mercoledì 18 novembre 2009

"Acqua ai privati: la fiducia passa alla Camera con 320 sì e 270 no"

Il provvedimento è definitivo!!!
La Camera dice sì alla privatizzazione dell'acqua potabile. Dopo l'approvazione avvenuta in Senato, il sì dei deputati alla fiducia posta dal governo, licenzia definitivamente il provvedimento con 320 sì e 270 no.
Già annunciato un referendum da parte di numerose associazioni dei consumatori e ambientaliste.
Alla Camera è in corso il voto di fiducia per l'appello nominale. Vi immaginate cosa potrebbe succedere se l’acqua del rubinetto fosse equiparata al gas, all’elettricità, o a una linea telefonica, e fosse venduta a prezzi sempre più alti e venisse, magari, negata a un cittadino perché moroso nei confronti del gestore che eroga il servizio idrico???
Sembra uno scenario paradossale eppure è quello che potrebbe succedere nel giro di poco tempo.
La norma che apre la strada alla privatizzazione del bene più prezioso al mondo apre scenari veramenti paurosi, il Comitato Pro Acqua si affianchera' in maniera inequivoca alle decisioni che prendera' il forum italiano,intanto l'associazione Federcontribuenti annuncia lo sciopero fiscale, e ci delude un po'l'Antitrust che si esprime in senso positivo.


"Positivo, ma serve un'autorità di controllo"
"Mi sembra un buon provvedimento", ha dichiarato Antonio Catricalà, presidente dell'Autorità di garanzia per la concorrenza e il mercato, "l'acqua rimarrà un bene pubblico ma il servizio finalmente viene liberalizzato, il che non vuol dire necessariamente privatizzato, ma che si apre ai privati la possibilità di esercizio in questo servizio essenziale". Sul rischio di un aumento delle tariffe ha aggiunto: "è una preoccupazione che condivido se non ci sarà il controllo e la verifica da parte di un'autorità indipendente: se invece sarà chiaro di chi sarà la responsabilità - ha concluso Catricalà - spero che queste preoccupazioni possano rivelarsi infondate".


Federcontribuenti: "Pronti allo sciopero fiscale"
"Se sarà approvata la norma sulla privatizzazione dell’acqua, lanceremo una campagna nazionale per l’autoriduzione delle imposte da pagare con la prossima dichiarazione dei redditi", è quanto ha dichiarato Carmelo Finocchiaro, presidente di Federcontribuenti in relazione a ciò che sta avvenendo in Parlamento. "Alla Camera se verrà approvata questa norma, si consuma lo stravolgimento dei principi costituzionali e dei diritti universali inviolabili per ogni essere umano", aggiunge il presidente Finocchiaro, "ci impegneremo a fondo per lo sciopero fiscale e l’autoriduzione delle imposte da pagare. Un atto di legittima difesa".
Federconsumatori e Adusbef: "Atteggiamento irresponsabile"
Anche le associazioni dei consumatori si oppongono al provvedimento. "Ci opporremo in maniera molto determinata a tale operazione", dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, "e metteremo in campo tutte le iniziative in nostro potere perchè tale misura non diventi operativa, a partire dalla raccolta di firme per un referendum abrogativo". E aggiungono all'unisono: "Trattare il tema dell'acqua così come si sta facendo in questi giorni in Parlamento è francamente irresponsabile. Non vi è solo una questione di metodo, per cui si intende liquidare alla svelta la questione anche attraverso ipotetici voti di fiducia, ma vi sono anche questioni di merito assai rilevanti. Prima fra tutte la decisione di privatizzare in termini definitivi e tassativi la gestione del servizio idrico, passando cioè da un monopolio naturale a un monopolio privato, senza poter contare, in questo modo, sulla concorrenza di mercato e, secondo l'esperienza che nel Paese già si è fatta, determinando maggiori tariffe per questo servizio". "La seconda questione - concludono Federconsumatori e Adusbef - è che tale legge espropria i poteri degli enti locali in merito al servizio idrico".


Cittadinanzattiva: "L'acqua non è una merce"
Della stessa idea anche Cittadinanzattiva. "Piuttosto che un frettoloso decreto legge - sollecita Teresa Petrangolini - si avvii un serio iter parlamentare sulla riforma del servizio idrico con alcuni punti fermi: acqua bene pubblico e non merce, diritto all'accesso minimo garantito, divieto di spreco, coinvolgimento delle associazioni dei consumatori e degli stessi cittadini nella determinazione e nel controllo degli standard di funzionamento del servizio, come peraltro previsto dal comma 461 della Finanziaria 2008".



La partita non è ancora chiusa!
“La norma sancirà la totale privatizzazione dell’acqua”, spiega a il salvagente.it Paolo Carsetti, segretario del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. E precisa: “Con questo provvedimento si stabilisce che ogni servizio pubblico di rilevanza economica deve essere ceduto a una società privata o a un ente misto, pubblico e privato, che preveda la partecipazione privata almeno al 40%”.


La Puglia prende un'altra strada
L’acqua, però, non è una merce e in nessuna legge in vigore in Italia viene definita un servizio “di rilevanza economica”. Questo significa che nella norma per la privatizzazione dell’acqua esiste una smagliatura, un buco che in futuro potrebbe permettere agli enti locali di mantenere la gestione dei servizi idrici, purché vengano varate norme in cui si stabilisce che l’erogazione dell’acqua non è un servizio di “rilevanza economica”.
In questa direzione si è già mossa la Regione Puglia. Il 20 ottobre scorso, infatti, è stata approvata una delibera che ribadisce il regime pubblico, e non privato, dell’acquedotto pugliese, il più grande d’Europa.

giovedì 5 novembre 2009

"CONTRO IL FLOP DELLA PRIVATIZZAZIONE"


“Oggi in Senato (5 novembre) e’ stata resa obbligatoria LA PRIVATIZZAZIONE della gestione dell'acqua” una scelta che va contro l'interesse dei cittadini e che non è dettata da nessuna norma europea.
L'acqua è un bene comune non è una merce e in base alla Costituzione la titolarità della sua gestione è in capo alle Regioni e agli enti locali.
Prevedere non la possibilità, ma l'obbligo entro 1 anno, di affidare a privati la gestione dei servizi pubblici vuol dire espropriare Regioni e Comuni del diritto e dovere di amministrare l'uso dell'acqua nell'interesse della comunità.Questo gesto apre la strada ad un vero e propio monopolio privato dell'acqua che va’ verso un’unica direzione e cioe’: “nelle mani delle multinazionali".
Questo vuol dire che l’affidamento di questi servizi avverrà solo attraverso gara pubblica, vuol dire che i comuni non possono detenere più del 30% del capitale societario e che per averlo dovranno mettere a gara le azioni di cui oggi sono già proprietari per poi, magari attraverso prestiti bancari, cercare di riprendersele.
Quindi si e’ deciso che si può generare profitto anche dal servizio idrico, che il consenso mondiale ha definito ESSENZIALE. Follia totale!!!!
I numeri parlano da soli.
Quali danni provocherà quest’ulteriore sferzata di privatizzazione dell’acqua?
Partendo dal concetto che il privato deve fare profitti e che i profitti si fanno a discapito degli investimenti, riducendo il costo del lavoro e alzando le tariffe, i dati dicono che dal 1994 al 2005 sono stati utilizzati 700 milioni di euro come investimenti sulla rete idrica a fronte dei 2 miliardi di euro investiti nei 10 anni precedenti.
Quasi il 50% degli investimenti previsti nel 2008 non è stato ancora realizzato. Le tariffe aumentano in modo esponenziale, anche fino al 300% (vedi Arezzo e Latina).
Se fino ad oggi, in questo settore, si è riusciti a contenere i livelli occupazionali , con questa ulteriore privatizzazione inizierà, come già successo nel settore elettrico e delle telecomunicazioni, un massiccio intervento a suon di mobilità, esodi agevolati, prepensionamenti e qualsiasi altra forma di licenziamento.
Ora il tutto dovrà passare attraverso il voto alla Camera. E se lì non ci saranno variazioni sostanziali, possiamo sicuramente affermare che verrà calpestata definitivamente ogni forma di democrazia locale.
Ripetiamo,sono i Consigli Comunali che devono stabilire se un servizio pubblico locale ha oppure no rilevanza economica e questo lo hanno stabilito anche dei giuristi e la Corte dei Conti della Lombardia.
Decine e decine di Comuni hanno già inserito nei loro statuti la dichiarazione che l’acqua è un bene privo di rilevanza economica.
A Parigi a partire dal prossimo gennaio, la produzione, il trattamento e la distribuzione dell’acqua verranno affidati ad una società pubblica, la municipalizzata Eau de Paris, estromettendo così Suez e Veolia due dei maggiori colossi multinazionali privati.
LO VIVIAMO SULLA NOSTRA PELLE CHE LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA IN ITALIA CONTINUA A STUPIRE PER INEFFICENZA RINCARI E SPERPERI!!! (VEDI ACQUA LATINA IL RISULTATO DELLA PRIVATIZZAZIONE E' STATO: BOLLETTE SEMPRE PIU' CARE E UN INDEBITAMENTO TRIPLICATO A 183,4 MILIONI DI EURO CHE NATURALMENTE RICADRANNO SUI CITTADINI.)
“L'onda del popolo dell'acqua non si arresta e l'indignazione per quanto approvato oggi cresce!!!”

IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO INVITA TUTTI A FIRMARE LA PETIZIONE ONLINE “SALVA L'ACQUA” PROMOSSA DAL "FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA".

IL DIRETTIVO DEL COMITATO PRO ACQUA GUALDO

Per riscontro e contatti sulla petizione:
Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org

sabato 31 ottobre 2009

"DOMANDA PER RIDETERMINARE L'IMPORTO FATTURATO IN BOLLETTA PER CHI NON USUFRUISCE DELLA PUBBLICA FOGNATURA"



"IMPORTANTISSIMO" Il Comitato Pro Acqua Gualdo porta a conoscenza della popolazione la possibilità di chiedere il rimborso degli oneri di fognatura e depurazione presenti in Bolletta per coloro che non sono allacciati a tale servizio.
La presente domanda deve essere fatta da chi non usufruisce della pubblica fognatura (acque chiare e scure) e il modulo per la richiesta, da inviare con raccomandata e ricevuta di ritorno, lo potrete scaricare dal blog del Comitato o richiederlo per email(comitatoproacqua@libero.it)
Si informa l’eventuale utenza che intende chiedere la rideterminazione per il rimborso che Umbra Acque spa farà un sopralluogo di verifica.

martedì 27 ottobre 2009

"DELEGAZIONE TERNANA A VEDELAGO" BRAVI VERAMENTE!!!




Il 23 maggio scorso avevamo promosso un convegno(Trattamento dei rifiuti:
un problema o un'occasione di risorse?)e tra gli altri erano intervenuti il Dottor Giovanni Vantaggi(Referente per l’Umbria Associazione Medici per l’Ambiente ISDE ITALIA)la Dottoressa Carla Poli (Amm. Delegato Centro Riciclo Vedelago)e gli amici di Terni non si sono fatti sfuggire quest'occasione!!!
sono andati in quel di Vedelago con intenzioni serie a quanto si legge.
siamo felici di essere stati di supporto alla Provincia di Terni ma siamo altresi molto delusi nel non vedere che nessun comune della nostra Provincia abbia colto un'occasione di lavoro cosi importante e non solo, ma oltretutto il progetto racchiude in se' una prerogativa importantissima,quella di avere un impatto ambientale zero!!!

"DI NUOVO NOSTRE OSSERVAZIONI AL PTA" (PIANO DI TUTELA AMBIENTALE)




In questi giorni la Regione Umbria sta approvando il Piano di Tutela delle Acque strumento previsto dall’art. 121 D.Lgs 152/2006 (Norme in Materia Ambientale). Più precisamente il Piano di tutela contiene, oltre agli interventi volti a garantire il raggiungimento o il mantenimento degli obiettivi di cui alla parte terza del presente decreto, le misure necessarie alla tutela qualitativa e quantitativa del sistema idrico (comma 3-art.121). Nel 2008 il PTA è stato sottoposto a procedura di VAS (Valutazione Ambientale Strategica) fase prevista dal D.lgs. 152/2006 per permettere al pubblico interessato, inclusi i cittadini, di intervenire durante l’elaborazione dei piani di gestione di importanti comparti ambientali. L’anno scorso il Comitato Pro Acqua è intervenuto nella fase di VAS contestando al Piano di Tutela alcuni aspetti importanti inerenti la vertenza sull’acqua. Leggendo infatti il PTA da cittadino proveniente da un territorio ricco di acqua ma interessato da un contenzioso sulla sua gestione, non perviene nessuna misura cautelativa atta a scongiurare un altro evento simile in Umbria. Ciò che è emerso principalmente agli occhi del cittadino gualdese è stato essenzialmente questo: la mancanza assoluta innanzitutto di studi certi e aggiornati sulla reale entità del bacino idrico dei Monti di Gualdo, benché sia oggetto di interesse anche per quanto riguarda l’approvvigionamento acquedottistico regionale; una precisazione alquanto spiacevole ed inutile (fatta tra l’altro solo per i Monti di Gualdo guarda caso) sui prelievi idrici da tali bacini per l’imbottigliamento rilevanti solo dal punto di vista socio-economico malgrado la vertenza sull’acqua contesti proprio i prelievi concessi ad un’industria privata; infine la mancata inclusione nel catasto di tutte le concessioni idriche per gli usi dell’acqua anche quello per l’imbottigliamento. Il Comitato su questi aspetti ha inviato le proprie osservazioni per richiedere l’eliminazione della “frase” di precisazione e l’inclusione dell’uso minerale nel catasto per poter disporre di tutte le informazioni necessarie a comprendere se e quanto incida in un bacino idrico prelevare l’acqua comune a fini privati. Ebbene è stata accettata soltanto quest’ultima osservazione che però nella stesura definitiva del PTA, attualmente disponibile nel sito ufficiale della Regione Umbria, ha cambiato forma e contenuto: l’elenco degli usi è scomparso insieme all’assetto del paragrafo della versione precedente, lasciando tra le righe capire tutto o niente su come e cosa riguarderà questo catasto. Attualmente il PTA, dopo una fase di consultazione pubblica avvenuta a fine settembre 2009 su invito per gli interventi, in cui il Comitato ovviamente non è stato invitato come parte interessata, è al vaglio della Commissione in attesa della sua approvazione. Il Comitato ha inviato di nuovo le proprie osservazioni alla versione aggiornata del PTA (in realtà molto identiche rispetto l’anno precedente) chiedendo nuovamente l’eliminazione di precisazioni non richieste dal contesto, ripristino dell’elenco degli usi dell’acqua incluso quello dell’imbottigliamento per il catasto, aggiornamento di dati e disponibilità di importanti documenti come quello stilato dall’Autorità d’Ambito del Fiume Tevere di cui il PTA-Umbria rappresenta uno stralcio. Tutti i fatti fin qui accaduti fanno pensare che la Commissione non ascolterà nemmeno in questo caso la voce dei cittadini ma anzi è facilmente ipotizzabile a questo punto che la parte interessata invitata e intervenuta durante la fase di consultazione pubblica del mese scorso, costituita per lo più da rappresentanti dell’industria, agricoltori e allevatori umbri gestisca indisturbata il bene comune acqua secondo le proprie esigenze. Anche se potrebbe risultare noioso e incomprensibilmente inutile per qualcuno, il Comitato ribadisce che l’acqua è vita e merita di essere gestita anche dai cittadini che per l’ennesima volta è proprio il caso di dirlo si ritroveranno a bocca asciutta e a difendersi dal probabile pericolo di un’altra vertenza in un futuro nemmeno tanto lontano.

Il direttivo del comitato pro acqua gualdo

mercoledì 14 ottobre 2009

"RACCOLTA FIRME PER ANNULLARE L'ADEGUAMENTO AL DEPOSITO CAUZIONALE COMPLETATA!!!"






In meno di un mese e mezzo(era iniziata il 27 agosto) la nostra raccolta firme, per la cancellazione dell’adeguamento al deposito cauzionale richiesto da Umbra Acque SpA, si è conclusa sabato 10 ottobre e con nostra grande soddisfazione e’ stata raggiunta quota 2341 firme.
La petizione, che sarà inoltrata a tutti i 38 Comuni interessati, si unisce all’azione legale già messa in atto dal Comitato, dopo la rilevazione di una serie di elementi poco chiari e meritevoli di seri approfondimenti da parte degli organi competenti su varie voci che costituiscono la cifra finale della bolletta costantemente in aumento.
Siamo comunque sorpresi ed amareggiati (questo vogliamo ribadirlo a chiare lettere)che nessuna seria associazione dei consumatori abbia rilevato queste eventuali e presunte irregolarità a difesa dei cittadini (consumatori), ci siamo quindi fatti personalmente carico di effettuare la richiesta di avvio istruttoria sia a Mister Prezzi, presso il Ministero dello sviluppo economico, che alla Direzione Generale per la tutela del Consumatore presso la sede dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato( AntiTrust).
Fiduciosi aspettiamo il resoconto dell’ultimo DECISIVO incontro tra le ATO,Umbra Acque e la delegazione dei sindaci per la decisione finale in merito al balzello,naturalmente sperando che non si vada verso un "PREOCCUPANTE" accordo riducendo l’assurdo adeguamento al deposito, ma che venga annullato in maniera categorica, attendiamo IMPAZIENTI anche notizie in merito alle richieste inoltrate ai due Ministeri.
SI RINGRAZIANO I CITTADINI E CHI E' SCESO IN PRIMA LINEA PUR TRA MILLE DIFFICOLTA', UN RINGRAZIAMENTO PARTICOLARE AL NOSTRO "FRESCO" PRESIDENTE ONORARIO GIUSEPPE CAPPELLONI DI "SIGILLO".



IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO

mercoledì 7 ottobre 2009

"INVIO ISTANZA A MISTER PREZZI e RICHIESTA ISTRUTTORIA ALL’ANTITRUST"





Con il presente comunicato il Comitato Pro Acqua Gualdo rende noto che a seguito della lunga attività di ricerca, scaturita dalla questione dell’ingiusto deposito cauzionale richiesto a tutti gli utenti da Umbra Acque SpA, ha messo in luce diversi aspetti che ha ritenuto opportuno sottomettere agli organi di controllo di competenza.

In data odierna infatti è stata inviata un’istanza al Garante per la Sorveglianza dei Prezzi c/o Ministero dello Sviluppo Economico(c.d. Mister Prezzi) per la verifica dela legittimità del predetto deposito cauzionale ed una richiesta di avvio istruttoria alla Direzione Generale per la tutela del Consumatore presso la sede dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ( AntiTrust).
Il Comitato, con l’invio di dettagliata documentazione di supporto, richiede formale verifica non solo della cauzione, ma dell’intera componente tariffaria partendo dall’evidenza secondo cui il deposito cauzionale è stato deliberato successivamente all’ennesimo aumento della tariffa del servizio idrico adottata dall’Ato 1.
Una delle motivazioni dell’adeguamento tariffario mediante la delibera n.5 del 06/02/2009 adottata dall’ATO n.1-Umbria, è stato che, nel periodo di crisi idrica 2007/2008, sono stati spesi €1.544.624,24 per acquisto di beni servizi ed in particolare per gli approvvigionamenti di acqua mediante autobotti. Quelle stesse autobotti che tanto fecero discutere e scaldare il Comitato che aveva già preannunciato il loro pagamento direttamente dalle tasche dei cittadini.
Altro elemento chiave, sottoposto agli organi competenti, è stata la questione della delibera CoViRi, secondo cui sembrerebbe che somme considerevoli utilizzate per la copertura di spese di funzionamento delle Amministrazioni, siano state ingiustamente pagate per anni da noi ignari cittadini consumatori attraverso la bolletta dell’acqua.
Il comitato sconcertato per questi fatti, con il supporto dell’Avvocato Alessandro Fratini, si è rivolto alle competenti autorità affinché vengano adottati i necessari provvedimenti per la verifica della correttezza di tutta l’operazione.



COMITATO PRO ACQUA GUALDO

lunedì 28 settembre 2009

"NOVITA’ SUL DEPOSITO CAUZIONALE ACQUA"


comitatoproacqua@libero.it
http://comitatoproacquagualdo.blogspot.com



E’ trascorsa una settimana dall’assemblea tra Umbra Acque ed i Comuni dell’Ati 1 che hanno esposto il loro “NO” alla Delibera che aveva istituito il balzello sull’acqua.
In questa occasione tutti i Sindaci o loro delegati hanno manifestato in modo palese la loro contrarietà ed abbiamo appreso che una delegazione di 5 comuni dell’ATI1, tra i quali anche il nostro, s’incontrerà con l’ATI2 ed Umbra Acque per la decisione definitiva.
Il nostro timore è che comunque, come già abbiamo compreso tra le righe, si vada soltanto nella direzione della riduzione del deposito cauzionale, mentre la nostra richiesta è che il provvedimento venga annullato.
La nostra petizione, con cui chiediamo la cancellazione del provvedimento, prosegue con l’uscita il 30 Settembre presso lo Stadio di Cerqueto e invieremo la raccolta di firme prima del prossimo incontro tra Comuni ed Umbra Acque(se riusciremo). La speranza è che quest’assemblea non sia solo di facciata, perchè in tal caso proseguiremo la nostra battaglia utilizzando tutti gli elementi raccolti sino ad ora dal punto di vista legale. Basta con le ingiustizie!
E’ infatti recentissima la notizia che la COVIRI (Comitato Vigilanza Risorse Idriche) ha rilevato un’altra “magagna” in bollettta, notificata con Delibera alle amministrazioni di Umbra Acque:
Da circa tre anni 600.000 euro all’anno sono stati sborsati ingiustamente dai cittadini nella bolletta dell’acqua per coprire spese di funzionamento delle Amministrazioni (mobilio, cancelleria, attrazzatura informatica ecc) che venivano menzionate in bolletta come “Amministrativa “ .

Nella Delibera della COVIRI si ipotizza anche il rimborso per le somme versate ingiustamente da noi ignari consumatori a cui viene sempre meno riconosciuto il diritto di ricevere chiare e comprensibili bollette.

COMITATO PRO ACQUA GUALDO

giovedì 24 settembre 2009

"RISULTATO SESTA USCITA (LA SETTIMA A CERQUETO) PER ANNULLARE IL DEPOSITO CAUZIONALE ARRIVATI A QUOTA 1614!!!"

SIAMO ARRIVATI A "1614"FIRME (un ringraziamento particolare per il suo prezioso lavoro va' al nostro caro "Cappelloni" di Sigillo) PURTROPPO C'E' POCO TEMPO A DISPOSIZIONE ALTRIMENTI NE SIAMO SICURI, AVREMMO AVUTO DEI RISULTATI ANCORA PIU' CONSISTENTI!!!
VI ASPETTIAMO DI NUOVO MERCOLEDI 30 SETTEMBRE DALLE ORE 20 PRESSO LO STADIO DEL "CERQUETO CALCIO" PER RACCOGLIERE LE FIRME MA ANCHE PER ASSISTERE ALL'ATTESO DERBY CERQUETO-MORANO!!!
GRAZIE DI NUOVO A TUTTI!!!

domenica 20 settembre 2009

IL 23 SETTEMBRE RIUNIONE PER RIVEDERE IL REGOLAMENTO(E' GIA' QUALCOSA)MA CI ASPETTIAMO CHE I 38 SINDACI STIANO CON LA GENTE!!


VOGLIAMO FAR SAPERE A TUTTI CHE LA RACCOLTA FIRME CONTRO IL DEPOSITO CAUZIONALE DI UMBRA ACQUE STA ANDANDO MOLTO BENE,SIAMO ARRIVATI A QUOTA 1434!!!
RINNOVO I RINGRAZIAMENTI A TUTTI, SIA AI FIRMATARI CHE AI COMPONENTI DEL COMITATO!!! RICORDIAMO CHE LA SESTA USCITA E' PREVISTA ANCORA UNA VOLTA ALLA PIAZZA DEL MERCATO DI GUALDO TADINO PER GIOVEDI 24 SETTEMBRE(PIOGGIA PERMETTENDO)!!!
Questa mattina invece abbiamo inviato questo scritto a tutti i sindaci dei 38 comuni coinvolti a riguardo della riunione con L'ATO 1 del 23 settembre sempre per il deposito cauzionale.
E' stata un'azione congiunta con il Comitato Conca Eugubina,il Forum Umbro Movimenti Beni Comuni ed il Comitato Umbro Acqua Pubblica.
Grazie a tutti.



Nell'imminenza dell'Assemblea dell'ATO n. 1 dell'Umbria, in nome del diritto-dovere di partecipazione e di realizzazione di quella democrazia dal basso che troppo spesso è mancata in Italia, sentiamo l'obbligo di ricordare ai membri di detta Assemblea alcuni doveri fondamentali dei quali si sostanzia l'esistenza stessa dell'ATO:

1) l'acqua è di tutti e non può essere assolutamente semplice mezzo di produzione di reddito (e, a nostro parere, neanche merce oggetto di traffici commerciali)
2) la responsabilità della tutela dell'acqua potabile ricade su tutti in misura proporzionale al livello di autorità o potere di cui si è investiti in rapporto ad essa
3) acqua e salute pubblica sono in strettissimo rapporto: i Sindaci hanno dunque, in quanto responsabili della salute pubblica, il dovere di tutelarle entrambe con impegno e attenzione continui
4) la gestione dell'acqua in tutte le sue fasi è un servizio alla collettività che non può e non deve trasformarsi in mera attività ai fini di lucro
5) i principi fondamentali della Carta del Servizio idrico della Regione dell'Umbria (eguaglianza ed imparzialità di trattamento, continuità, partecipazione, cortesia, efficacia ed efficienza, chiarezza e comprensibiltà dei messaggi) devono essere oggetto di continui controlli e di sempre migliore concretizzazione
6) l'ATO legittima la sua esistenza anche in quanto verifica che efficacia, efficienza ed economicità siano condizioni perseguite e conseguite dal gestore in modi sempre più soddisfacenti le esigenze della collettività
7) l'ATO deve controllare anche che, oltre alle altre funzioni, il gestore promuova attività volte a diffondere la cultura di una corretta utilizzazione delle risorse idriche.
8) La gestione dell'acqua , bene comune, deve ritornare pubblica con la
partecipazione dei comitati cittadini e dei lavoratori del servizio come
richiesto dalla proposta di legge d'iniziativa popolare sottoscritta nel
2007 da oltre 5000 cittadini umbri. Detta gestione deve essere inoltre
completamente priva di rilevanza economica ossia uscire dalla gestione
attraverso una SPA per andare a costituire un azienda speciale
interamente pubblica per la gestione del servizio idrico del ATO 1 in
Umbria!!!

I sottoscrittori

Comitato Pro Acqua Gualdo-Comitato Conca Eugubina-Forum Umbro Movimenti Beni Comuni-Comitato Umbro Acqua Pubblica

Musica


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