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lunedì 3 novembre 2008

non e' la terra che appartiene all'uomo ma e' l'uomo che appartiene alla terra

Lettera del Gran Capo Seattle, Tribù Suwamish, a Franklin Pierce, Presidente Degli Stati Uniti (1855)
Nel 1854 Il Gran capo bianco di Washington, il Presidente degli Stati Uniti Franklin Pierce, fece un’offerta per acquistare una grande estensione di territorio sul quale vivevano i pellerossa e promise una riserva per il popolo indiano. Il Capo Seattle della tribù Suwamish, rispose con la lettera qui riportata: essa è stata considerata la più bella e profonda dichiarazione d’amore alla natura e all’ambiente.
Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra?
L'idea ci sembra strana
Se noi non possediamo la freschezza dell'aria, lo scintillio dell'acqua, come potete voi acquistarli?
Ogni parte di questa terra è sacra per il mio popolo. Ogni ago lucente del pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruna di boschi ombrosi, ogni radura ed ogni ronzio di insetti è sacro nel ricordo e nell'esperienza del mio popolo.
La linfa che cola negli alberi porta con sè il ricordo dell'uomo rosso.
I morti dell'uomo bianco dimenticano il loro paese natale quando vanno a passeggiare tra le stelle . I nostri morti non dimenticano mai la nostra terra meravigliosa, perchè essa è la madre dell'uomo rosso.
I fiori profumati sono nostri fratelli; il cervo, il cavallo, la grande aquila sono nostri fratelli; le coste rocciose, il verde dei prati, il calore del pony e l'uomo appartengono tutti alla stessa famiglia.
Per questo quando il grande capo bianco di Washington ci manda a dire che vuole acquistare la nostra terra, ci chiede una grossa parte di noi.
Egli dice che riserverà uno spazio per muoverci,affinché possiamo vivere confortevolmente tra di noi.
Prenderemo dunque in considerazione la vostra offerta, ma non sarà facile accettarla. questa terra per noi è sacra.
Sappiamo che l'uomo bianco non comprende i nostri costumi: per lui una parte della terra è uguale all'altra, e quando l'ha conquistata va oltre.
Abbandona la tomba dei suoi avi e ciò non lo turba.
Toglie la terra ai suoi figli e ciò non lo turba.
La tomba dei suoi avi, il patrimonio dei suoi figli cadono nell'oblio.
Tratta sua madre, la terra, e suo fratello,il cielo, come se fossero semplicemente delle cose da acquistare, prendere e vendere, come si fa con le pecore e con le pietre preziose.
La sua bramosia divorerà tutta la terra e a lui non resterà che il deserto.
Io non so. I nostri costumi sono diversi dai vostri.
La vista delle vostre città fa male agli occhi dell'uomo rosso.
Ma forse ciò è perchè l'uomo rosso è selvaggio e non può capire!
Non esiste un posto tranquillo nella città dell'uomo.
Non esiste un luogo per udire le gemme dischiudersi in primavera o ascoltare il fruscio delle ali di un insetto.
Ma forse ciò avviene perchè io sono un selvaggio non posso comprendere.
Sembra che il rumore offenda solo le orecchie.
E che gusto c'è a vivere se l'uomo non può ascoltare il suono dolce del vento o il fruscio delle fronde del pino profumato?
L'aria è preziosa per l'uomo rosso, giacché tutte le cose respirano la stessa aria.
L'uomo bianco non sembra far caso all'aria che respira.
Ma se vi vendiamo le nostre terre io porrò una condizione: l'uomo bianco dovrà rispettare gli animali che vivono in questa terra come se fossero suoi fratelli. Io sono un selvaggio e non conosco altro modo di vivere.
Ho visto migliaia di bisonti imputridire sulla prateria,abbandonati dall'uomo bianco dopo che erano stati abbattuti da un treno in corsa.
Io sono un selvaggio e non comprendo come il "cavallo di ferro" fumante possa essere più importante dei bisonti, noi li uccidiamo solo per sopravvivere.
Che cos'è l'uomo senza animali? Se tutti gli animali sparissero, l'uomo morirebbe in una grande solitudine. Poiché ciò che accade agli animali prima o poi accade all'uomo. Tutte le cose sono connesse tra loro.
Noi sappiamo almeno questo: non è la terra che appartiene all'uomo, ma è l'uomo che appartiene alla terra.
Questo noi lo sappiamo.
Tutte le cose sono connesse come i membri di una famiglia sono connessi da un medesimo sangue.
Non è l'uomo che ha tessuto la trama della vita: egli ne ha soltanto un filo.
Tutto ciò che egli fa alla trama, egli lo fa a se stesso.
Lo stesso uomo bianco, che parla con il suo Dio come due amici insieme, non può sottrarsi al destino comune.
Dopo tutto, forse, noi siamo fratelli. Vedremo.
C'è una cosa che noi sappiamo e che forse l'uomo bianco scoprirà presto: il nostro Dio è il suo stesso Dio.
Egli è il Dio degli uomini e la pietà è uguale per tutti: tanto per l'uomo bianco tanto per quello rosso.
Questa terra per Lui è preziosa, nuocere alla terra è come disprezzare il suo creatore.
Anche i bianchi spariranno: forse prima di tutte le altre tribù.
Contaminate il vostro letto e una notte vi troverete soffocati dai vostri rifiuti.
Dov'è finito il bosco? E' scomparso.
Dov'è finita l'aquila? E' scomparsa.
E' la fine della vita e l'inizio della sopravvivenza.

mercoledì 3 settembre 2008

RIVALORIZZARE LA FONTE ROCCHETTA

Lettera inviata A:

Provincia di Perugia – Sezione Ambiente e Parchi
Regione Umbria – Sezione Ambiente

Cc: Bruno Filippetti
Assessore all’Ambiente Comune di Gualdo Tadino
Prof. Angelo Scassellati
Sindaco del Comune di Gualdo Tadino

Oggetto: RIPRISTINO DELLA ZONA “FONTE DELLA ROCCHETTA” URGENTE

Con la presente,

Siamo a sottoporre alla vostra attenzione i gravissimi fatti che si stanno perpetuando da diversi mesi a questa parte in uno dei luoghi simbolo della città di Gualdo Tadino.
In data 18 Luglio 2008 il Comitato Pro Acqua Gualdo, con richiesta protocollata n. 19553, chiedeva ufficialmente all’Assessore Bruno Filippetti e per conoscenza al Sindaco di Gualdo Tadino, il ripristino e la rivalorizzazione della zona Fonte Rocchetta dopo che lo stesso Assessore, a seguito del completo svuotamento della fonte ( avvenuto nel mese di Luglio e precedentemente a Gennaio 2008), aveva pubblicamente asserito che Ignoti avrebbero manomesso i meccanismi di regolazione della vasca.
Dopo aver indagato circa le modalità di azionamento di tali meccanismi l’ipotesi dell’azione di ignoti diventa poco credibile, se non ridicola, anche in funzione del fatto che in due mesi dal presunto misfatto nessuno si è prodigato per la risoluzione del problema!
Quindi indignati per l’assoluto silenzio di fronte alle nostre istanze e per il mancato intervento da parte dell’Amministrazione, che lascia al degrado completo tutta l’area, siamo qui a chiedere il sostegno di Provincia e Regione perchè tutte le azioni possibili per l’urgente ripristino della zona vengano messe in atto.

Allo scopo di rendervi noti tutti i dettagli della vicenda, alleghiamo la Lettera protocollata ( 18/07/2008 Prot. 19553).

Ringraziandovi sin d’ora per la preziosa collaborazione che vorrete accordarci,
porgiamo i nostri più cordiali saluti


Il Consiglio Direttivo del Comitato Pro Acqua Gualdo

martedì 2 settembre 2008

"BEATI GLI ASSETATI DI GIUSTIZIA PERCHE' VEDRANNO I LADRI DELL'ACQUA IN GALERA CHIESA INCLUSA!!!"

Chi controlla i bisogni primari, controlla la società. PDL e PDmenoelle lo sanno bene. Senza acqua si muore, ma se l'acqua viene privatizzata i partiti vivono meglio. I concessionari sanno essere riconoscenti, voti, soldi, poltrone finanziati dal rincaro dell'acqua a carico dei cittadini.
L'acqua non si può privatizzare. Non è una merce, è un diritto. Come respirare, parlare, amare. Gesù trasformò l'acqua in vino, Veltrusconi la vuole trasformare in business. Beati gli assetati di giustizia perchè vedranno i ladri dell'acqua in galera. Loro non si arrenderanno mai, noi neppure.

Il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione, in particolare del PD, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta.
Così il governo Berlusconi, con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce.
Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti amici,con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell’ acqua ……il “Decreto modifica la natura stessa dello Stato e delle collettività territoriali. I Comuni, in particolare, non sono più dei soggetti pubblici territoriali responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di beni competitivi in una logica di interessi privati, per cui il loro primo dovere è di garantire che i dividendi dell’impresa siano i più elevati nell’interesse delle finanze comunali.“ Ci stiamo facendo a pezzi anche la nostra Costituzione!
Concretamente cosa significa tutto questo? Ce lo rivelano le drammatiche notizie che ci pervengono da Aprilia (Latina) dimostrandoci quello che avviene quando l’acqua finisce in mano ai privati. Acqualatina, (Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua ha il 46,5 % di azioni) che gestisce l’acqua di Aprilia, ha deciso nel 2005 di aumentare le bollette del 300%! Oltre quattromila famiglie da quell’anno, si rifiutano di pagare le bollette ad Acqualatina, pagandole invece al Comune. Una lotta lunga e dura di resistenza quella degli amici di Aprilia contro Acqualatina!
Ma dov’è finita quella grossa spinta contro la privatizzazione dell’acqua che ha portato alla raccolta di 400 mila firme di appoggio alla Legge di iniziativa popolare sull’acqua?
Ma cosa succede in questo nostro paese? Perchè siamo così immobili? Perchè ci è così difficile fare causa comune con tutte le lotte locali, rinchiudendoci nei nostri territori?
Non è giunto il momento di appellarsi ai parlamentari di tutti i partiti per far passare in Parlamento una legge-quadro sull’acqua?
Dobbiamo darci tutti una mossa per realizzare il sogno che ci accompagna e cioè che l’acqua è un diritto fondamentale umano, che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico, al minor costo possibile per l’utente,senza essere SPA, pertanto si chiede che venga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubblica, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile.”
Quando ascolteremo parole del genere dalla Conferenza Episcopale Italiana? Quand’è che prenderà posizione su un problema che vuole dire vita o morte per le nostre classi deboli, ma soprattutto per gli impoveriti del mondo? (Avremo milioni di morti per sete!).
E’ quanto ha affermato nel mezzo di questa estate, il 16 luglio, il Papa Benedetto XVI:” Riguardo al diritto all’acqua, si deve sottolineare anche che si tratta di un diritto che ha un proprio fondamento nella dignità umana .Da questa prospettiva bisogna esaminare attentamente gli atteggiamenti di coloro che considerano e trattano l’acqua unicamente come bene economico.” Quand’è che i nostri vescovi ne trarranno le dovute conseguenze per il nostro paese e coinvolgeranno tutte le parrocchie in un grande movimento in difesa dell’acqua? L’acqua è vita. “L’acqua è sacra, non solo perché è prezioso dono del Creatore, ma perché è sacra ogni persona, ogni uomo, ogni donna della terra fatta a immagine di Dio che dall’acqua trae esistenza, energia e vita.”
Sull’acqua ci giochiamo tutto!
Partendo dal basso, dalle lotte in difesa dell’acqua a livello locale, dobbiamo ripartire in un grande movimento che obblighi il nostro Parlamento a proclamare che l’acqua non è una merce, ma un diritto di tutti. Diamoci da fare perché vinca la vita!".

Padre Alex Zanotelli

domenica 20 luglio 2008

LETTERA APERTA ALL'ASSESSORE FILIPPETTI BRUNO






A: Bruno Filippetti
Assessore all’Ambiente Comune di Gualdo Tadino

Cc: Prof. Angelo Scassellati
Sindaco del Comune di Gualdo Tadino


Oggetto: RIPRISTINO DELLA ZONA “FONTE DELLA ROCCHETTA”


Gent.mo Assessore Bruno Filippetti,


con la presente il Comitato Pro Acqua Gualdo sottopone alla Sua attenzione la questione del rispristino e rivalorizzazione della zona Fonte Rocchetta.
Abbiamo tristemente appreso, da una sua intervista rilasciata al Giornale dell’Umbria l’11 Luglio 2008, che degli “ignoti” avrebbero manovrato gli strumenti che inviano l’acqua svuotando la vasca dell’omonima Fonte.
Prima di tutto va ricordato che la medesima situazione si era già verificata a Gennaio 2008 ed in quel caso l’amministrazione comunale aveva parlato di lavori straordinari di manutenzione. Da allora i lavori suddetti non sembrano aver prodotto nulla e nel frattempo la vasca si è solo riempita di acqua piovana. Oggi la fonte è di nuovo a secco e tutta l’area in degrado ed in stato di inconfutabile abbandono.
Quanto tempo dobbiamo attendere per il ripristino dei meccanismi ipoteticamente manomessi da “ignoti” che hanno causato lo svuotamento della fonte? O per la riattivazione della bellissima cascata a riciclo? E per la generale rivalorizzazione della zona fiore all’occhiello e simbolo di Gualdo Tadino?
Il Comitato attende una solerte risposta a tutti i quesiti a lei sottoposti poichè la costante e continua opera di svilimento della zona Rocchetta, nonchè l’apparente volontà di scoraggiare sempre di più il suo avvicinamento da parte di cittadini e turisti (specialmente nella stagione estiva), desta la nostra massima attenzione e preoccupazione soprattutto in relazione al fatto che gli investimenti necessari per il recupero dell’area (servizi igienici inclusi non ancora funzionanti) sono già stati
realizzati ed alla convinzione del Comitato che non vi sia più ACQUA disponibile per la Fonte della ROCCHETTA!
Come cittadini gualdesi chiediamo quindi che venga restituito al suo massimo splendore il luogo naturale simbolo per eccellenza a cui il nome di Gualdo è da sempre legato e vigileremo accuratamente e costantemente affinchè ciò accada.

Il Consiglio Direttivo del Comitato Pro Acqua Gualdo

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