Come comitato cittadino, sempre dichiaratosi apartitico, inizialmente abbiamo pensato di non esprimere opinioni sull’argomento in piena ed infuocata campagna elettorale.
Ma dopo la presentazione in consiglio comunale del documento e gli sviluppi dell’intera vicenda ci sembra un atto doveroso il rendere pubbliche le nostre riflessioni.
Innanzitutto la proposta, anche se fosse stata accolta in consiglio comunale, arriva in maniera assolutamente tardiva in quanto la Giunta Regionale ha approvato la nuova legge relativa alle “Norme per la ricerca, la coltivazione e l’utilizzo delle acque minerali naturali, di sorgente e termali” il 16/12/2008 e i giochi sono oramai conclusi purtroppo.
La nuova legge accorpa e riordina la vigente normativa delle acque minerali e termali abrogando due vecchie leggi ( 48/1984 e 48/1987).
Anche nell’assurda ipotesi in cui la proposta fosse arrivata al tavolo della regione in tempo va comunque detto che i due elementi innovativi rispetto alla Legge regionale, cioè l’aumento delle ricadute economiche sul territorio interessato alla concessione piuttosto che nelle casse della regione e il rilascio della concessione da parte del comune anzichè la Regione, non sarebbero mai stati retroattivi. Cosa vuol dire questo in termini concreti? Che sulla attuale concessione Rocchetta, in scadenza nell’anno 2022, non avrebbe potuto incidere in alcun modo. Quindi, a meno che nuovi e vecchi schieramenti politici gualdesi non vogliano aprire la strada a nuovi prelievi per acqua minerale verso cui fino ad oggi si sono dichiarati contrari, la proposta di legge non avrebbe potuto cambiare l’attuale stato di cose almeno fino al 2022!
Se ci fosse stata la reale intenzione di partecipare direttamente al nuovo disegno regionale con un po’ più di impegno si poteva, prima del 16 Dicembre 2008, essere di esempio per tutti i Comuni dell’Umbria, magari anche se lo si sarebbe ritenuto opportuno, con l’aiuto del nostro Comitato.
La Regione ha approvato un provvedimento che non ha voluto in alcun modo prevedere norme restrittive per il rilascio di nuovi permessi e la valutazione dell’impatto ambientale per i progetti di prelievo e captazione con l’eventuale concorso anche di associazioni e comitati locali.
Dalla città in cui è prelevato il 42% dell’acqua minerale della Regione, in cui un fiume intero non esiste più (il Feo) a seguito di un forte sfruttamento della ricorsa idrica e in cui tutta la popolazione ha più volte vissuto forti disagi per la carenza di acqua, ci aspettavamo un’azione concreta e decisa a tutela dell’acqua innanzitutto, dell’ambiente svilito dallo sfruttamento idrico e dei gualdesi da parte di tutte le forze politiche,maggioranza e opposizione!
Invece alla maggior parte dei nostri amministratori il problema non e’ interessato affatto, come se si vivesse in un altro mondo e non fosse argomento su’ cui far sentire la propia chiara opinione in regione e pertanto secondo noi la proposta di legge oggetto del comunicato si e’ rilevata,oltre che fuori tempo massimo, anche insufficiente ed inadeguata.
Il direttivo del Comitato Pro Acqua Gualdo
venerdì 27 febbraio 2009
RIFLESSIONI SULLA PROPOSTA DI “LEGGE REGIONALE SULLE ACQUE MINERALI” PRESENTATA IN CONSIGLIO COMUNALE DALLA MINORANZA.
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Comunicato Stampa
LE BOTTIGLIE DI ACQUA IN PLASTICA INQUINANO E COSTANO

Produrre acqua in bottiglia ha un costo fino a 2.000 volte maggiore rispetto alla produzione di acqua del rubinetto. In America, si stima che fino a 54 milioni di barili di petrolio siano stati consumati nel 2007 per produrre i 33 miliardi di litri che gli americani hanno bevuto.
A denunciarlo e' stato una ricerca pubblicata dalla rivista Environmental Research Letters e condotta da Peter Gleick e Heather Cooley del Pacific Institute di Oakland, in California, Stati Uniti.
I ricercatori americani hanno calcolato il dispendio energetico totale e delle singole fasi della catena, dalla produzione di bottiglie di plastica ai controlli sull'acqua, dalla etichettatura e riempimento delle bottiglie fino al trasporto e alla vendita. Dai risultati e' emerso che le due fasi del processo che costano di piu' a livello energetico sono la produzione delle bottiglie di plastica e il trasporto. Solo per la produzione delle bottiglie di acqua e' stato stimato un consumo di 50 milioni di barili di petrolio l'anno.
Nel 2007 sono stati venduti circa 200 miliardi di litri di acqua in bottiglia in tutto il mondo. Solo in America, sono stati bevuti 110 litri per persona, un quantitativo che e' aumentato del 70% dal 2001 e che ha superato le vendite di latte e birra in bottiglia.
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venerdì 13 febbraio 2009
"UN PICCOLO COMITATO CITTADINO E' RIUSCITO AD INFLUIRE DIRETTAMENTE SULLA STESURA DI UN PROVVEDIMENTO REGIONALE"

L’Umbria era rimasta tra le poche Regioni che dovevano ancora adottare il Piano di Tutela delle acque(PTA), strumento legislativo che regolamenta la gestione dell'acqua e che doveva essere adottato entro il 31/12/08.
Durante la stesura del PTA il Comitato Pro Acqua ha partecipato alle sedute aperte al pubblico per presentare le proprie osservazioni e riflessioni e, dopo un serio e lungo lavoro di studio della documentazione, ha presentato ufficialmente tutte le proprie obiezioni il 17/11/2008.
Queste riguardavano la gestione dell'acqua minerale, in più parti omessa o rimandata a quella o quell'altra legge, ma mai in nessun punto trattata come dovrebbe visto il ruolo centrale per quantità e qualità che riveste nella nostra Regione.
Qualche giorno fa sono stati pubblicati sul BUR n.5 (S.O. n.3) del 04/02/09 e sul sito della Regione tutti i documenti tecnici e non previsti per il PTA e tra i vari punti obiettati, e presentati dal Comitato, è stato accolto con emendamento al documento quello relativo al “catasto delle autorizzazioni ai prelievi pubblici”.
Grazie a questa importante vittoria, con la richiesta del Comitato Pro Acqua accettata dall’Autorità Regionale Competente, tutte le acque minerali umbre SARANNO INCLUSE in questo catasto e sarà creata una banca dati aggiornata e completa di informazioni legate allo sfruttamento dell'acqua a scopo minerale fino ad ora rimaste troppo nell'ombra.
Si andrà dall’elenco di tutte le concessioni e autorizzazioni richieste, alle quantità prelevate, corpi idrici interessati ai prelievi , strumenti di misurazione ecc.
Questo risultato dà vita ad una lunga serie di risvolti e la popolazione avrà uno strumento in mano per capire come e da chi vengono utilizzate le proprie risorse naturali.
I dati messi nero su bianco non potranno più essere manipolati o sparpagliati in innumerevoli uffici comunali, provinciali e regionali allo scopo di essere “occultati”e tutti i prelievi, indipendentemente dallo scopo per il quale vengono autorizzati (industriale, agricolo, potabile, zootecnico, come acque minerali), vengono considerati in maniera unitaria.
La loro visibilità renderà sorgenti, fiumi, laghi ecc osservabili dai cittadini con occhio critico e consapevole. Siamo fieri che un piccolo Comitato cittadino sia riuscito ad influire direttamente sulla stesura di un Provvedimento Regionale che sarà strumento di base per la gestione della propria risorsa idrica!!!
Il direttivo del Comitato Pro Acqua Gualdo
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Comunicato Stampa
mercoledì 11 febbraio 2009
IL W P F VUOLE INSERIRE L´ACQUA TRA GLI ACCORDI DEL POST-KYOTO

FIRENZE. Il World political forum (Wpf) si pone come obbiettivo il 2013, quando saranno stipulati gli accordi del dopo Kyoto e intende inserire nell’agenda dei negoziati tra gli stati che si terranno tra il 2010 e il 2012 (dopo Copenhagen) la questione idrica, «considerato che oggi le priorità delle agende politiche in materia di ambiente e di acqua gravitano prevalentemente intorno alle strategie, utili ma insufficienti –sottolineano dal Wpf - di attenuazione e di adattamento al cambiamento climatico, di cui l´asse centrale è l´energia».
L’esigenza di “allargare” il campo delle priorità è sentita particolarmente dal presidente del Wpf, il premio nobel per la pace Mikhail Gorbaciov che sarà domani a Bruxelles per partecipare alla conferenza ´´Fare la pace con l´Acqua´´, che si terrà al Parlamento europeo. L’iniziativa è organizzata dallo stesso World political forum con il sostegno dei gruppi politici dell´europarlamento.
Durante la conferenza sarà proposto un memorandum per un Protocollo mondiale sull´acqua che «intende contribuire all´attuale processo politico internazionale volto a definire ed approvare un accordo post-Kyoto nel 2013. «IL MEMORANDUM - INFORMANO GLI ORGANIZZATORI - SARÀ INCENTRATO SULLA PREVENZIONE DEI CONFLITTI, SULLA PROMOZIONE DEL DIRITTO ALL´ACQUA PER TUTTI E SULLA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO IDRICO MONDIALE PER UNA GESTIONE RESPONSABILE ED EFFICACE DEL BENE COMUNE ACQUA, NELL´INTERESSE DELLE GENERAZIONI FUTURE».
Oltre a Gorbaciov, al convegno parteciperanno anche il principe Alberto di Monaco, l´ex presidente del Portogallo Mario Soares e l´ex ministro dell´ambiente del Brasile Marina da Silva, il fondatore del Cirque du soleil Guy Laliberte´.
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sabato 7 febbraio 2009
"LETTERA APERTA ALLA ROCCHETTA S.P.A."

Il Comitato Pro Acqua Gualdo, a seguito di un’attenta analisi della deliberazione del 17 Febbraio 1993 n. 701, nella quale il Consiglio Comunale richiedeva garanzia all'azienda Rocchetta di erogazione di servizi specifici, di riflessi socio-economici sul territorio, salvaguardia dell'approvvigionamento idrico e dell'equilibrio ambientale della zona, ha inviato all'Amministrazione di Rocchetta e, per conoscenza, a quella Comunale la seguente Lettera aperta che verra' anche inviata alle varie testate giornalistiche e televisive.
Gent. AMMINISTRAZIONE DI ROCCHETTA
con la presente come Comitato Cittadino, DOPO AVER ACCURAMENTE LETTO QUANTO SOPRA ED AVER APPURATO LA NEGLIGENZA E/O MANCANZA DI VOLONTA’ DELLE NOSTRE AMMINISTRAZIONI NON SOLO NEL NON VEDER RISPETTATO SPESSO QUANTO PREVISTO MA ANCHE E SOPRATTUTTO NON AVER MAI VOLUTO CONCRETAMENTE CHIEDERE O AVER PROPOSTO A CODESTA AZIENDA NULLA O MOLTO POCO, esponiamo e richiediamo quanto segue.
(dal paragrafo “a” della pagina 7) Abbiamo constatato con mano che la popolazione ha subito gravi danni in conseguenza di crisi idriche negli anni e quindi la quantita’, la continuita’e la qualita’ dell’approvvigionamento idrico non sono stati adeguatamente garantiti.
Ci sembra che la realizzazione di benefici ed opere a favore della popolazione, nonchè eventuali ricadute economiche, siano state pressocchè nulle e che i gualdesi non abbiano avuto quei riflessi socio economici dall’azienda promessi; inoltre crediamo che i dati circa l’occupazione diretta, compresa tra 46 e 80 unita’ piu’ le 20 o le 45 unita’ d’indotto, possano essere definibili certi solo se sarà prodotta idonea documentazione a riguardo.
Chiediamo una vera collaborazione da parte dell’azienda per migliorare i rapporti con la popolazione fino ad ora delusa, chiedendo(COME GIA’ DA NOI RICHIESTO IN UN NOSTRO COMUNICATO STAMPA DEL 18/01/2008)una cifra da erogare annualmente al nostro comune per il periodo della durata della concessione da destinare ad opere di cui concretamente e direttamente si possa avere la certezza della realizzazione.
Tale cifra, stabilita da Amministrazione locale e azienda, potrebbe essere rivalutata annualmente sulla base della variazione dell’indice annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, accertato dall’istituto centrale di statistica.
La somma dovra’ comunque essere sostanziosa, anche e soprattutto in virtù degli ingenti fatturati ottenuti da Rocchetta attraverso lo sfruttamento di una risorsa da considerare Bene Comune e FONDAMENTALE della zona ed in relazione a quello che Uliveto emana al comune di Vico Pisano.
Tra i vari interventi chiediamo che venga in primis considerata la VALORIZZAZIONE DELLA NOSTRA FONTE DELLA ROCCHETTA, FIORE ALL’OCCHIELLO DI QUESTO PAESE.
Vogliamo credere che la Rocchetta S.P.A. abbia a cuore questa citta’ che da anni, secondo noi ed il sentire popolare, ha solamente dato ad un’azienda Leader Internazionale del settore ed operante sul territorio e, per tale ragione, la preghiamo di accogliere queste nostre modeste richieste a dimostrazione di rispetto verso l’intera cittadinanza.
Aggiungo, infine, e che sia chiaro fin da subito, che questo Comitato e’ comunque contrario “tassativamente” a qualsiasi altra nuova concessione o attingimento di acqua a scopo commerciale e crede fermamente che l’acqua sia un BENE Comune Primario non mercificabile, da difendere e tutelare per tutti noi e le generazioni future.
P.S.: L’immagine della Rocca, così come compare nella stessa Delibera, l’abbiamo voluta utilizzare in questa lettera aperta con l’auspicio che venga reintegrata nell’etichetta di brio blu’ Rocchetta, come segnale di inizio della rivalorizzazione di Gualdo Tadino!!!
Cordiali saluti
Alessandro Brunetti
Presidente Comitato Pro acqua Gualdo
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Lettere aperte
IN MENSA TORNA l'ACQUA DEL RUBINETTO

Addio alle bottigliette di plastica,
gli istituti torinesi guardano avanti
"Così si risparmia e non si inquina"
TORINO
Niente più bottigliette di plastica, nelle mense scolastiche torinesi ritorna l’acqua del rubinetto. Una novità per migliaia di bambini e ragazzi che, ogni giorno, consumano pasti negli istituti del capoluogo piemontese, dagli asili nido fino alle scuole medie, passando per materne ed elementari. Si inizierà lunedì 9 febbraio in tutti i plessi scolastici e nidi d’infanzia che si trovano nelle Circoscrizioni 1, 7 e 10.
Gradualmente saranno coinvolte nell’iniziativa le altre Circoscrizioni sino alla copertura di tutto il territorio cittadino entro la fine dell’anno scolastico in corso. Sui tavoli delle mense, dunque, faranno la loro comparsa le caraffe riempite con l’acqua dell’acquedotto. Secondo il Comune di Torino, l’operazione è anche conveniente: non tanto da un punto di vista immediato sui conti, quanto sui risparmi che si otterranno sul fronte dei consumi di acqua, evitando gli avanzi di bottiglia, e soprattutto riducendo di plastica che finisce nei cassonetti. A compimento del programma si risparmieranno annualmente circa 2,5 milioni di bottiglie di plastica. La Smat (Società Metropolitana Acque Torino) gestisce tutto il ciclo produttivo dell’acqua, dagli impianti agli edifici urbani.
L’acqua è garantita da oltre mille controlli e analisi quotidiane ai quali vanno ad aggiungersi i controlli effettuati direttamente nelle scuole. Le aziende di ristorazione dovranno effettuare periodicamente le analisi chimiche/microbiologiche delle acque per verificarne la conformità alla normativa vigente. L’acqua che esce dai rubinetti di Torino è la stessa che verrà utilizzata dagli astronauti americani nelle missioni nello spazio.
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giovedì 29 gennaio 2009
"SODA CAUSTICA AL POSTO DELL'ACQUA"
Scattano i sequestri dei Nas di Padova Saranno i carabinieri del Nas di Padova a procedere al sequestro di un lotto di acqua minerale Vera, prodotta in Veneto e in parte commercializzato in Sardegna, ora "incriminato" perché una delle bottigliette è risultata contenere soda caustica. Ne ha fatto le spese l'autista di un'ambulanza dell'ospedale di Is Mirrionis, a Cagliari, che ieri mattina l'ha presa dal dispenser, nel corridoio del pronto soccorso, e dopo aver bevuto si è sentito male. L'uomo è stato colpito da intossicazione, ha trascorso la notte in osservazione nel reparto di gastroenterologia, e ora sta meglio. Nel frattempo, i carabinieri del Nas di Cagliari - guidati dal capitano Giovanni De Iorgi - hanno confermato all'ANSA il ritiro dall'ospedale di tutte le bottiglie di plastica Vera e hanno poi allertato i colleghi di Padova, competenti per territorio, che in queste ore stanno eseguendo le verifiche nello stabilimento veneto dell'azienda produttrice per poi mettere i sigilli al lotto "incriminato". Il ministero della Salute valuterà altre eventuali misure da adottare. La bottiglietta con la soda caustica non presenta apparentemente nessuna manomissione esterna: probabilmente si tratta di un caso isolato verificatosi nella fase di imbottigliamento. La soda caustica diluita opportunamente viene infatti utilizzata per lavare gli impianti: qualche goccia di prodotto potrebbe essere finita nella bottiglietta prima del riempimento. Tecnici dell'Arpas, l'Agenzia regionale di protezione dell'ambiente, stanno effettuando le analisi per accertare l'esatta natura della sostanza che ha provocato l'intossicazione.
articolo ripreso da l'unione sarda.it
articolo ripreso da l'unione sarda.it
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lunedì 19 gennaio 2009
L'Italia privatizza l'acqua,la Francia fa marcia indietro
(Teleborsa) - Roma, 19 gen - La legge 133 del 2008 fa obbligo ai Comuni italiani di mettere sul mercato la gestione delle reti idriche.
Con questo provvedimento sia i partiti di destra che di sinistra del nostro Paese affidano alla gestione del privato la riqualificazione della rete idrica e gli investimenti per ammodernarla.
In Francia dove le reti idriche sono gestite dai privati è invece in atto una decisa marcia indietro a cominciare da Parigi che ha deciso di ritornare al servizio pubblico.
Le ragioni, come viene precisato in una nota dell'Istituto nazionale del Consumo (istituzione pubblica), sono gli alti costi (l'acqua gestita dai francesi costa un 30% in più rispetto a quella gestita dal pubblico) e la necessità quindi di ritornare a prezzi dell'acqua ragionevoli.
Secondo una nota di Adiconsum, quella francese è senz'altro un'esperienza sulla quale riflettere.
Per l'associazione dei consumatori, nel nostro Paese è indispensabile recuperare i ritardi sugli investimenti, ma ciò non deve essere sinonimo di privatizzazione del servizio.
Al contrario, come già è avvenuto in alcune realtà, i costi in bolletta sono esplosi, ma senza alcun miglioramento del servizio.
Per questo, ad avviso di Adiconsum è fondamentale in questo settore un'Authority autorevole in grado di stabilire standard di qualità, norme di trasparenza tariffaria e quanto peso deve avere in bolletta l'ammodernamento della rete.
"Occorrono regole e rispetto delle stesse per evitare che le famiglie vadano incontro a nuovi salassi", conclude Paolo Landi, segretario generale Adiconsum.
L'Italia spende meno di Francia e Germania, ma spende di più della Spagna e della Svezia.
ci sveglieremo mai?
Con questo provvedimento sia i partiti di destra che di sinistra del nostro Paese affidano alla gestione del privato la riqualificazione della rete idrica e gli investimenti per ammodernarla.
In Francia dove le reti idriche sono gestite dai privati è invece in atto una decisa marcia indietro a cominciare da Parigi che ha deciso di ritornare al servizio pubblico.
Le ragioni, come viene precisato in una nota dell'Istituto nazionale del Consumo (istituzione pubblica), sono gli alti costi (l'acqua gestita dai francesi costa un 30% in più rispetto a quella gestita dal pubblico) e la necessità quindi di ritornare a prezzi dell'acqua ragionevoli.
Secondo una nota di Adiconsum, quella francese è senz'altro un'esperienza sulla quale riflettere.
Per l'associazione dei consumatori, nel nostro Paese è indispensabile recuperare i ritardi sugli investimenti, ma ciò non deve essere sinonimo di privatizzazione del servizio.
Al contrario, come già è avvenuto in alcune realtà, i costi in bolletta sono esplosi, ma senza alcun miglioramento del servizio.
Per questo, ad avviso di Adiconsum è fondamentale in questo settore un'Authority autorevole in grado di stabilire standard di qualità, norme di trasparenza tariffaria e quanto peso deve avere in bolletta l'ammodernamento della rete.
"Occorrono regole e rispetto delle stesse per evitare che le famiglie vadano incontro a nuovi salassi", conclude Paolo Landi, segretario generale Adiconsum.
L'Italia spende meno di Francia e Germania, ma spende di più della Spagna e della Svezia.
ci sveglieremo mai?
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sabato 13 dicembre 2008
" Gualdo Tadino " La Storia Della Nostra Città

Umbra prima, romana poi e definitivamente medievale. Il tessuto della città racconta delle sue tante rifondazioni, profondamente intrecciate con l’architettura
e le materie che nelle varie epoche si sono succedute. Conoscerne da vicino la storia, significa comprendere appieno l’identità della Gualdo odierna.
Da recenti studi è emerso che la vetusta Tarsinater umbra, citata nelle Tavole Eugubine, coincideva con l’abitato del Colle Mori, esistente ai piedi dell’Appennino gualdese dal sec. XIII A.C. al II secolo A.C., mentre la città Tadinum era il municipio romano sviluppatosi lungo la Flaminia, al vocabolo Rasina, intorno al III secolo a.C.. Ma origine più remota va ricercata nell’insediamento di epoca preistorica in località Santo Marzio, luogo in cui furono rinvenuti due dischi aurei risalenti al XII sec. a. C., ritenuti la più antica testimonianza di oreficeria in Italia. Assogettata a Roma nel 266 a. C. e rasa al suolo dalle truppe di Annibale nel 217 a. C., la zona fu devastata più volte dalle incursioni barbariche.
Nel 552 fu luogo della famosa battaglia di Tagina o Tadinum, durante la quale il bizantino Narsete sconfisse il re goto Totila. Distrutta nell’anno 996 dalle truppe dell’Imperatore Ottone III, Tadinum venne ricostruita nel 1180, in località Val di Gorgo (eremo Santo Marzio), lungo le sponde del Feo, con il nome longobardo di Gualdum (dal tedesco wald, che significa bosco); in seguito al violento incendio causato secondo la leggenda forse da una donna di nome “Bastola”, fu nuovamente riedificata, come compare in un atto del 30 aprile 1237. Un periodo di rinascita iniziò nel Duecento grazie all’imperatore Federico II. Egli volle il restauro della Rocca Flea e, per proteggere le cittadina dagli attacchi guelfi perugini, nel 1242 la cinse di possenti mura, la dotò di quattro porte di accesso (San Benedetto, San Donato, San Martino e San Facondino) e diciassette torri di difesa. Durante il periodo comunale la città si diede libere istituzioni, Gualdo fu sottomessa da Perugia e nel 1378 ad opera di Bartolo di Sassoferrato ebbe uno dei primi statuti cittadini. In seguito, Gualdo fu sottomessa a Perugia e nel 1458 passò allo Stato Pontificio. Nel 1513, grazie alla sua strategica posizione di confine tra i possedimenti della chiesa e il Ducato di Urbino, fu dichiarata da Papa Leone X sede di Legazione Autonoma e governata da Cardinali Legati, titolo che conservò fino al 1587. Nei due secoli successivi passò sotto l’amministrazione pontificia: nel 1833 le furono conferiti da Papa Gregorio XVI il titolo di Città e il nome “Gualdo Tadino” sia per distinguerla dai centri omonimi, sia per ricordare il municipio romano posto sulla Flaminia. Il doppio nome, Tadinum e Gualdum, porta la memoria delle sue origini: umbra, romana e longobarda.
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la storia
domenica 23 novembre 2008
"Infiniti Modi Per Non Finirla"

L’ACQUA ORMAI LO SAPPIAMO, NON E’ UNA RISORSA INFINITA E SPETTA A NOI RISPARMIARLA E TUTELARLA SE VOGLIAMO UN FUTURO IN CUI QUESTA RISORSA SIA ANCORA ACCESSIBILE A TUTTI.
DA UN LATO L’EFFETTO SERRA,DALL’ALTRO L’INTENSIFICARSI DI UN’AGRICOLTURA CHIAMATA A SODDISFARE I BISOGNI ALIMENTARI ED,IN FUTURO ANCHE QUELLI ENERGETICI:TUTTO QUESTO RENDERA’ L’ACQUA UN BENE SEMPRE PIU’ LIMITATO.
PER SODDISFARE IL FABBISOGNO DI ACQUA TUTELANDO FALDE E FIUMI DOBBIAMO IMPARARE AD USARLA MEGLIO.
RISPARMIARE ACQUA SI PUO’,SENZA IMMAGINARE ANACRONISTICHE LIMITAZIONI AL NOSTRO VIVERE QUOTIDIANO.
E’ DA QUI CHE PUO’ PARTIRE UN USO PIU’ RISPETTOSO DI QUESTA IMPORTANTE RISORSA CHE RIPETIAMO NON E’ INFINITA.
EVITIAMO GLI SPRECHI DI QUESTA PREZIOSA RISORSA AMBIENTALE
MA SOPRATTUTTO IMPARIAMO A BERE “L’ACQUA DI CASA” EROGATA DAGLI ACQUEDOTTI PUBBLICI.
L’ACQUA E’ VITA,PRIMA CHE UNA RISORSA PRIMARIA,PRIMA CHE UN BENE ECONOMICO E PER QUESTO IL SUO VALORE NON PUO’ ESSERE MISURATO SOLO IN TERMINI ECONOMICI.
PRIMA DI DOVER FRONTEGGIARE NUOVE E SEMPRE PIU’ ALLARMANTI EMERGENZE,PRESTIAMO ATTENZIONE ALPRESENTE.
MESSAGGI IN BOTTIGLIA
UNA FAMIGLIA MEDIA DI TRE PERSONE CHE BEVONO CIRCA UN LITRO A TESTA AL GIORNO DI ACQUA MINERALE,NE CONSUMA 720 BOTTIGLIE ALL’ANNO,PARI A 1080 LITRI E SPENDE MEDIAMENTE 300 EURO L’ANNO.
IL COSTO DELLA MEDESIMA ACQUA BEVUTA DAL RUBINETTO NON RAGGIUNGE 1 EURO ALL’ANNO.
IL TEMPO DI PERMANENZA NELLE BOTTIGLIE DI PLASTICA E LE CONDIZIONI IN CUI AVVIENE LO STOCCAGGIO DELLE CONFEZIONI DI ACQUA MINERALE INCIDONO E MOLTO SULLA QUALITA’ ORGANOLETTICA DEL PRODOTTO,MA FORSE ANCHE SULLA SUA SALUBRITA’:DA PIU’ PARTI SI RITIENE CHE ALCUNE SOSTANZE CONTENUTE NEL “PET” POSSANO ESSERE RILASCIATE NELL’ACQUA.
SOLO IL 27%DELL’ACQUA MINERALE PRELòEVATA DALLE FONTI VIENE IMBOTTIGLIATA ED AVVIATA AL CONSUMO.
IL 73% VIENE SEMPLICEMENTE SPRECATYA TRA CONSUMI DI STABILIMENTO E CICLO DI PRODUZIONE DELLE BOTTIGLIE IN PLASTICA.
IN PRATICA PER BERE UN BICCHIERE D’ACQUA MINERALE SE NE CONSUMANO QUASI 4.
IN ITALIA SI MUOVONO 300.000 TIR OGNI ANNO SOLO PER TRASPORTARE ACQUA MINERALE E PLASTICA AI CONSUMATORI CHE DISPONGONO DI OTTIMA ACQUA DI RUBINETTO DIRETTAMENTE IN CASA.
PER L’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ QUESTO DATO E’ ALTRETTANTO PARADOSSALE CHE PER UN ESCHIMESE COMPRARE UN FRIGORIFERO.
IL GUSTO DEL CLORO, CHE E’ SOSTANZA ALTAMENTE VOLATILE, NELL’ACQUA DEL RUBINETTO SCOMPARE DOPO CIRCA 30 MINUTI DI DECANTAZIONE.
AL CONTRARIO NELL’ACQUA MINERALE SI POSSONO TROVARE SOSTANZE COME L’ARSENICO E IL CADMIO ALTAMENTE CANCEROGENE.
UN’ULTIMO RAGIONAMENTO ASSAI SCONVOGENTE E’ CHE SUL COSTO DI UNA BOTTIGLIA DI ACQUA MINERALE SOLO L’1%(AVETE LETTO BENE UNO PER CENTO) E’ RAPPRESENTATA DALLA MATERIA PRIMA CIOE’ L’ACQUA.
LA PLASTICA DELLE BOTTIGLIE INCIDE INVECE PER OLTRE IL 60%.
SI PUO’ AFFERMARE TRANQUILLAMENTE CHE IN MOLTISSIMI CASI IL VERO BUSINESS PER LE DITTE PRODUTTRICI E LE MULTINAZIONALI CHE CONTROLLANO IL MERCATO DELL’ACQUA MINERALE E’ PROPRIO LA VENDITA DELLA PLASTICA!!!
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