sabato 21 marzo 2009

22 MARZO 2009 GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA




La Giornata Mondiale dell'Acqua (in inglese: World Water Day) è una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all'interno delle direttive dell'agenda 21, risultato della conferenza di Rio.

Cade regolarmente ogni 22 marzo. Le Nazioni Unite invitano le nazioni membri a dedicare questo giorno a espletare le raccomandazioni raggiunte con l'Assemblea Generale e alla promozione di attività concrete all'interno dei loro Paesi. Con la coordinazione del dipartimento degli affari sociali e economici delle Nazioni Unite, il giorno internazionale dell'acqua 2005 determinò l’inizio di una seconda decade internazionale delle Nazioni Unite dedicata all’azione per l’acqua.

In aggiunta agli stati membri, una serie di associazioni non governative hanno utilizzato il giorno internazionale per l’acqua come un momento per sensibilizzare l'attenzione del pubblico sulla critica questione dell’acqua nella nostra era, con occhio di riguardo all'accesso all'acqua dolce e alla sostenibilità degli habitat acquatici. Ogni tre anni dal 1997, per esempio, il "Consiglio internazionale dell’acqua" ha coinvolto migliaia di persone nel World Water Forum durante la settimana in cui cadeva il giorno internazionale dell’acqua. Le agenzie promotrici e le organizzazioni non governative hanno messo in luce il fatto che un miliardo di persone non hanno accesso all’acqua pulita e la struttura patriarcale, dominante in certi Paesi, che determina la priorità nella fruizione dell’acqua disponibile.

L'acqua potabile è un miraggio per oltre 125 milioni di bambini sotto i 5 anni d'età. E un numero ancora maggiore di persone, non solo bimbi, si trova senza servizi igienici, per un totale di 2,5 miliardi di persone nel mondo che rischiano così la loro salute. I numeri, da BRIVIDO, sono resi noti, alla vigilia della Giornata mondiale dell'acqua 2009, "dall'Unicef", che lancia un appello per un'azione collettiva per affrontare il problema dell'accesso all'acqua potabile e per la condivisione delle risorse idriche.

martedì 17 marzo 2009

ACQUA:DOSSIER LEGAMBIENTE,CAOS IN CONCESSIONI ACQUE MINERALI



(ANSA) - BARI, 17 MAR - Agli italiani piace l'acqua in bottiglia, nel 2007 ne hanno consumata ben 12,4 miliardi di litri, pagandola anche mille volte di piu' di quella del rubinetto, ma sui canoni di concessione per i prelievi alla fonte c'e' il caos perche' manca una legge. E' quanto emerge da un dossier presentato oggi da Legambiente e Altraeconomia. Con 196 litri pro-capite all'anno - secondo il dossier - l' Italia e' il primo Paese in Europa per consumo di acque in bottiglia, e malgrado l'ingente volume d'affari delle societa' imbottigliatrici (2,25 miliardi di euro nel 2007) i canoni di concessione pagati dalle aziende alle regioni o alle province sono irrisori. Dal dossier, presentato in vista della giornata mondiale dell'Acqua del 22 marzo, emerge che, non esistendo una legge nazionale, ciascuna amministrazione regionale decide come meglio crede. ''Ci sono Regioni che fanno pagare in base agli ettari dati in concessione e ai volumi emunti o imbottigliati, altre che prevedono solo un canone per la superficie della concessione data''. In 9 Regioni (Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Umbria, Veneto) e' previsto il pagamento del canone doppio, per la superficie e per i volumi; in 8 Regioni (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Puglia, Sardegna, Trentino, Valle d'Aosta) si paga solo sulla base della superficie della concessione; la Regione Abruzzo ha un sistema di tariffazione forfetario annuo. In Toscana, e' in discussione la nuova legge regionale che introdurra' i canoni in funzione dei metri cubi imbottigliati mentre in Val d'Aosta grazie alla legge regionale approvata un anno fa dal 2010 si paghera' 1,5/m3 imbottigliato. Per Legambiente e' necessario quindi adeguare i canoni secondo criteri stabiliti dalla conferenza stato Regioni perche' ora ''e' una lotteria dove vincono sempre gli imbottigliatori''.

mercoledì 4 marzo 2009

ACQUA: la risorsa e la ricerca

Disponibilità idriche e sviluppo sostenibile al centro di un incontro del Consiglio Nazionale delle Ricerche. “Uno sforzo congiunto della ricerca per una corretta gestione” richiamato dal presidente Maiani
Il ciclo dell’acqua, insieme causa ed effetto del clima, ha subito grandi variazioni qualitative e quantitative nel corso dei millenni, tuttavia, nelle ere passate, soltanto gli eventi naturali avevano alterato il suo scorrere.
Da poco più di un secolo la specie umana ha progressivamente aumentato la sua interazione con la natura, divenendo una delle forze capaci di incidere sul ciclo idrogeologico.
Anche se le evidenze non lasciano dubbi sul nesso causale tra stress antropogenico e tale modificazione, molto rimane da comprendere su questa tematica, cui è stato dedicato il convegno del Dipartimento Terra Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche su ‘Risorse idriche e sviluppo sostenibile. Il ruolo della ricerca’. All’incontro, che si è svolto presso la sede centrale del Cnr, alla presenza di autorità e ricercatori, si è parlato tra l’altro di problematiche dell’acqua a livello globale, di acqua ed industria, foreste e agricoltura, rischi per gli ecosistemi e la salute dell’uomo, valori economici e gestione delle risorse idriche.
“L’utilizzo, la protezione ed il controllo delle risorse idriche”, afferma il presidente del Cnr, Luciano Maiani, “costituiscono un problema complesso, che richiede da parte delle istituzioni scientifiche uno sforzo congiunto per migliorare le conoscenze indispensabili a una corretta gestione, in relazione alle prevedibili linee di sviluppo economico, sociale e politico.
Il Cnr si candida in questo settore a svolgere un ruolo rilevante, forte di una lunga tradizione che lo ha visto costantemente impegnato nella ricerca finalizzata ad offrire alle autorità responsabili della gestione delle risorse idriche gli adeguati strumenti scientifici in grado di supportare interventi di tipo tecnico e normativo”.
“I cambiamenti climatici hanno rilevanti impatti sul ciclo idrologico, influenzando la disponibilità, ma anche il contenuto d’acqua nei suoli e la ricarica degli acquiferi”, rileva il direttore del Dipartimento Terra Ambiente del Cnr, Giuseppe Cavarretta. “Le risorse idriche a livello globale, distribuite in modo irregolare nel tempo e nello spazio, sono oggi messe in crisi sopratutto a causa del marcato incremento demografico e del generalizzato incremento della domanda. Di fronte a tali problematiche, legate da un delicato e complesso equilibrio, è necessario rispondere fornendo al sistema di governance le conoscenze necessarie ad assumere scelte che anticipino i cambiamenti, ma che per risultare davvero efficaci devono essere riconosciute e fatte proprie da tutti i livelli della società a aprtire dai singoli cittadini”.
“I dati sulla popolazione mondiale”, spiega Romano Pagnotta dell’Istituto di Ricerche sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irsa-Cnr), “indicano che circa un miliardo di persone non dispone di acqua potabile, circa 2,5 miliardi non possiede servizi sanitari, solo il 16% usufruisce di acqua in casa, mentre l’84% deve cercarla presso fonti dove è scarsa o di qualità scadente. Mentre 8 milioni di persone, per lo più bambini, muoiono ogni anno per malattie legate a carenza di acqua” .
“Attualmente, l’11% della popolazione e il 17% del territorio europeo sono interessati da fenomeni di carenza idrica che, secondo le previsioni, tendono ad allargarsi”, continua il ricercatore dell’Irsa-Cnr. “In Italia gli apporti meteorici sono di circa 980 mc/anno/procapite, superiori a quelli della media europea, ma le perdite naturali, difficoltà tecniche di accesso a parte delle risorse, lo stato insoddisfacente delle infrastrutture riducono tale disponibilità del 65%, e cioè a 51-52 miliardi di mc/anno, con significative variabili tra Nord e Sud”.

venerdì 27 febbraio 2009

RIFLESSIONI SULLA PROPOSTA DI “LEGGE REGIONALE SULLE ACQUE MINERALI” PRESENTATA IN CONSIGLIO COMUNALE DALLA MINORANZA.

Come comitato cittadino, sempre dichiaratosi apartitico, inizialmente abbiamo pensato di non esprimere opinioni sull’argomento in piena ed infuocata campagna elettorale.
Ma dopo la presentazione in consiglio comunale del documento e gli sviluppi dell’intera vicenda ci sembra un atto doveroso il rendere pubbliche le nostre riflessioni.
Innanzitutto la proposta, anche se fosse stata accolta in consiglio comunale, arriva in maniera assolutamente tardiva in quanto la Giunta Regionale ha approvato la nuova legge relativa alle “Norme per la ricerca, la coltivazione e l’utilizzo delle acque minerali naturali, di sorgente e termali” il 16/12/2008 e i giochi sono oramai conclusi purtroppo.
La nuova legge accorpa e riordina la vigente normativa delle acque minerali e termali abrogando due vecchie leggi ( 48/1984 e 48/1987).
Anche nell’assurda ipotesi in cui la proposta fosse arrivata al tavolo della regione in tempo va comunque detto che i due elementi innovativi rispetto alla Legge regionale, cioè l’aumento delle ricadute economiche sul territorio interessato alla concessione piuttosto che nelle casse della regione e il rilascio della concessione da parte del comune anzichè la Regione, non sarebbero mai stati retroattivi. Cosa vuol dire questo in termini concreti? Che sulla attuale concessione Rocchetta, in scadenza nell’anno 2022, non avrebbe potuto incidere in alcun modo. Quindi, a meno che nuovi e vecchi schieramenti politici gualdesi non vogliano aprire la strada a nuovi prelievi per acqua minerale verso cui fino ad oggi si sono dichiarati contrari, la proposta di legge non avrebbe potuto cambiare l’attuale stato di cose almeno fino al 2022!
Se ci fosse stata la reale intenzione di partecipare direttamente al nuovo disegno regionale con un po’ più di impegno si poteva, prima del 16 Dicembre 2008, essere di esempio per tutti i Comuni dell’Umbria, magari anche se lo si sarebbe ritenuto opportuno, con l’aiuto del nostro Comitato.
La Regione ha approvato un provvedimento che non ha voluto in alcun modo prevedere norme restrittive per il rilascio di nuovi permessi e la valutazione dell’impatto ambientale per i progetti di prelievo e captazione con l’eventuale concorso anche di associazioni e comitati locali.
Dalla città in cui è prelevato il 42% dell’acqua minerale della Regione, in cui un fiume intero non esiste più (il Feo) a seguito di un forte sfruttamento della ricorsa idrica e in cui tutta la popolazione ha più volte vissuto forti disagi per la carenza di acqua, ci aspettavamo un’azione concreta e decisa a tutela dell’acqua innanzitutto, dell’ambiente svilito dallo sfruttamento idrico e dei gualdesi da parte di tutte le forze politiche,maggioranza e opposizione!
Invece alla maggior parte dei nostri amministratori il problema non e’ interessato affatto, come se si vivesse in un altro mondo e non fosse argomento su’ cui far sentire la propia chiara opinione in regione e pertanto secondo noi la proposta di legge oggetto del comunicato si e’ rilevata,oltre che fuori tempo massimo, anche insufficiente ed inadeguata.


Il direttivo del Comitato Pro Acqua Gualdo

LE BOTTIGLIE DI ACQUA IN PLASTICA INQUINANO E COSTANO


Produrre acqua in bottiglia ha un costo fino a 2.000 volte maggiore rispetto alla produzione di acqua del rubinetto. In America, si stima che fino a 54 milioni di barili di petrolio siano stati consumati nel 2007 per produrre i 33 miliardi di litri che gli americani hanno bevuto.

A denunciarlo e' stato una ricerca pubblicata dalla rivista Environmental Research Letters e condotta da Peter Gleick e Heather Cooley del Pacific Institute di Oakland, in California, Stati Uniti.

I ricercatori americani hanno calcolato il dispendio energetico totale e delle singole fasi della catena, dalla produzione di bottiglie di plastica ai controlli sull'acqua, dalla etichettatura e riempimento delle bottiglie fino al trasporto e alla vendita. Dai risultati e' emerso che le due fasi del processo che costano di piu' a livello energetico sono la produzione delle bottiglie di plastica e il trasporto. Solo per la produzione delle bottiglie di acqua e' stato stimato un consumo di 50 milioni di barili di petrolio l'anno.

Nel 2007 sono stati venduti circa 200 miliardi di litri di acqua in bottiglia in tutto il mondo. Solo in America, sono stati bevuti 110 litri per persona, un quantitativo che e' aumentato del 70% dal 2001 e che ha superato le vendite di latte e birra in bottiglia.

venerdì 13 febbraio 2009

"UN PICCOLO COMITATO CITTADINO E' RIUSCITO AD INFLUIRE DIRETTAMENTE SULLA STESURA DI UN PROVVEDIMENTO REGIONALE"





L’Umbria era rimasta tra le poche Regioni che dovevano ancora adottare il Piano di Tutela delle acque(PTA), strumento legislativo che regolamenta la gestione dell'acqua e che doveva essere adottato entro il 31/12/08.
Durante la stesura del PTA il Comitato Pro Acqua ha partecipato alle sedute aperte al pubblico per presentare le proprie osservazioni e riflessioni e, dopo un serio e lungo lavoro di studio della documentazione, ha presentato ufficialmente tutte le proprie obiezioni il 17/11/2008.
Queste riguardavano la gestione dell'acqua minerale, in più parti omessa o rimandata a quella o quell'altra legge, ma mai in nessun punto trattata come dovrebbe visto il ruolo centrale per quantità e qualità che riveste nella nostra Regione.
Qualche giorno fa sono stati pubblicati sul BUR n.5 (S.O. n.3) del 04/02/09 e sul sito della Regione tutti i documenti tecnici e non previsti per il PTA e tra i vari punti obiettati, e presentati dal Comitato, è stato accolto con emendamento al documento quello relativo al “catasto delle autorizzazioni ai prelievi pubblici”.
Grazie a questa importante vittoria, con la richiesta del Comitato Pro Acqua accettata dall’Autorità Regionale Competente, tutte le acque minerali umbre SARANNO INCLUSE in questo catasto e sarà creata una banca dati aggiornata e completa di informazioni legate allo sfruttamento dell'acqua a scopo minerale fino ad ora rimaste troppo nell'ombra.
Si andrà dall’elenco di tutte le concessioni e autorizzazioni richieste, alle quantità prelevate, corpi idrici interessati ai prelievi , strumenti di misurazione ecc.
Questo risultato dà vita ad una lunga serie di risvolti e la popolazione avrà uno strumento in mano per capire come e da chi vengono utilizzate le proprie risorse naturali.
I dati messi nero su bianco non potranno più essere manipolati o sparpagliati in innumerevoli uffici comunali, provinciali e regionali allo scopo di essere “occultati”e tutti i prelievi, indipendentemente dallo scopo per il quale vengono autorizzati (industriale, agricolo, potabile, zootecnico, come acque minerali), vengono considerati in maniera unitaria.
La loro visibilità renderà sorgenti, fiumi, laghi ecc osservabili dai cittadini con occhio critico e consapevole. Siamo fieri che un piccolo Comitato cittadino sia riuscito ad influire direttamente sulla stesura di un Provvedimento Regionale che sarà strumento di base per la gestione della propria risorsa idrica!!!

Il direttivo del Comitato Pro Acqua Gualdo

mercoledì 11 febbraio 2009

IL W P F VUOLE INSERIRE L´ACQUA TRA GLI ACCORDI DEL POST-KYOTO




FIRENZE. Il World political forum (Wpf) si pone come obbiettivo il 2013, quando saranno stipulati gli accordi del dopo Kyoto e intende inserire nell’agenda dei negoziati tra gli stati che si terranno tra il 2010 e il 2012 (dopo Copenhagen) la questione idrica, «considerato che oggi le priorità delle agende politiche in materia di ambiente e di acqua gravitano prevalentemente intorno alle strategie, utili ma insufficienti –sottolineano dal Wpf - di attenuazione e di adattamento al cambiamento climatico, di cui l´asse centrale è l´energia».

L’esigenza di “allargare” il campo delle priorità è sentita particolarmente dal presidente del Wpf, il premio nobel per la pace Mikhail Gorbaciov che sarà domani a Bruxelles per partecipare alla conferenza ´´Fare la pace con l´Acqua´´, che si terrà al Parlamento europeo. L’iniziativa è organizzata dallo stesso World political forum con il sostegno dei gruppi politici dell´europarlamento.

Durante la conferenza sarà proposto un memorandum per un Protocollo mondiale sull´acqua che «intende contribuire all´attuale processo politico internazionale volto a definire ed approvare un accordo post-Kyoto nel 2013. «IL MEMORANDUM - INFORMANO GLI ORGANIZZATORI - SARÀ INCENTRATO SULLA PREVENZIONE DEI CONFLITTI, SULLA PROMOZIONE DEL DIRITTO ALL´ACQUA PER TUTTI E SULLA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO IDRICO MONDIALE PER UNA GESTIONE RESPONSABILE ED EFFICACE DEL BENE COMUNE ACQUA, NELL´INTERESSE DELLE GENERAZIONI FUTURE».

Oltre a Gorbaciov, al convegno parteciperanno anche il principe Alberto di Monaco, l´ex presidente del Portogallo Mario Soares e l´ex ministro dell´ambiente del Brasile Marina da Silva, il fondatore del Cirque du soleil Guy Laliberte´.

sabato 7 febbraio 2009

"LETTERA APERTA ALLA ROCCHETTA S.P.A."





Il Comitato Pro Acqua Gualdo, a seguito di un’attenta analisi della deliberazione del 17 Febbraio 1993 n. 701, nella quale il Consiglio Comunale richiedeva garanzia all'azienda Rocchetta di erogazione di servizi specifici, di riflessi socio-economici sul territorio, salvaguardia dell'approvvigionamento idrico e dell'equilibrio ambientale della zona, ha inviato all'Amministrazione di Rocchetta e, per conoscenza, a quella Comunale la seguente Lettera aperta che verra' anche inviata alle varie testate giornalistiche e televisive.




Gent. AMMINISTRAZIONE DI ROCCHETTA

con la presente come Comitato Cittadino, DOPO AVER ACCURAMENTE LETTO QUANTO SOPRA ED AVER APPURATO LA NEGLIGENZA E/O MANCANZA DI VOLONTA’ DELLE NOSTRE AMMINISTRAZIONI NON SOLO NEL NON VEDER RISPETTATO SPESSO QUANTO PREVISTO MA ANCHE E SOPRATTUTTO NON AVER MAI VOLUTO CONCRETAMENTE CHIEDERE O AVER PROPOSTO A CODESTA AZIENDA NULLA O MOLTO POCO, esponiamo e richiediamo quanto segue.

(dal paragrafo “a” della pagina 7) Abbiamo constatato con mano che la popolazione ha subito gravi danni in conseguenza di crisi idriche negli anni e quindi la quantita’, la continuita’e la qualita’ dell’approvvigionamento idrico non sono stati adeguatamente garantiti.

Ci sembra che la realizzazione di benefici ed opere a favore della popolazione, nonchè eventuali ricadute economiche, siano state pressocchè nulle e che i gualdesi non abbiano avuto quei riflessi socio economici dall’azienda promessi; inoltre crediamo che i dati circa l’occupazione diretta, compresa tra 46 e 80 unita’ piu’ le 20 o le 45 unita’ d’indotto, possano essere definibili certi solo se sarà prodotta idonea documentazione a riguardo.

Chiediamo una vera collaborazione da parte dell’azienda per migliorare i rapporti con la popolazione fino ad ora delusa, chiedendo(COME GIA’ DA NOI RICHIESTO IN UN NOSTRO COMUNICATO STAMPA DEL 18/01/2008)una cifra da erogare annualmente al nostro comune per il periodo della durata della concessione da destinare ad opere di cui concretamente e direttamente si possa avere la certezza della realizzazione.
Tale cifra, stabilita da Amministrazione locale e azienda, potrebbe essere rivalutata annualmente sulla base della variazione dell’indice annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, accertato dall’istituto centrale di statistica.
La somma dovra’ comunque essere sostanziosa, anche e soprattutto in virtù degli ingenti fatturati ottenuti da Rocchetta attraverso lo sfruttamento di una risorsa da considerare Bene Comune e FONDAMENTALE della zona ed in relazione a quello che Uliveto emana al comune di Vico Pisano.
Tra i vari interventi chiediamo che venga in primis considerata la VALORIZZAZIONE DELLA NOSTRA FONTE DELLA ROCCHETTA, FIORE ALL’OCCHIELLO DI QUESTO PAESE.


Vogliamo credere che la Rocchetta S.P.A. abbia a cuore questa citta’ che da anni, secondo noi ed il sentire popolare, ha solamente dato ad un’azienda Leader Internazionale del settore ed operante sul territorio e, per tale ragione, la preghiamo di accogliere queste nostre modeste richieste a dimostrazione di rispetto verso l’intera cittadinanza.

Aggiungo, infine, e che sia chiaro fin da subito, che questo Comitato e’ comunque contrario “tassativamente” a qualsiasi altra nuova concessione o attingimento di acqua a scopo commerciale e crede fermamente che l’acqua sia un BENE Comune Primario non mercificabile, da difendere e tutelare per tutti noi e le generazioni future.

P.S.: L’immagine della Rocca, così come compare nella stessa Delibera, l’abbiamo voluta utilizzare in questa lettera aperta con l’auspicio che venga reintegrata nell’etichetta di brio blu’ Rocchetta, come segnale di inizio della rivalorizzazione di Gualdo Tadino!!!

Cordiali saluti

Alessandro Brunetti
Presidente Comitato Pro acqua Gualdo

IN MENSA TORNA l'ACQUA DEL RUBINETTO







Addio alle bottigliette di plastica,
gli istituti torinesi guardano avanti
"Così si risparmia e non si inquina"
TORINO
Niente più bottigliette di plastica, nelle mense scolastiche torinesi ritorna l’acqua del rubinetto. Una novità per migliaia di bambini e ragazzi che, ogni giorno, consumano pasti negli istituti del capoluogo piemontese, dagli asili nido fino alle scuole medie, passando per materne ed elementari. Si inizierà lunedì 9 febbraio in tutti i plessi scolastici e nidi d’infanzia che si trovano nelle Circoscrizioni 1, 7 e 10.

Gradualmente saranno coinvolte nell’iniziativa le altre Circoscrizioni sino alla copertura di tutto il territorio cittadino entro la fine dell’anno scolastico in corso. Sui tavoli delle mense, dunque, faranno la loro comparsa le caraffe riempite con l’acqua dell’acquedotto. Secondo il Comune di Torino, l’operazione è anche conveniente: non tanto da un punto di vista immediato sui conti, quanto sui risparmi che si otterranno sul fronte dei consumi di acqua, evitando gli avanzi di bottiglia, e soprattutto riducendo di plastica che finisce nei cassonetti. A compimento del programma si risparmieranno annualmente circa 2,5 milioni di bottiglie di plastica. La Smat (Società Metropolitana Acque Torino) gestisce tutto il ciclo produttivo dell’acqua, dagli impianti agli edifici urbani.

L’acqua è garantita da oltre mille controlli e analisi quotidiane ai quali vanno ad aggiungersi i controlli effettuati direttamente nelle scuole. Le aziende di ristorazione dovranno effettuare periodicamente le analisi chimiche/microbiologiche delle acque per verificarne la conformità alla normativa vigente. L’acqua che esce dai rubinetti di Torino è la stessa che verrà utilizzata dagli astronauti americani nelle missioni nello spazio.

giovedì 29 gennaio 2009

"SODA CAUSTICA AL POSTO DELL'ACQUA"

Scattano i sequestri dei Nas di Padova Saranno i carabinieri del Nas di Padova a procedere al sequestro di un lotto di acqua minerale Vera, prodotta in Veneto e in parte commercializzato in Sardegna, ora "incriminato" perché una delle bottigliette è risultata contenere soda caustica. Ne ha fatto le spese l'autista di un'ambulanza dell'ospedale di Is Mirrionis, a Cagliari, che ieri mattina l'ha presa dal dispenser, nel corridoio del pronto soccorso, e dopo aver bevuto si è sentito male. L'uomo è stato colpito da intossicazione, ha trascorso la notte in osservazione nel reparto di gastroenterologia, e ora sta meglio. Nel frattempo, i carabinieri del Nas di Cagliari - guidati dal capitano Giovanni De Iorgi - hanno confermato all'ANSA il ritiro dall'ospedale di tutte le bottiglie di plastica Vera e hanno poi allertato i colleghi di Padova, competenti per territorio, che in queste ore stanno eseguendo le verifiche nello stabilimento veneto dell'azienda produttrice per poi mettere i sigilli al lotto "incriminato". Il ministero della Salute valuterà altre eventuali misure da adottare. La bottiglietta con la soda caustica non presenta apparentemente nessuna manomissione esterna: probabilmente si tratta di un caso isolato verificatosi nella fase di imbottigliamento. La soda caustica diluita opportunamente viene infatti utilizzata per lavare gli impianti: qualche goccia di prodotto potrebbe essere finita nella bottiglietta prima del riempimento. Tecnici dell'Arpas, l'Agenzia regionale di protezione dell'ambiente, stanno effettuando le analisi per accertare l'esatta natura della sostanza che ha provocato l'intossicazione.
articolo ripreso da l'unione sarda.it

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