martedì 23 febbraio 2016
PRESENTATO NOSTRO PARERE IN COMMISSIONE AMBIENTE DATO CHE DOPO 2 ANNI SIAMO ANCORA QUI A LOTTARE CONTRO UN "GASSIFICATORE" CHE NON VOGLIAMO!
A seguito della presentazione, nel mese di Febbraio 2016, del progetto per la realizzazione di un
Impianto di gassificazione alimentato a cippato di legna della potenza nominale di 200 Kwe dalla
ditta Demetra Energia srl, il Comitato pro Acqua Gualdo intende, con la presente, avanzare le
proprie osservazioni:
1. il Comitato pro Acqua Gualdo condivide quanto pubblicato in questi giorni da altre realtà di
Gualdo Tadino (www.allegracombriccola.net e www.gualdonews.it) in merito all'impianto in
oggetto, poiché ciò è in linea con quanto già espresso in sede di Conferenza dei Servizi del
12 maggio 2014 in cui venne richiesta una revisione e miglioramento del progetto che a
quanto pare non è avvenuto;
2. il Comitato pro Acqua Gualdo aggiunge alcune altre precisazioni di seguito elencate:
• Le emissioni in atmosfera prodotte da tale impianto - Non è chiaro quale sia la
qualità dell'aria nel territorio del Comune di Gualdo Tadino che tale impianto di
gassificazione andrebbe a migliorare, perché non ci sono dati relativi a monitoraggi
della qualità dell'aria malgrado la presenza di industrie impattanti come quella della
ceramica. Non sono stati effettuati a quanto sembra nemmeno negli ultimi due anni
monitoraggi della qualità dell'aria, per avere almeno un'idea certa di quali migliorie
porterebbe un impianto con tali emissioni piuttosto che fare considerazioni e
supposizioni generiche e aleatorie. La correlazione tra salute ed ambiente è stretta e
malgrado ciò mancano studi epidemiologici che correlino le tipologie e il numero di
neoplasie nel nostro territorio con la presenza di inquinanti, e comunque non sembra
consigliato in nessun protocollo la realizzazione di impianti a biomasse come via per
migliorare la qualità dell'aria probabilmente compromessa dalle industrie del
comparto della ceramica come nel nostro territorio.
Riportiamo di seguito le parole di uno studio condotto dalla provincia di Modena alcuni anni fa
(http://www.provincia.modena.it/servizi/ambiente/bilancio_ambientale_distretto_ceramico/DATA
/aria/INQUINAMENTO%20DELL'ARIA.html): “La maggior parte delle attività umane
comporta la continua immissione di sostanze inquinanti nell’atmosfera. Il destino di queste
sostanze è governato da molteplici fattori, tra cui le caratteristiche fisiche degli strati d’aria
sovrastanti che ne determinano la diffusione, i processi di rimozione che ne influenzano il tempo di
permanenza in atmosfera, le trasformazioni chimiche che creano, a loro volta, altre sostanze
potenzialmente pericolose.
Questo insieme di fattori può, quindi, portare a fenomeni di inquinamento che interessano aree
limitate, come gli episodi di smog nelle grandi città industriali, o coinvolgono invece l’intero
pianeta, come la distruzione dell’ozono stratosferico e i cambiamenti climatici.
E’ chiaro quindi che il problema dell’inquinamento atmosferico deve essere affrontato con
azioni locali inserite in programmi più ampi che individuino strategie comuni sia a livello
regionale che a scala europea e mondiale.
Lo studio conclude dicendo: “
La problematica relativa alla qualità dell'aria è estremamente complessa in quanto interagiscono
molteplici determinanti e pressioni ed altrettante variabili di stato quali le condizioni
termodinamiche dell'atmosfera. (…) Relativamente alle pressioni è possibile notare che il carico
inquinante derivante dal comparto produttivo è stato nel corso degli anni consistentemente ridotto
sia per la tecnologia di abbattimento installata che per modifiche tecnologiche e di materie prime.
Relativamente alle risposte messe in campo sino ad ora è necessario sottolineare la consistente
rimozione degli inquinanti emessi dal settore produttivo sia per l'impegno del privato che per lo
stimolo del pubblico con protocolli di intesa sul mantenimento dei carichi inquinanti, con il
monitoraggio e delle emissioni e delle immissioni con il consistente lavoro sulla riduzione dei
volumi di portata e di limiti autorizzati sulle emissioni del comparto ceramico.(...)
Pur non potendo condividere completamente ogni considerazione di questo studio, ciò che ci preme
sottolineare è che almeno nel distretto modenese ci si è preoccupati di indagare la qualità dell'aria e
di trovare delle soluzioni andando ad eliminare e non ad aggiungere. A Gualdo Tadino, come detto,
non ci risultano tali approcci scientifici al problema e la realizzazione di un impianto di siffatta
natura per produrre energia elettrica e termica non ci sembra affatto la soluzione ai problemi
ambientali che questo territorio, pur nel silenzio delle istituzioni, vive da anni. Il fatto che lo
consenta la legge non significa che lo imponga e comunque anche legge fornisce alcune precise
limitazioni alla loro realizzazione e implica il rispetto di tutta la la normativa in materia ambientale,
sanitaria, paesaggistica, urbanistica e così via esattamente come qualsiasi altra tipologia di opera.
Il Comitato pro Acqua quindi chiede a tale proposito, alle istituzioni e alle Autorità preposte a
garanzia e controllo della salute Pubblica, di considerare gli aspetti di seguito elencati e rigettare
tutto ciò che può peggiorare o aggiungere un pericolo alla qualità dell'aria già esistente a cui siamo
inevitabilmente esposti:
• una verifica sulla qualità dell’aria esistente del territorio di Gualdo Tadino;
• il monitoraggio ambientale di polveri ultrafini e nanoparticelle esistenti nel territorio di
Gualdo Tadino;
• studi epidemiologici;
• il computo reale delle fonti di inquinamento disseminate nel territorio gualdese per accertare
concretamente il carico di molecole tossiche.
Come può tale impianto rispettare pienamente il Dlgs 155/2010 se non è chiaro nemmeno quale sia
la qualità dell'aria del territorio gualdese?
A riflessione e a giustificazione delle nostre rimostranze e preoccupazioni concludiamo con quanto
pubblicato nella LETTERA ENCICLICA -LAUDATO SI’ DEL SANTO PADRE FRANCESCO
SULLA CURA DELLA CASA COMUNE (pag18-19):” Esistono forme di inquinamento che
colpiscono quotidianamente le persone. L’esposizione agli inquinanti atmosferici produce un ampio
spettro di effetti sulla salute, in particolare dei più poveri, e provocano milioni di morti premature.
Ci si ammala, per esempio, a causa di inalazioni di elevate quantità di fumo prodotto dai
combustibili utilizzati per cucinare o per riscaldarsi. A questo si aggiunge l’inquinamento che
colpisce tutti, causato dal trasporto, dai fumi dell’industria, dalle discariche di sostanze che
contribuiscono all’acidificazione del suolo e dell’acqua, da fertilizzanti, insetticidi, fungicidi,
diserbanti e pesticidi tossici in generale. La tecnologia (come quella alla base di questo impianto
ndr) che, legata alla finanza, pretende di essere l’unica soluzione dei problemi, di fatto non è in
grado di vedere il mistero delle molteplici relazioni che esistono tra le cose, e per questo a volte
risolve un problema creandone altri.”
• Approvvigionamento delle biomasse. Questo aspetto rimane un problema non
completamente risolto su cui ribadiamo il nostro timore. Se l'approvvigionamento
non è garantito con quale altra biomassa si pensa di far funzionare in futuro tale
impianto? Ricordiamo che per decreto del 6 luglio 2012 vengono assimilati a
biomassa prodotti pericolosi come pneumatici fuori uso, pitture e vernici di scarto,
plastica, gomma e altri prodotti derivanti a valle della raccolta differenziata. Inoltre
anche il CSS (Combustibile Solido Secondario) può alimentare una centrale a
biomassa.
• La viabilità locale rispetto al surplus di traffico che magari verrebbe a determinarsi
con l’apertura dell'impianto, anche se data la tipologia di impianto sarà ipotizzato in
pochi viaggi a settimana anche se non sappiamo quanto realistici una volta in
funzione, è in grado di assorbire questo surplus di traffico indotto? Ricordiamo
inoltre che “La biomassa deve per normativa essere prelevata entro un raggio di 70
km perché l'attuale sistema incentivante a livello nazionale, privilegia fortemente gli
impianti che si approvvigionano da filiera corta (entro 70 km) e gli impianti di
piccola e media taglia (<1MW) secondo il DM 2 marzo 2010
(http://www.arpat.toscana.it/notizie/notizie-brevi/2014/biomassa-e-filiera-corta).
Aggiungiamo inoltre che: “(...) L’adozione di un mero criterio di distanza geografica
per la qualificazione di una filiera come corta appare tuttavia come non sufficiente a
coprire la molteplicità di aspetti cui questo concetto rinvia e, nel contempo, pone un
problema di coerenza e univocità di parametri per i medesimi materiali. A titolo di
esempio si ricorda che, per l’uso di legno in edilizia, il sistema volontario di
classificazione dell’efficienza energetica (iniziativa Leadership in Energy and
Enviromental Design, LEED®, dello US Green Building Council), adottato anche in
Italia, definisce materiali provenienti da filiera corta quelli approvvigionati entro un
raggio massimo di 350 km (fino a 1.050 km se il trasporto dei materiali avviene su
rotaia o via mare - Gbc-Italia 2012
(http://agriregionieuropa.univpm.it/it/content/article/31/33/linee-guida-la
valutazione-sistematica-della-filiera-corta-delle-biomasse).
• Riutilizzo parziale dell’energia termica prodotta dall'impianto a beneficio di
un’azienda ceramica adiacente. In che modo verrà recuperata l'energia termica nei
mesi in cui non serve il riscaldamento? E se l'azienda dovesse malauguratamente
incappare in una crisi del settore, che nel nostro territorio non è purtroppo così
improbabile, come verrà utilizzata tale energia termica?
• Non è ancora chiaro quale esigenza energetica abbia il territorio di Gualdo Tadino
per giustificare la realizzazione di tale impianto e in quale piano energetico si
andrebbe ad inserire tale impianto;
• Potere calorifico del syngas: Rimane invariato malgrado le migliori tecnologie
adottabili e presumibilmente non può essere cambiato negli ultimi due anni;
• Ricordiamo inoltre il perché le biomasse e il biogas non sono fonti rinnovabili
attraverso le parole del prof. G. Tamino: “Si può parlare di fonti rinnovabili solo se
nel territorio di origine e nel tempo di utilizzo quanto consumato si ripristina.”;
• Nel momento in cui dovesse essere dismesso l'impianto è stato certificato chi e come
risarcirà il danno?
• Un fatto certo è che la cogenerazione può contare su incentivi e agevolazioni
(www.tekno.it).
Come cittadini non troviamo nella realizzazione per iniziativa privata di questo Impianto di
gassificazione alimentato a cippato di legna della potenza nominale di 200 Kwe, oggi come due
anni fa, nessun vantaggio per la collettività a partire da quello fondamentale e cioè ambientale che
anzi, già solo in premessa e senza impianto in funzione, è già ampiamente e concretamente
dimostrabile rappresentare un pericolo piuttosto che una soluzione. Il Comitato pro Acqua Gualdo
pertanto ritiene di esprimere un parere assolutamente sfavorevole alla realizzazione di questo
impianto ritenendolo non solo inutile ma pure dannoso per la collettività tutta!
I cittadini del
COMITATO PRO ACQUA GUALDO
venerdì 30 ottobre 2015
"UN ALTRO MEZZO SECOLO DI CONCESSIONE ALLA ROCCHETTA SPA PRIMA DELLA NATURALE SCADENZA DEL 2022 CHE GRAVERANNO SU QUESTO GOVERNO CITTADINO"
Il grande tema delle risorse idriche mondiali ieri sera e' venuto di nuovo meno dopo che l'intero asse Comunale di Gualdo Tadino ha votato quasi massicciamente contro uno degli obbiettivi principali dell'Onu e cioe' che "l acqua rappresenta il fattore indispensabile per la vita dell'intero pianeta" con tristezza e sconcerto siamo stati testimoni dell'ennesimo scempio bavaglio a danno dell'intera comunita' gualdese e non solo! a tal proposito vogliamo ricordare che ci sono degli studi scientifici, su cui si sono basate le sentenze vincenti per la vicenda Rio Fergia, che mettono in guardia sullo sfruttamento delle risorse idriche del nostro territorio oltre alla paura stessa di Ati ed Umbra acque per esempio, pero' ancora ci si dibatte su questo aspetto, che appare sempre subordinato alle necessità dell'azienda e dei suoi investimenti altrimenti, gli amministratori ne avrebbero precauzionalmente già respinto le richieste,altro punto che ieri sera ha fatto sussultare i presenti sono i famosissimi posti di lavoro previsti nel piano di investimenti presentato dall'azienda, che ripetiamo ancora sono a nostro avviso,un vile ricatto su cui far leva in un momento di crisi economica come questo,cercando di trasformare questa vicenda in qualcosa di più accettabile da parte dell'opinione pubblica,
ribadiamo inoltre fino alla noia che non sono stati consultati studi scientifici sulla normativa specifica in settore ambientale e di sfruttamento del sottosuolo dal 2004 e ne tantomeno affrontati altri tipi di studi sulla sempre famosissima e sbandierata ricaduta economica! inoltre ci chiediamo come mai il Tar nel 2008 annullo' la seconda concessione ad Idrea azienda che distribuiva il marchio Rocchetta per portare ad un nuovo prelievo di acqua minerale dalle sorgenti di boschetto e dal prelievo dal pozzo di Corcia? come mai ora e' diventato tutto cosi semplice attingere e prelevare altri 10 litri al secondo in piu' di acqua sette anni prima della scadenza della concessione? come mai non si attende il 2022? qual'e' lo scopo di questa vera svendita di una cosi sempre piu' rara risorsa per la vita? Rocchetta doveva solamente fare cio' che gli spetta per legge e cioe' ripristinare l'area della fonte per ridare decoro storico e culturale a tutti i Gualdesi ed all'intera Umbria! ma e' cosi difficile? ribadiamo veramente stufi che l'unico intervento da parte di Rocchetta spa (che secondo quanto indicato dalla Legge Regionale attualmente vigente la n. 22 del 22.12.2008, Art. 15 comma 2 e cioè che “Tutti gli oneri per la realizzazione e la manutenzione ORDINARIA E STRAORDINARIA delle pertinenze sono a carico del concessionario") sia solamente questo e che nessunissimo altro benche' minimo prelievo debba esser effettuato cercando di rispettare la suddetta scadenza della concessione ed in piu' non prima di aver effettuato studi super approfonditi a riguardo.Pertanto il Comitato Pro Acqua Gualdo con coerenza estrema e determinazione continua a respingere questo progetto le cui finalità oramai scoperte sono esclusivamente dettate dalla realizzazione di un'area di protezione dei pozzi e da una nuova linea di imbottigliamento di acqua minerale cioe' una nuova concessione!!!.Ribadiamo che L'ACQUA e' una risorsa fondamentale per l'umanita' e non puo' mai esser svenduta come si sta imperterriti facendo da anni.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO DEL COMITATO PRO ACQUA GUALDO


mercoledì 17 giugno 2015
IL CONSIGLIO COMUNALE APERTO MA NON TROPPO!!!
In merito al consiglio comunale "aperto" dell'8 giugno sul progetto presentato da Rocchetta spa il Comitato pro acqua Gualdo intende esprimere anche il suo punto di vista. E' apparso evidente che anche questo consiglio comunale non ha fatto altro che ricalcare quelli già visti negli anni precedenti quando si dibatteva sul controverso e per niente simbiotico rapporto tra Rocchetta spa e territorio di Gualdo Tadino, che ancora ad oggi, malgrado si sia espressa anche la giurisprudenza in merito, continua ad essere al centro dell'attenzione istituzionale. Il problema etico, ambientale ed economico annesso a questa vertenza è rimasto bloccato alle sentenze del TAR datate 2008. Nessuna Amministrazione successivamente succedutasi ha avuto la capacità (o il coraggio) di vedere oltre, di evolversi accettando i cambiamenti e i fatti per quelli che sono oggettivamente e di agire virtuosamente di conseguenza. Ad esempio la Comunanza Agraria Appennino Gualdese ricostituitasi nel frattempo, è stata denigrata o accettata da tutti gli amministratori a seconda di dove siedono in massima assise e della necessità di ottenere consenso popolare o meno. La Comunanza Agraria è un ente ricostituito per volontà dei cittadini con ruoli ben precisi a tutela degli stessi e dei territori. Non rispettare ciò da parte dell'amministratore, tanto locale che regionale, significa non rispettare gli stessi cittadini che rappresenta e la legge. Questo la dice lunga sull'aspetto etico e morale di tutta questa vicenda.
Malgrado i pronunciamenti di tribunali ancora ci si interroga su quanta acqua ci sia nelle nostre montagne. Ci sono degli studi scientifici, su cui si sono basate le sentenze vincenti per la vicenda Rio Fergia, che mettono in guardia sullo sfruttamento delle risorse idriche del nostro territorio. Ma ancora ci si dibatte su questo aspetto, che appare sempre subordinato alle necessità dell'azienda e dei suoi investimenti altrimenti, nel rispetto di quanto già noto, gli amministratori ne avrebbero precauzionalmente già respinto le richieste. Per le stesse ragioni anche i vincoli ambientali che gravano sulle nostre montagne, a seguito del recepimento di normative europee, non sono mai presi in seria considerazione, tanto dalle passate amministrazioni, che li deridevano solo perché ne impedivano la realizzazione di un parco eolico di controversa origine, quanto dalle attuali che invece li ignorano totalmente senza mai citarli nemmeno per sbaglio. I vincoli ambientali non fanno altro che, in chiave più moderna e scientifica, sommarsi ed amplificare il significato dei vincoli legati agli usi civici che gravano nell'area Rocchetta.
I posti di lavoro previsti nel piano di investimenti presentato dall'azienda, sono a nostro avviso,un vile ricatto che non può che fare leva in un momento di crisi economica come questo e che provano a trasformare questa vicenda in qualcosa di più accettabile da parte dell'opinione pubblica. Ma su quanto possano risolvere questa situazione economica circa 145 posti di lavoro, scritti comunque solo sulla carta, tra fissi, stagionali, indotto ed altro non lo sa nessuno. Nemmeno gli interventi fatti dai rappresentanti di categoria durante il consiglio comunale, hanno risolto questo aspetto se non in modo puramente generico, quando si riferivano ai posti già creati dall'azienda, e quindi irrilevante ai fini del dibattito. In verità nemmeno migliaia di posti di lavoro possono giustificare la svendita di un bene comune così prezioso e vitale. Il posto di lavoro o qualunque esosa cifra investita, non si può barattare in cambio di una sorgente di acqua potabile. Se di sorgente si può parlare perché mentre si dibatteva in consiglio comunale, il Ministero della Salute dichiarava in Gazzetta Ufficiale, che nel territorio di Gualdo Tadino esiste una sorgente denSerrasanta da cui si può imbottigliare e commercializzare acqua minerale naturale con un nuovo marchio. Questa specie di equivoco, per non dire peggio, in quanto è noto non esistere nessuna sorgente denominata Serrasanta, se non un pozzo ad emungimento forzato con questo nome, nel territorio gualdese, è sancito dal Ministero e dunque è accettabile senza metterlo in discussione, secondo quanto dichiarato in massima assise dal primo cittadino, e sempre a fronte degli investimenti a cui non si può rinunciare. Secondo la gran parte di tutti gli altri cittadini consapevoli e sensibili, invece questo è un gravissimo problema. Chi non conosce il suo territorio e accetta che su di esso si equivochi grossolanamente (e volutamente) come può rispettarlo e tutelarlo davvero?
Alla conferenza dei servizi programmata per il giorno successivo, in cui pure se non si decideva nulla mancava un interlocutore fondamentale come la Comunanza Agraria Appennino Gualdese, il sindaco è andato con un documento, approvato solo il giorno prima impedendo un dibattito un po' più approfondito visto l'importanza dell'argomento, che conteneva questioni idrogeologiche già note ma non ancora recepite, la richiesta di rispetto degli usi civici (aspetto anch'esso che già doveva essere stato recepito) e soluzioni che in parte sono già previste dalla legge regionale n. 22/2008 in merito alla gestione delle acqua minerali che pure se è una norma limitata e difettosa sarebbe stato preferibile averne preteso il rispetto almeno nei punti salienti, già dopo gli eventi alluvionali da cui è rinata tutta questa vertenza. Al concessionario, in queste norme, si attribuiscono doveri ben precisi non solo verso i preziosi giacimenti ma anche intorno l'area in cui sono localizzati, altro che realizzazione di Oasi, posti di lavoro o investimenti economici fotocopia di altri già promessi, mai mantenuti e comunque già discussi e smontati, da accogliere come atti di estrema generosità verso il territorio a copertura dell'istanza di proroga e nuova concessione di acqua minerale, il vero ed unico investimento che da anni ha in mente l'azienda per il nostro territorio.
Nulla di che è stato dibattuto in consiglio comunale a nostro avviso, se non dei soliti irrispettosi modi degli amministratori verso i fondamentali diritti dei cittadini e la tutela dell'ambiente che trovano purtroppo ancora difficoltà ad essere recepiti altrimenti non ci si ritrovava a ricominciare tutto da capo. Il Comitato pro Acqua è uscito dal consiglio comunale deluso dopo aver assistito ad un brutto film già visto. Stessa sceneggiatura, cambiano solo gli interpreti. Ruoli e battute rimangono invariate. Speriamo solo che l'epilogo sia il medesimo di quello già visto a favore dei cittadini ma stavolta definitivo.
COMITATO PRO ACQUA GUALDO
venerdì 12 dicembre 2014
LE NOSTRE "OSSERVAZIONI" IN MERITO AL PROGETTO DELLA ROCCHETTA S.P.A!!!
In data 9/12 il Comitato Pro Acqua Gualdo ha protocollato le proprie osservazioni (Prot. 0026653 del 9-12-2014 Comune di Gualdo Tadino) al Progetto “OASI ROCCHETTA-PROPOSTA DI MASSIMA DI SALVAGUARDIA, DI PROTEZIONE E DI REGIMAZIONE IDRAULICA presentato da Rocchetta spa il 18 Novembre in presenza delle massime autorità cittadine.
Le nostre osservazioni sono state fatte a partire dalle modalità di presentazione del progetto che, a parte il particolare iter che ha intrapreso, non ha visto il coinvolgimento diretto della popolazione. Il Comitato è ormai parte attiva del territorio gualdese e i suoi membri sono dei semplici cittadini riunitisi spontaneamente in questa forma di difesa. Per ciò ci sembrava naturale che venissimo coinvolti in maniera più diretta in questa che si potrebbe definire “fase di consultazione”.
Abbiamo evidenziato l'assenza di interventi nel progetto relativi alla messa in sicurezza dell'area assimilata ad una pericolosità R4 (allegato Tecnico alla legge 267/98), invece ufficialmente riconosciuta dalla Regione Umbria e per la quale sono già previsti ben altri interventi . Per primi, a parte gli esperti del settore, abbiamo divulgato alla cittadinanza la situazione dell'area nel 2012 dopo la sua interdizione al traffico veicolare e pedonale, per esigenze del momento, chiedendo direttamente alla Regione Umbria (prot. 0014717 del 10-07-2012, Comune di Gualdo Tadino). Questa per noi ci sembrava una priorità su cui intervenire oltre agli altri interventi di manutenzione da intraprendere a seguito dell'alluvione del Novembre 2013.
Abbiamo poi osservato la strana coesistenza nel progetto dell'area SIC, a cui si fa appena un accenno che invece è ben definita dal Piano di Gestione del sito di importanza comunitaria (SIC) IT 5210014 “Monti Maggio – Nero” approvato dalla Regione Umbria (DRG 252/2012), della creazione di un'Oasi naturalistica come finalità del progetto e di altre proposte quali (testualmente riprese dal progetto): proposte di intervento per definire l'area di protezione dei pozzi R1-R2-R3-R4, regimazione idraulica, ripristino degli accessi agli addetti ai lavori fino al Fontanile di Campitella, fruizione finale delle acque della Sorgente R6 che vengono rappresentate come sviluppo, tutela e riqualificazione di tutta l’area del Fontanile e delle sue pregiate e particolari risorse, in modo completamente sostenibile,che vanno invece in una direzione totalmente opposta.
Nessuna normativa sembrerebbe essere stata consultata per giustificare la realizzazione di un'Oasi prossima a questa area SIC e degli altri interventi più specifici per le esigenze dell'azienda. La normativa ambientale a riguardo è invece molto vasta e precisa e ci sembra impossibile non averne tenuto conto per progettare un intervento di tutela ambientale come quello di un'Oasi naturalistica proposto da Rocchetta spa. D'altra parte nessuno studio scientifico recente è stato citato e quindi consultato a sostegno di questa proposta. La realizzazione di questa Oasi appare quindi piuttosto approssimata e senza una reale motivazione. Per interventi di un certo tipo prossimi a zone SIC sono previste Valutazioni di Incidenza obbligatorie se non addirittura procedure di VIA e un progetto del genere, per gli altri interventi che si propone oltre all'Oasi, non crediamo possa sfuggire a tale iter di approvazione senza subire modifiche e adattamenti notevoli compatibili con la normativa che regolamenta le aree SIC e con i piani di gestione del territorio. Ma non ci sono riferimenti legislativi nemmeno per questo aspetto che anzi non viene citato per niente. In ogni modo anche per la fruizione finale della sorgente R6, al di là di un generico sviluppo per giustificarne l'uso, non vengono forniti dati sui reali benefici economici per la cittadinanza (ammesso che ci siano). Se non sono stati consultati studi scientifici, normativa specifica in settore ambientale (a parte quella specifica per la salvaguardia delle risorse idrominerali) e di gestione del territorio ne affrontati altri tipi di studi sulla ricaduta economica ci siamo chiesti su cosa si basano le finalità e gli interventi del progetto e di ciò abbiamo chiesto una spiegazione scritta.
Condividiamo invece la necessità di un intervento da parte di Rocchetta spa, secondo quanto indicato dalla Legge Regionale attualmente vigente, – la n. 22 del 22.12.2008, Art. 15 comma 2 e cioè che “Tutti gli oneri per la realizzazione e la manutenzione ORDINARIA E STRAORDINARIA delle pertinenze sono a carico del concessionario" senza scomodarsi alla creazione di un'Oasi o di altri specifici interventi.
Il Comitato respinge pertanto questo progetto le cui finalità nascoste (ma nemmeno più di tanto) tra le righe di una non ben definita Oasi naturalistica, quali la realizzazione di un'area di protezione dei pozzi e una nuova linea di imbottigliamento di acqua minerale non trovano riscontro in nessun dato economico, scientifico e legislativo se non nell'unica normativa consultata e cioè quella relativa alla salvaguardia delle risorse idrominerali (nemmeno aggiornata), ne in benefici per la collettività. Chiude ribadendo che questo progetto non è certamente l'unico possibile per ripristinare l'area Fonti della Rocchetta. Quindi non è chiaro perché se ne parli come se fosse già stato approvato. L'acqua comunque non è affari per pochi ma un diritto inalienabile di TUTTI! Purtroppo dobbiamo ricordarlo ogni volta!!!
IL CONSIGLIO DIRETTIVO DEL COMITATO PRO ACQUA GUALDO
giovedì 15 maggio 2014
"L'ENNESIMA VITTORIA DEI CITTADINI"
Ieri mattina in Comune si sono tenute le due conferenze di servizi indette a fronte delle istanze autorizzative agli impianti a biogas in localita' Grello da 99 KWe e all'altro di gassificazione sempre in Gualdo Tadino presso zona industriale sud da 200 KWe.
Il Comitato Pro Acqua Gualdo come sempre presente e' stato rappresentato e difeso dall' Avvocato Valeria Passeri che ha presenziato le due sedute (insieme al nostro Presidente e due membri) ed ha presentato le nostre osservazioni.
La seduta si e' conclusa con l'ordine motivato di non EFFETTUARE ENTRAMBI GLI IMPIANTI salva la facolta' per i proponenti come previsto dalla legge!!! di ripresentare i loro progetti con le molto consistenti modifiche ed integrazioni loro prescritte.
Una vittoria quindi quella del 12 maggio 2014 tutta dei cittadini che ancora una volta COME TRE ANNI FA' hanno saputo far valere e tutelare con determinazione e competenza le tradizioni agroalimentari locali,la biodiversita',il patrimonio culturale e il paesaggio rurale della nostra regione contro a nostro modo di vedere aggressioni sempre piu' frequenti e imprevedibili a quella che e' la vera e sana vocazione naturalistica del nostro territorio.
Ricordiamo comunque che la nostra raccolta firme contro qualsiasi altro progetto di impianti a biomassa a Gualdo Tadino e' in essere per tutto il mese di maggio.
Un ringraziamento a chi si batte al nostro fianco e a tutti i cittadini ma soprattutto all'Avvocato Valeria Passeri per la determinazione e per il CUORE che mette come tutti noi innanzi a queste gravi e continue problematiche.
IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO
mercoledì 30 aprile 2014
BASTA!!! COGENERATORI GASSIFICATORI LI CHIAMANO IN TUTTI I MODI!!! UNA VOLTA PER TUTTE PRENDIAMO IN CONSIDERAZIONE QUELLO CHE LA NATURA CI DONA ACQUA,SOLE,ARIA... NULL'ALTRO...
Dopo la battaglia vinta contro la realizzazione di impianti per produrre bioetanolo ed energia da biomasse nel 2011 il Comitato pro Acqua Gualdo suo malgrado si vede ancora impegnato sullo stesso fronte.
L'attenzione promessa dal COMITATO alla difesa del territorio non è stata mai abbassata E INFATTI come temevamo due nuovi impianti sono stati proposti e presentati in Comune uno di cogenerazione alimentato a biogas da 99 Kw ed un'altro impianto di gassificazione di potenza nominale pari a kWe 200. Vogliamo precisare una volta ancora, affinché sia chiaro per sempre, il contesto in cui si muovono tutti questi numerosi progetti presentati da Gualdo a Costacciaro oltre che nel resto dell'Umbria e dell'Italia.
Questa attenzione crescente per realizzare impianti per produrre energia dalle fonti cosiddette alternative è fortemente stimolata dal meccanismo degli incentivi “pubblici”.Quest'ultimi sono più vantaggiosi per gli impianti di piccole dimensioni fino a 1MW.
Il meccanismo degli incentivi garantisce agli investitori un rientro economico assicurato nel tempo e per questo si permettono di rischiare in investimenti così importanti.
Quanto sopra non lo diciamo noi ma sono affermazioni che si possono confermare con una ricca documentazione presente sul web da parte del mondo scientifico di fama nazionale e mondiale ( DOTT.TOMATIS, DOTT.CONNET,DOTTOR TAMINO,DOTTOR VALERIO,DOTT. VANTAGGI,DOTT MONTANARI ECC ECC).
Il rischio che vengano bruciati i rifiuti come denunciato da sempre è ora più che mai concreto dopo la pubblicazione del decreto del 7 luglio 2012 dove vengono assimilati a biomassa prodotti pericolosi come pneumatici fuori uso, pitture e vernici di scarto, plastica, gomma e altri prodotti derivanti a valle della raccolta differenziata; Non c'è nulla di etico in questi impianti per smascherare la verità basterebbe chiedere ad imprenditori ed amministratori tanto interessati alla loro realizzazione di rinunciare completamente agli incentivi che vengono elargiti.
Dovrebbero regalare l'energia alla popolazione ridistribuendo le risorse economiche pubbliche previste!!! così vedremo in faccia chi si adopera per salvare il Pianeta alla deriva o chi lo fa solo per il Denaro (pubblico) nemico numero uno di ambiente e salute.
Addentriamoci per l'ennesima volta nel tecnico con l'aiuto di esperti in questo caso Giovanni Vantaggi referente UMBRIA dell'ISDE ITALIA... Questo oramai famoso syngas è il gas che si produce mediante i processi di PIROLÌSI** o di GASSIFICAZIONE*** o di PIROGASSIFICAZIONE****. Il Syngas derivante dai processi di pirogassificazione non sono eco-compatibile DA QUI LA NETTA CONTRARIETÀ DELL'ISDE ITALIA PER I RISCHI SU AMBIENTE E SALUTE CHE LA COMBUSTIONE DEL SYNGAS DETERMINEREBBE. COS'E' IL SYNGAS: esso è fondamentalmente costituito da METANO, IDROGENO, CO, CO2, IMPURITÀ DI VARIO TIPO) … Il GAS COSÌ OTTENUTO VIENE POI BRUCIATO!!!… l'impianto richiede migliaia di ton/anno di biomassa (o legnosa o qualsiasi altro materiale che rientra nella definizione di biomassa compreso il CDR). IL SYNGAS PUÒ CONTENERE IMPURITÀ, ANCHE IN PICCOLA QUANTITÀ, in grado di produrre, comunque, inquinamento nell’aria quando questa miscela è bruciata. Se le biomasse utilizzate contengono tracce di zolfo e di cloro si producono anche ANIDRIDE SOLFOROSA oltre a quello che viene prodotto in ogni combustione: micropolveri ed NOX (a sua volta responsabile del cosiddetto PARTICOLATO SECONDARIO#) si avrà anche la produzione di inquinanti come SO2 e DIOSSINE. **PIROLÌSI (= scissione termica): decomposizione termochimica di materiali organici [con temperature tra i 400 - 800°C] in assenza di ossigeno. ***GASSIFICAZIONE è lo stesso procedimento della pirolìsi soltanto che la decomposizione termochimica del materiale organico, avviene in presenza di piccolissime quantità di Ossigeno (dette quantità stechiometriche) e con temperatura più elevate fino a 1000-1100°C. ****PIROGASSIFICAZIONE: è la combinazione dei due processi (pirolìsi e gassificazione) in uno stesso sistema chiamato appunto pirogassificatore. # PARTICOLATO SECONDARIO: si forma per la compresenza in atmosfera di altri inquinanti, come NOx e SO2, che reagiscono con altre sostanze presenti nell’aria (prevalentemente ammoniaca) dando luogo alla formazione di solfati e nitrati d’ammonio. Cosa altro dire? Invitiamo pertanto che si prendano in considerazione le altre innumerevoli fonti di energie alternative che sfruttino l'aria e il sole senza ulteriori forme di inquinamento. Chiediamo alle risorse umane gualdesi, a cui va comunque la nostra stima altrimenti non avremmo mai instaurato un confronto, di impiegare le loro eccellenze in “progetti” davvero funzionali alla società. Lasciamo che il prossimo ricorso storico lo guidi la divina provvidenza e non più il denaro, vero protagonista purtroppo di questa folle corsa alle “false” fonti rinnovabili.
DIRETTIVO COMITATO PRO ACQUA GUALDO
venerdì 7 marzo 2014
PRECISAZIONI NORMATIVE E RICHIESTE SUL PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE
Nell'anno appena scorso il Comitato pro Acqua Gualdo ha voluto monitorare il Piano di Tutela delle Acque (PTA) inviando alla Regione Umbria-Servizio Risorse Idriche e Rischio Idraulico- in data 09/10/2013 una missiva con specifiche richieste.
Ricordiamo brevemente che il Consiglio Regionale dell'Umbria ha approvato, con Delibera n. 357 del 1/12/2009, il Piano Regionale di Tutela delle Acque introdotto dal D.Lgs. 152/1999 e dal D.Lgs.152/2006 che si occupano di materia ambientale. Il Piano di Tutela rappresenta un piano di settore, di cui si sono dotate tutte le regione d'Italia, che contiene gli interventi destinati a garantire il raggiungimento o il mantenimento degli obiettivi specificati nella Parte Terza del decreto legislativo citato, oltre alle misure necessarie a tutelare qualitativamente e quantitativamente il sistema idrico.
Il Piano, come previsto dalla normativa, è stato sottoposto nelle varie fasi di redazione e adozione anche a consultazione pubblica a cui ha partecipato, nel 2008, anche il Comitato pro Acqua Gualdo apportando le sue osservazioni. Una di queste in particolare fu accolta e ne venne data immediatamente notizia ai giornali come un piccolo successo di un Comitato di cittadini che era riuscito a intervenire nella stesura di un piano “istituzionale” a tutela dello stesso bene comune. Al Comitato sembrava importante che tra le concessioni rilasciate per l'uso dell'acqua fosse precisato, proprio l'uso delle acque minerali per l'attività dell'imbottigliamento dato che questo catasto consentiva di conoscere, come evidenziato nel Piano stesso, i dati tecnici ed amministrativi mancanti o i dati sugli usi delle acque sotterranee riferiti ad esempio alla denuncia pozzi (in particolare per quelli suscettibili di successivo provvedimento di concessione), sulla georeferenziazione delle opere di captazione e restituzione, sull'integrazione con le altre banche dati regionali e definizione delle modalità più opportune per la pubblicazione e diffusione dei dati. Si potevano avere così tutte quelle informazioni mancanti o inadeguate su cui era stata rilasciata la concessione e il permesso di ricerca all'azienda ospite nel territorio gualdese e che aveva dato avvio a tutte le ben note battaglie. In realtà la precisazione accolta, quale quella della denominazione minerale tra gli usi dell'acqua, non fu mai veramente recepita perché non è stata mai inserita nel documento finale. Di questo è stato chiesto ragione al Servizio Idrico della Regione Umbria, a cui è stata indirizzata la missiva, oltre ad altre richieste di informazioni di seguito elencate:
- precisazione sulla costituzione di un gruppo di lavoro previsto dal Piano nella Parte III a cui doveva partecipare, oltre ad ARPA Umbria, le Province e altri soggetti attori delle azioni di Piano e il cui scopo era di ottemperare agli obblighi derivanti dalla procedura di VAS (D.D. n. 12159 del 29/12/2008) ma di cui non abbiamo trovato notizie e che ci impediva di avere un interlocutore certo a cui fare richiesta di informazioni (perché il Gruppo di lavoro doveva ottemperare agli obblighi derivanti dalla procedura di VAS e redigere addirittura Report con scadenza annuale a partire dalla fine del 2009 );
- precisazioni in merito alla realizzazione di un catasto di concessioni ai prelievi idrici, dove doveva, per l'appunto, comparire la denominazione minerali tra gli usi dell'acqua, di cui non si ha informazione, che invece doveva essere già presente come evidenziato nel punto 5.5 pag 370 della Parte III del Piano di Tutela delle Acque. Infatti il catasto doveva essere completato ed incrementato entro il 31 dicembre del 2010, ma ad una nostra ricerca pubblica nel Web non ci risulta la sua presenza;
- richiesta del completamento del quadro conoscitivo di alcuni importanti corpi idrici regionali sotterranei tra cui i Monti di Gualdo, già inviata nel 2008, ma non accolta. Ricordiamo come la mancanza di dati certi su questi bacini sotterranei, è stata al centro della vertenza tra la popolazione e l'azienda imbottigliatrice alla ricerca di nuovi pozzi;
La Regione Umbria, attraverso il Dirigente del Servizio, a cui era indirizzata la missiva, ha risposto, in data 05/12/2013, in questo modo:
- per quanto riguarda la mancata attuazione della specifica denominazione minerali non si è avuta di nuovo nessuna risposta;
- la costituzione del gruppo di lavoro previsto è, invece, avvenuta con deliberazione regionale nel 2012 ma a noi, come già detto, è probabilmente sfuggita come sono sfuggiti tra le altre cose i Report che doveva redigere;
- per la realizzazione del catasto delle concessioni si rimanda a una non ben precisata seconda fase dove verrà riportata su supporto cartografico da parte delle provincie tutta la documentazione relativa alle concessioni che è a quanto pare già raccolta in un database. Ovviamente appena possibile verrà fatta richiesta di questi dati e del loro database;
- per gli studi dei Monti di Gualdo, si precisa dal Servizio Idrico che, successivamente al 2008, la Regione Umbria ha proceduto agli studi idrogeologici di alcuni specifici settori tra cui i Monti suddetti e pubblicata nel portale regionale. Al Comitato, malgrado un'attenta ricerca, è probabilmente sfuggita anche tale pubblicazione e anche di questa verrà fatta al più presto richiesta per essere certi di poterla consultare.
Infine, il Piano prevede un aggiornamento secondo la normativa di riferimento entro sei anni dalla sua approvazione e dunque entro il 2015, per questo il Servizio regionale precisa che per rispettare tali tempi ma, soprattutto per rispettare quelli dei Piani di Gestione di Distretto Idrografico (PGD) (Distretto dell'appennino centrale dove ricade l'Umbria in massima parte e solo in minima parte nel Distretto dell'appennino settentrionale) che rappresentano i sovra-ordinati Piani per il PTA, sono state avviate le operazioni preliminari di monitoraggio di pressione ed impatti per la loro revisione e conseguente conferma o modifica di quanto previsto. Chiaramente, ci è sempre stato noto il ruolo degli altri Piani nella stesura del Piano di Tutela stesso e ora, come nel 2008, terremo conto anche di quanto qui riportato per completare le nostre considerazioni e richieste.
Certi di aver reso un servizio a tutti gli nostri concittadini informandoli ed aggiornandoli su quanto le istituzioni fanno in “rigoroso silenzio”, approfittiamo per parlare ancora della FONTE Rocchetta cuore, in tutte le possibili accezioni del termine, delle nostre battaglie inclusa questa revisione di documenti. Lo stato in cui versa ancora dopo i fatti calamitosi, avvenuti nel novembre 2013, ci fanno temere che rimarrà ancora in questo continuo ed imbarazzante stato di abbandono. Malgrado lo sciacallaggio politico seguito immediatamente dopo quanto Madre Natura ha fatto (forse con un contributo umano che aveva già da prima segnato l'avvio dell'abbandono della Fonte a se stessa) le cose sono rimaste immutate. Chiudiamo chiedendo a chi abbia coraggio di rispondere: chi e come cercherà di sistemare quella martoriata sorgente? Il comune, tra le sue irrisolte vertenze tra usi civici e cambi di destinazione d'uso o l'azienda, che tra quei “sassi” ha fatto la sua fortuna senza mai restituire equamente quanto portato via quasi gratis? Alla fine vedrete che saremo ancora e sempre noi inconsapevoli cittadini a pagare...
COMITATO PRO ACQUA GUALDO
giovedì 6 febbraio 2014
ANCORA ACQUA CERASA...IN RISPOSTA A CERTE AFFERMAZIONI!!! INVIATI I RISPETTIVI DOCUMENTI A TUTTI I GIORNALI...
Per dovere di cronaca e per rispetto della verità di cui noi ci facciamo portavoce e difensori è necessario precisare quanto segue dopo certe affermazioni sull'argomento “acqua potabile a Cerasa” dell'ex vice sindaco E. Fofi.
Il Comitato pro Acqua Gualdo è stato contattato dagli abitanti della frazione Cerasa, come ribadito nel precedente comunicato, per porre rimedio ai loro disagi dopo anni di disinteressamento e menefreghismo di tutte le amministrazioni che erano a conoscenza dei fatti da sempre;
questa attuale amministrazione ora commissariata, non è stata da meno delle altre. Evidentemente se i cittadini hanno dovuto chiamare il comitato Pro Acqua Gualdo la suddetta non ha fatto nulla di concreto di cui essere orgogliosi.
La realtà che viviamo invece, ci dice che, anche su testimonianza dei cittadini stessi di Osteria Cerasa, il Comitato si è fatto portavoce del problema e lo ha denunciato con forza agli interessati da cui è scaturito l'inizio dei tanto attesi lavori di collegamento tra abitazioni e rete idrica;
a ragione di ciò viene allegato alla presente documentazione dove il comune di Gualdo Tadino contatta umbra acque solo a seguito della nostra segnalazione, in piu' la risposta della CONVIRI sempre inerente gli stessi fatti dove il DOTTOR roberto passino chiede all'ati 2 informazioni e eventuali provvedimenti da adottare per la tutela della SALUTE DELLA POPOLAZIONE!!!
aggiungiamo che anche Umbra Acque,oltre all'amministrazione malgrado i numerosi solleciti degli abitanti di Cerasa, non si sono mai degnati “concretamente”di interessarsi della vicenda fino all'arrivo del Comitato pro Acqua Gualdo.
Il Comitato pro Acqua Gualdo non abbasserà mai la guardia in difesa dei beni della collettività e della verità; invita, perciò, tutti i cittadini ad osservare seriamente quanto sta accadendo intorno alla vertenza di Osteria Cerasa e non ci riferiamo di certo ai lavori!!! Chi ha davvero a cuore il bene della collettività tra i cittadini e le amministrazioni???
COMITATO PRO ACQUA GUALDO
mercoledì 22 gennaio 2014
L'ACQUA "NON POTABILE" DELLA CERASA UNA STORIA INFINITA
Una storia partita con la denuncia del Comitato pro Acqua Gualdo nel marzo 2010 e non ancora giunta al giusto epilogo.Una storia culminata con la richiesta di aiuto al Comitato da parte dei cittadini di Osteria Cerasa piccola frazione di Gualdo Tadino, lungo la strada che conduce a Perugia ben quattro anni fa'!!!. Infatti come ormai d'abitudine le istituzioni, quelle ufficiali e rappresentative dei cittadini, non hanno mai posto rimedio al disagio denunciato, anche con esposti inviati ai soggetti stessi, nel corso di tutto questo lungo periodo. In breve alla frazione di Osteria Cerasa da tempo non possono usufruire di acqua potabile nelle abitazioni!!!
Nella zona, in particolare quella collinare, le abitazioni sono fornite di acqua tramite pozzi non potabili che non appartengono nemmeno all’Acquedotto regolare di Osteria Cerasa. Per questa ragione agli abitanti, le cui abitazioni risultano sprovviste di contatori, non vengono recapitate le bollette di Umbra Acque. Inoltre, sempre secondo le proteste dei cittadini, l'acqua non giunge regolarmente durante tutto il corso dell’anno, mancando anche per mesi interi durante l’estate.
Il Comitato, contattato dai cittadini, ha dovuto sostituirsi al dovere istituzionale e far fronte a questo disagio intollerabile in un paese moderno e civilizzato come si "presume" siano l'Italia e i suoi territori. Tra denunce e richieste di analisi ufficiali dell'acqua a Amministrazione Comunale, ASL n1, Umbra Acque e Procura di Perugia il comitato è riuscito a sollecitare i lavori di collegamento delle abitazioni alla rete idrica ufficiale,facendo stanziare diversi "SOLDONI" e finalmente abbiamo appreso che i lavori FINALMENTE sono iniziati da un po' di tempo,ma vorremmo chiedere ad UMBRA ACQUE" quanto ancora questi cittadini dovranno aspettare per poter usufruire di questa tanto agoniata “ACQUA”. Il Comitato pro Acqua Gualdo di nuovo si deve fare carico di vigilare e tutelare quanto doveva essere già stato fatto dalle istituzioni ufficiali MOLTO TEMPO FA' Per sistemare anche questa ulteriore prova di menefreghismo e inciviltà!!! il Comitato provvederà ad applicare secondo quanto invece dovere ed etica indicano molto chiaramente restando vicino alla popolazione in toto.
IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO
venerdì 15 novembre 2013
L'ORRIBILE E DEVASTANTE LEGGE DI MADRE NATURA...
L'alluvione 2013 è un evento calamitoso eccezionale esattamente come il sisma 1997. Questo per chi ancora non l'abbia capito è un territorio a rischio oltre che sismico anche idrogeologico perché le frane e le esondazioni il nostro territorio le ha già conosciute ed hanno visto altri torrenti, oltre allo scomparso e ritrovato Feo, come la Rasina generare alluvioni e danneggiamenti. I cambiamenti climatici causati dall'uomo o dal sole, a seconda delle proprie convinzioni e conoscenze, hanno fatto probabilmente tutto il resto. Ma qualcuno cade dal pero e si ricorda improvvisamente che abbiamo un lato debole e loro l'avevano detto. Costoro che affermano ciò difronte a questi eventi calamitosi sono gli stessi che non hanno mai preso le giuste precauzioni ne rivendicato, come più volte sollecitato dallo scrivente Comitato, i giusti risarcimenti per quanto sottratto e deturpato in tempi più tranquilli e sono proprio loro a fare una polemica (fine a se stessa tra l'altro) e/o una infida strumentalizzazione dei fatti. “Vergognatevi” è l'unico commento che ci viene da fare su queste dichiarazioni generiche, per carità, ma comunque inammissibili sulla pericolosità del sito! E vergognatevi quando solo ora reclamate i soldi della concessione solo ora che si sono ricordati di questo luogo solo grazie al clamore della potenza di acqua e detriti! Noi possiamo permettercelo di indignarci e gridare il nostro “vergognatevi” perché noi abbiamo davvero fatto qualcosa per quel sito andandolo a pulire volontariamente più volte, indagando su carte e documenti scottanti che hanno dato solo tristi conferme e non “polemiche”, andando a chiedere nel 2012 in prima persona al Servizio idrogeologico dell'Umbria delucidazioni sul perché la “nostra” Rocchetta venisse soltanto chiusa e non sistemata come occorreva scoprendo la pericolosità R4 e una carta di zonazione per la sua fruibilità, denunciando perché 16000 euro fossero motivo di orgoglio anziché rivendicare tutti gli altri migliaia di euro sottratti per decenni alla popolazione. Ma poi difronte alla forza della Natura ci arrendiamo pure noi e possiamo solo con umiltà chiederci se c'è anche la responsabilità dell'uomo in queste calamità come l'indifferenza con cui trattiamo tutto il territorio italiano. Ciò che al contrario, non è mai uscito dalle vostre bocche!!!
Per questo non possiamo accettare che ci sia chi, in questi casi, abbia la faccia tosta di fare dello sciacallaggio e portare avanti i propri programmi elettorali a discapito della verità che è una e sarà sempre e comunque quella. Riteniamo che sia piuttosto grave tentare di nascondere i fatti che insistono su quel sito prendendo a pretesto questo evento calamitoso: quanto anni di indagini e ricerche hanno messo tristemente in evidenza non li può cancellare nemmeno l'alluvione! E quindi che quel luogo sia rischioso ma al tempo stesso abbandonato e manipolato per altre squallide motivazioni rimarrà per sempre un fatto!!!
Per questo a testa alta e senza ombra di dubbio ma forti della nostra solita schiettezza e onestà ribadiamo “vergogna” al vostro disinteresse conclamato prima di questa catastrofe naturale e alla puntuale e desolante strumentalizzazione che siete capaci di fare di ogni situazione che come in questo caso rappresenta un fatto eccezionale ma devastante per il territorio a cui probabilmente si poteva porre, quando era ora, un rimedio seppure modesto (o almeno tentare di porvi un rimedio come vi era stato sollecitato!). E comunque difronte a 48 ore di pioggia ininterrotta e alle sue conseguenze ci si dovrebbe porre in silenzio e non approfittarne per le proprie speculazioni!! !! Ci chiediamo ora chi ripristinerà quel luogo tanto caro ai gualdesi: i gualdese stessi o i proprietari dei pozzi che finalmente dovranno sborzare tutto ci che si sono intascati indisturbatamente per riprendersi le loro attrezzature? Ci doveva pensare madre Natura con le sue leggi a fare chiarezza evidentemente!!!
L'alluvione 2013 è un evento calamitoso eccezionale esattamente come il sisma 1997. Questo per chi ancora non l'abbia capito è un territorio a rischio oltre che sismico anche idrogeologico perché le frane e le esondazioni il nostro territorio le ha già conosciute ed hanno visto altri torrenti, oltre allo scomparso e ritrovato Feo, come la Rasina generare alluvioni e danneggiamenti. I cambiamenti climatici causati dall'uomo o dal sole, a seconda delle proprie convinzioni e conoscenze, hanno fatto probabilmente tutto il resto. Ma qualcuno cade dal pero e si ricorda improvvisamente che abbiamo un lato debole e loro l'avevano detto. Costoro che affermano ciò difronte a questi eventi calamitosi sono gli stessi che non hanno mai preso le giuste precauzioni ne rivendicato, come più volte sollecitato dallo scrivente Comitato, i giusti risarcimenti per quanto sottratto e deturpato in tempi più tranquilli e sono proprio loro a fare una polemica (fine a se stessa tra l'altro) e/o una infida strumentalizzazione dei fatti. “Vergognatevi” è l'unico commento che ci viene da fare su queste dichiarazioni generiche, per carità, ma comunque inammissibili sulla pericolosità del sito! E vergognatevi quando solo ora reclamate i soldi della concessione solo ora che si sono ricordati di questo luogo solo grazie al clamore della potenza di acqua e detriti! Noi possiamo permettercelo di indignarci e gridare il nostro “vergognatevi” perché noi abbiamo davvero fatto qualcosa per quel sito andandolo a pulire volontariamente più volte, indagando su carte e documenti scottanti che hanno dato solo tristi conferme e non “polemiche”, andando a chiedere nel 2012 in prima persona al Servizio idrogeologico dell'Umbria delucidazioni sul perché la “nostra” Rocchetta venisse soltanto chiusa e non sistemata come occorreva scoprendo la pericolosità R4 e una carta di zonazione per la sua fruibilità, denunciando perché 16000 euro fossero motivo di orgoglio anziché rivendicare tutti gli altri migliaia di euro sottratti per decenni alla popolazione. Ma poi difronte alla forza della Natura ci arrendiamo pure noi e possiamo solo con umiltà chiederci se c'è anche la responsabilità dell'uomo in queste calamità come l'indifferenza con cui trattiamo tutto il territorio italiano. Ciò che al contrario, non è mai uscito dalle vostre bocche!!!
Per questo non possiamo accettare che ci sia chi, in questi casi, abbia la faccia tosta di fare dello sciacallaggio e portare avanti i propri programmi elettorali a discapito della verità che è una e sarà sempre e comunque quella. Riteniamo che sia piuttosto grave tentare di nascondere i fatti che insistono su quel sito prendendo a pretesto questo evento calamitoso: quanto anni di indagini e ricerche hanno messo tristemente in evidenza non li può cancellare nemmeno l'alluvione! E quindi che quel luogo sia rischioso ma al tempo stesso abbandonato e manipolato per altre squallide motivazioni rimarrà per sempre un fatto!!!
Per questo a testa alta e senza ombra di dubbio ma forti della nostra solita schiettezza e onestà ribadiamo “vergogna” al vostro disinteresse conclamato prima di questa catastrofe naturale e alla puntuale e desolante strumentalizzazione che siete capaci di fare di ogni situazione che come in questo caso rappresenta un fatto eccezionale ma devastante per il territorio a cui probabilmente si poteva porre, quando era ora, un rimedio seppure modesto (o almeno tentare di porvi un rimedio come vi era stato sollecitato!). E comunque difronte a 48 ore di pioggia ininterrotta e alle sue conseguenze ci si dovrebbe porre in silenzio e non approfittarne per le proprie speculazioni!! !! Ci chiediamo ora chi ripristinerà quel luogo tanto caro ai gualdesi: i gualdese stessi o i proprietari dei pozzi che finalmente dovranno sborzare tutto ci che si sono intascati indisturbatamente per riprendersi le loro attrezzature? Ci doveva pensare madre Natura con le sue leggi a fare chiarezza evidentemente!!!
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