombri e divieti. La pericolosità della zona spiegata e divulgata nei giorni scorsi dietro alla richiesta di accesso agli atti al servizio Servizio Geologico e Sismico della Regione Umbria fatta dallo stesso comitato il 16 giugno 2012 è la stessa di cui già negli anni 30 la comunanza agraria Appennino Gualdese parlava quando autorizzava i cittadini di Gualdo ha raccogliere pietre e massi caduti dalle pareti carbonatiche. L'inverno infatti con le sue gelate e nevicate creava spaccature e rotture nelle rocce che in primavera si traduceva in ciò che a tutt'oggi è chiaramente ancora visibile ed è alla base della attestata pericolosità R4. Questo è quanto è stato in parte affermato durante l'assemblea organizzata dal comitato promotore per la comunanza agraria Appennino Gualdese il 7 settembre. Ma in quegli anni non sono stati mai emessi divieti di transito e sosta e nemmeno negli anni successivi almeno fino a dopo il 1997 dove un evento calamitoso di notevole impatto ha favorito il distaccamento di un masso di grandi dimensioni creando danni a cose ma non fortunatamente a persone. Ma parliamo appunto di un evento calamitoso verso il quale chi vive da secoli in una zona geografica ad alto rischio sismico dovrebbe prendere le giuste misure per la messa in sicurezza della zona nel tempo con costante aggiornamento e monitoraggio e non ridursi a fare tutto in due o tre anni come se solo ora ci si accorgesse che c'è il terremoto e una friabile parete rocciosa carbonatica. Non solo ma altri fatti documentabili ufficialmente con materiale accessibile a tutti i cittadini secondo il comitato promotore, raccontano che la zona sembrerebbe mancare dei necessari cambi di destinazione d'uso dei terreni su cui insiste la concessione per l'imbottigliamento dell'acqua dalla sorgente Rocchetta proprio a seguito dei fatti accaduti intorno alla soppressione della Comunanza avvenuta nel 1976. Ma c'è ancora di più gli ultimi documenti reperiti dal Comitato promotore presso il Servizio idrogeologico della Regione Umbria parlano di mancanza della zona di salvaguardia necessaria intorno ai pozzi in cui si preleva acqua per uso potabile. Forse i vari sgombri e il progressivo e silenzioso abbandono della zona Fonti della Rocchetta, così come già fin dall'inizio dei fatti sospettava e denunciava nei suoi comunicati il Comitato Pro Acqua Gualdo, incominciano a prendere forma al di là di una pericolosità che sicuramente non è solo di oggi e che non possiede probabilmente quella gravità per essere causa e giustificazione di tutto. I tasselli mancanti su questa vicenda stanno venendo fuori e ora non c'è che da attendere quale disegno nell'insieme stanno a rappresentare. Grazie all'impegno del Comitato promotore per la comunanza agraria Appennino Gualdese per far luce su anni di buio della nostra storia e per tentare di riportare ordine e chiarezza nell'amministrazione di un meraviglioso territorio quale è quello di Gualdo Tadino.

COMITATO PRO ACQUA GUALDO

sabato 1 settembre 2012

SEMPRE IN PRIMA LINEA PER LA NOSTRA “INTOCCABILE” FONTE ROCCHETTA...


In data 16 giugno 2012 il Comitato Pro Acqua ha inviato una richiesta formale di accesso agli atti al Servizio Geologico e Sismico della Regione Umbria per ricevere informazioni sulla situazione delle Fonti della Rocchetta interdette alla sosta veicolare e pedonale, su cui il Comitato ormai da mesi intende fare chiarezza per riportare alla fruibilità di un tempo la zona. Per ciò precedentemente a questa sono state prese dal Comitato anche altre iniziative per la conservazione e difesa delle Fonti della Rocchetta quale la periodica pulizia intorno alla sorgente a cui si attinge la preziosa acqua e in tutti gli altri spazi limitrofi, compresi quelli verdi, ormai avviati ad un inevitabile degrado.
Il 7 luglio 2012 la Regione Umbria rispondeva alla richiesta inviando al Comitato, e per conoscenza al Comune di Gualdo Tadino, una relazione informativa sulla pericolosità da frana dell'area Fonti della Rocchetta e la documentazione di loro competenza attestante lo stato di dissesto. In sintesi riportiamo di seguito quanto inviato dalla Regione. Le condizioni di pericolosità delle Fonti della Rocchetta sono attribuibili a fenomeni di crollo e caduta massi da pareti rocciose carbonatiche fratturate ed alterate soprattutto a partire dal sisma del 1997. Per l'uso che i gualdesi fanno dell'area Rocchetta (inclusi il posto di ristoro e vari tavoli e panchine per la sosta dei cittadini) specialmente nei mesi estivi attorno alla fonte, l'area è assimilabile a quelle di una zona di pericolosità R4 secondo quanto stabilito dall'Allegato Tecnico alla legge 267/98. La R4 è infatti una pericolosità riferita a frane di crollo che possono interessare strutture e infrastrutture antropiche e mettere in pericolo la popolazione sia residente che in transito. Per le ragioni suddette è stato richiesto l'inserimento dell'area Fonti della Rocchetta nel PAI Piano Stralcio di Assesto Idrogeologico approvato dall'Autorità di Bacino del Fiume Tevere (DPCM del 10 Novembre 2006) e segnalata nell'Atlante dei Siti di attenzione per il Rischio idrogeologico realizzato dallo stesso Servizio Geologico e Sismico della Regione Umbria nell'aprile 2010. Nella zona, prosegue la Regione, sono state già prese tre misure per ridurre il rischio da frana, a tutt'oggi visibili, finanziati dalla Regione stessa tra il 1997 e il 2003. L'ultimo intervento è avvenuto nel 2010 a seguito di un sopralluogo effettuato dal Comune di Gualdo Tadino che ha rilevato la presenza di nuovi cunei rocciosi instabili e l'accumulo di blocchi rocciosi proprio dietro le barriere paramassi. In un ulteriore sopralluogo effettuato a fine 2011 dal Comune è stata individuata altra pericolosità a cui ha fatto seguito il sopralluogo del Servizio regionale per l'accertamento. A queste evidenti condizioni di rischio residuo che permangono sono seguite le ordinanze del Sindaco del 2 gennaio e del 19 febbraio 2012 per salvaguardare l'incolumità della popolazione. La messa in sicurezza definitiva di tutta l'area richiede, sempre secondo quanto affermato dalla Regione, una spesa pubblica molto elevata piuttosto difficile da sostenere. Per questo, aggiunge, diventano importanti le misure aggiuntive di tutela/autotutela della popolazione basate su una corretta informazione circa il rischio geologico da frana in assenza o incompletezza degli interventi strutturali specifici.
La Regione ha inoltre assicurato la disponibilità a collaborare con il Comune di Gualdo Tadino per realizzare una importante carta di zonazione rappresentativa della pericolosità residua dell'area che metta in evidenza le aree con diverso grado di esposizione al pericolo crollo e caduta massi. In questo modo la popolazione può frequentare la zona consapevolmente e coerentemente con la pericolosità geologica ivi presente. Ribadisce per ciò l'importanza della gestione del rischio in un luogo ad elevato valore ambientale o culturale che deve tenere conto dei vari aspetti e livelli di pericolosità senza necessariamente impedire la fruibilità del luogo stesso. Concetto quest'ultimo condivisibile anche dal Comitato che sollecita ma al tempo stesso denuncia proprio una gestione scarsa e disattenta avvenuta in diversi anni ad opera di tante amministrazioni comunali, ma anche regionali, verso un luogo non solo ameno ma anche storicamente e culturalmente importante sia per i gualdesi che per l'intera Umbria. La solita disinformazione o la solita cattiva e approssimata informazione, come sempre riservata ai cittadini,hanno fatto tutto il resto...

sabato 21 luglio 2012

GRANDE VITTORIA dei movimenti, la Corte Costituzionale fa saltare le privatizzazioni di acqua e servizi pubblici locali


Oggi, 20 Luglio 2012, la Corte Costituzionale restituisce la voce ai cittadini italiani e la democrazia al nostro Paese.
Lo fa dichiarando incostituzionale, quindi inammissibile, l'articolo 4 del decreto legge 138 del 13 Agosto 2011, con il quale, il Governo Berlusconi, calpestava il risultato referendario e rintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Questa sentenza blocca anche tutte le modificazioni successive, compresa quelle del Governo Monti.

La sentenza esplicita chiaramente il vincolo referendario infranto con l'articolo 4 e dichiara che la legge approvata dal Governo Berlusconi violava l'articolo 75 della Costituzione. Viene confermato quello che sostenemmo un anno fa, cioè come quel provvedimento reintroducesse  la privatizzazione dei servizi pubblici e calpestasse la volontà dei cittadini.

La sentenza ribadisce con forza la volontà popolare espressa il 12 e 13 giugno 2011 e rappresenta un monito al Governo Monti e a tutti i poteri forti che speculano sui beni comuni. Dopo la straordinaria vittoria referendaria costruita dal basso, oggi è chiarito una volta per tutte che deve deve essere rispettato quello che hanno scelto 27 milioni di italiani: l'acqua e i servizi pubblici devono essere pubblici.

Si scrive acqua, si legge democrazia!!!

mercoledì 4 aprile 2012

PRELIEVI SENZA ACQUA??? MOLTO PREOCCUPATI...




Anche nella giornata di sabato è stato possibile leggere nei quotidiani regionali della possibile strategia per fronteggiare la siccità in corso. In attesa di miracolose piogge tutti gli enti preposti al controllo e alla gestione delle risorse idriche e degli acquedotti forniscono come soluzione l'attingimento delle risorse idriche più in profondità. Questo significa andare ad intaccare (se già non accade) le riserve di acqua sotterranea delle falde acquifere che rappresentano in genere risorse accumulate in epoche passate e non RINNOVABILI. Prima di arrivare a questa possibilità chiediamo di prendere sul serio anche un'altra modalità per fronteggiare la crisi idrica in corso: limitare i consumi oltre che aumentare i livelli dei prelievi e i consumi riguardano non certo solo noi cittadini a cui non va' tolto o razionato un bene primario come l'acqua,ma a coloro che usufruiscono della nostra acqua solo ed esclusivamente per PROFITTI.
Già perché se la ricarica delle falde come neve e pioggia è diminuita del 50%, come in questo caso, come possiamo prelevare più in profondità senza temere un prosciugamento definitivo? Contemporaneamente a questi prelievi i consumi finali saranno lasciati tal quali?Qualcuno ha fatto veramente i conti con il ciclo biogeochimico dell'acqua del bacino Sistema dell'Umbria Nord Orientale che si estende per 700 km2 da Monte Cucco ai Monti di Foligno e Spoleto comprendendo anche i Monti di Gualdo? I prelievi che insistono su questo bacino superano la ricarica? Pensiamo che quando si presenta una crisi nella vita di un individuo o di una società questa debba essere considerata un momento per riflettere e non per continuare a perpetuare uno stile di vita che in qualche maniera può aver favorito o comunque non evitato il momento difficile. In questa occasione però è frequente leggere di aumenti delle bollette fino al 10% a carico del cittadino perché occorre prelevare l'acqua più in profondità con maggior dispendio di energia. Ribadiamo che questa calamità naturale non è stata causata da noi ma è un evento incontrollabile ma su cui l'uomo si può adattare e può farlo adattando anche i suoi consumi e non solo prelevando più a fondo l'acqua. E vogliamo avere risposte certe sui fondi dei gestori degli acquedotti che non ci pare possibile non disporre economicamente di quanto occorre per queste emergenze visto che è noto a tutti che l'acqua può mancare essendo un bene finito. Non si parla mai concretamente dell'eventualità di razionalizzare l'acqua e di limitare i prelievi estendendo questa pratica a TUTTI coloro che utilizzano l'acqua dai cittadini ma soprattutto ripetiamo alle attività produttive,e a chi adopera UN BENE COMUNE SPERPERANDOLO RICAVANDONE SOLO PROFITTI(QUESTO CONCETTO SI RIPETE PERCHE DEVE ESSERE BENE CHIARO). Molti cittadini Gualdesi ci raccontano che pensando ai mesi difficili che ci aspettano, se non arriveranno le piogge, in questo periodo primaverile, in cui si lavorano giardini e orti, molti di loro preferiscono coltivare il minimo indispensabile per non dover sprecare troppa acqua per annaffiare riferendosi sia all'acqua pubblica che a quella dei pozzi privati quando presenti. La priorità la danno all'acqua potabile per il consumo umano. Questo autocontrollo è possibile riscontrarlo anche nell'industria, nell'agricoltura negli uffici pubblici e nelle scuole cioè al di fuori delle mura domestiche? C'è una autorità che provvede seriamente a controllare e limitare l'attingimento di acqua dalle falde, sorgenti, laghi e fiumi anche ai privati e non solo ai cittadini in questi momenti di crisi? E' giunto il momento storico per rivedere tutte le concessioni e le modalità di rilascio delle nuove perché occorre tener conto che dal 2000 ad oggi il nuovo millennio ha contato ben 4 crisi idriche (2002, 2006, 2007, 2012) e che se la ricarica è ben inferiore ai prelievi e non limitiamo seriamente i consumi e lo sfruttamento rischiamo di prosciugare anche le riserve più preziose. Il decreto 152 del 2006 così come i vari programmi per la pianificazione e la gestione delle risorse idriche da esso consentiti e previsti anche dai gestori degli acquedotti sono sottoposti alla nostra scrupolosa attenzione per cercare alcune delle risposte ai nostri quesiti e semmai fosse necessario siamo pronti ad intervenire legalmente e legittimamente per rivendicare i nostri diritti affinché sia rispettato e garantito quanto affermato all'ART. 53 comma 1 del suddetto decreto “Le disposizioni di cui alla presente sezione (NORME IN MATERIA DI DIFESA DEL SUOLO E LOTTA ALLA DESERTIFICAZIONE n.d.A.) sono volte ad assicurare la tutela ed il risanamento del suolo e del sottosuolo, il risanamento idrogeologico del territorio tramite la prevenzione dei fenomeni di dissesto, la messa in sicurezza delle situazioni a rischio e la lotta alla desertificazione” che riassume almeno in parte ciò che ci aspettiamo venga fatto da tutte le autorità che hanno in mano un bene comune che rappresenta la nostra unica garanzia per la vita. La responsabilità della gestione di questa ennesima crisi idrica ma peggiore delle precedenti è in mano a pochi che per ora sembrano voler fare i conti ancora con l'economia e dimenticano che invece in questi casi sono le regole della Natura a dover essere studiate e applicate. Regole scomode perché eque e giuste che non conoscono la parola denaro ma la sobrietà e il rigore delle quattro lettere che sostengono:VITA...

giovedì 22 marzo 2012

LA GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA FESTEGGIATA CON L'ALLARME SICCITA'



Nella giornata mondiale dell'acqua del 22 marzo è triste leggere da alcuni quotidiani locali lo stato di siccità che sta attanagliando le sorgenti umbre comprese quelle di Gualdo Tadino(PUR SENZA SAPERE NULLA DA CHI DI DOVERE!!!) Ad esempio la sorgente di Vaccara ha raggiunto il livello di 161 litri al secondo contro i 330 di marzo dell'anno scorso. La scarsità di pioggia di questo ultimo anno, malgrado la copiosa nevicata dello scorso febbraio, hanno ridotto ai minimi storici le sorgenti a tal punto che Umbra Acque ha dichiarato che per far fronte all'emergenza dovrà pompare più in profondità l'acqua con un maggior dispendio di energia e dunque di soldi per i cittadini. La piovosità è talmente ridotta da mettere a rischio in realtà non solo l'Umbria ma l'intera Europa occidentale e quindi non è certamente da imputare al cittadino ma a fenomeni metereologici quanto sta accadendo. Ma a pagare le conseguenze sarà sempre quest'ultimo perché anziché approfittare del momento di crisi per rivedere seriamente tutte le nostre abitudini quotidiane e adattarci consumando e sprecando meno, dal cittadino all'industria passando per l'agricoltura, si preferisce consumare allo stesso modo ma attingere alle riserve più profonde e monetizzare tali pratiche. Ma questa soluzione a noi non sembra in grado di risolvere in sostanza il problema siccità anzi rischia soltanto di aggravarlo e di incrementare una morsa economica sui cittadini già in difficoltà. Esattamente come avviene in economia. In questa giornata vogliamo riflettere anche su quanto accaduto a Marsiglia dove dal 12 al 17 marzo 2012 si è svolto il VI Forum Mondiale sull'acqua (FME) organizzato dal Governo Francese e dal Consiglio Mondiale dell’Acqua, organismo privato presieduto dalle multinazionali del settore e dalla Banca Mondiale. Questo evento ha visto coinvolti le principali società private di gestione delle risorse idriche, autorità provenienti da tutto il mondo, organizzazioni non governative e comitati cittadini ed è stato affiancato dal Forum Alternativo Mondiale dell’Acqua (FAME) che rappresenta per l'appunto l'alternativa alla pretesa di far soldi sull'acqua. Il FAME è costituito dai movimenti della società civile che lottano da anni per la conservazione, la tutela e la gestione della risorsa “acqua” da parte dei cittadini. La loro attività non si limita soltanto a manifestare ma ha raggiunto l'elaborazione di proposte valide sia durante incontri specifici (Forum Alternativo di Firenze del 2003 e di Ginevra del 2005, Alterforum di Città del Messico nel 2006 o di Istanbul nel 2009), sia nell’ambito dei Forum Sociali Mondiali, come a Porto Alegre, Caracas, Nairobi o Betlemme, durante i quali ha preso origine un movimento per la riappropriazione dell’acqua come bene comune dell’umanità. Nessuno ne avrà sentito probabilmente parlare perché la televisione e i giornali non danno sufficiente spazio a queste notizie meno accattivanti di omicidi, stupri, rapine o tragedie del mare. Non che queste ultime siano notizie “minori” tutt'altro, ma forse meritano di essere giudicate e discusse nei luoghi appropriati legittimati al pronunciamento di condanne esemplari e non lasciate in pasto a presentatori TV, all'esperto criminologo di turno o all'opinione pubblica. In questo modo nessuno è potuto venire a conoscenza di eventi in cui si decide letteralmente delle nostre vite a nostra insaputa o di notizie comunque su cui riflettere quali la rinuncia del presidente francese Nicolas Sarkozy di presiedere l'inaugurare del FME. Forse in pochi avranno appreso durante il TG domenicale che Papa Benedetto VI ha lanciato l'appello all'indomani della chiusura di questo evento «di garantire per tutti un accesso equo, sicuro e adeguato all’acqua» - promuovendo così «i diritti alla vita e alla nutrizione di ogni essere umano e un uso responsabile e solidale dei beni della terra, a beneficio delle generazioni presenti e future». E questo ci permette, nel giorno di festa per l'acqua, di dare alle nostre battaglie una legittimità addirittura spirituale. Il fatto poi che a Marsiglia sia scesa in campo la contestazione alternativa dove la gente comune mondiale ha espresso “la sua volontà di fermare la privatizzazione dell’acqua e ottenere il riconoscimento che l’acqua è un diritto” ci da forza per andare avanti e non arrenderci anche qui nel nostro territorio. Nel giorno della festa dell'acqua vogliamo ricordare i duri attacchi inferti a Umbra Acque dal Comitato attraverso il nostro rifiuto all'ingiusto pagamento del deposito cauzionale lanciato nel 2008 così come il sostegno a quanto espresso dopo il voto referendario dell'anno scorso e cioè fuori i profitti e i privati dall'acqua pubblica e dunque sposare la campagna di “obbedienza civile” per riconteggiare le bollette. Oggi vogliamo anche ribadire le nostre preoccupazioni circa la gestione del bene comune anche a Gualdo Tadino con riferimento a quanto abbiamo denunciato circa il mancato approvvigionamento di acqua potabile alla frazione Cerasa che si perpetua nell'indifferenza da anni. In questa crisi di acqua preoccupante e nel giorno della sua festa ci soffermiamo anche a riflettere su una altra questione che attanaglia i nostri cuori di gualdesi e le nostre menti: il destino delle Fonti della Rocchetta. La sorgente storica è fuori dubbio stremata dagli attingimenti forzati e in più è stata, per ragioni di pubblica sicurezza, abbandonata a se stessa in attesa di chissà quali salvifici provvedimenti. Ci chiediamo come sarà fronteggiata quest'anno l'emergenza idrica (ormai ufficializzata) e soprattutto come sarà conciliata l'esigenza dei cittadini con quella insaziabile di un'azienda che più imbottiglia e più guadagna a prescindere da qualunque siccità, senza imporgli ingiusti trattamenti rispetto al famoso ospite come accaduto negli anni scorsi e quindi parafrasando uno slogan del Forum, durante l'emergenza idrica 2012 sarà Gualdo Tadino capace di dar da bere alle 15000 persone e più che ci abitano??
Tanti Auguri Acqua dal Comitato pro Acqua Gualdo!!!

martedì 13 marzo 2012

LA FONTE ROCCHETTA VA' SALVATA E RESTITUITA AI GUALDESI







La pericolosità del sito Rocchetta e la PRESUNTA necessaria emergenza di sgomberare e di vietare la sosta dall'inizio anno ad oggi sta mostrando i loro effetti collaterali. Il luogo della gioventù di migliaia di gualdesi, delle piccole gite familiari, delle serate da ballo, della frescura delle afose giornate estive, degli spostamenti dei nostri vicini eugubini, perugini ecc per prendere quella buonissima e freschissima acqua gualdese sono ormai solo un ricordo. Tutto è lasciato nel più totale abbandono e degrado forse,RIPETIAMO FORSE aggravato da atti vandalici non prevenuti adeguatamente perché ormai non c'è più controllo né di attività commerciali né di gente che gira per la sorgente COME AVEVAMO PREVISTO E TEMUTO DA TEMPO!!!.ANCHE SE CI INDIGNIAMO PROFONDAMENTE Non siamo certamente così superficiali da aver dimenticato il fatto gravoso avvenuto dopo l'evento sismico del 1997 dove un grosso masso staccatosi dal costone ha rischiato di produrre ben più gravi fatti di quelli verificatesi,ma naturalmente a suo tempo si erano prese le precauzioni del caso, come poco tempo fa' la stessa cosa, con interventi di rafforzamento E AMPLIAMENTO delle reti a tenuta massi riportando il tutto alla normalita'. Nessuno vuole mettere in pericolo la vita dei gualdesi, ogni membro del Comitato ha a cuore la vita e per questo che si batte da tempo per la sua difesa anche passando per la via indiretta dei beni comuni. Beni necessari e fondamentali alla vita perche senza di essi non esisterebbe la vita per cui la macroscopica speculazione che si fa sull'acqua, sull'aria, sul sole, sul vento, sul territorio e così via per noi è solo una squallida versione del solito modo di far profitto senza pensare alla VITA. A parte questa precisazione, che occorre fare visto che c'è chi finge di non capire la nostra giusta posizione, vedere la Rocchetta abbandonata a se stessa anche se come sempre presunta misura preventiva per la pericolosità verso i cittadini fa veramente male al cuore. Al cuore di chi ama Gualdo e la vita in essa contenuta. Ci chiediamo dato che c'è un rischio così elevato di una frana non ci si può permettere che qualcuno, malgrado i cartelli di avviso di pericolosità, si ritrovi schiacciato da qualche masso roccioso solo per prendere dell'acqua pur con la velocità di Speedy Gonzales. Cosa si risolve infatti vietando la sosta se cadono massi che mettono in pericolo la vita? Cadono forse sulla testa di coloro che si soffermano mezz'ora anziché dieci minuti? Vengono giù dal costone per punire la nostra lentezza? sembra ripetiamo sembra esserci qualcos'altro di cui siamo propio ignari.Il Comitato sta raccogliendo GIUSTISSIME E LEGITTIME lamentele spontanee di tanti gualdesi che si ritrovano spiazzati e rattristati dallo stato in cui versa la sorgente tanto amata e che ci identifica da sempre. E a molti non è sfuggita questa pericolosità prevenuta solo con divieto di stazionamento, se veramente cade un masso e ferisce un cittadino di chi è la responsabilità? Soltanto di chi ha rischiato malgrado gli avvertimenti? Pretendiamo più risposte, più motivazioni, più spiegazioni non ci accontentiamo più del “pericolo caduta massi” per lasciare le fonti della Rocchetta ALL'ABBANDONO PIU' TOTALE, dalla storica fontana che da piu' di un mese e' a secco(soliti vandali???) alla vasca, in quell'incivile degrado e possibilmente evitando di passare per allusioni al nostro mancato rispetto per la vita e senso di irresponsabilità se ne chiediamo la riapertura. Sull'accertamento di questa pericolosità ci sono dei passaggi che ci appaiono poco convincenti e non disponiamo di smentite concrete documentabili, pretendiamo il rispetto sincero della vita a cominciare dai luoghi in cui essa si sviluppa e che devono perciò pullulare di bellezza e dignità come un inno ad essa. Chiediamo perciò a gran voce il ripristino e la manutenzione delle Fonti della Rocchetta di Gualdo Tadino per essere restituite alla cittadinanza per il rispetto della vita dei gualdesi!!!Se questo non avverra' invitiamo la popolazione a contattarci per valutare insieme la forma di protesta forte e seria volta a ridare la luce all'area da sempre "da sempre"fiore all'occhiello della nostra citta',LA FONTE ROCCHETTA E' DI TUTTI I GUALDESI NON DI ALTRI...DI NESSUN'ALTRO E NOI LA SALVAGUARDEREMO DA OGNI ILLEGITTIMA FORMA PER AFFOSSARLA,COSTI QUELLO CHE COSTI.
IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO

giovedì 9 febbraio 2012

NEL PAESE DELL'ACQUA GUARDA CASO QUESTO BENE PREZIOSO MANCA PROPIO AI CITTADINI!!! A COLORO CHE LA PAGANO PROFUMATAMENTE...


DA IERI 7 FEBBRAIO A TUTT'ORA 8 FEBBRAIO(ORE 22) IN MOLTISSIME FRAZIONI DI GUALDO TADINO STA MANCANDO L'ACQUA POTABILE,PER LO PIU' SENZA PREAVVISO,DECINE DI CITTADINI COME DEL RESTO NOI STESSI SI SONO RIVOLTI AL SERVIZIO GUASTI DI UMBRA ACQUE,AD ALCUNI E' STATO DETTO DI TUBATURE GHIACCIATE AD ALTRI PRIMA DI UNA POMPA BRUCIATA POI DI UN'ALTRA ANCORA E COSI VIA...MA QUESTI SIGNORI SI RENDONO CONTO CHE A SOFFRIRE IL GRAVE DISAGIO SONO SOPRATTUTTO LE FASCE PIU' DEBOLI?PENSIAMO AGLI ANZIANI,I DISABILI I BAMBINI...MA CI RENDIAMO CONTO O NO? INNANZI TUTTO CHE ALMENO PRIMA SI METTANO D'ACCORDO NEL DIRE SE CI SIA VERAMENTE UN GUASTO O SE SI TRATTA DI UN'ALTRO PROBLEMA A CUI DI CERTO NEL MESE DI FEBBRAIO NON VOGLIAMO NEMMENO PENSARE,PERO' TORNA IL SOSPETTO DI UNA POSSIBILE EMERGENZA IDRICA COME CONFERMATO DA ALCUNI GIORNALI DOVE SI RIPORTA CHE NELLA ZONA DI NOCERA FOLIGNO E SPOLETO LA PORTATA DELLE SORGENTI SI E' RIDOTTA NOTEVOLMENTE RAGGIUNGENDO IL LIVELLO DELLE CRISI IDRICHE DEL 2001 E 2007,L'ALLARME E' STATO LANCIATO DALLA Vus (GESTORE IDRICO COME UMBRA ACQUE) ESIGIAMO PERTANTO CHIAREZZA ESSENDO NOTEVOLMENTE PREOCCUPATI,DETTO CIO' CI CHIEDIAMO MA COME MAI A CHI IMBOTTIGLIA L'ACQUA PER FARNE PROFITTO LE POMPE NON SI ROMPONO MAI? COME MAI SEMPRE E SOLO I CITTADINI DEVONO SUBIRE LE GRAVI CONSEGUENZE PUR PAGANDO PROFUMATAMENTE LA NOSTRA ACQUA? COME MAI LE CRISI IDRICHE TOCCANO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE COME GLI ANNI PRECEDENTI SEMPRE E COMUNQUE I CITTADINI?COME MAI A PAGARE SEMPRE PIU' SALATE LE BOLLETTE SIAMO SEMPRE NOI CHE SUBIAMO I DISAGI? E' QUESTA LA RISPOSTA AGLI ASSURDI E INCONCEPIBILI CONTINUI AUMENTI? SAREBBE DA SCRIVERE FINO A DOMANI MA NOI VOGLIAMO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE L'ACQUA,VOGLIAMO SOLO QUESTO,CHE SIA CHIARO!!!NULL'ALTRO.
SPERIAMO CHE NON SI DEBBA AGIRE COME 70 ANNI FA' QUANDO SI FACEVA BOLLIRE LA NEVE QUANDO MANCAVA QUESTO BENE SEMPRE COSI PREZIOSO CHE CONTINUA AD ESSERE UN PROFITTO PER POCHI CONTRO L'INTERESSE DI TUTTI...TORNANDO A 70 ANNI FA'...ALMENO LE BOLLETTE A QUEI TEMPI NON SI PAGAVANO!!!...
ASPETTIAMO UN RISCONTRO AL PIU' PRESTO DA PARTE DI UMBRA ACQUE E DELLA NOSTRA AMMINISTRAZIONE.
"ASPETTIAMO"
GRAZIE.
COMITATO PRO ACQUA GUALDO

giovedì 2 febbraio 2012

GUALDO TADINO...CITTA' DI QUALE ACQUA? SICURAMENTE NON DELLA NOSTRA...


Il recente concorso organizzato dalla nota azienda di acque minerali presente nel territorio Gualdese con il Polo Museale e con il patrocinio del Comune di Gualdo Tadino ha lasciato sbalordito il Comitato sia per le finalità preposte, sia per il premio previsto che per il contesto in cui è stato lanciato cioè quello di una vertenza nata alla fine dell'anno appena trascorso e ancora irrisolta, a seguito di uno scontro tra un assessore comunale e il Polo proprio sul tema al centro del concorso stesso".Il premio previsto sembra essere molto simile al percorso didattico oggetto del contenzioso. La nostra indignazione nasce dalla presa visione della macroscopica serie di contraddizioni che non possono essere accettate e lasciate passare nell'indifferenza malgrado il consenso ufficiale. Innanzitutto vedere che un'azienda industriale a tutti gli effetti e che come tale produce inevitabili impatti sulle componenti ambientali bandisce un concorso sul delicato tema dell’acqua rivolto alle scuole italiane con lo scopo di sensibilizzare le giovani generazioni ai temi dell’educazione ambientale è veramente stridente. Questa città dell'acqua non può accettare che chi questo bene di vitale importanza a dispetto di Deflussi Minimi Vitali, dichiarazioni ufficiali di emergenze idriche e sentenze la sottrae dai suoi bacini naturali, la succhia via in profondità, la ingabbia in chilometri di tubi e poi la sfrutta vendondola in una bottiglia di plastica, parli alle nuove generazioni con incredibile serenità di rispetto dell’ambiente naturale, di quanto è importante difendere l'ecosistema dall'inquinamento e dallo spreco delle risorse per preservare quel delicato equilibrio che è alla base della nostra vita. Ma da quale pulpito viene la predica? Da chi voleva scavare altri due pozzi del tutto incompatibili proprio con gli ecosistemi di Gualdo e Nocera?! Ma cosa insegnamo ai nostri figli? Che l'ultimo degli usi è il fulcro di tutto? Non dovremmo invece insegnargli che l'acqua viene dal cielo e non dai rubinetti e va rispettata e tutelata in tutto il suo ciclo? Non dovremmo ribadire invece che se non piove l'acqua non si sfrutta per rispetto dei suoi tempi di rigenerazione e la priorità ce l'hanno sempre le esigenze vitali degli esseri viventi? Tutte queste scomode considerazioni rappresentano la vera educazione ambientale che non si insegna ancora a scuola anche se ci vogliono fare credere il contrario e che quando viene programmata seriamente coinvolge esperti appartenenti al settore ambientale-naturalistico e di certo non si improvvisa solo perché va di moda o mi rende più buono.
Ma noi siamo anche profondamente indignati che l'amministrazione comunale abbia dato ancora sfoggio della sua assoluta assenza e coerenza rispetto alla vita reale cittadina. Arroccata nel suo mondo, a destra o a sinistra che sia non fa la differenza, l'amministrazione si arrabbia, accusa e poi ci ripensa e intanto che c'è, nel caos generale, concede il patrocinio. Ma come si fa a sostenere ufficialmente un'iniziativa culturale che coinvolge gli stessi protagonisti e il medesimo argomento contestati dall'amministrazione stessa? Non è possibile pensare che questa scelta possa significare aver riconosciuto un qualcosa di alternativo all'oggetto della vertenza vista l'imbarazzante coincidenza delle argomentazioni o il giusto investimento rivendicato in cambio a quanto di inestimabile valore ci viene sottratto da tempo dalle nostre sorgenti in questa che ha tutta l'aria di essere semplicemente una operazione di marketing aziendale. Non lo vogliamo e non lo possiamo credere e accettare.
Rimaniamo, contro corrente rispetto a quanto sta accadendo in questa povera città, sempre coerenti e convinti nella nostra battaglia in difesa dei beni comuni e non scendiamo a nessun inaccettabile, assurdo e ingiusto compromesso anche perché che, ci piaccia o non ci piaccia non ci stancheremo mai di ripetere, l'umanità deve e dovrà fare i conti con lo sfruttamento ambientale rivedendo drasticamente il suo modo di vivere se vuole guardare a domani...

COMITATO PRO ACQUA GUALDO

martedì 3 gennaio 2012

DATO CHE L'ACQUA E' UN BENE PRIMARIO UMBRA ACQUE CONTINUA AD AUMENTARE LE BOLLETTE...


La notizia recente di possibili aumenti previsti da umbra acque per il 2012 fino al 6% (5% più tasso d'inflazione) sulle bollette dell'acqua in 38 comuni ha destato non poche polemiche che condividiamo pienamente per ovvi motivi. Dai quotidiani si legge che a causa della burrascosa situazione economica in cui naviga Umbra Acque sono necessari 72 milioni per l'ammodernamento dei depuratori. Gli stessi che in qualche comune non sono in funzione e che sono stati pochi mesi fa al centro di un'altra vertenza tra consumatori che dovevano pagare questo servizio all'azienda che però non lo forniva e si è vista costretta al rimborso. Ma si legge ancora dai quotidiani (Corriere dell'Umbria di Sabato 31 Dicembre) che Umbra Acque secondo il suo presidente non naviga in queste cattive acque tutti i conti sono a posto e che mai sono state rilasciate dichiarazioni sull'inefficienza del servizio di depurazione in risposta alle critiche avanzate al Movimento in difesa del cittadino. Lo stesso presidente di Umbra Acque aggiunge che non sarà questo aumento a risolvere il problema dei 70 milioni di euro previsti per evitare le procedure di infrazione europea nei prossimi anni. Anche perché precisa il problema è di tutta l'Umbria considerata area sensibile e non di Umbra Acque. A noi comunque risultano ben altri fatti. I depuratori a Gualdo Tadino non funzionano (è vero?), il nostro Comune come altri si vede aggravare di cosiddetti balzelli ogni qualvolta l'azienda ritiene necessario farlo come per i depositi cauzionali ora sotto il vaglio della giustizia da dicembre, oltre alla scandalosa conferma della non potabilità dell'acqua nella frazione Cerasa avvenuta nel più assoluto silenzio dell'azienda in questione su cui anche la CONVIRI sta indagando e ha chiesto delucidazioni in merito(il comitato di vigilanza ci ha inviato notifica per conoscenza). Ma questa azienda come può scagliare pietre su' pietre perché ritiene il suo operato senza peccato? Ma se non ci sono buchi sul bilancio e se l'aumento del 5% non risolve il problema dell'ammodernamento dei depuratori allora perché chiederli? Il fatto che questo aumento serve per dimostrare il reperimento di fondi per l'adeguamento dei depuratori altrimenti verrebbe considerata corresponsabile per il mancato rispetto dei parametri di legge all'utente non interessa perché poi tanto le opere non si realizzano mai mentre il suo portafoglio è l'unica cosa certa che subisce modifiche in positivo per loro naturalmente. Questo anche l'Unione Europea dovrebbe incominciare a comprenderlo se vuole affrontare unita e compatta il nuovo anno e la crisi economica che la riguarda. A questo punto i resoconti dettagliati e completi di entrate ed uscite non possono essere resi pubblici ai cittadini che pagano il servizio e che almeno avranno il diritto di sapere realmente a cosa (o a chi) servono i loro sacrifici? Se davvero sono nel giusto rendano conto e soluzione ai problemi che il Comitato ha dovuto affrontare fin dalla sua costituzione proprio contro lo sfruttamento dell'acqua e le speculazioni di soggetti a metà tra pubblico e privato. E visto il pericolo che rappresenta il far soldi sull'acqua ci batteremo ancora affinché l'acqua sia dichiarata ufficialmente pubblica fin dallo statuto (anche li prenderemo posizione dato che prima si vota tutti a favore poi non se ne vuole piu' nemmeno parlare) e non sia più oggetto di mercificazione ma ritorni ad essere quel bene di primaria importanza da distribuire equamente e gratuitamente a tutti gli essere viventi. L'acqua è il bene necessario a tutti e siamo convinti che se incominciamo ad accogliere nelle nostre menti questo presupposto e non ci lasciamo corrompere dal guadagno facile tutto il resto quale giustizia sociale, equità e riduzione di tasse di cui si fa tanto parlare in questi giorni non potrà che venire da se. Fiduciosi che si può sperare in un cambiamento di coscienza se si lavora con costanza e ottimismo AUGURIAMO A TUTTI UN BUON 2012...malgrado i presupposti non per nulla positivi.
IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO

SULLA DEPRIMENTE CHIUSURA DELLA PIZZERIA ROCCHETTA...

Il 24 dicembre è avvenuto un fatto che ha cambiato e cambierà la storia di Gualdo Tadino,con una preordinanza di sgombro e non stazionamento del Sindaco la Pizzeria Rocchetta su delibera della Regione per mettere in sicurezza l'ambiente è stata chiusa. Sembra che vi sia il rischio di caduta massi dalle pareti rocciose e questo costituisca un pericolo per coloro che vogliono recarvi a mangiare la pizza o prendere l'acqua come i gualdesi e non solo ormai da generazioni hanno l'abitudine di fare. Era un intervento necessario per mettere in sicurezza la zona che quindi fin'ora è stata pericolosa per tutti gli ignari visitatori. Il tutto malgrado la pericolosità della zona è avvenuto nel solito silenzio e la cittadinanza sta scoprendo gradualmente la sorpresa a cavallo tra vecchio e nuovo anno. Nel 2010 con l’ordinanza del Sindaco del 4 agosto mediante la quale, si è resa necessaria la chiusura della zona indicata in oggetto in tutela della pubblica incolumità per il tempo indispensabile ad effettuare i lavori di “(omissis) ripristino delle barriere paramassi (omissis)” presenti su parte del costone roccioso in loc. fonti della Rocchetta tutti i problemi sembravano risolti. Le proteste del Comitato proprio per la mancata informazione che aveva proceduto queste necessarie operazioni aveva messo in luce i fatti e accelerato le operazioni di revoca dell'ordinanza e riapertura delle fonti. Ora invece la situazione malgrado la messa in sicurezza sono peggiorate al punto da rendere necessario senza spiegazioni e la necessaria documentazione irreperibile su i vari siti istituzionali la chiusura definitiva e irrevocabile. Qualcuno potrebbe gentilmente offrire alla cittadinanza tutte le spiegazioni necessarie a sostegno di questa decisione? Naturalmente indignati ci adopereremo che il tutto ritorni alla normalita' almeno riaprendo i mesi estivi,dato che cosi tutta l'area diverra' semi abbandonata e si ritornera' ad un degrado della fonte senza precedenti,a chi fa' comodo che la zona sia liberata da tutto e tutti??? giriamo la domanda alla nostra amministrazione,tra l'atro il gestore del locale attualmente non ha un lavoro alternativo,chi pensera' alla sua famiglia e al suo sostentamento??? la regione???. A lui sono state criticate negligenza e trascuratezza ma come testimoniano le foto scattate dopo la chiusura(sono state scattate il 28 di dicembre 2011potete richiedercele ne abbiamo altre) lo stato di abbandono in cui ora versa la zona della sorgente dimostra esattamente il contrario e quindi la sua presenza era utile per garantire quel minimo di pulizia che in tempi non tanto remoti il Comitato aveva contestato all'amministrazione comunale. Con questa decisione vogliamo realmente sapere chi si va veramente a salvaguardare, proteggere, rispettare e tutelare???CHI???

IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO





martedì 8 novembre 2011

"IL COMITATO PRO ACQUA SI DISSOCIA NON PER LA SPONSORIZZAZIONE DELL'UNESCO MA PER LA PROPAGANDA DELLA REGIONE VERSO NUOVI MARCHI DI ACQUE MINERALI"



comitatoproacqua@libero.it

IL COMITATO PRO ACQUA SI DISSOCIA dalla iniziativa Settimana Unesco.

Il Comitato Pro Acqua, in merito alla settimana 7-13 Novembre 2011 promossa come ogni anno dall'UNESCO avente il tema “A come Acqua”, si DISSOCIA in maniera netta e definitiva dall’iniziativa.
La decisione è il frutto della sponsorizzazione dell’evento di vari Enti tra cui i gestori delle acque minerali interessati a nuovi marchi regionali di qualità, come dichiarato nel sito della Regione Umbria.
Dopo l’apertura ufficiale dell’evento gli intenti nella nostra Regione Umbria emergono chiari come l’acqua stessa: coperto da flebili intenzioni storico-culturale il principale obiettivo è lo sfruttamento della risorsa idrominerale.
La collaborazione all’iniziativa da parte del Comitato voleva, attraverso immagini e pitture, promuovere una serie di riflessioni attorno all’acqua.
Non vogliamo offrire spazi a tali soggetti e non vogliamo che a parlare di acqua siano istituzioni che hanno permesso che gli interessi di un privato fossero resi forzatamente preminenti rispetto a quelli di una intera comunità.
Non possiamo accettare che, mentre milioni di litri se ne vanno sotto i nostri occhi lasciando Fiumi scomparsi, si continui ad affannarsi nella perenne ricerca di acqua da vendere in nuove concessioni.
In queste iniziative, travestite di buono, non può essere celebrata l’importanza di una seria e trasparente cultura all'acqua: conservazione, tutela, consapevolezza della sua limitatezza, protezione e salvaguardia di sorgenti e corsi d’acqua e non commerciabilità. E per noi tali finalità sono le uniche perseguibili in qualsiasi processo culturale che abbia come tema l’acqua.
La nostra partecipazione si prefiggerà solo questi obiettivi, che siano d’impulso per l’inizio di una svolta culturale.

IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO TIENE NUOVAMENTE A PRECISARE CHE NATURALMENTE Ci dissociamo non per la sponsorizzazione UNESCO, ma per la propaganda della regione verso nuovi marchi di acque minerali e la sponsorizzazione da parte dei gestori di codesto profitto,come ben specificato ad inizio comunicato.
Questo si doveva xche molti avevano frainteso...

COMITATO PRO ACQUA GUALDO

lunedì 26 settembre 2011

"IL COMITATO ALLA MARCIA DELLA PACE D'ASSISI"





In un tripudio di gente e colori il Comitato pro Acqua Gualdo ha partecipato domenica 25 settembre alla Marcia della pace che da cinquant'anni percorre la strada che da Perugia conduce ad Assisi. Malgrado la giornata di festa che si svolgeva nel frattempo a Gualdo Tadino il Comitato non è potuto mancare all'appuntamento di questa importante iniziativa che promuove la pace tra i popoli, l'abbattimento di ogni genere di diversità e la difesa dei diritti inalienabili di tutti gli esseri viventi.
Anche se talvolta iniziative come queste possono essere facilmente strumentalizzate il Comitato ha voluto aderire per confermare che il significato intrinseco della manifestazione cioè la pace tra e nei popoli è lo stesso che muove lo spirito del Comitato.
La difesa dei beni comuni e la loro accessibilità a tutti nonché l'impedimento del loro sfruttamento a scopo finanziario sono gli ideali che il Comitato intende perseguire fin dalla sua costituzione ma la loro realizzazione può avvenire solo in presenza di un clima di pace e armonia tra tutti. C'è anche da dire che il rispetto dell'ambiente non può che condurre già da se alla pace in un circolo virtuoso da cui tutti possono trarne beneficio.
"La Marcia è stata però anche l'occasione per suggellare formalmente il gemellaggio con il Comitato No Tav della VAL DI SUSA,La promessa e la speranza è di rimanere tutti uniti e compatti nella difesa dei territori e di spiegare a tutti le reali ragioni di battaglie mai violente come si vuol far credere e mai finalizzate al raggiungimento di profitto e potere,e comunque si puo' facilmente capire tutto cio' guardando chi è che scende in campo e con quali mezzi." Oltre a ciò quello che ha piacevolmente colpito il Comitato è stata la numerosissima presenza di giovani che sono la speranza e la forza di ogni forma di battaglia non violenta che difende il diritto alla pace, alla serenità...alla VITA...

lunedì 12 settembre 2011

"IL CONSIGLIO COMUNALE DEL 30 AGOSTO E MOLTO DI PIU'!!!"


Il Comitato pro Acqua intende esprimere il più profondo rammarico riguardo alle vicende accadute durante il consiglio comunale del 30 agosto 2011 in occasione del quale è stato presentato un ordine del giorno relativo alla chiusura dei pozzi di Corcia e Rigali (come richiesto in seguito alla recente vittoria presso il Consiglio di Stato del Comitato per la tutela del Rio Fergia) sia da Rifondazione comunista che dal gruppo Tutti Uniti per Gualdo. Quest'ultimo ha in un secondo momento ritirato l'ordine del giorno perché ha ritenuto soddisfacente l'intenzione del sindaco e giunta di incontrare nei giorni successivi la Regione Umbria per rendere esecutiva la sentenza ancor prima di conoscere gli esiti dell'incontro (poi risultato positivo come riportato dalle cronache regionali). Infatti giovedì 1 settembre era previsto un incontro con la Regione come richiesto formalmente dall'amministrazione comunale di Gualdo Tadino per dare seguito agli effetti della sentenza del Consiglio di Stato. Le polemiche insorte tra maggioranza ed opposizione non avrebbero dovuto nascere a nostro avviso poiché l'ideale ambientale e civile che si suppone si celi dietro all'ordine del giorno presentato dai due opposti gruppi avrebbe dovuto mettere tutti d'accordo e portare all'unificazione dei due ordini a cui sarebbe seguita la discussione di un' unica linea programmatica da adottare per la riqualificazione ambientale dell'area che fosse da tutti approvata. I beni comuni sono beni non solo di tutti i cittadini ma sono di vitale importanza e non rappresentano di certo argomenti o espedienti per mettere in evidenza la diversa estrazione politica. Ci saranno senz'altro altre occasioni per dimostrare la propria magnificenza o per difendere il proprio ideale ma durante la discussione di beni che riguardano tutta la collettività senza distinzioni di genere, sarebbe preferibile accantonare ogni divergenza e muoversi verso un unico obiettivo. Questo è quello che si aspetta ogni cittadino avente diritto di voto dal suo rappresentante in consiglio comunale. A seguito di quanto accaduto l'auspicio è che questa vertenza abbia davvero l'epilogo sperato quale la chiusura definitiva dei pozzi di ricerca sperando che le diversità politiche a nessun livello siano un ostacolo all'evoluzione della vicenda e che quello che per ora è espresso solo a livello di intenzioni o belle parole possa passare rapidamente alla realizzazione pratica.
Comunque sia noi cittadini di Gualdo Tadino siamo intenzionati a chiedere formalmente molto di più: riconsiderare tutta la questione della concessione di acque minerali nel nostro territorio, una verifica puntale di tutti gli elementi che portarono, anni fa, al rilascio della concessione, ricomprendendo la zona di concessione, i pozzi, loro ubicazione e profondità, l’importanza reale sull’economia locale e la città di Gualdo Tadino, la quantità di acqua prelevata in relazione all’approvvigionamento alla popolazione ed all’impatto ambientale, in un contesto che vede anche un fiume oggi praticamente scomparso, il Feo.
Sono troppi anni che tanti cittadini gualdesi hanno dubbi seri su tutti questi argomenti.
Demolita una ad una le motivazioni che hanno portato a dire si alla concessione dei Pozzi di Corcia, la sentenza del Consiglio di Stato obbliga anche le istituzioni locali alle riflessioni appena riportate ed alle conseguenti azioni che necessariamente ne deriveranno. Questo è stato piu' volte ribadito dal Comitato Pro Acqua Gualdo.
In una Nazione come la nostra, di corporazioni, massonerie, logge delle varie P, dove la logica del bene comune viene continuamente e palesemente derisa, schiacciata vergognosamente, abbiamo assistito ad un episodio esemplare di giustizia e di ordine di priorità ristabilito a favore dei diritti della collettività prima che di quelli di un privato, resi forzatamente preminenti da istituzioni quanto meno inefficienti.
Si cerca di parlarne il meno possibile di tutto questo e le varie forze politiche fanno ora a gara a dire bravi al Comitato per la difesa del rio Fergia ed al Comune di Nocera con una mano, mentre con l’altra cercano una veloce ricreazione di un clima di serenità e di confronto, nel riaggancio dei rapporti con le aziende private.
Ma chi risarcirà una popolazione intera in lotta dal 2004? Il tempo e le risorse spese per vedere riconosciuti diritti inalienabili? Che ha dormito sui monti per difendere le sue terre dai nuovi invasori? Scambiati per degli estremisti?
Questa lezione che fa giurisprudenza è una sconfitta epocale, un terremoto che scuote e scuoterà i Palazzi della Regione e quelli nazionali e che porta in sé il seme di grandi ripercussioni.
Per ultimo ma non per questo meno importante vogliamo dire a tutta la popolazione di guardare attentamente a cio' che il COMITATO PRO ACQUA GUALDO espone e a tutte le battaglie portate avanti sin ora senza interlocutori e strumentalizzazioni varie,NESSUNO PUO' E DEVE PERMETTERSI DI DIRE CHE IL COMITATO SCRIVE E BASTA,"I FATTI" SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI!!!
UN'ULTIMA COSA...INVITIAMO LA POPOLAZIONE IL GIORNO 25(SI IL GIORNO DEI GIOCHI DELLE PORTE SI CONCLUDERA' IL TUTTO ALLE 15)DI PARTECIPARE CON NOI ALLA MARCIA DELLA PACE DI ASSISI,SI AGGREGHERANNO MOLTI PULMAN DELLA VAL DI SUSA,SIAMO STATI CONTATTATI DA QUESTI NOSTRI AMICI "NO TAV" CON CUI ABBIAMO IN ATTO UNO SPLENDIDO GEMELLAGGIO,COGLIAMO L'OCCASIONE PER SALUTARLI CORDIALMENTE CON IL MASSIMO DELLA NOSTRA STIMA.
Grazie...

Comitato pro Acqua Gualdo

sabato 25 giugno 2011

SI SCRIVE ACQUA SI LEGGE DEMOCRAZIA MA QUANTO CI VORRA' ANCORA?


Negli ultimi giorni Umbra Acque ha recapitato a 69 mila «cattivi pagatori», un terzo degli utenti totali, una maxi cauzione in bolletta che va da 65 a 200 euro. In pratica, quattro milioni di euro che l’azienda terrà in pancia per far fronte a mancati pagamenti.In piu' alla fine dell'assemblea dell'Ati 2 del 24 giugno,è stato approvata un'altra stangata, quella del rimborso del canone di depurazione alle utenze che non hanno il servizio, che secondo loro per legge deve essere pagata dai cittadini che lo hanno!!!
Insomma, tra ieri e oggi, alro che effetto referendum di riduzine delle bollette!!! il connubio letale tra profitto (sperato) e rendita (certa), che determina il nostro sviluppo insostenibile fondato sulla religione della crescita, seguita a tenere in campo i suoi ventriloqui bipartisan. Si fa finta di niente e si ripete che, dopo il referendum, esiste la possibilità di scegliere fra pubblico, privato o misto. Finiamola prima che sia troppo tardi! Dopo il referendum c'è una sola via legittima: quella dei beni comuni che sono incompatibili con profitto e rendita.
MA QUANTO CI VORRA' ANCORA PER RIAPPROPIARCI DI TUTTO CIO'?

martedì 7 giugno 2011

"COMPLETAMENTO AFFISSIONI MANIFESTI"

DA IERI STIAMO AFFIGGENDO I MANIFESTI PER LA PROPAGANDA AL "REFERENDUM"(PURTROPPO DOVEVANO FARLO ALTRI CAPIAMO CHE E' TARDI MA NON E' CERTO COLPA NOSTRA) OGGI COMUNQUE CERCHEREMO DI TERMINARE...MA L'AIUTO RICHIESTO PURTROPPO NON E' STATO ASCOLTATO,CI DISPIACE DI QUESTO PERCHE TUTTI NOI ABBIAMO UN LAVORO,UNA FAMIGLIA E SPENDIAMO TEMPO E DENARO PER LA COLLETTIVITA',SPERO TANTO CHE UN GIORNO ALMENO TUTTI I NOSTRI SFORZI VENGANO CAPITI DALLA POPOLAZIONE.
CI BASTA QUESTO!!!

Ricordiamo che l'importante appuntamento referendario riguarda quattro quesiti, i cui decreti presidenziali di indizione sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 4 aprile 2011. Le denominazioni sintetiche, formulate dall’Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte Suprema di Cassazione, in relazione a ciascuno dei quattro quesiti referendari dichiarati ammissibili, sono: a) referendum popolare n. 1 – Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione; b) referendum popolare n. 2 – Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma; c) referendum popolare n. 3 – Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme; d) referendum popolare n. 4 – Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO

martedì 31 maggio 2011

OSSERVAZIONI E PROPOSTE ALLA FASE DI VAS PER L'ADOZIONE DEL PIANO D'AMBITO ATI 1 PER I RIFIUTI

Il Comitato Pro Acqua Gualdo di Gualdo Tadino dopo aver preso visione del Piano dei Rifiuti di prossima adozione dall'Ati n.1, nel rispetto delle finalità di cui al Dlgs n.152/06 e de piano regionale dei rifiuti, i quali prevedono di incentivare politiche per la riduzione della produzione di rifiuti e la raccolta differenziata quale metodo di recupero di materiali e risorse, ha proposto le proprie osservazioni all’Ati n.1.
Il Comitato ha ritenuto proporre una gestione dei rifiuti che passi per il modello Vedelago(si ricorda il convegno del 2009) ed altre esperienze simili, in quanto permettono il riciclaggio del rifiuto per quote prossime al 100%, con meccanismi che riducono in maniera rilevante il costo sui cittadini ed inducono a buone pratiche ed alla riduzione della produzione dei rifiuti stessi.
Pertanto non si ritiene accetabile il Piano d’Ambito dei rifiuti dell’Ati n.1 il quale prevede il ricorso all’incenerimento-Valorizzazione spinta per la chiusura del ciclo dei rifiuti.
La valorizzazione e/o incenerimento dei rifiuti è un'attività nociva per la salute e l'ambiente malgrado si applichino le migliori tecnologie disponibili per l'abbattimento dei fumi o la riduzione delle ceneri.
Tutto ciò trova dimostrazione ad esempio nei dati raccolti relativi all'inceneritore a biomasse di Schiappe.
Gli inceneritori risultano essere la prima fonte di emissione in Italia di diossine (Inventario della Commissione Europea, rapporto finale del 31.12.2000, 3° volume, pag 69 http://ec.europa.eu/environment/dioxin/pdf/stage2/volume_3.pdf).
Per tali ragioni il Comitato ha proposto all’Ati n.1 di condurre indagini epidemiologiche, prima di adottare una strategia ed una politica dei rifiuti che preveda l’incenerimento quale strumento di chiusura del ciclo dei rifiuti stesso.
Ad oggi non si è in grado di prevedere quale scenario potrebbe profilarsi per il nostro territorio e la salubrità dello stesso e della sua aria, sopratutto in caso di approvazione del progetto che prevede l’adozione per l’Ati n.1 dell’inceneritore di Gubbio; magari associato all’intervento che potrebbe vedere la creazione di un impomato a Biomasse nel Comune di Gualdo Tadino; non tenendo poi in conto le quantità di polveri provenienti dai siti di cava da poco riattivati sempre nel Comune di Gualdo Tadino.
Riciclare si può e si deve, è un imperativo che va perseguito in quanto esistono tutte le tecnologie per farlo, il tutto anche con beneficio per le tasche dei cittadini e delle nostri amministrazioni,dato che oltretutto invece di pagare per smaltire rifiuti verrebbero pagati da coloro che perseguissero queste nostre ipotesi.
Il Comitato Pro Acqua Gualdo

martedì 5 aprile 2011

IMPIANTI A BIOMASSE A GUALDO TADINO? FONTE DI ENERGIA ALTERNATIVA? LUNEDI SERA TUTTI INVITATI


comitatoproacqua@libero.it
http://comitatoproacquagualdo.blogspot.com

Che cos’è questa ipotesi di mega IMPIANTO PER LA PRODUZIONE DI BIOCARBURANTI (Bioraffineria? Da dove viene fuori? Che impatto avrà? Si profilano DANNI IMMENSI ED IRREPARABILI per il nostro territorio, Cosa ci rimettono SALUTE, AGRICOLTURA,ACQUA,ARIA, SUOLO, I NOSTRI BOSCHI? Che ne sarà di GUALDO e la sua gente?
Chi ci guadagna? COSA CI PERDIAMO TUTTI?
Per rispondere a queste domande ed a tutte quelle che i partecipanti vorranno porre, nell’ottica della più esaustiva informazione, il Comitato Pro Acqua Gualdo ha organizzato il Convegno-Dibattito “Biomasse, fonte di energia alternativa? Conoscere per scegliere nel rispetto della salute e dell’ambiente” il giorno 11 Aprile 2011 ore 20.30, presso il Teatro Don Bosco di Gualdo Tadino.”
Interverranno il Prof. Gianni Tamino, docente dell’Università di Padova, esperto internazionale di biomasse ed il Dr. Gianni Vantaggi, coordinatore per l’Umbria dell’Associazione Internazionale Medici per l’Ambiente (ISDE-Italia).
Chiediamo a tutti di partecipare all’importantissimo evento, occasione fondamentale di dibattito e conoscenza delle ipotesi di progetti sulle Biomasse (impianto di produzione di bioetanolo e 2 cogeneratori), argomento tanto scottante ed attuale per la storia della nostra città, dopo le scoperte del Comitato. I progetti, alla luce di tutti gli elementi raccolti, sono così lontani dall’essere solo delle ipotesi che è stato convocato un Consiglio Comunale straordinario proprio sull’argomento per venerdì 8 Aprile. Noi vigileremo molto da vicino affinché al dibattito politico non segua un nulla di fatto che lasci il campo aperto nel futuro a progetti che nulla hanno a che fare con il bene comune. Ci aspettiamo posizioni nette e chiare a cui seguano decisioni altrettanto cristalline. Il tempo di giocare con le vuote chiacchiere è finito, la gente vuole azioni che guardino con limpidezza allo sviluppo di una comunità intera.

Nel frattempo si rende noto che è stato deciso l’iter di richiesta di accesso agli atti amministrativi: dalla Convenzione del Comune di Gualdo Tadino con il Prof. Cotana ai documenti che comprovano l’interlocuzione dei soggetti proponenti gli impianti con le Autorità competenti ed altro ancora.
La battaglia del Comitato cittadino non nasce dal pregiudizio e dall’allarmismo ingiustificato, si arma di conoscenza ed informazione a disposizione dei cittadini su ogni aspetto di progetti che di certo non giovano all’ambiente, alla salute, allo sviluppo di un territorio né tanto meno all’avanzamento tecnologico.


COMITATO PRO ACQUA GUALDO

mercoledì 9 marzo 2011

RICHIESTA UFFICIALE AI CAPOGRUPPO CONSILIARI E DATA CONVEGNO




Come promesso nei comunicati dei giorni scorsi il Comitato Pro Acqua Gualdo ha organizzato per l'11 aprile 2011 il convegno dal titolo “Biomasse, fonte di energia rinnovabile: conoscere per scegliere nel rispetto della salute e dell'ambiente”
che si terra' presso il Teatro Don Bosco di Gualdo Tadino alle ore 20.30 a cui parteciperanno i relatori prof Gianni Tamino biologo dell'Università di Padova esperto internazionale sulle biomasse e il dott. Gianni Vantaggi referente umbro ISDE ITALIA (Associazione Internazionale dei Medici per l’Ambiente) Il convegno sara' aperto a tutti coloro che vogliono conoscere la verità attorno a questo argomento di estrema attualità per la città a seguito anche di accese polemiche scaturitesi recentemente.
Inoltre poiché le recenti comunicazioni ufficiali di sindaco e giunta in merito alla questione dell'impianto di produzione di bioetanolo proposto dal prof. Cotana al convegno “I Care” del 26 febbraio 2011 non hanno fornito ne smentite ne dettagli ulteriori SULL'ESISTENZA O MENO DEL PROGETTO, il Comitato pro Acqua richiede ufficialmente a tutti i capogruppo consiliari di partecipare ad un incontro, da organizzarsi quanto prima,allo scopo di discutere nei dettagli la questione citata e di conoscere la loro posizione dopo la presentazione dei dei documenti in nostro possesso,questo perche la nostra posizione non nasce da PREGIUDIZI,o posizioni ideologiche,ma da dati concreti e non solo ipotetici.

COMITATO PRO ACQUA GUALDO

martedì 1 marzo 2011

BIOMASSE a Gualdo Tadino: Il mega progetto c’è? se si è di portata EPOCALE!!!ORA BASTA!!!


La veemenza delle conclusioni del Sindaco al terzo Convegno “I Care” non intimorirà non solo il Comitato, ma nemmeno tutti i cittadini Gualdesi che erano presenti all’assemblea e che hanno iniziato a porsi le prime preoccupate domande: “Cos’è questo impianto mega di cui si parla? Perché a Gualdo? Cosa comporta?perche non e' stato proclamato a gran voce se talmente importante per Gualdo e senza alcun impatto ambientale?” Con un vecchio repertorio di marketing violento della politica, un solo e brevissimo intervento sul progetto è bastato a definire i cittadini che osano pensare troppo e porsi le dovute domande: oppositori dello sviluppo.
Ma cos’è finalmente lo possiamo dire: un progetto( o cosa?) di una mega bioraffineria per la produzione di 40.000 tonnellato/ anno di bioetanolo da ottenersi da circa 500.000 tonnellate di materiale/anno di orgine biologica (principalmente paglia, canna, robinia ecc), ottenuti da non meno di 4.000 ettari di terreni coltivati a scopo. Due le domande che sono partite per l’Umbria (il Bando scadeva il 09 febbraio 2011) di richiesta all’accesso al finanziamento (almeno del 50% del costo complessivo dell’impianto) alla Banca Europea degli Investimenti attraverso uno strumento finanziario denominato Ner 300: uno per Nera Montoro, polo chimico dimesso, ed uno per Gualdo Tadino, entrambe giudicati siti idonei per la produzione di biocarburanti di seconda generazione, secondo il progetto del Prof. Cotana.
Impianti del genere non s’improvvisano dall’oggi al domani e nessun imprenditore o gruppo di imprenditori intelligente porterebbe avanti un progetto da più di 10 milioni di euro senza che l’amministrazione ne fosse a conoscenza e lo avesse incluso nel proprio piano di sviluppo. E poi se un progetto è buono, perché nasconderlo? L’amministrazione comunale ci ha detto di non saperne nulla fino al giorno prima dell’evento, ma il Prof. Cotana durante il convegno lo ha illustrato, seppur molto brevemente, tra una pala eolica ed un pannello fotovoltaico ed in risposta ad una precisa domanda del Comitato non ha che potuto confermare l’esistenza del piano per Gualdo Tadino.
Siamo a conoscenza inoltre che una nota ditta di spessore nazionale,vuol mettere in esercizio l’impianto più grosso al mondo di produzione di bioetanolo in una città a vocazione chimica, Crescentino (Vercelli), con 45.000 tonnellate/anno, di poco al di sopra di quello previsto per le nostre terre.
E a quanto ci risulta qualche malumore esiste anche tra la popolazione di Crescentino.
Non può essere sufficiente un comunicato stampa per spiegare a tutta la cittadinanza la questione a 360° ed è per questa ragione che a breve sarà organizzato un Convegno di esperti dall’Università di Padova all’ Istituto Nazionale Tumori in ingegneria ambientale, chimica tossicologica, medicina ambientale ed esperti in problemi legati all’agricoltura massiccia di colture dedicate. Il dibattito circa sviluppi differenti e sostenibili sarà aperto a tutte le domande perché abbiamo il diritto di scegliere il nostro futuro anche nella selezione delle migliori strategie di sviluppo.
Chi ci guadagna in questo progetto? Cosa chiedono a Gualdo? Sfruttare l’acqua all’osso, pericolose emissioni, inquinamento di aria, terreni ed acqua. Rischi per la salute, cancellazione della biodiversità, tir che trasportano materiale di giorno e di notte per 365 giorni all’anno per l’inseguimento di una non sostenibile produzione di bioetanolo.
Gualdo non sarà terra da depradare per l’ennesima volta. La confidenza dei nostri politici è nell’ignoranza della popolazione e la loro speranza è che le sommarie rassicurazioni sulla assoluta innocuità e sicurezza di un impianto che produce energia da fonti rinnovabili, siano sufficienti a garantire i profitti degli investitori, lasciando i gualdesi ad un destino ancor più triste delle previsioni.
Questa volta però il popolo avrà tutti i dettagli, saprà tutto quello che c’è da sapere e vedremo se a qualcuno non verrà il dubbio che, in fin dei conti, tutto l’“I care” ruota solo e soltanto attorno a questo mega progetto che mai avrebbero voluto palesare se non prima che i giochi fossero compiuti.
COMITATO PRO ACQUA GUALDO

domenica 6 febbraio 2011

ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA SULLA RIAPERTURA DELLE CAVE

Il Comitato Pro Acqua Gualdo in questi giorni ha proposto pubblico esposto alla Procura della Repubblica di Perugia, al fine di sensibilizzare tutte le istituzioni in relazione alla sorte delle montagne e delle sorgenti del Comune di Gualdo Tadino interessate dalle attività di riapertura delle cave.
Il comitato è stato sensibilizzato anche dalla battaglia giudiziaria in atto presso il Tar Umbria, oltre ad essere da tempo preoccupato di come si sta pianificando il futuro assetto del territoriro di Gualdo Tadino.
In particolare sta a cuore come sempre la tutela della salute dei cittadini e delle sorgenti quali il pozzo Vaccara il quale ha già da tempo mostrato la sua intrinseca fragilità in ragione delle crisi idriche degli anni scorsi.
Una massiccia attività estrattiva come quella autorizzata dal Comune di Gualdo Tadino metterà a dura prova l'equilibrio ambientale, oltre che la vivibilità dei luoghi che si trovano nelle vicinanze dell'attività di cava.
Vogliamo ringraziare l'Avv. Alessandro Fratini per il sostegno personale, oltre l'attività di assistenza e consulenza professionale fornita.

IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO

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