Permettetemi prima del comunicato stampa di fare un piccolo e breve resoconto della giornata di ieri, devo innanzi tutto ringraziare tutti i membri del comitato x il "lavoro" svolto alla perfezione pur essendoci stati mille problemi, gli sponsor e i molto preparati relatori oltre naturalmente alla popolazione,dire di essere rimasto veramente entusiasta del convegno e' poco, e' stato per noi tutti un immenso piacere vedere una presenza cosi massiccia e numerosa(ad un certo punto l’aula magna era stracolma con tanta gente in piedi )e piu' che altro con una partecipazione attenta e molto interessata.
Noi ribadiamo che non vogliamo sostituirci alle istituzioni,ma ci auguriamo che chi ci governa non rimanga sordo, come purtroppo spesso succede alle valutazioni dei cittadini e alle loro istanze e richieste su’ questo tema che e’ oltretutto di fondamentale importanza e molto delicato. Ci fa’ ben sperare che due imprenditori locali si sono rivolti personalmente alla Dottoressa Carla Poli contenti di sapere ed avere informazioni a riguardo del suo centro, che tra qualche mese andremo come comitato a visitare.(insieme alla popolazione ma soprattutto (speriamo)con la nostra amministrazione.)
Grazie di cuore a tutti
Alessandro Brunetti
COMUNICATO STAMPA
Il 23 maggio si è tenuto a Gualdo Tadino un interessante incontro-dibattito sull'incenerimento dei rifiuti organizzato dal Comitato Pro Acqua Gualdo dal titolo “Gestione dei rifiuti:un problema o un'occasione di risorse?” per rispondere a importanti quesiti di estrema attualità su questo argomento. Le varie emergenze rifiuti hanno visto come unica possibile via d'uscita alla gestione dei rifiuti l'incenerimento. Non solo ma il recente Piano dei Rifiuti approvato dalla Regione Umbria prevede alla fine di una raccolta differenziata organizzata per un 80% (?) la termovalorizzazione che altro non è che il processo di combustione di rifiuti. Anche i vari candidati a sindaco per la città di Gualdo hanno espresso più volte parere favorevole all'incenerimento. Questo incontro ha voluto mettere in luce i reali effetti sulla salute del processo di combustione quale è l'incenerimento, informazioni quasi mai diffuse dai mezzi di comunicazione, e far conoscere al pubblico che un'alternativa a questo processo è invece possibile ed esiste già. Per la legge della termodinamica che vuole che in natura nulla si distrugge ma tutto si trasformi bruciare i rifiuti non significa eliminarli completamente ma semplicemente trasformarli in sostanze chimiche difficilmente controllabili, altamente tossiche per l'uomo e l'ambiente (come la diossina) rilasciate nei fumi delle ciminiere e nelle ceneri che rappresentano le scorie ottenute dal processo stesso di combustione. L'alternativa a questo pericoloso processo è molto banale in realtà e si basa sulla differenziazione dei rifiuti da parte dei produttori (cittadini, industrie, uffici, ecc.) a cui segue la fase di riciclo e riottenimento della materia prima di partenza che può essere riutilizzata per produrre i prodotti di origine all'infinito. In tutto questo percorso a differenza dell'incenerimento non c'è produzione di scorie tossiche in nessuna fase. Questo processo viene messo in atto già da alcuni anni da un'azienda del Nord che acquista rifiuti differenziati dai Comuni per selezionarli e riciclarli (come vetro, carta, alluminio, plastica ecc.) e quando ciò non è possibile li trasforma in una sabbia sintetica utilizzata per la produzione di manufatti usati nell'edilizia e l'arredamento.
Sono intervenuti all'incontro per spiegare i reali effetti negativi sulla salute per l'ambiente e l'uomo dAll'incenerimento e in cosa consiste l'alternativa possibile a impatto zero il Dott Vantaggi (Referente per l’Umbria Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE –Italia) www.isde.it) e la Dott.ssa Carla Poli Amministratore del Centro Riciclo Vedelago (Treviso).
In più è stato presentato da Maddalena Vantaggi il progetto RCA, Rifiuto Con Affetto con cui dare ancora nuova vita al “rifiuto” soprattutto a quello che non è possibile includere nelle categorie previste dalle leggi come gli oggetti di cui ci vogliamo disfare legati al nostro vivere quotidiano o addirittura alla nostra sfera sentimentale (borse, scarpe, abiti, ecc).
All'incontro erano presenti alcuni esponenti della politica locale, imprenditori, alcuni giornalisti e cittadini interessati. Agli interventi dei relatori è seguito un interessante dibattito che ha messo in luce l'importanza che questo argomento riveste per i cittadini ma anche quanto sia distorta l' informazione su incenerimento e rifiuti. Dal dibattito si è capito che i cittadini sono perfettamente in grado di differenziare i rifiuti se messi nelle condizioni di farlo e se possono vedere in concreto gli effetti di tale attività e che l'incenerimento si può evitare se non ci sono rifiuti da bruciare perché completamente riciclati e riutilizzati. Gli impedimenti a questo processo virtuoso sono rappresentati dalle scelte delle amministrazioni poco inclini al rispetto di ambiente e salute, cittadini distratti, cattiva informazione e mancata applicazione di numerose e valide leggi presenti per la gestione dei rifiuti soprattutto a livello europeo nonché dall'interferenza di interessi economici di vario tipo. Comunque è chiaro che i rifiuti possono essere contemporaneamente una risorsa e un problema dipende solo dall'uso che se ne vuole fare.
In conclusione il Comitato promotore del Convegno ha ribadito alla platea intervenuta le motivazioni che lo hanno spinto ad organizzare questo incontro attraverso i principi elencati dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) in occasione dell'incontro interministeriale tenutosi a Roma quest'anno che impongono una prevenzione primaria e attenzione ai comportamenti attuali in una visione più a lunga distanza che pensi anche alla salute dei nostri figli e al mondo che lasciamo loro. Di seguito i 4 punti espressi dall’O.M.S.
1-coinvolgere la popolazione precocemente sia nelle fasi di valutazione che di gestione dei rischi x la salute
2-identificare e documentare i vantaggi e gli svantaggi di tutte le alternative possibili
3-aumentare la trasparenza:ricorrere a decisioni meditate e condivise dalle parti interessate
4-porre maggiore attenzione sugli effetti delle decisioni, non solo a quelli piu’ immediati ma anche a quelli piu’ lontani nel tempo.
Direttivo Comitato Pro Acqua Gualdo
domenica 24 maggio 2009
"GESTIONE DEI RIFIUTI:UN PROBLEMA O UN'OCCASIONE DI RISORSE"? IL GIORNO E' ARRIVATO!!!
Etichette:
Comunicato Stampa
martedì 28 aprile 2009
"GESTIONE DEI RIFIUTI:UN PROBLEMA O UN'OCCASIONE DI RISORSE?"

"VI ASPETTIAMO SABATO 23 MAGGIO ALLE 15 PRESSO L'AULA MAGNA DELLE SCUOLE MEDIE F. STORELLI DI GUALDO TADINO"
Come Comitato cittadino, sorto a difesa dell’acqua e dell’ambiente, la nostra attenzione è stata attirata dal Piano Regionale dei Rifiuti dell’Umbria recentemente approvato, il quale prevede, quale chiusura del ciclo integrato dei rifiuti, la “termovalorizzazione”(cioè l’incenerimento).
In che misura l’inceneritore incide sulla salute della popolazione e sull’ambiente?
Esistono modi alternativi validi di trattare i rifiuti?
Modi che tutelino la salute dei cittadini e l’ambiente?
Modi che non incidano sui costi della comunità, ma che possano invece rappresentare una vera risorsa del territorio?
Può nascere una simile realtà nella NOSTRA CITTA’nonostante il Piano Regionale?
Questo incontro, organizzato con Esperti Nazionali ed Europei del settore trattamento rifiuti e del suo rapporto con la salute e l’ambiente, ha lo scopo e la pretesa di voler rispondere a tutte queste domande ed altre ancora.
Attraverso l’approfondimento del tema si vuol fornire alla popolazione una visione completa della problematica e delle alternative moderne ed innovative che riescono a trasformare il rifiuto in una RISORSA e NON UN COSTO per i Comuni salvaguardando la salute dei cittadini e l’ambiente, sulla scia di tanti Comuni o Consorzi di Comuni che stanno adottando questo tipo di scelte su tutto il territorio Nazionale.
Di seguito il programma:
Gestione dei rifiuti:
un problema o un’occasione di risorse?
Convegno organizzato dal Comitato Pro Acqua Gualdo
Sabato 23 Maggio 2009, ore 15.00
Aula Magna – Scuola Media “Franco Storelli”
Gualdo Tadino (PG)
Programma dei lavori:
Ore 15.00 Apertura del lavori – Introduzione
Ore 15.15 Ambiente e Salute: Quali problematiche per la salute dalla combustione dei rifiuti
Dr. Giovanni Vantaggi - Referente per l’Umbria Associazione Medici per l’Ambiente
(ISDE –Italia) www.isde.it
Ore 15.45 Rifiuto come Risorsa: Esperienza di utilizzo del materiale post-consumo in Italia
Dr.ssa Carla Poli – Amm. Delegata del Centro Riciclo Vedelago www.centroriciclo.com
Ore 16,30 Riuso del Rifiuto: Progetto RCA - Publink (R Bruzzechèsse, M Vantaggi, M Zanchi )
come tre giovani hanno “inventato” la possibilità del Riutilizzo del Rifiuto
Ore 16.45 Dibattito / Discussione aperta – Conclusione dei lavori
Sono invitati a partecipare:
Amministrazione Comunale di Gualdo Tadino
Sindaci ed Assessori all’Ambiente dei seguenti Comuni:
Nocera Umbra,Città di Castello, Umbertide, Gubbio, Costacciaro, Sigillo,
Fossato di Vico,Trevi,Valfabbrica
Pediatri e Medici di Medicina Generale
Candidati Sindaci di Gualdo Tadino
Presidi delle scuole del Comprensorio
Parrocchie - Pro-Loco - Associazioni di categoria e culturali
Comitati Locali e Regionali
CAI sez.Gualdo Tadino, Gubbio, Terni
Stampa e Televisione Locale e Regionale
TUTTI I CITTADINI
Promotori:
Comitato Pro Acqua Gualdo (comitatoproacqua@libero.it http://comitatoproacquagualdo.blogspot.com)
Si ringraziano: Il Comitato per la Tutela Ambientale Conca Eugubina, il Dr. Giovanni Vantaggi e la Dr.ssa Poli per il supporto all’organizzazione dell’evento e tutti gli Sponsor per il contributo fornito.
p.s. A tale proposito ringraziamo vivamente l'ECOSUNTEK S.R.L. sponsor entrato in extremis.
Etichette:
Convegno
sabato 25 aprile 2009
"RIFIUTO CON AFFETTO" PROGETTO RCA
PRIMA DEL NOSTRO CONVEGNO SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI CHE POSTEREMO AL PIU' PRESTO, CI PIACE FAR CONOSCERE A TUTTI UN'INIZIATIVA SPLENDIDA E LODEVOLE DI TRE GIOVANI CHE SI SONO INVENTATI(QUESTA E' LA PAROLA PIU' APPROPIATA) LA POSSIBILITA' DEL RIUTILIZZO DEI RIFIUTI, DI SEGUITO IL LORO PROGETTO.
Obiettivo
Chi una volta nella vita non ha detto “Mi dispiace buttarlo via?”. Ciò significa che esiste una tendenza diffusa a gettare nella spazzatura oggetti ancora utilizzabili. Rifiuto Con Affetto rimette in circolazione tali oggetti salvandoli dalla discarica e dalla distruzione: se qualcuno li rifiuta con affetto qualcun altro se ne può riaffezionare. Ciò che è inutile per una persona diventa utile per un’altra. RCA stimola una riflessione sullo spreco e sul gesto quotidiano del “gettare nella spazzatura”, mette in evidenza l’importanza di un “rifiuto” critico e consapevole.
Il cassonetto RCA
Il progetto agisce attraverso il cassonetto RCA. Dotato di ante scorrevoli trasparenti e di interni suddivisi in mensole, permette di posizionare al suo interno gli oggetti “rifiutati con affetto”. Attingendo dall’idea di vetrina, si vuole creare una nuova relazione tra l’interno e l’esterno del cassonetto : l’azione del “buttar via” e quella del “rovistare” si trasformano in un “lascia e prendi”. Il luogo del “rifiuto” per eccellenza diventa punto di scambio tra oggetti che riacquistano utilità e occasione di incontro tra persone che si “riaffezionano”.
Posizionato per le strade delle città o negli spazi pubblici (biblioteche, scuole, centri di aggregazione, ecc…), il cassonetto RCA è un armadio pubblico a disposizione di tutti i cittadini.
Come agisce
RCA sensibilizza la cittadinanza ad una nuova abitudine, quella del rifiutare con affetto. Lo studio di una comunicazione specifica per ogni situazione è necessario a trasmettere in maniera efficace gli obiettivi e le modalità di utilizzo del cassonetto.
Parallelamente alla diffusione del materiale informativo, si favorirà la creazione di una rete di collaborazioni con le realtà presenti sul territorio che diverranno parte fondamentale nella gestione del progetto.
Impatto ecologico
Rifiutare con affetto e riaffezionarsi significa:
_ diminuire la quantità di rifiuti destinati all’incenerimento o all’accumulo in discarica
_ allungare il ciclo di vita di un oggetto, incentivando un uso più sostenibile delle risorse
_ rimettere in circolazione un bene ancora utile, evitando il consumo di materie prime per la produzione di uno nuovo.
Incoraggiando i cittadini alla pratica del riuso e del riutilizzo, RCA agisce in pieno rispetto delle quattro priorità, introdotte nel 1997 dal Decreto Ronchi (http://www.parlamento.it/leggi/deleghe/97022dl.htm), oggi sintetizzate nella "Politica delle 4 R": Riduzione della quantità dei rifiuti prodotti; Riutilizzo dei materiali post-utilizzo; Riciclaggio dei materiali post-utilizzo; Recupero energetico a partire dai rifiuti.
RCA è una risposta concreta all’esigenza di molti comuni di sviluppare una progettualità attenta alle problematiche ambientali. Rifiutare con affetto e riaffezionarsi, sono “buone pratiche”, abitudini necessarie in quelle comunità che intendono mettersi in gioco e creare un nuovo modello di società più ecologica e sostenibile.
Obiettivo
Chi una volta nella vita non ha detto “Mi dispiace buttarlo via?”. Ciò significa che esiste una tendenza diffusa a gettare nella spazzatura oggetti ancora utilizzabili. Rifiuto Con Affetto rimette in circolazione tali oggetti salvandoli dalla discarica e dalla distruzione: se qualcuno li rifiuta con affetto qualcun altro se ne può riaffezionare. Ciò che è inutile per una persona diventa utile per un’altra. RCA stimola una riflessione sullo spreco e sul gesto quotidiano del “gettare nella spazzatura”, mette in evidenza l’importanza di un “rifiuto” critico e consapevole.
Il cassonetto RCA
Il progetto agisce attraverso il cassonetto RCA. Dotato di ante scorrevoli trasparenti e di interni suddivisi in mensole, permette di posizionare al suo interno gli oggetti “rifiutati con affetto”. Attingendo dall’idea di vetrina, si vuole creare una nuova relazione tra l’interno e l’esterno del cassonetto : l’azione del “buttar via” e quella del “rovistare” si trasformano in un “lascia e prendi”. Il luogo del “rifiuto” per eccellenza diventa punto di scambio tra oggetti che riacquistano utilità e occasione di incontro tra persone che si “riaffezionano”.
Posizionato per le strade delle città o negli spazi pubblici (biblioteche, scuole, centri di aggregazione, ecc…), il cassonetto RCA è un armadio pubblico a disposizione di tutti i cittadini.
Come agisce
RCA sensibilizza la cittadinanza ad una nuova abitudine, quella del rifiutare con affetto. Lo studio di una comunicazione specifica per ogni situazione è necessario a trasmettere in maniera efficace gli obiettivi e le modalità di utilizzo del cassonetto.
Parallelamente alla diffusione del materiale informativo, si favorirà la creazione di una rete di collaborazioni con le realtà presenti sul territorio che diverranno parte fondamentale nella gestione del progetto.
Impatto ecologico
Rifiutare con affetto e riaffezionarsi significa:
_ diminuire la quantità di rifiuti destinati all’incenerimento o all’accumulo in discarica
_ allungare il ciclo di vita di un oggetto, incentivando un uso più sostenibile delle risorse
_ rimettere in circolazione un bene ancora utile, evitando il consumo di materie prime per la produzione di uno nuovo.
Incoraggiando i cittadini alla pratica del riuso e del riutilizzo, RCA agisce in pieno rispetto delle quattro priorità, introdotte nel 1997 dal Decreto Ronchi (http://www.parlamento.it/leggi/deleghe/97022dl.htm), oggi sintetizzate nella "Politica delle 4 R": Riduzione della quantità dei rifiuti prodotti; Riutilizzo dei materiali post-utilizzo; Riciclaggio dei materiali post-utilizzo; Recupero energetico a partire dai rifiuti.
RCA è una risposta concreta all’esigenza di molti comuni di sviluppare una progettualità attenta alle problematiche ambientali. Rifiutare con affetto e riaffezionarsi, sono “buone pratiche”, abitudini necessarie in quelle comunità che intendono mettersi in gioco e creare un nuovo modello di società più ecologica e sostenibile.
Etichette:
Informazioni
venerdì 27 marzo 2009
ACQUA IN BOTTIGLIE DI PLASTICA, TRACCE DI ORMONI

ROMA - L'acqua minerale in bottiglia di plastica potrebbe essere contaminata da ormoni estrogeni, esponendoci costantemente a una fonte di xeno-ormoni (ormoni di origine esterna al nostro corpo) non indifferente, con potenziali conseguenze sull'organismo. Lo sostiene uno studio di Martin Wagner e Jorg Oehlmann from della Goethe University di Francoforte, pubblicato sulla rivista Environmental Science and Pollution Research.
Analizzando un campione di 20 marche di acqua minerale in vendita (8 in bottiglia di plastica, 8 in vetro, due in cartone) i ricercatori hanno scoperto che composti ormonali presenti nella plastica della bottiglia possono essere rilasciati nell'acqua.
Inoltre in un test riproduttivo fatto con le lumache terrestri si è visto che questi xeno-ormoni sono attivi e aumentano il numero di embrioni prodotti dall'animale quando la lumaca viene messa a contatto con l'acqua delle bottiglie di plastica. Gli esperti hanno trovato tracce di xeno-ormoni nel 60% del campione (12 delle 20 marche).
La minerale in vetro ha un contenuto inferiore di estrogeni che non quella in bottiglie di plastica e nel cartone: il 33% di tutta la minerale in vetro contro il 78% di quella in plastica e il 100% (tutte e due i campioni) in cartone hanno mostrato significativa attività ormonale. "Quella da noi scoperta - concludono gli autori - deve essere in realtà solo la punta di un iceberg, di certo molti altri cibi con l'imballaggio in plastica rappresentano un'enorme fonte di xeno-ormoni" che contaminano i nostri cibi.
Etichette:
Informazioni
sabato 21 marzo 2009
22 MARZO 2009 GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA

La Giornata Mondiale dell'Acqua (in inglese: World Water Day) è una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all'interno delle direttive dell'agenda 21, risultato della conferenza di Rio.
Cade regolarmente ogni 22 marzo. Le Nazioni Unite invitano le nazioni membri a dedicare questo giorno a espletare le raccomandazioni raggiunte con l'Assemblea Generale e alla promozione di attività concrete all'interno dei loro Paesi. Con la coordinazione del dipartimento degli affari sociali e economici delle Nazioni Unite, il giorno internazionale dell'acqua 2005 determinò l’inizio di una seconda decade internazionale delle Nazioni Unite dedicata all’azione per l’acqua.
In aggiunta agli stati membri, una serie di associazioni non governative hanno utilizzato il giorno internazionale per l’acqua come un momento per sensibilizzare l'attenzione del pubblico sulla critica questione dell’acqua nella nostra era, con occhio di riguardo all'accesso all'acqua dolce e alla sostenibilità degli habitat acquatici. Ogni tre anni dal 1997, per esempio, il "Consiglio internazionale dell’acqua" ha coinvolto migliaia di persone nel World Water Forum durante la settimana in cui cadeva il giorno internazionale dell’acqua. Le agenzie promotrici e le organizzazioni non governative hanno messo in luce il fatto che un miliardo di persone non hanno accesso all’acqua pulita e la struttura patriarcale, dominante in certi Paesi, che determina la priorità nella fruizione dell’acqua disponibile.
L'acqua potabile è un miraggio per oltre 125 milioni di bambini sotto i 5 anni d'età. E un numero ancora maggiore di persone, non solo bimbi, si trova senza servizi igienici, per un totale di 2,5 miliardi di persone nel mondo che rischiano così la loro salute. I numeri, da BRIVIDO, sono resi noti, alla vigilia della Giornata mondiale dell'acqua 2009, "dall'Unicef", che lancia un appello per un'azione collettiva per affrontare il problema dell'accesso all'acqua potabile e per la condivisione delle risorse idriche.
Etichette:
Informazioni
martedì 17 marzo 2009
ACQUA:DOSSIER LEGAMBIENTE,CAOS IN CONCESSIONI ACQUE MINERALI

(ANSA) - BARI, 17 MAR - Agli italiani piace l'acqua in bottiglia, nel 2007 ne hanno consumata ben 12,4 miliardi di litri, pagandola anche mille volte di piu' di quella del rubinetto, ma sui canoni di concessione per i prelievi alla fonte c'e' il caos perche' manca una legge. E' quanto emerge da un dossier presentato oggi da Legambiente e Altraeconomia. Con 196 litri pro-capite all'anno - secondo il dossier - l' Italia e' il primo Paese in Europa per consumo di acque in bottiglia, e malgrado l'ingente volume d'affari delle societa' imbottigliatrici (2,25 miliardi di euro nel 2007) i canoni di concessione pagati dalle aziende alle regioni o alle province sono irrisori. Dal dossier, presentato in vista della giornata mondiale dell'Acqua del 22 marzo, emerge che, non esistendo una legge nazionale, ciascuna amministrazione regionale decide come meglio crede. ''Ci sono Regioni che fanno pagare in base agli ettari dati in concessione e ai volumi emunti o imbottigliati, altre che prevedono solo un canone per la superficie della concessione data''. In 9 Regioni (Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Umbria, Veneto) e' previsto il pagamento del canone doppio, per la superficie e per i volumi; in 8 Regioni (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Puglia, Sardegna, Trentino, Valle d'Aosta) si paga solo sulla base della superficie della concessione; la Regione Abruzzo ha un sistema di tariffazione forfetario annuo. In Toscana, e' in discussione la nuova legge regionale che introdurra' i canoni in funzione dei metri cubi imbottigliati mentre in Val d'Aosta grazie alla legge regionale approvata un anno fa dal 2010 si paghera' 1,5/m3 imbottigliato. Per Legambiente e' necessario quindi adeguare i canoni secondo criteri stabiliti dalla conferenza stato Regioni perche' ora ''e' una lotteria dove vincono sempre gli imbottigliatori''.
Etichette:
Informazioni
mercoledì 4 marzo 2009
ACQUA: la risorsa e la ricerca
Disponibilità idriche e sviluppo sostenibile al centro di un incontro del Consiglio Nazionale delle Ricerche. “Uno sforzo congiunto della ricerca per una corretta gestione” richiamato dal presidente Maiani
Il ciclo dell’acqua, insieme causa ed effetto del clima, ha subito grandi variazioni qualitative e quantitative nel corso dei millenni, tuttavia, nelle ere passate, soltanto gli eventi naturali avevano alterato il suo scorrere.
Da poco più di un secolo la specie umana ha progressivamente aumentato la sua interazione con la natura, divenendo una delle forze capaci di incidere sul ciclo idrogeologico.
Anche se le evidenze non lasciano dubbi sul nesso causale tra stress antropogenico e tale modificazione, molto rimane da comprendere su questa tematica, cui è stato dedicato il convegno del Dipartimento Terra Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche su ‘Risorse idriche e sviluppo sostenibile. Il ruolo della ricerca’. All’incontro, che si è svolto presso la sede centrale del Cnr, alla presenza di autorità e ricercatori, si è parlato tra l’altro di problematiche dell’acqua a livello globale, di acqua ed industria, foreste e agricoltura, rischi per gli ecosistemi e la salute dell’uomo, valori economici e gestione delle risorse idriche.
“L’utilizzo, la protezione ed il controllo delle risorse idriche”, afferma il presidente del Cnr, Luciano Maiani, “costituiscono un problema complesso, che richiede da parte delle istituzioni scientifiche uno sforzo congiunto per migliorare le conoscenze indispensabili a una corretta gestione, in relazione alle prevedibili linee di sviluppo economico, sociale e politico.
Il Cnr si candida in questo settore a svolgere un ruolo rilevante, forte di una lunga tradizione che lo ha visto costantemente impegnato nella ricerca finalizzata ad offrire alle autorità responsabili della gestione delle risorse idriche gli adeguati strumenti scientifici in grado di supportare interventi di tipo tecnico e normativo”.
“I cambiamenti climatici hanno rilevanti impatti sul ciclo idrologico, influenzando la disponibilità, ma anche il contenuto d’acqua nei suoli e la ricarica degli acquiferi”, rileva il direttore del Dipartimento Terra Ambiente del Cnr, Giuseppe Cavarretta. “Le risorse idriche a livello globale, distribuite in modo irregolare nel tempo e nello spazio, sono oggi messe in crisi sopratutto a causa del marcato incremento demografico e del generalizzato incremento della domanda. Di fronte a tali problematiche, legate da un delicato e complesso equilibrio, è necessario rispondere fornendo al sistema di governance le conoscenze necessarie ad assumere scelte che anticipino i cambiamenti, ma che per risultare davvero efficaci devono essere riconosciute e fatte proprie da tutti i livelli della società a aprtire dai singoli cittadini”.
“I dati sulla popolazione mondiale”, spiega Romano Pagnotta dell’Istituto di Ricerche sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irsa-Cnr), “indicano che circa un miliardo di persone non dispone di acqua potabile, circa 2,5 miliardi non possiede servizi sanitari, solo il 16% usufruisce di acqua in casa, mentre l’84% deve cercarla presso fonti dove è scarsa o di qualità scadente. Mentre 8 milioni di persone, per lo più bambini, muoiono ogni anno per malattie legate a carenza di acqua” .
“Attualmente, l’11% della popolazione e il 17% del territorio europeo sono interessati da fenomeni di carenza idrica che, secondo le previsioni, tendono ad allargarsi”, continua il ricercatore dell’Irsa-Cnr. “In Italia gli apporti meteorici sono di circa 980 mc/anno/procapite, superiori a quelli della media europea, ma le perdite naturali, difficoltà tecniche di accesso a parte delle risorse, lo stato insoddisfacente delle infrastrutture riducono tale disponibilità del 65%, e cioè a 51-52 miliardi di mc/anno, con significative variabili tra Nord e Sud”.
Il ciclo dell’acqua, insieme causa ed effetto del clima, ha subito grandi variazioni qualitative e quantitative nel corso dei millenni, tuttavia, nelle ere passate, soltanto gli eventi naturali avevano alterato il suo scorrere.
Da poco più di un secolo la specie umana ha progressivamente aumentato la sua interazione con la natura, divenendo una delle forze capaci di incidere sul ciclo idrogeologico.
Anche se le evidenze non lasciano dubbi sul nesso causale tra stress antropogenico e tale modificazione, molto rimane da comprendere su questa tematica, cui è stato dedicato il convegno del Dipartimento Terra Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche su ‘Risorse idriche e sviluppo sostenibile. Il ruolo della ricerca’. All’incontro, che si è svolto presso la sede centrale del Cnr, alla presenza di autorità e ricercatori, si è parlato tra l’altro di problematiche dell’acqua a livello globale, di acqua ed industria, foreste e agricoltura, rischi per gli ecosistemi e la salute dell’uomo, valori economici e gestione delle risorse idriche.
“L’utilizzo, la protezione ed il controllo delle risorse idriche”, afferma il presidente del Cnr, Luciano Maiani, “costituiscono un problema complesso, che richiede da parte delle istituzioni scientifiche uno sforzo congiunto per migliorare le conoscenze indispensabili a una corretta gestione, in relazione alle prevedibili linee di sviluppo economico, sociale e politico.
Il Cnr si candida in questo settore a svolgere un ruolo rilevante, forte di una lunga tradizione che lo ha visto costantemente impegnato nella ricerca finalizzata ad offrire alle autorità responsabili della gestione delle risorse idriche gli adeguati strumenti scientifici in grado di supportare interventi di tipo tecnico e normativo”.
“I cambiamenti climatici hanno rilevanti impatti sul ciclo idrologico, influenzando la disponibilità, ma anche il contenuto d’acqua nei suoli e la ricarica degli acquiferi”, rileva il direttore del Dipartimento Terra Ambiente del Cnr, Giuseppe Cavarretta. “Le risorse idriche a livello globale, distribuite in modo irregolare nel tempo e nello spazio, sono oggi messe in crisi sopratutto a causa del marcato incremento demografico e del generalizzato incremento della domanda. Di fronte a tali problematiche, legate da un delicato e complesso equilibrio, è necessario rispondere fornendo al sistema di governance le conoscenze necessarie ad assumere scelte che anticipino i cambiamenti, ma che per risultare davvero efficaci devono essere riconosciute e fatte proprie da tutti i livelli della società a aprtire dai singoli cittadini”.
“I dati sulla popolazione mondiale”, spiega Romano Pagnotta dell’Istituto di Ricerche sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irsa-Cnr), “indicano che circa un miliardo di persone non dispone di acqua potabile, circa 2,5 miliardi non possiede servizi sanitari, solo il 16% usufruisce di acqua in casa, mentre l’84% deve cercarla presso fonti dove è scarsa o di qualità scadente. Mentre 8 milioni di persone, per lo più bambini, muoiono ogni anno per malattie legate a carenza di acqua” .
“Attualmente, l’11% della popolazione e il 17% del territorio europeo sono interessati da fenomeni di carenza idrica che, secondo le previsioni, tendono ad allargarsi”, continua il ricercatore dell’Irsa-Cnr. “In Italia gli apporti meteorici sono di circa 980 mc/anno/procapite, superiori a quelli della media europea, ma le perdite naturali, difficoltà tecniche di accesso a parte delle risorse, lo stato insoddisfacente delle infrastrutture riducono tale disponibilità del 65%, e cioè a 51-52 miliardi di mc/anno, con significative variabili tra Nord e Sud”.
Etichette:
Informazioni
venerdì 27 febbraio 2009
RIFLESSIONI SULLA PROPOSTA DI “LEGGE REGIONALE SULLE ACQUE MINERALI” PRESENTATA IN CONSIGLIO COMUNALE DALLA MINORANZA.
Come comitato cittadino, sempre dichiaratosi apartitico, inizialmente abbiamo pensato di non esprimere opinioni sull’argomento in piena ed infuocata campagna elettorale.
Ma dopo la presentazione in consiglio comunale del documento e gli sviluppi dell’intera vicenda ci sembra un atto doveroso il rendere pubbliche le nostre riflessioni.
Innanzitutto la proposta, anche se fosse stata accolta in consiglio comunale, arriva in maniera assolutamente tardiva in quanto la Giunta Regionale ha approvato la nuova legge relativa alle “Norme per la ricerca, la coltivazione e l’utilizzo delle acque minerali naturali, di sorgente e termali” il 16/12/2008 e i giochi sono oramai conclusi purtroppo.
La nuova legge accorpa e riordina la vigente normativa delle acque minerali e termali abrogando due vecchie leggi ( 48/1984 e 48/1987).
Anche nell’assurda ipotesi in cui la proposta fosse arrivata al tavolo della regione in tempo va comunque detto che i due elementi innovativi rispetto alla Legge regionale, cioè l’aumento delle ricadute economiche sul territorio interessato alla concessione piuttosto che nelle casse della regione e il rilascio della concessione da parte del comune anzichè la Regione, non sarebbero mai stati retroattivi. Cosa vuol dire questo in termini concreti? Che sulla attuale concessione Rocchetta, in scadenza nell’anno 2022, non avrebbe potuto incidere in alcun modo. Quindi, a meno che nuovi e vecchi schieramenti politici gualdesi non vogliano aprire la strada a nuovi prelievi per acqua minerale verso cui fino ad oggi si sono dichiarati contrari, la proposta di legge non avrebbe potuto cambiare l’attuale stato di cose almeno fino al 2022!
Se ci fosse stata la reale intenzione di partecipare direttamente al nuovo disegno regionale con un po’ più di impegno si poteva, prima del 16 Dicembre 2008, essere di esempio per tutti i Comuni dell’Umbria, magari anche se lo si sarebbe ritenuto opportuno, con l’aiuto del nostro Comitato.
La Regione ha approvato un provvedimento che non ha voluto in alcun modo prevedere norme restrittive per il rilascio di nuovi permessi e la valutazione dell’impatto ambientale per i progetti di prelievo e captazione con l’eventuale concorso anche di associazioni e comitati locali.
Dalla città in cui è prelevato il 42% dell’acqua minerale della Regione, in cui un fiume intero non esiste più (il Feo) a seguito di un forte sfruttamento della ricorsa idrica e in cui tutta la popolazione ha più volte vissuto forti disagi per la carenza di acqua, ci aspettavamo un’azione concreta e decisa a tutela dell’acqua innanzitutto, dell’ambiente svilito dallo sfruttamento idrico e dei gualdesi da parte di tutte le forze politiche,maggioranza e opposizione!
Invece alla maggior parte dei nostri amministratori il problema non e’ interessato affatto, come se si vivesse in un altro mondo e non fosse argomento su’ cui far sentire la propia chiara opinione in regione e pertanto secondo noi la proposta di legge oggetto del comunicato si e’ rilevata,oltre che fuori tempo massimo, anche insufficiente ed inadeguata.
Il direttivo del Comitato Pro Acqua Gualdo
Ma dopo la presentazione in consiglio comunale del documento e gli sviluppi dell’intera vicenda ci sembra un atto doveroso il rendere pubbliche le nostre riflessioni.
Innanzitutto la proposta, anche se fosse stata accolta in consiglio comunale, arriva in maniera assolutamente tardiva in quanto la Giunta Regionale ha approvato la nuova legge relativa alle “Norme per la ricerca, la coltivazione e l’utilizzo delle acque minerali naturali, di sorgente e termali” il 16/12/2008 e i giochi sono oramai conclusi purtroppo.
La nuova legge accorpa e riordina la vigente normativa delle acque minerali e termali abrogando due vecchie leggi ( 48/1984 e 48/1987).
Anche nell’assurda ipotesi in cui la proposta fosse arrivata al tavolo della regione in tempo va comunque detto che i due elementi innovativi rispetto alla Legge regionale, cioè l’aumento delle ricadute economiche sul territorio interessato alla concessione piuttosto che nelle casse della regione e il rilascio della concessione da parte del comune anzichè la Regione, non sarebbero mai stati retroattivi. Cosa vuol dire questo in termini concreti? Che sulla attuale concessione Rocchetta, in scadenza nell’anno 2022, non avrebbe potuto incidere in alcun modo. Quindi, a meno che nuovi e vecchi schieramenti politici gualdesi non vogliano aprire la strada a nuovi prelievi per acqua minerale verso cui fino ad oggi si sono dichiarati contrari, la proposta di legge non avrebbe potuto cambiare l’attuale stato di cose almeno fino al 2022!
Se ci fosse stata la reale intenzione di partecipare direttamente al nuovo disegno regionale con un po’ più di impegno si poteva, prima del 16 Dicembre 2008, essere di esempio per tutti i Comuni dell’Umbria, magari anche se lo si sarebbe ritenuto opportuno, con l’aiuto del nostro Comitato.
La Regione ha approvato un provvedimento che non ha voluto in alcun modo prevedere norme restrittive per il rilascio di nuovi permessi e la valutazione dell’impatto ambientale per i progetti di prelievo e captazione con l’eventuale concorso anche di associazioni e comitati locali.
Dalla città in cui è prelevato il 42% dell’acqua minerale della Regione, in cui un fiume intero non esiste più (il Feo) a seguito di un forte sfruttamento della ricorsa idrica e in cui tutta la popolazione ha più volte vissuto forti disagi per la carenza di acqua, ci aspettavamo un’azione concreta e decisa a tutela dell’acqua innanzitutto, dell’ambiente svilito dallo sfruttamento idrico e dei gualdesi da parte di tutte le forze politiche,maggioranza e opposizione!
Invece alla maggior parte dei nostri amministratori il problema non e’ interessato affatto, come se si vivesse in un altro mondo e non fosse argomento su’ cui far sentire la propia chiara opinione in regione e pertanto secondo noi la proposta di legge oggetto del comunicato si e’ rilevata,oltre che fuori tempo massimo, anche insufficiente ed inadeguata.
Il direttivo del Comitato Pro Acqua Gualdo
Etichette:
Comunicato Stampa
LE BOTTIGLIE DI ACQUA IN PLASTICA INQUINANO E COSTANO

Produrre acqua in bottiglia ha un costo fino a 2.000 volte maggiore rispetto alla produzione di acqua del rubinetto. In America, si stima che fino a 54 milioni di barili di petrolio siano stati consumati nel 2007 per produrre i 33 miliardi di litri che gli americani hanno bevuto.
A denunciarlo e' stato una ricerca pubblicata dalla rivista Environmental Research Letters e condotta da Peter Gleick e Heather Cooley del Pacific Institute di Oakland, in California, Stati Uniti.
I ricercatori americani hanno calcolato il dispendio energetico totale e delle singole fasi della catena, dalla produzione di bottiglie di plastica ai controlli sull'acqua, dalla etichettatura e riempimento delle bottiglie fino al trasporto e alla vendita. Dai risultati e' emerso che le due fasi del processo che costano di piu' a livello energetico sono la produzione delle bottiglie di plastica e il trasporto. Solo per la produzione delle bottiglie di acqua e' stato stimato un consumo di 50 milioni di barili di petrolio l'anno.
Nel 2007 sono stati venduti circa 200 miliardi di litri di acqua in bottiglia in tutto il mondo. Solo in America, sono stati bevuti 110 litri per persona, un quantitativo che e' aumentato del 70% dal 2001 e che ha superato le vendite di latte e birra in bottiglia.
Etichette:
Informazioni
venerdì 13 febbraio 2009
"UN PICCOLO COMITATO CITTADINO E' RIUSCITO AD INFLUIRE DIRETTAMENTE SULLA STESURA DI UN PROVVEDIMENTO REGIONALE"

L’Umbria era rimasta tra le poche Regioni che dovevano ancora adottare il Piano di Tutela delle acque(PTA), strumento legislativo che regolamenta la gestione dell'acqua e che doveva essere adottato entro il 31/12/08.
Durante la stesura del PTA il Comitato Pro Acqua ha partecipato alle sedute aperte al pubblico per presentare le proprie osservazioni e riflessioni e, dopo un serio e lungo lavoro di studio della documentazione, ha presentato ufficialmente tutte le proprie obiezioni il 17/11/2008.
Queste riguardavano la gestione dell'acqua minerale, in più parti omessa o rimandata a quella o quell'altra legge, ma mai in nessun punto trattata come dovrebbe visto il ruolo centrale per quantità e qualità che riveste nella nostra Regione.
Qualche giorno fa sono stati pubblicati sul BUR n.5 (S.O. n.3) del 04/02/09 e sul sito della Regione tutti i documenti tecnici e non previsti per il PTA e tra i vari punti obiettati, e presentati dal Comitato, è stato accolto con emendamento al documento quello relativo al “catasto delle autorizzazioni ai prelievi pubblici”.
Grazie a questa importante vittoria, con la richiesta del Comitato Pro Acqua accettata dall’Autorità Regionale Competente, tutte le acque minerali umbre SARANNO INCLUSE in questo catasto e sarà creata una banca dati aggiornata e completa di informazioni legate allo sfruttamento dell'acqua a scopo minerale fino ad ora rimaste troppo nell'ombra.
Si andrà dall’elenco di tutte le concessioni e autorizzazioni richieste, alle quantità prelevate, corpi idrici interessati ai prelievi , strumenti di misurazione ecc.
Questo risultato dà vita ad una lunga serie di risvolti e la popolazione avrà uno strumento in mano per capire come e da chi vengono utilizzate le proprie risorse naturali.
I dati messi nero su bianco non potranno più essere manipolati o sparpagliati in innumerevoli uffici comunali, provinciali e regionali allo scopo di essere “occultati”e tutti i prelievi, indipendentemente dallo scopo per il quale vengono autorizzati (industriale, agricolo, potabile, zootecnico, come acque minerali), vengono considerati in maniera unitaria.
La loro visibilità renderà sorgenti, fiumi, laghi ecc osservabili dai cittadini con occhio critico e consapevole. Siamo fieri che un piccolo Comitato cittadino sia riuscito ad influire direttamente sulla stesura di un Provvedimento Regionale che sarà strumento di base per la gestione della propria risorsa idrica!!!
Il direttivo del Comitato Pro Acqua Gualdo
Etichette:
Comunicato Stampa
Iscriviti a:
Post (Atom)
