giovedì 24 maggio 2012

CHI HA RUBATO LO STRISCIONE DALLA FONTE SAPPIA CHE IL COMITATO DA ORA IN AVANTI SARA' COME UN ANIMALE FERITO...





CHE DIRE? CHIUNQUE ABBIA RUBATO LO STRISCIONE DALLA FONTE ROCCHETTA SAPPIA CHE NESSUNO PUO' SCALFIRE L'ANIMA DI QUEST'ULTIMO,SAPPIA CHE IL COMITATO DA ADESSO SARA' ANCORA PIU' INCISIVO E DETERMINATO,SAPPIA CHE LA MAFIA NON CI HA MAI SPAVENTATO!!! SAPPIA CHE TUTTO QUESTO CI RAFFORZERA' E STAVOLTA IL VANDALISMO C'E' STATO DAVVERO NON COME QUANDO "QUALCUNO" SI INVENTO' CHE L'ACQUA NON ARRIVAVA ALLA FONTE PER VIA DI VANDALI!!!
E POI LO STRISCIONE E' SEMPRE LI DAVANTI A NOI...ALEGGIA NELL'ARIA COME UN'AQUILA REALE...
MA A CHI DAVA COSI FASTIDIO? POSSIAMO SICURAMENTE INTUIRLO NON ESSERNE CERTI...MA QUASI...
RICORDATEVI CHE DI CERTO A NOI NON LA DATE A BERE!!!
...PERDONERETE MA CI E' SEMBRATO CORRETTO RENDERE PUBBLICO QUESTO INSULSO E DEPLOREVOLE ATTO...

IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO

lunedì 21 maggio 2012

RISPOSTA ALL'ASSESSORE ALL'AMBIENTE PAOLA GRAMACCIA...

A precisazione di quanto affermato dal nostro Assessore all'Ambiente, il Comitato non voleva denigrare l'operato del Polo Museale di cui conosce, ammira e apprezza professionalità serietà e capacità con cui ha saputo fare grande il nome di Gualdo Tadino. Non mettiamo in dubbio alcuno la capacità di fare didattica di tutto il personale ma semmai quanto viene proposto e soprattutto quanto viene lasciato sempre passare tra contraddizioni e imprecisioni varie. In questo caso l'imprecisione con cui è stato annunciato il famoso laboratorio o percorso ha fatto sobbalzare cittadini riuniti in comitati o non per la visita a Fonti interdette, per garantire la pubblica incolumità, ormai da mesi. Poi la puntuale ma successiva precisazione che non si andava alla fonte rocchetta ma a Santo Marzio e' arrivata dopo il nostro comunicato stampa!!!quando ormai all'occhio vigile di TUTTI i cittadini non è sfuggita né la gaffe iniziale ne lo scivolamento sugli specchi seguente. Altra precisazione sempre necessaria è che la nostra non è una gratuita polemica ma è ogni volta proficua e costruttiva tant'è vero che ne è scaturita una dovuta e necessaria precisazione da parte sua su quanto era mancante allo stato originario nella divulgazione del laboratorio. Ci pare invece realmente gratuita tutta la sviolinata agli operatori del Polo, che ripetiamo non sono mai messi in dubbio, mirata a far apparire un essere colti in flagranza di reato come la solita polemica di quel comitato rompi scatole che non sa riconoscere i meriti di un museo funzionante. Ebbene il tentativo è fallito e ribadiamo la nostra assoluta riconoscenza a quanto di indiscutibilmente buono viene fatto dal Polo. Ciò che contestiamo è la scelta, che come ribadito nel precedente comunicato, viene ciecamente appoggiata e lasciata passare, di educare i nostri figli non al rispetto e tutela dei beni comuni ma soltanto ad evidenziare il loro sfruttamento commerciale. E non ci tocca minimamente il giro di parole con cui si vuol far passare per buono ciò che buono non è. Abbiamo stima e ammirazione per tantissimi insegnanti gualdesi in pensione e non che ci hanno insegnato dalle elementari alle superiori il rispetto della vita, di noi e degli altri. Ci hanno trasmesso, tra un concetto e l'altro, l'amore per la Natura e la condivisone dei beni e non la loro distruzione. Ci hanno detto di guardare oltre le apparenze e di portare avanti con convinzione e pace i nostri ideali quelli sani, quelli giusti che pure loro ci insegnavano tra i banchi di scuola. Ma mai a nessuno di loro, ce lo consenta di dire maestra, ci ha detto che la storia non si cambia anzi ci hanno detto che quest'ultima pur tra corsi e ricorsi può e deve cambiare; lo stesso Cosmo è ormai dai più accettato è in divenire e non staticamente fermo all'epoca del Bing Bang. L'avrà pure lei constatato probabilmente nel corso della sua vita perchè sarà pure lei cambiata negli anni e lo saprà pure lei che esiste il concetto di evoluzione che ha fatto si che dalla vita acquatica sia nata quella terrestre in miliardi di anni. Questa è storia: la storia dell'umanità che si evoluta ed è cambiata nei secoli! A noi non sfugge nulla ne i numeri del Polo ne le disattenzioni di approssimati comunicati che continuano a propinare lo stesso obsoleto e inutile modo di insegnare l'acqua agli studenti tra polemiche (quelli si gratuite perché fini a se stesse) e chiusura di occhi. Non ci interessa che siccome la Regione ha proposto 36 anni fa dei percorsi bisogna accettarli e rispettarli senza discutere. Ecco proprio perché la storia grazie a Dio cambia e cambierà sempre crediamo che sia giunto il momento di abbandonare il vecchio per il nuovo perché la storia di Gualdo, la cultura, la gente, il pensiero è CAMBIATO (se ne deve fare una ragione) e deve cambiare anche il modo di fare didattica e di insegnare concetti che forse nel 1976 non erano nemmeno stati concepiti o forse erano ancora in una fase embrionale. L'inquinamento dei beni comuni naturali è infatti un concetto venuto all'attenzione dell'opinione pubblica proprio negli anni '70 per trovare nei giorni di oggi una sua definizione scientifica e l'interazione con la salute umana così come è noto a tutti. Ciò che poteva andare bene nel 1976 ora non va più bene e deve essere rivisto e riadattato perché così va il mondo fin dal Bing Bang! Oggi nel 2012, come ci insegna per l'appunto la storia, non ci possiamo più permettere di giocare con beni comuni limitati e non rinnovabili lasciandoli oltretutto nelle mani di pochi opportunisti per i loro affari: pensiamo che si dovrebbero ripassare questi basilari concetti prima di intraprendere iniziative didattiche di qualunque tipo e sottolineare le gratuite polemiche!!!
Questo si doveva...
COMITATO PRO ACQUA GUALDO

giovedì 17 maggio 2012

IL BENE COMUNE???

Un tempo era bene comune. Ora è un bene commerciale di pochi e pure uno spettacolo viaggiante. L'acqua è dal 17 al 20 Maggio al centro di una manifestazione regionale: l'Umbria Water Festival. Questa iniziativa è incentrata sull'elogio dell'acqua di cui è ricca la nostra Regione attraverso numerose iniziative. Almeno fino a qualche tempo fa la nostra Regione era ricca di acqua visto che dal 2000 ad oggi sono state dichiarate ufficialmente quattro crisi idriche (2002, 2006, 2007 e 2012) con emergenze e stato di calamità naturale di contorno. Gualdo Tadino aderisce a questa kermesse regionale proponendo il solito percorso didattico al centro di un acceso dibattito nell'anno 2011 e protagonista di un recente concorso per le scuole che lo vedeva come viaggio premio. In realtà non è Gualdo in toto che partecipa ma solo una piccola parte della città che ha fondato su questo percorso didattico la sua attività principale con il consenso, con una scusa o l'altra, di tutta la parte amministrativa della città. Il fatto più eclatante che si va ad aggiungere a tutti quelli verificatesi in questi mesi è la proposta, all'interno di questo laboratorio didattico, di una visita alle fonti della Rocchetta che sono state interdette alla sosta veicolare e pedonale da Gennaio 2012 per un ordinanza del Sindaco emessa per la pericolosità del luogo a seguito di presunta caduta massi. Ci domandiamo ma come si è potuto proporre una iniziativa di questo tipo senza sapere di questa ordinanza che ha suscitato numerose e pubbliche proteste dei cittadini con tanto di comunicati stampa e servizi televisivi? Ci sembra un po' incoerente ed imprudente nonché rappresentativo di una certa ignoranza e distacco verso fatti ed avvenimenti locali. Forse perché chi appoggia tale iniziativa ha in quei luoghi un accesso preferenziale? Chi autorizzerà ed appoggerà tra le autorità questa visita alle Fonti? Chi in sostanza lascerà ancora passare questa iniziativa senza criticità alcuna? In sostanza l’Amministrazione è a conoscenza che dei bambini saranno accompagnati in una zona interdetta? O è la solita operazione di marketing scollegata dalla vita reale gualdese? Appare comunque preoccupante il fatto che ai nostri figli non si riesca a proporre una sana educazione ai beni comuni, al loro rispetto e tutela senza inculcare loro pensieri distorti e fasulli che assolvono lo sfruttamento commerciale senza controllo per il profitto di pochi. I nostri figli finiranno con il credere che l'acqua viene in bottiglia anziché dal cielo e quindi se non piove non c'è problema l'acqua la compro al supermercato magari indossando un bel cappellino. Ci si preoccupa di educarli alla scoperta delle proprietà organolettiche e della lettura di una etichetta, nemmeno fosse una buona bottiglia di vino, invece che insegnare loro quanto sia scarsa, preziosa, quali possono essere gli agenti che la rendono sempre più inquinata e come vada limitato il più possibile il suo consumo e protetto il suo libero accesso a tutti!
Ci sono macroscopiche incoerenze in questa iniziativa regionale dell'Umbria Water Festival che non possono essere accettate e lasciate passare nell'indifferenza che va ad elogiare un bene comune che tra scarsità di piogge e qualità sempre più compromessa (vedi il caso dei pozzi di Foligno di quest'anno il cui consumo umano ed irriguo è stato vietato a causa di inquinamento) dovrebbe essere decisamente più tutelato e conservato anziché sfruttato per profitti e spettacolarizzazione. Come per la Settimana dello Sviluppo Sostenibile promossa dall'Unesco che dal 7 al 13 novembre 2011 trattava di acqua è fondamentale cosa si scrive nel tema libero assegnato. In quella circostanza a livello regionale si è parlato ancora una volta di lanciare nuovi marchi di acque minerali mentre a Gualdo del suo ecosistema acquatico a livello naturalistico, storico e culturale dall'antichità ad oggi con approfondimenti critici su problemi e sulla cattiva gestione moderni, coinvolgendo studenti ed insegnanti. Ma questa scelta, di un'altra parte di gualdesi dediti da tempo all'onesta e sincera difesa dei beni comuni, ha suscitato polemiche e assurde prese di posizione completamente fuorvianti rispetto al messaggio che si voleva lanciare. Con sorpresa e tristezza vediamo che il solito e a ragione discusso laboratorio o percorso didattico, come si vuole, viene ancora una volta lasciato passare in qualunque forma e per qualunque ragione esso venga proposto. Parlare di acqua si può fare in molti modi ma elogiare marchi di acque minerali in bottiglia e creare intorno ad essa eventi da spettacolo non ci sembra la strada giusta per una riflessione seria e critica sul consumo, sull'uso e sulla qualità e quantità di un bene prezioso sempre più in pericolo ma fanno perdere di vista e confondono le idee su quelli che sono i veri problemi.

domenica 13 maggio 2012

PULIZIA FONTE ROCCHETTA...



LO SCORSO VENERDI 11 MAGGIO IL COMITATO ARMATO DI DECESPUGLIATORI E FORZE SI E' RECATO PRESSO LA NOSTRA FONTE ROCCHETTA PER CERCARE DI RIDARE UN PO' DI DECORO A QUESTO LUOGO (CI DISPIACE DIRLO) QUASI ABBANDONATO A SE STESSO,AUSPICHIAMO CHE SIA I CITTADINI E IN PRIMIS IL COMUNE ABBIANO UN PO' PIU' DI RISPETTO...SE NON ALTRO PER LA "STORIA" DI QUESTO MERAVIGLIOSO E MAGICO POSTO.

mercoledì 4 aprile 2012

PRELIEVI SENZA ACQUA??? MOLTO PREOCCUPATI...




Anche nella giornata di sabato è stato possibile leggere nei quotidiani regionali della possibile strategia per fronteggiare la siccità in corso. In attesa di miracolose piogge tutti gli enti preposti al controllo e alla gestione delle risorse idriche e degli acquedotti forniscono come soluzione l'attingimento delle risorse idriche più in profondità. Questo significa andare ad intaccare (se già non accade) le riserve di acqua sotterranea delle falde acquifere che rappresentano in genere risorse accumulate in epoche passate e non RINNOVABILI. Prima di arrivare a questa possibilità chiediamo di prendere sul serio anche un'altra modalità per fronteggiare la crisi idrica in corso: limitare i consumi oltre che aumentare i livelli dei prelievi e i consumi riguardano non certo solo noi cittadini a cui non va' tolto o razionato un bene primario come l'acqua,ma a coloro che usufruiscono della nostra acqua solo ed esclusivamente per PROFITTI.
Già perché se la ricarica delle falde come neve e pioggia è diminuita del 50%, come in questo caso, come possiamo prelevare più in profondità senza temere un prosciugamento definitivo? Contemporaneamente a questi prelievi i consumi finali saranno lasciati tal quali?Qualcuno ha fatto veramente i conti con il ciclo biogeochimico dell'acqua del bacino Sistema dell'Umbria Nord Orientale che si estende per 700 km2 da Monte Cucco ai Monti di Foligno e Spoleto comprendendo anche i Monti di Gualdo? I prelievi che insistono su questo bacino superano la ricarica? Pensiamo che quando si presenta una crisi nella vita di un individuo o di una società questa debba essere considerata un momento per riflettere e non per continuare a perpetuare uno stile di vita che in qualche maniera può aver favorito o comunque non evitato il momento difficile. In questa occasione però è frequente leggere di aumenti delle bollette fino al 10% a carico del cittadino perché occorre prelevare l'acqua più in profondità con maggior dispendio di energia. Ribadiamo che questa calamità naturale non è stata causata da noi ma è un evento incontrollabile ma su cui l'uomo si può adattare e può farlo adattando anche i suoi consumi e non solo prelevando più a fondo l'acqua. E vogliamo avere risposte certe sui fondi dei gestori degli acquedotti che non ci pare possibile non disporre economicamente di quanto occorre per queste emergenze visto che è noto a tutti che l'acqua può mancare essendo un bene finito. Non si parla mai concretamente dell'eventualità di razionalizzare l'acqua e di limitare i prelievi estendendo questa pratica a TUTTI coloro che utilizzano l'acqua dai cittadini ma soprattutto ripetiamo alle attività produttive,e a chi adopera UN BENE COMUNE SPERPERANDOLO RICAVANDONE SOLO PROFITTI(QUESTO CONCETTO SI RIPETE PERCHE DEVE ESSERE BENE CHIARO). Molti cittadini Gualdesi ci raccontano che pensando ai mesi difficili che ci aspettano, se non arriveranno le piogge, in questo periodo primaverile, in cui si lavorano giardini e orti, molti di loro preferiscono coltivare il minimo indispensabile per non dover sprecare troppa acqua per annaffiare riferendosi sia all'acqua pubblica che a quella dei pozzi privati quando presenti. La priorità la danno all'acqua potabile per il consumo umano. Questo autocontrollo è possibile riscontrarlo anche nell'industria, nell'agricoltura negli uffici pubblici e nelle scuole cioè al di fuori delle mura domestiche? C'è una autorità che provvede seriamente a controllare e limitare l'attingimento di acqua dalle falde, sorgenti, laghi e fiumi anche ai privati e non solo ai cittadini in questi momenti di crisi? E' giunto il momento storico per rivedere tutte le concessioni e le modalità di rilascio delle nuove perché occorre tener conto che dal 2000 ad oggi il nuovo millennio ha contato ben 4 crisi idriche (2002, 2006, 2007, 2012) e che se la ricarica è ben inferiore ai prelievi e non limitiamo seriamente i consumi e lo sfruttamento rischiamo di prosciugare anche le riserve più preziose. Il decreto 152 del 2006 così come i vari programmi per la pianificazione e la gestione delle risorse idriche da esso consentiti e previsti anche dai gestori degli acquedotti sono sottoposti alla nostra scrupolosa attenzione per cercare alcune delle risposte ai nostri quesiti e semmai fosse necessario siamo pronti ad intervenire legalmente e legittimamente per rivendicare i nostri diritti affinché sia rispettato e garantito quanto affermato all'ART. 53 comma 1 del suddetto decreto “Le disposizioni di cui alla presente sezione (NORME IN MATERIA DI DIFESA DEL SUOLO E LOTTA ALLA DESERTIFICAZIONE n.d.A.) sono volte ad assicurare la tutela ed il risanamento del suolo e del sottosuolo, il risanamento idrogeologico del territorio tramite la prevenzione dei fenomeni di dissesto, la messa in sicurezza delle situazioni a rischio e la lotta alla desertificazione” che riassume almeno in parte ciò che ci aspettiamo venga fatto da tutte le autorità che hanno in mano un bene comune che rappresenta la nostra unica garanzia per la vita. La responsabilità della gestione di questa ennesima crisi idrica ma peggiore delle precedenti è in mano a pochi che per ora sembrano voler fare i conti ancora con l'economia e dimenticano che invece in questi casi sono le regole della Natura a dover essere studiate e applicate. Regole scomode perché eque e giuste che non conoscono la parola denaro ma la sobrietà e il rigore delle quattro lettere che sostengono:VITA...

giovedì 22 marzo 2012

LA GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA FESTEGGIATA CON L'ALLARME SICCITA'



Nella giornata mondiale dell'acqua del 22 marzo è triste leggere da alcuni quotidiani locali lo stato di siccità che sta attanagliando le sorgenti umbre comprese quelle di Gualdo Tadino(PUR SENZA SAPERE NULLA DA CHI DI DOVERE!!!) Ad esempio la sorgente di Vaccara ha raggiunto il livello di 161 litri al secondo contro i 330 di marzo dell'anno scorso. La scarsità di pioggia di questo ultimo anno, malgrado la copiosa nevicata dello scorso febbraio, hanno ridotto ai minimi storici le sorgenti a tal punto che Umbra Acque ha dichiarato che per far fronte all'emergenza dovrà pompare più in profondità l'acqua con un maggior dispendio di energia e dunque di soldi per i cittadini. La piovosità è talmente ridotta da mettere a rischio in realtà non solo l'Umbria ma l'intera Europa occidentale e quindi non è certamente da imputare al cittadino ma a fenomeni metereologici quanto sta accadendo. Ma a pagare le conseguenze sarà sempre quest'ultimo perché anziché approfittare del momento di crisi per rivedere seriamente tutte le nostre abitudini quotidiane e adattarci consumando e sprecando meno, dal cittadino all'industria passando per l'agricoltura, si preferisce consumare allo stesso modo ma attingere alle riserve più profonde e monetizzare tali pratiche. Ma questa soluzione a noi non sembra in grado di risolvere in sostanza il problema siccità anzi rischia soltanto di aggravarlo e di incrementare una morsa economica sui cittadini già in difficoltà. Esattamente come avviene in economia. In questa giornata vogliamo riflettere anche su quanto accaduto a Marsiglia dove dal 12 al 17 marzo 2012 si è svolto il VI Forum Mondiale sull'acqua (FME) organizzato dal Governo Francese e dal Consiglio Mondiale dell’Acqua, organismo privato presieduto dalle multinazionali del settore e dalla Banca Mondiale. Questo evento ha visto coinvolti le principali società private di gestione delle risorse idriche, autorità provenienti da tutto il mondo, organizzazioni non governative e comitati cittadini ed è stato affiancato dal Forum Alternativo Mondiale dell’Acqua (FAME) che rappresenta per l'appunto l'alternativa alla pretesa di far soldi sull'acqua. Il FAME è costituito dai movimenti della società civile che lottano da anni per la conservazione, la tutela e la gestione della risorsa “acqua” da parte dei cittadini. La loro attività non si limita soltanto a manifestare ma ha raggiunto l'elaborazione di proposte valide sia durante incontri specifici (Forum Alternativo di Firenze del 2003 e di Ginevra del 2005, Alterforum di Città del Messico nel 2006 o di Istanbul nel 2009), sia nell’ambito dei Forum Sociali Mondiali, come a Porto Alegre, Caracas, Nairobi o Betlemme, durante i quali ha preso origine un movimento per la riappropriazione dell’acqua come bene comune dell’umanità. Nessuno ne avrà sentito probabilmente parlare perché la televisione e i giornali non danno sufficiente spazio a queste notizie meno accattivanti di omicidi, stupri, rapine o tragedie del mare. Non che queste ultime siano notizie “minori” tutt'altro, ma forse meritano di essere giudicate e discusse nei luoghi appropriati legittimati al pronunciamento di condanne esemplari e non lasciate in pasto a presentatori TV, all'esperto criminologo di turno o all'opinione pubblica. In questo modo nessuno è potuto venire a conoscenza di eventi in cui si decide letteralmente delle nostre vite a nostra insaputa o di notizie comunque su cui riflettere quali la rinuncia del presidente francese Nicolas Sarkozy di presiedere l'inaugurare del FME. Forse in pochi avranno appreso durante il TG domenicale che Papa Benedetto VI ha lanciato l'appello all'indomani della chiusura di questo evento «di garantire per tutti un accesso equo, sicuro e adeguato all’acqua» - promuovendo così «i diritti alla vita e alla nutrizione di ogni essere umano e un uso responsabile e solidale dei beni della terra, a beneficio delle generazioni presenti e future». E questo ci permette, nel giorno di festa per l'acqua, di dare alle nostre battaglie una legittimità addirittura spirituale. Il fatto poi che a Marsiglia sia scesa in campo la contestazione alternativa dove la gente comune mondiale ha espresso “la sua volontà di fermare la privatizzazione dell’acqua e ottenere il riconoscimento che l’acqua è un diritto” ci da forza per andare avanti e non arrenderci anche qui nel nostro territorio. Nel giorno della festa dell'acqua vogliamo ricordare i duri attacchi inferti a Umbra Acque dal Comitato attraverso il nostro rifiuto all'ingiusto pagamento del deposito cauzionale lanciato nel 2008 così come il sostegno a quanto espresso dopo il voto referendario dell'anno scorso e cioè fuori i profitti e i privati dall'acqua pubblica e dunque sposare la campagna di “obbedienza civile” per riconteggiare le bollette. Oggi vogliamo anche ribadire le nostre preoccupazioni circa la gestione del bene comune anche a Gualdo Tadino con riferimento a quanto abbiamo denunciato circa il mancato approvvigionamento di acqua potabile alla frazione Cerasa che si perpetua nell'indifferenza da anni. In questa crisi di acqua preoccupante e nel giorno della sua festa ci soffermiamo anche a riflettere su una altra questione che attanaglia i nostri cuori di gualdesi e le nostre menti: il destino delle Fonti della Rocchetta. La sorgente storica è fuori dubbio stremata dagli attingimenti forzati e in più è stata, per ragioni di pubblica sicurezza, abbandonata a se stessa in attesa di chissà quali salvifici provvedimenti. Ci chiediamo come sarà fronteggiata quest'anno l'emergenza idrica (ormai ufficializzata) e soprattutto come sarà conciliata l'esigenza dei cittadini con quella insaziabile di un'azienda che più imbottiglia e più guadagna a prescindere da qualunque siccità, senza imporgli ingiusti trattamenti rispetto al famoso ospite come accaduto negli anni scorsi e quindi parafrasando uno slogan del Forum, durante l'emergenza idrica 2012 sarà Gualdo Tadino capace di dar da bere alle 15000 persone e più che ci abitano??
Tanti Auguri Acqua dal Comitato pro Acqua Gualdo!!!

martedì 13 marzo 2012

LA FONTE ROCCHETTA VA' SALVATA E RESTITUITA AI GUALDESI







La pericolosità del sito Rocchetta e la PRESUNTA necessaria emergenza di sgomberare e di vietare la sosta dall'inizio anno ad oggi sta mostrando i loro effetti collaterali. Il luogo della gioventù di migliaia di gualdesi, delle piccole gite familiari, delle serate da ballo, della frescura delle afose giornate estive, degli spostamenti dei nostri vicini eugubini, perugini ecc per prendere quella buonissima e freschissima acqua gualdese sono ormai solo un ricordo. Tutto è lasciato nel più totale abbandono e degrado forse,RIPETIAMO FORSE aggravato da atti vandalici non prevenuti adeguatamente perché ormai non c'è più controllo né di attività commerciali né di gente che gira per la sorgente COME AVEVAMO PREVISTO E TEMUTO DA TEMPO!!!.ANCHE SE CI INDIGNIAMO PROFONDAMENTE Non siamo certamente così superficiali da aver dimenticato il fatto gravoso avvenuto dopo l'evento sismico del 1997 dove un grosso masso staccatosi dal costone ha rischiato di produrre ben più gravi fatti di quelli verificatesi,ma naturalmente a suo tempo si erano prese le precauzioni del caso, come poco tempo fa' la stessa cosa, con interventi di rafforzamento E AMPLIAMENTO delle reti a tenuta massi riportando il tutto alla normalita'. Nessuno vuole mettere in pericolo la vita dei gualdesi, ogni membro del Comitato ha a cuore la vita e per questo che si batte da tempo per la sua difesa anche passando per la via indiretta dei beni comuni. Beni necessari e fondamentali alla vita perche senza di essi non esisterebbe la vita per cui la macroscopica speculazione che si fa sull'acqua, sull'aria, sul sole, sul vento, sul territorio e così via per noi è solo una squallida versione del solito modo di far profitto senza pensare alla VITA. A parte questa precisazione, che occorre fare visto che c'è chi finge di non capire la nostra giusta posizione, vedere la Rocchetta abbandonata a se stessa anche se come sempre presunta misura preventiva per la pericolosità verso i cittadini fa veramente male al cuore. Al cuore di chi ama Gualdo e la vita in essa contenuta. Ci chiediamo dato che c'è un rischio così elevato di una frana non ci si può permettere che qualcuno, malgrado i cartelli di avviso di pericolosità, si ritrovi schiacciato da qualche masso roccioso solo per prendere dell'acqua pur con la velocità di Speedy Gonzales. Cosa si risolve infatti vietando la sosta se cadono massi che mettono in pericolo la vita? Cadono forse sulla testa di coloro che si soffermano mezz'ora anziché dieci minuti? Vengono giù dal costone per punire la nostra lentezza? sembra ripetiamo sembra esserci qualcos'altro di cui siamo propio ignari.Il Comitato sta raccogliendo GIUSTISSIME E LEGITTIME lamentele spontanee di tanti gualdesi che si ritrovano spiazzati e rattristati dallo stato in cui versa la sorgente tanto amata e che ci identifica da sempre. E a molti non è sfuggita questa pericolosità prevenuta solo con divieto di stazionamento, se veramente cade un masso e ferisce un cittadino di chi è la responsabilità? Soltanto di chi ha rischiato malgrado gli avvertimenti? Pretendiamo più risposte, più motivazioni, più spiegazioni non ci accontentiamo più del “pericolo caduta massi” per lasciare le fonti della Rocchetta ALL'ABBANDONO PIU' TOTALE, dalla storica fontana che da piu' di un mese e' a secco(soliti vandali???) alla vasca, in quell'incivile degrado e possibilmente evitando di passare per allusioni al nostro mancato rispetto per la vita e senso di irresponsabilità se ne chiediamo la riapertura. Sull'accertamento di questa pericolosità ci sono dei passaggi che ci appaiono poco convincenti e non disponiamo di smentite concrete documentabili, pretendiamo il rispetto sincero della vita a cominciare dai luoghi in cui essa si sviluppa e che devono perciò pullulare di bellezza e dignità come un inno ad essa. Chiediamo perciò a gran voce il ripristino e la manutenzione delle Fonti della Rocchetta di Gualdo Tadino per essere restituite alla cittadinanza per il rispetto della vita dei gualdesi!!!Se questo non avverra' invitiamo la popolazione a contattarci per valutare insieme la forma di protesta forte e seria volta a ridare la luce all'area da sempre "da sempre"fiore all'occhiello della nostra citta',LA FONTE ROCCHETTA E' DI TUTTI I GUALDESI NON DI ALTRI...DI NESSUN'ALTRO E NOI LA SALVAGUARDEREMO DA OGNI ILLEGITTIMA FORMA PER AFFOSSARLA,COSTI QUELLO CHE COSTI.
IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO

domenica 11 marzo 2012

AGGIORNAMENTI SUL PAGAMENTO DI CERTE VOCI IN BOLLETTA



Nel mese di Febbraio è partita la campagna di “obbedienza civile” promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua per imporre il rispetto del voto referendario sancito a giugno 2011 da almeno 26 milioni di elettori italiani. In quell'occasione è stato scelto dalla maggioranza degli italiani il servizio idrico pubblico e partecipato senza il profitto dei privati. Questo risultato importante si traduce in termini pratici nell’abrogazione della norma che permette ai gestori del servizio idrico di caricare sulle bollette degli utenti anche la “remunerazione del capitale investito”. Questa componente della tariffa idrica è pari al 7% della sommatoria degli investimenti effettuati nel periodo di affidamento al netto degli ammortamenti, e in genere incide sulle bollette per una percentuale che, a seconda del gestore, va dal 10% al 20%. Il referendum chiedeva proprio l'abolizione di questa componente di profitto e la pubblicizzazione del servizio idrico. E gli italiani hanno scelto all'unanimità di non far profitti (specialmente privati) sull'acqua indiscutibile bene comune cioè appartenente e necessario a tutta la collettività. Ma questa decisione del popolo italiano non è stata ancora rispettata da nessun gestore in nessun territorio d'Italia malgrado la normativa entrata in vigore il 21 luglio 2011, dopo la pubblicazione del Decreto del Presidente della Repubblica n. 116 il 20/07/2011, ne abbia ufficializzato la vittoria referendaria e chiesto la definitiva diminuzione delle tariffe. Tutti i gestori del servizio idrico italiano continuano ad ignorare quanto espresso democraticamente e ad applicare le medesime tariffe come prima dell'esito. Per questo è nata la campagna di “obbedienza civile” unico mezzo ad oggi disponibile per i cittadini e da i cittadini per tutelare e rispettare quanto è stato da loro chiesto visto l'atteggiamento negligente e menefreghista di istituzioni e gestori. Questa iniziativa consiste nel pagare le bollette relative ai periodi successivi al 21 luglio 2011 sottraendo la componente “remunerazione del capitale investito”. L'”obbedienza” dei cittadini è verso la legge in vigore modificata dal referendum intanto che ne attendono la regolare applicazione da parte dei gestori e delle Autorità d'Ambito territoriale ottimale (ATO) che invece disobbediscono a quanto è stato chiesto legalmente a loro di fare. La campagna di “obbedienza civile” è gestita dal Forum e attraverso referenti territoriali è intenzionata a diffondersi in tutta Italia e perseguire il raggiungimento dell'obiettivo del rispetto dell'esito del referendum ricalcolando tutte le bollette alla famiglie italiane e vigilando sulla totale ripubblicizzazione della gestione dei servizi idrici. Infatti l'attuale governo Monti spinge fortemente alla privatizzazione anche dei servizi idrici che malgrado siano stati sanciti per espressione popolare rimanere pubblici, sono continuamente minacciati di trasformarsi con qualche miracoloso passaggio parlamentare in privati.
Nel frattempo un piccolo risultato è stato già raggiunto dopo l'incontro avvenuto il 23 febbraio tra il Forum italiano dei movimenti per l'acqua, e il ministro dell'Ambiente Corrado Clini. Quest'ultimo ha inviato all'Autorità per l'energia elettrica e il Gas e ai presidenti delle Regioni una lettera nel quale esprime il suo desiderio di segnalare l'urgenza di attuare “quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, con la sentenza 26/2011, in merito all'abrogazione del comma 1 dell'articolo 154 del D.lgs 152/06, relativo all'adeguata remunerazione del capitale investito, così come stabilito dal DPR 18 luglio 2011 n. 116.(...)". Ormai Autorità d'ambito, gestori dei servizi idrici, sindaci e presidenti delle Regioni non possono più a far finta di niente se anche il Ministro è dovuto scendere accanto ai cittadini per chiedere il rispetto delle loro decisioni.
Dal 21 luglio 2011 è stato sottratto in modo indebito del denaro alle famiglie italiane che deve essere restituito e fermato come richiesto dai cittadini ormai stanchi di essere considerati solo arance da spremere per i profitti privati. Le iniziative popolari sono ormai le uniche vie da intraprendere dalla democrazia per difendere se stessa e i beni comuni necessari alla sua sopravvivenza. E' ormai tempo che la democrazia consapevole e preparata alzi la testa e pretenda dalle istituzioni quel rispetto dovuto ma troppo spesso negato!
Per informazioni sulla campagna “obbedienza civile” visitare il sito http://www.acquabenecomune.org

COMITATO PRO ACQUA

giovedì 9 febbraio 2012

NEL PAESE DELL'ACQUA GUARDA CASO QUESTO BENE PREZIOSO MANCA PROPIO AI CITTADINI!!! A COLORO CHE LA PAGANO PROFUMATAMENTE...


DA IERI 7 FEBBRAIO A TUTT'ORA 8 FEBBRAIO(ORE 22) IN MOLTISSIME FRAZIONI DI GUALDO TADINO STA MANCANDO L'ACQUA POTABILE,PER LO PIU' SENZA PREAVVISO,DECINE DI CITTADINI COME DEL RESTO NOI STESSI SI SONO RIVOLTI AL SERVIZIO GUASTI DI UMBRA ACQUE,AD ALCUNI E' STATO DETTO DI TUBATURE GHIACCIATE AD ALTRI PRIMA DI UNA POMPA BRUCIATA POI DI UN'ALTRA ANCORA E COSI VIA...MA QUESTI SIGNORI SI RENDONO CONTO CHE A SOFFRIRE IL GRAVE DISAGIO SONO SOPRATTUTTO LE FASCE PIU' DEBOLI?PENSIAMO AGLI ANZIANI,I DISABILI I BAMBINI...MA CI RENDIAMO CONTO O NO? INNANZI TUTTO CHE ALMENO PRIMA SI METTANO D'ACCORDO NEL DIRE SE CI SIA VERAMENTE UN GUASTO O SE SI TRATTA DI UN'ALTRO PROBLEMA A CUI DI CERTO NEL MESE DI FEBBRAIO NON VOGLIAMO NEMMENO PENSARE,PERO' TORNA IL SOSPETTO DI UNA POSSIBILE EMERGENZA IDRICA COME CONFERMATO DA ALCUNI GIORNALI DOVE SI RIPORTA CHE NELLA ZONA DI NOCERA FOLIGNO E SPOLETO LA PORTATA DELLE SORGENTI SI E' RIDOTTA NOTEVOLMENTE RAGGIUNGENDO IL LIVELLO DELLE CRISI IDRICHE DEL 2001 E 2007,L'ALLARME E' STATO LANCIATO DALLA Vus (GESTORE IDRICO COME UMBRA ACQUE) ESIGIAMO PERTANTO CHIAREZZA ESSENDO NOTEVOLMENTE PREOCCUPATI,DETTO CIO' CI CHIEDIAMO MA COME MAI A CHI IMBOTTIGLIA L'ACQUA PER FARNE PROFITTO LE POMPE NON SI ROMPONO MAI? COME MAI SEMPRE E SOLO I CITTADINI DEVONO SUBIRE LE GRAVI CONSEGUENZE PUR PAGANDO PROFUMATAMENTE LA NOSTRA ACQUA? COME MAI LE CRISI IDRICHE TOCCANO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE COME GLI ANNI PRECEDENTI SEMPRE E COMUNQUE I CITTADINI?COME MAI A PAGARE SEMPRE PIU' SALATE LE BOLLETTE SIAMO SEMPRE NOI CHE SUBIAMO I DISAGI? E' QUESTA LA RISPOSTA AGLI ASSURDI E INCONCEPIBILI CONTINUI AUMENTI? SAREBBE DA SCRIVERE FINO A DOMANI MA NOI VOGLIAMO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE L'ACQUA,VOGLIAMO SOLO QUESTO,CHE SIA CHIARO!!!NULL'ALTRO.
SPERIAMO CHE NON SI DEBBA AGIRE COME 70 ANNI FA' QUANDO SI FACEVA BOLLIRE LA NEVE QUANDO MANCAVA QUESTO BENE SEMPRE COSI PREZIOSO CHE CONTINUA AD ESSERE UN PROFITTO PER POCHI CONTRO L'INTERESSE DI TUTTI...TORNANDO A 70 ANNI FA'...ALMENO LE BOLLETTE A QUEI TEMPI NON SI PAGAVANO!!!...
ASPETTIAMO UN RISCONTRO AL PIU' PRESTO DA PARTE DI UMBRA ACQUE E DELLA NOSTRA AMMINISTRAZIONE.
"ASPETTIAMO"
GRAZIE.
COMITATO PRO ACQUA GUALDO

venerdì 3 febbraio 2012

RETTIFICA COMUNICATO STAMPA A RIGUARDO DI ALCUNI SCRITTI USCITI SUI GIORNALI...

A SEGUITO DI QUANTO E' STATO PUBBLICATO SU' ALCUNI GIORNALI,IN CUI SI FA' RIFERIMENTO A NOMI SPECIFICI DI PERSONE E AZIENDE SI PRECISA CHE IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO (COME SI PUO' EVINCERE DALL'ORIGINALE)NON HA MAI FATTO TALI RIFERIMENTI,IL NOSTRO INTENTO ERA SOLO QUELLO DI SOTTOLINEARE UNA SERIE DI CONTRADDIZIONI GENERALI CHE NON SI POTEVANO FAR PASSARE NEL SILENZIO,E NON DI AVVIARE POLEMICHE PERSONALI DI CUI ORA NON ABBIAMO BISOGNO,PERTANTO CI DISCOSTIAMO DAI NOMI FATTI,TUTTO IL RESTO E'CORRETTO.
GRAZIE...

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