sabato 7 febbraio 2009

IN MENSA TORNA l'ACQUA DEL RUBINETTO







Addio alle bottigliette di plastica,
gli istituti torinesi guardano avanti
"Così si risparmia e non si inquina"
TORINO
Niente più bottigliette di plastica, nelle mense scolastiche torinesi ritorna l’acqua del rubinetto. Una novità per migliaia di bambini e ragazzi che, ogni giorno, consumano pasti negli istituti del capoluogo piemontese, dagli asili nido fino alle scuole medie, passando per materne ed elementari. Si inizierà lunedì 9 febbraio in tutti i plessi scolastici e nidi d’infanzia che si trovano nelle Circoscrizioni 1, 7 e 10.

Gradualmente saranno coinvolte nell’iniziativa le altre Circoscrizioni sino alla copertura di tutto il territorio cittadino entro la fine dell’anno scolastico in corso. Sui tavoli delle mense, dunque, faranno la loro comparsa le caraffe riempite con l’acqua dell’acquedotto. Secondo il Comune di Torino, l’operazione è anche conveniente: non tanto da un punto di vista immediato sui conti, quanto sui risparmi che si otterranno sul fronte dei consumi di acqua, evitando gli avanzi di bottiglia, e soprattutto riducendo di plastica che finisce nei cassonetti. A compimento del programma si risparmieranno annualmente circa 2,5 milioni di bottiglie di plastica. La Smat (Società Metropolitana Acque Torino) gestisce tutto il ciclo produttivo dell’acqua, dagli impianti agli edifici urbani.

L’acqua è garantita da oltre mille controlli e analisi quotidiane ai quali vanno ad aggiungersi i controlli effettuati direttamente nelle scuole. Le aziende di ristorazione dovranno effettuare periodicamente le analisi chimiche/microbiologiche delle acque per verificarne la conformità alla normativa vigente. L’acqua che esce dai rubinetti di Torino è la stessa che verrà utilizzata dagli astronauti americani nelle missioni nello spazio.

giovedì 29 gennaio 2009

"SODA CAUSTICA AL POSTO DELL'ACQUA"

Scattano i sequestri dei Nas di Padova Saranno i carabinieri del Nas di Padova a procedere al sequestro di un lotto di acqua minerale Vera, prodotta in Veneto e in parte commercializzato in Sardegna, ora "incriminato" perché una delle bottigliette è risultata contenere soda caustica. Ne ha fatto le spese l'autista di un'ambulanza dell'ospedale di Is Mirrionis, a Cagliari, che ieri mattina l'ha presa dal dispenser, nel corridoio del pronto soccorso, e dopo aver bevuto si è sentito male. L'uomo è stato colpito da intossicazione, ha trascorso la notte in osservazione nel reparto di gastroenterologia, e ora sta meglio. Nel frattempo, i carabinieri del Nas di Cagliari - guidati dal capitano Giovanni De Iorgi - hanno confermato all'ANSA il ritiro dall'ospedale di tutte le bottiglie di plastica Vera e hanno poi allertato i colleghi di Padova, competenti per territorio, che in queste ore stanno eseguendo le verifiche nello stabilimento veneto dell'azienda produttrice per poi mettere i sigilli al lotto "incriminato". Il ministero della Salute valuterà altre eventuali misure da adottare. La bottiglietta con la soda caustica non presenta apparentemente nessuna manomissione esterna: probabilmente si tratta di un caso isolato verificatosi nella fase di imbottigliamento. La soda caustica diluita opportunamente viene infatti utilizzata per lavare gli impianti: qualche goccia di prodotto potrebbe essere finita nella bottiglietta prima del riempimento. Tecnici dell'Arpas, l'Agenzia regionale di protezione dell'ambiente, stanno effettuando le analisi per accertare l'esatta natura della sostanza che ha provocato l'intossicazione.
articolo ripreso da l'unione sarda.it

lunedì 19 gennaio 2009

L'Italia privatizza l'acqua,la Francia fa marcia indietro

(Teleborsa) - Roma, 19 gen - La legge 133 del 2008 fa obbligo ai Comuni italiani di mettere sul mercato la gestione delle reti idriche.
Con questo provvedimento sia i partiti di destra che di sinistra del nostro Paese affidano alla gestione del privato la riqualificazione della rete idrica e gli investimenti per ammodernarla.
In Francia dove le reti idriche sono gestite dai privati è invece in atto una decisa marcia indietro a cominciare da Parigi che ha deciso di ritornare al servizio pubblico.
Le ragioni, come viene precisato in una nota dell'Istituto nazionale del Consumo (istituzione pubblica), sono gli alti costi (l'acqua gestita dai francesi costa un 30% in più rispetto a quella gestita dal pubblico) e la necessità quindi di ritornare a prezzi dell'acqua ragionevoli.
Secondo una nota di Adiconsum, quella francese è senz'altro un'esperienza sulla quale riflettere.
Per l'associazione dei consumatori, nel nostro Paese è indispensabile recuperare i ritardi sugli investimenti, ma ciò non deve essere sinonimo di privatizzazione del servizio.
Al contrario, come già è avvenuto in alcune realtà, i costi in bolletta sono esplosi, ma senza alcun miglioramento del servizio.
Per questo, ad avviso di Adiconsum è fondamentale in questo settore un'Authority autorevole in grado di stabilire standard di qualità, norme di trasparenza tariffaria e quanto peso deve avere in bolletta l'ammodernamento della rete.
"Occorrono regole e rispetto delle stesse per evitare che le famiglie vadano incontro a nuovi salassi", conclude Paolo Landi, segretario generale Adiconsum.
L'Italia spende meno di Francia e Germania, ma spende di più della Spagna e della Svezia.

ci sveglieremo mai?

sabato 13 dicembre 2008

" Gualdo Tadino " La Storia Della Nostra Città





Umbra prima, romana poi e definitivamente medievale. Il tessuto della città racconta delle sue tante rifondazioni, profondamente intrecciate con l’architettura
e le materie che nelle varie epoche si sono succedute. Conoscerne da vicino la storia, significa comprendere appieno l’identità della Gualdo odierna.

Da recenti studi è emerso che la vetusta Tarsinater umbra, citata nelle Tavole Eugubine, coincideva con l’abitato del Colle Mori, esistente ai piedi dell’Appennino gualdese dal sec. XIII A.C. al II secolo A.C., mentre la città Tadinum era il municipio romano sviluppatosi lungo la Flaminia, al vocabolo Rasina, intorno al III secolo a.C.. Ma origine più remota va ricercata nell’insediamento di epoca preistorica in località Santo Marzio, luogo in cui furono rinvenuti due dischi aurei risalenti al XII sec. a. C., ritenuti la più antica testimonianza di oreficeria in Italia. Assogettata a Roma nel 266 a. C. e rasa al suolo dalle truppe di Annibale nel 217 a. C., la zona fu devastata più volte dalle incursioni barbariche.
Nel 552 fu luogo della famosa battaglia di Tagina o Tadinum, durante la quale il bizantino Narsete sconfisse il re goto Totila. Distrutta nell’anno 996 dalle truppe dell’Imperatore Ottone III, Tadinum venne ricostruita nel 1180, in località Val di Gorgo (eremo Santo Marzio), lungo le sponde del Feo, con il nome longobardo di Gualdum (dal tedesco wald, che significa bosco); in seguito al violento incendio causato secondo la leggenda forse da una donna di nome “Bastola”, fu nuovamente riedificata, come compare in un atto del 30 aprile 1237. Un periodo di rinascita iniziò nel Duecento grazie all’imperatore Federico II. Egli volle il restauro della Rocca Flea e, per proteggere le cittadina dagli attacchi guelfi perugini, nel 1242 la cinse di possenti mura, la dotò di quattro porte di accesso (San Benedetto, San Donato, San Martino e San Facondino) e diciassette torri di difesa. Durante il periodo comunale la città si diede libere istituzioni, Gualdo fu sottomessa da Perugia e nel 1378 ad opera di Bartolo di Sassoferrato ebbe uno dei primi statuti cittadini. In seguito, Gualdo fu sottomessa a Perugia e nel 1458 passò allo Stato Pontificio. Nel 1513, grazie alla sua strategica posizione di confine tra i possedimenti della chiesa e il Ducato di Urbino, fu dichiarata da Papa Leone X sede di Legazione Autonoma e governata da Cardinali Legati, titolo che conservò fino al 1587. Nei due secoli successivi passò sotto l’amministrazione pontificia: nel 1833 le furono conferiti da Papa Gregorio XVI il titolo di Città e il nome “Gualdo Tadino” sia per distinguerla dai centri omonimi, sia per ricordare il municipio romano posto sulla Flaminia. Il doppio nome, Tadinum e Gualdum, porta la memoria delle sue origini: umbra, romana e longobarda.

domenica 23 novembre 2008

"Infiniti Modi Per Non Finirla"




L’ACQUA ORMAI LO SAPPIAMO, NON E’ UNA RISORSA INFINITA E SPETTA A NOI RISPARMIARLA E TUTELARLA SE VOGLIAMO UN FUTURO IN CUI QUESTA RISORSA SIA ANCORA ACCESSIBILE A TUTTI.
DA UN LATO L’EFFETTO SERRA,DALL’ALTRO L’INTENSIFICARSI DI UN’AGRICOLTURA CHIAMATA A SODDISFARE I BISOGNI ALIMENTARI ED,IN FUTURO ANCHE QUELLI ENERGETICI:TUTTO QUESTO RENDERA’ L’ACQUA UN BENE SEMPRE PIU’ LIMITATO.
PER SODDISFARE IL FABBISOGNO DI ACQUA TUTELANDO FALDE E FIUMI DOBBIAMO IMPARARE AD USARLA MEGLIO.
RISPARMIARE ACQUA SI PUO’,SENZA IMMAGINARE ANACRONISTICHE LIMITAZIONI AL NOSTRO VIVERE QUOTIDIANO.
E’ DA QUI CHE PUO’ PARTIRE UN USO PIU’ RISPETTOSO DI QUESTA IMPORTANTE RISORSA CHE RIPETIAMO NON E’ INFINITA.
EVITIAMO GLI SPRECHI DI QUESTA PREZIOSA RISORSA AMBIENTALE
MA SOPRATTUTTO IMPARIAMO A BERE “L’ACQUA DI CASA” EROGATA DAGLI ACQUEDOTTI PUBBLICI.
L’ACQUA E’ VITA,PRIMA CHE UNA RISORSA PRIMARIA,PRIMA CHE UN BENE ECONOMICO E PER QUESTO IL SUO VALORE NON PUO’ ESSERE MISURATO SOLO IN TERMINI ECONOMICI.
PRIMA DI DOVER FRONTEGGIARE NUOVE E SEMPRE PIU’ ALLARMANTI EMERGENZE,PRESTIAMO ATTENZIONE ALPRESENTE.

MESSAGGI IN BOTTIGLIA

UNA FAMIGLIA MEDIA DI TRE PERSONE CHE BEVONO CIRCA UN LITRO A TESTA AL GIORNO DI ACQUA MINERALE,NE CONSUMA 720 BOTTIGLIE ALL’ANNO,PARI A 1080 LITRI E SPENDE MEDIAMENTE 300 EURO L’ANNO.
IL COSTO DELLA MEDESIMA ACQUA BEVUTA DAL RUBINETTO NON RAGGIUNGE 1 EURO ALL’ANNO.
IL TEMPO DI PERMANENZA NELLE BOTTIGLIE DI PLASTICA E LE CONDIZIONI IN CUI AVVIENE LO STOCCAGGIO DELLE CONFEZIONI DI ACQUA MINERALE INCIDONO E MOLTO SULLA QUALITA’ ORGANOLETTICA DEL PRODOTTO,MA FORSE ANCHE SULLA SUA SALUBRITA’:DA PIU’ PARTI SI RITIENE CHE ALCUNE SOSTANZE CONTENUTE NEL “PET” POSSANO ESSERE RILASCIATE NELL’ACQUA.
SOLO IL 27%DELL’ACQUA MINERALE PRELòEVATA DALLE FONTI VIENE IMBOTTIGLIATA ED AVVIATA AL CONSUMO.
IL 73% VIENE SEMPLICEMENTE SPRECATYA TRA CONSUMI DI STABILIMENTO E CICLO DI PRODUZIONE DELLE BOTTIGLIE IN PLASTICA.
IN PRATICA PER BERE UN BICCHIERE D’ACQUA MINERALE SE NE CONSUMANO QUASI 4.
IN ITALIA SI MUOVONO 300.000 TIR OGNI ANNO SOLO PER TRASPORTARE ACQUA MINERALE E PLASTICA AI CONSUMATORI CHE DISPONGONO DI OTTIMA ACQUA DI RUBINETTO DIRETTAMENTE IN CASA.
PER L’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ QUESTO DATO E’ ALTRETTANTO PARADOSSALE CHE PER UN ESCHIMESE COMPRARE UN FRIGORIFERO.
IL GUSTO DEL CLORO, CHE E’ SOSTANZA ALTAMENTE VOLATILE, NELL’ACQUA DEL RUBINETTO SCOMPARE DOPO CIRCA 30 MINUTI DI DECANTAZIONE.
AL CONTRARIO NELL’ACQUA MINERALE SI POSSONO TROVARE SOSTANZE COME L’ARSENICO E IL CADMIO ALTAMENTE CANCEROGENE.
UN’ULTIMO RAGIONAMENTO ASSAI SCONVOGENTE E’ CHE SUL COSTO DI UNA BOTTIGLIA DI ACQUA MINERALE SOLO L’1%(AVETE LETTO BENE UNO PER CENTO) E’ RAPPRESENTATA DALLA MATERIA PRIMA CIOE’ L’ACQUA.
LA PLASTICA DELLE BOTTIGLIE INCIDE INVECE PER OLTRE IL 60%.
SI PUO’ AFFERMARE TRANQUILLAMENTE CHE IN MOLTISSIMI CASI IL VERO BUSINESS PER LE DITTE PRODUTTRICI E LE MULTINAZIONALI CHE CONTROLLANO IL MERCATO DELL’ACQUA MINERALE E’ PROPRIO LA VENDITA DELLA PLASTICA!!!

lunedì 3 novembre 2008

non e' la terra che appartiene all'uomo ma e' l'uomo che appartiene alla terra

Lettera del Gran Capo Seattle, Tribù Suwamish, a Franklin Pierce, Presidente Degli Stati Uniti (1855)
Nel 1854 Il Gran capo bianco di Washington, il Presidente degli Stati Uniti Franklin Pierce, fece un’offerta per acquistare una grande estensione di territorio sul quale vivevano i pellerossa e promise una riserva per il popolo indiano. Il Capo Seattle della tribù Suwamish, rispose con la lettera qui riportata: essa è stata considerata la più bella e profonda dichiarazione d’amore alla natura e all’ambiente.
Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra?
L'idea ci sembra strana
Se noi non possediamo la freschezza dell'aria, lo scintillio dell'acqua, come potete voi acquistarli?
Ogni parte di questa terra è sacra per il mio popolo. Ogni ago lucente del pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruna di boschi ombrosi, ogni radura ed ogni ronzio di insetti è sacro nel ricordo e nell'esperienza del mio popolo.
La linfa che cola negli alberi porta con sè il ricordo dell'uomo rosso.
I morti dell'uomo bianco dimenticano il loro paese natale quando vanno a passeggiare tra le stelle . I nostri morti non dimenticano mai la nostra terra meravigliosa, perchè essa è la madre dell'uomo rosso.
I fiori profumati sono nostri fratelli; il cervo, il cavallo, la grande aquila sono nostri fratelli; le coste rocciose, il verde dei prati, il calore del pony e l'uomo appartengono tutti alla stessa famiglia.
Per questo quando il grande capo bianco di Washington ci manda a dire che vuole acquistare la nostra terra, ci chiede una grossa parte di noi.
Egli dice che riserverà uno spazio per muoverci,affinché possiamo vivere confortevolmente tra di noi.
Prenderemo dunque in considerazione la vostra offerta, ma non sarà facile accettarla. questa terra per noi è sacra.
Sappiamo che l'uomo bianco non comprende i nostri costumi: per lui una parte della terra è uguale all'altra, e quando l'ha conquistata va oltre.
Abbandona la tomba dei suoi avi e ciò non lo turba.
Toglie la terra ai suoi figli e ciò non lo turba.
La tomba dei suoi avi, il patrimonio dei suoi figli cadono nell'oblio.
Tratta sua madre, la terra, e suo fratello,il cielo, come se fossero semplicemente delle cose da acquistare, prendere e vendere, come si fa con le pecore e con le pietre preziose.
La sua bramosia divorerà tutta la terra e a lui non resterà che il deserto.
Io non so. I nostri costumi sono diversi dai vostri.
La vista delle vostre città fa male agli occhi dell'uomo rosso.
Ma forse ciò è perchè l'uomo rosso è selvaggio e non può capire!
Non esiste un posto tranquillo nella città dell'uomo.
Non esiste un luogo per udire le gemme dischiudersi in primavera o ascoltare il fruscio delle ali di un insetto.
Ma forse ciò avviene perchè io sono un selvaggio non posso comprendere.
Sembra che il rumore offenda solo le orecchie.
E che gusto c'è a vivere se l'uomo non può ascoltare il suono dolce del vento o il fruscio delle fronde del pino profumato?
L'aria è preziosa per l'uomo rosso, giacché tutte le cose respirano la stessa aria.
L'uomo bianco non sembra far caso all'aria che respira.
Ma se vi vendiamo le nostre terre io porrò una condizione: l'uomo bianco dovrà rispettare gli animali che vivono in questa terra come se fossero suoi fratelli. Io sono un selvaggio e non conosco altro modo di vivere.
Ho visto migliaia di bisonti imputridire sulla prateria,abbandonati dall'uomo bianco dopo che erano stati abbattuti da un treno in corsa.
Io sono un selvaggio e non comprendo come il "cavallo di ferro" fumante possa essere più importante dei bisonti, noi li uccidiamo solo per sopravvivere.
Che cos'è l'uomo senza animali? Se tutti gli animali sparissero, l'uomo morirebbe in una grande solitudine. Poiché ciò che accade agli animali prima o poi accade all'uomo. Tutte le cose sono connesse tra loro.
Noi sappiamo almeno questo: non è la terra che appartiene all'uomo, ma è l'uomo che appartiene alla terra.
Questo noi lo sappiamo.
Tutte le cose sono connesse come i membri di una famiglia sono connessi da un medesimo sangue.
Non è l'uomo che ha tessuto la trama della vita: egli ne ha soltanto un filo.
Tutto ciò che egli fa alla trama, egli lo fa a se stesso.
Lo stesso uomo bianco, che parla con il suo Dio come due amici insieme, non può sottrarsi al destino comune.
Dopo tutto, forse, noi siamo fratelli. Vedremo.
C'è una cosa che noi sappiamo e che forse l'uomo bianco scoprirà presto: il nostro Dio è il suo stesso Dio.
Egli è il Dio degli uomini e la pietà è uguale per tutti: tanto per l'uomo bianco tanto per quello rosso.
Questa terra per Lui è preziosa, nuocere alla terra è come disprezzare il suo creatore.
Anche i bianchi spariranno: forse prima di tutte le altre tribù.
Contaminate il vostro letto e una notte vi troverete soffocati dai vostri rifiuti.
Dov'è finito il bosco? E' scomparso.
Dov'è finita l'aquila? E' scomparsa.
E' la fine della vita e l'inizio della sopravvivenza.

venerdì 31 ottobre 2008

Sempre Più Delusi




Ci stiamo battendo da diverso tempo per la salvaguardia della risorsa idrica e abbiamo in questi ultimi tempi assistito ad un susseguirsi di proroghe della crisi idrica che va avanti sin dai primi mesi del 2007. La nostra amministrazione comunale mentre con una mano ha emanato e continua ad emanare ordinanze per razionalizzare l’uso dell’ acqua potabile, con l’altra continuava imperterrita ad irrigare il manto erboso del nostro stadio comunale.
Di per sè già il fatto è grave ma la cosa assurda è che lo stadio era attrezzato fin d’allora per l’irrigazione con la bellezza di 3 Pozzi!
Questi sono stati messi in funzione molto semplicemente quest’anno da una società privata che ha preso in gestione il tutto.
Dal 2004 ad oggi sono stai spesi per questa operazione quasi 84.000 euro (ABOMINEVOLE!) . Mentre richiedevano sacrifici a noi cittadini, mentre le nostre bollette continuavano a lievitare, mentre pagavamo fior di quattrini le autobotti cariche di acqua provenienti da Branca per rimpinguare il nostro acquedotto, i nostri Amministratori ci hanno assicurato la perdita di 84.000 euro e di
irrecuparabili migliaia di litri di acqua per irrispettosa negligenza e superficialità.
Invitiamo tutta l’Amministrazione a ripassare qualsiasi guida al risparmio idrico e a gran voce chiediamo il risarcimento per il danno morale, oltre che per quello economico con ridistribuzione degli 84.000 euro a favore della cittadinanza a cui sono stati sottratti con assurdo ed inconcepibile menefreghismo.


Il Consiglio Direttivo del Comitato Pro Acqua Gualdo

domenica 19 ottobre 2008

copiamo ed incolliamo lo scritto di marco gubbini in riferimento alla lodevole iniziativa di domenica 19 ottobre 2008 "recupera la ruota"

Operazione "Recupera la ruota"

Scritto da Marco Gubbini il October 19, 2008 alle 1:41pm

Tra poco le immagini della riuscitissima operazione "Recupera la ruota", svoltasi stamattina in quel di Valsorda dove, tra l'iniziale nebbia, abbiamo ripulito il laghetto (per quanto possibile) oltre che dalla ruota anche da bottiglie, tubi di plastica, bidoni.

Oltre ad aver smascherato un vero e proprio cantiere tra le acque melmose del laghetto, abbiamo anche scoperto un tenace avvocato Velatta a cui va datto atto di aver battuto tutti i partecipanti quanto a lavoro. A nostra attenuante il fatto di calzare scarpe da tennis contro gli stivali di gomma del suddetto avvocato.
I partecipanti: Angelo, Alessandro, Tanocanario, il sottoscritto e consorte, Chiara, Daniele Lanuti, la telefonata di Simone, Enzo,Casaglia e consorte (in rigorosissimo ordine di arrivo, che nel caso di Casaglia ha coinciso con la fine dell'operazione).

Esperienza da ripetere, specialmente per Chiara che è così riuscita ancora una volta a riempire la pagina della cronaca del Giornale dell'Umbria grazie a noi del ning :-).
Da parte mia sposo la proposta di Alessandro: domenica la vasca della Rocchetta. Tra poco inserirò le immagini, spero che Tano riesca a montare il filmato

giovedì 9 ottobre 2008

Oggetto: Amministrazione Gualdese: POLITICA ASSENTE SU TUTTI I FRONTI PER LA DIFESA DELL’ACQUA





Vogliamo a gran voce far presente la nostra totale disapprovazione in merirto alla mozione respinta dalla maggioranza dei consiglieri comunali di Gualdo Tadino sulla chiusura e cementificazione dei pozzi di Rigali, Corcia e Sascupo.
Innanzitutto perchè, a parte il capo gruppo PD Costantino Matarazzi che nella imprecisa spiegazione del suo voto contrario ha definito strumentale la mozione stessa (Strumentale di che cosa?), nessuno degli altri votanti contrari ha avuto il coraggio di dire una sola parola sulla motivazione del proprio no!I consiglieri invece di manifestare la loro scelta in maniera evidente, con la mano pienamente alzata, hanno mostrato appena la punta delle dita dai tavoli della sala Consiliare facendo apparire palesemente la loro vergogna.
Con la mozione, approvata all’unanimità dal Comune di Nocera Umbra, si voleva anche ribadire l’assoluta contrarietà ad eventuali prelievi artificiali di acqua e la nostra Amministrazione è stata costretta a scoprirsi definitivamente: per nulla sensibili al richiamo di un’intera collettività, la maggioranza opta ancora per ulteriori attingimenti di acqua, spalleggia sempre Rocchetta nei suoi piani di investimento, incurante di crisi idriche ancora in corso a livello regionale e nazionale con proroghe continue e delle direttive del nostro Tribunale Regionale. Il resoconto di una simile politica della risorsa idrica è disastroso su ogni fronte!
La nostra Amministrazione non ha voluto o non è stata nemmeno in grado di impiantare una campagna al risparmio idrico sull’onda di quella regionale colta al volo da tanti comuni umbri, come per esempio dal Comune di Trevi che è in contatto con il Comitato ed ha inviato i propri opuscoli informativi al nostro consiglio direttivo. Avete visto da nessuna parte i manifesti che Umbra Acque ha preparato per la campagna al Risparmio idrico e distribuito a tutti i comuni da essa serviti? Nel nostro comune non sono mai stati affissi!
Ogni questione che ruoti intorno all’acqua è affossata perchè eravamo la città delle acque, mentre ora stiamo sempre più diventando la città di Rocchetta! Tutto quello che può ledere all’immagine di questa azienda viene accuratamente evitato, ma sicuramente non cancellato, perchè siamo pronti ad una lotta sempre più agguerrita senza esclusione di colpi, confortati da un numero crescente di cittadini gualdesi informati e sensibili all’argomento che sempre meno credono alle poco serie spiegazioni, fino a poco tempo fa sufficienti a far tacere le voci fuori coro.(vedesi lettera al Sindaco di Gianni Pasquarelli, che qui ringraziamo, pubblicata recentemente sull’Eco del Serrasanta). Il Consiglio Direttivo del Comitato Pro Acqua Gualdo

domenica 21 settembre 2008

FONTE ROCCHETTA: DOPO LA DENUNCIA DEL COMITATO PRO ACQUA GUALDO, ORA E’ LA REGIONE A ESIGERE SPIEGAZIONI AL COMUNE

Articoli che si susseguono sulle testate giornalistiche locali, appelli su siti e blog e addirittura classi scolastiche che preparano temi sull’argomento indirizzati al Comune di Gualdo: ora tutti lanciano il grido di allarme per la situazione alla “Fonte Rocchetta” e noi siamo molto contenti per l’aumentata sensibilità della gente attorno alla problematica.
Il Comitato per primo ha ufficialmente denunciato lo stato di abbandono delle “Fonti” e, poichè all’istanza inoltrata all’ass. Filippetti ed al Sindaco di Gualdo aveva fatto seguito solo un omertoso silenzio, si è direttamente rivolto alla Regione che ha prontamente risposto nella persona dell’Ing. Viterbo.
Ora l’Amministrazione Regionale prende le distanze dalle azioni scellerate della nostra Amministrazione e, con lettera protocollata (Prot. 0136539 del 12/09/08), ha richiesto spiegazioni ufficiali in merito a quanto denunciato dal comitato.
Vogliamo risposte dal Comune ed il ripristino COMPLETO e REALE della zona della sorgente! La serie di azioni messe in atto dal Comitato in questo ambito non ha il significato di uno sfogo momentaneo, ma ha lo scopo di ottenere il recupero completo dell’area della Rocchetta e terminerà solo quando alla cittadinanza sarà restituito nella sua integrità un bene ad uso comune con la garanzia della sua fruibilità nel tempo.
Nel frattempo la battaglia del comitato proseguirà anche su altri fronti, con il principale intento di difendere l’acqua come bene comune fondamentale ed in via di estinzione dai nuovi padroni che agiscono industurbati nei nostri territori, con l’appoggio di comune e Regione nella legittimizzazione del furto.
Sfacciatamente e vergognosamente ci ripropongono l’acquisto in bottiglia dell’acqua dei nostri monti anche nei manifesti dei “Giochi de le Porte”!
Tre sono gli assurdi su cui esortiamo una finale riflessione:
Ricomprare la nostra acqua imbottigliata, che alla Rocchetta costa meno della colla utilizzata nell’etichetta e.....a noi cittadini sempre di più!




Sull’onda della campagna regionale per il risparmio idrico e di tanti Comuni Umbri che l’hanno messa in atto, sarebbe stato ammirevole che anche la Nostra Amministrazione fosse stata promotrice dell’uso di acqua del rubinetto.
Proporre nella Città Delle Accque l’uso dell’acqua in brocca per esempio nelle Taverne durante il periodo dei Giochi De Le Porte sarebbe stato un trampolino di lancio di un’iniziativa che avrebbe avuto echi significativi nel ripristino della coscienza dei cittadini, ma......lo sponsor non è ROCCHETTA?



Il Consiglio Direttivo del Comitato Pro Acqua Gualdo

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