mercoledì 14 luglio 2021

BUONGIORNO A TUTTI TORNIAMO SUL BLOG OLTRE CHE SULLA PAGINA FACEBOOK PER GENTILE RICHIESTA DI ALCUNI CITTADINI NON PRESENTI SU TALE PALINSESTO ANCHE PERCHE SINCERAMENTE È DA TROPPO TEMPO CHE LA TRISTEZZA MI/CI ASSALE PERTANTO SCRIVEREMO I NOSTRI STATI D'ANIMO IN OGNI DOVE. CI CHIEDIAMO MA VERAMENTE BISOGNA ESSER FELICI CHE OLTRE AL SICURO PROSCIUGAMENTO TOTALE DELLE FALDE A GUALDO NON VEDREMO MAI PIÙ RIPRISTINATA LA "NOSTRA" FONTE STORICA DELLA ROCCHETTA? (PER CHI MAGARI ANCORA NON LO SÁ A GUALDO TADINO NON SI PRELEVA L'ACQUA PER CADUTA MA BENSÌ CON POZZI DI PROFONDITÀ A TIRAGGIO FORZATO) QUESTA È LA VERA VITTORIA DEI GUALDESI? SPERO SOLTANTO CHE CI SIA UN MODO PER SCONGIURARE QUESTO ENNESIMO SCHIAFFO NON SOLO ALLA DEMOCRAZIA E AI SACROSANTI DIRITTI DI NOI TUTTI (ALMENO DI QUELLI CHE VOGLIONO "RIPRISTINATA" LA "NOSTRA FONTE") MA ANCHE E SOPRATTUTTO AL RISPETTO DI QUESTI MAGICI POSTI CHE CI "APPARTENGONO" DA SEMPRE... CI SUONA ALTRESI MALE CHE GUARDA CASO DOPO QUESTA SENTENZA CI SI VOGLIA PRODIGARE ALLA CLASSIFICAZIONE DELLE AREE(R3 PER LA VALLE R4 PER LA FONTE CHE SIGNIFICA LA NON FRUIBILITÀ DELLE ZONE CHE DI CERTO DOVEVA ESSER FATTA 25 ANNI FA PER IL TERREMOTO DEL 1997 QUANDO VENIVA ASSERITO CHE VI ERANO MASSI PERICOLANTI E PERICOLOSI)... DOPO IL DANNO LA BEFFA? ALLA LUCE DI QUESTO GIUDIZIO LA NOSTRA PAURA È CHE LA FONTE ROCCHETTA DIVENTERÁ SEMPRE DI PIÙ UN LUOGO INACCESSIBILE PER TUTTI!!! MA PER FAVORE SPIEGATECI DI COSA DOVREMMO ESSER CONTENTI? DAL 2013 LA CONCESSIONARIA DOVEVA RIPRISTINARE LA VALLE E LA FONTE "PER LEGGE" E INVECE COSA È STATO FATTO? OGGI ADDIRITTURA OLTRE ALLE ASSURDE PROMESSE DEI FATIDICI POSTI DI LAVORO IN CAMBIO DI 25 ANNI DI CONCESSIONI DOVREMMO RESTARE NUOVAMENTE IN SILENZIO NEL VEDER MORIRE DUE VOLTE UNO DEI BEI FIORI ALL'OCCHIELLO DI QUESTO PAESE? LO ABBIAMO VISTO NEGLI ANNI CHI NON HA TENUTO FEDE ALLA PAROLA DATA MA ANCORA NON BASTA? SCUSATE PER LA CONFUSIONE CHE SICURAMENTE AVRÒ FATTO NON VOGLIO NEMMENO RILEGGERE SONO COSI FORTEMENTE TRISTE AVVILITO INFASTIDITO E DICIAMOLO PURE INCAZZATO (NERO) NEL VEDER DI "NUOVO" CALPESTATO UN NOSTRO SACROSANTO DIRITTO DA NON AVER NEMMENO PIÙ LA FORZA DI SCRIVERE!!! SAPPIATE COMUNQUE "TUTTI" RIPETO "TUTTI" ISTITUZIONI IN PRIMIS CHE LA "FONTE ROCCHETTA" È DI NOI CITTADINI!!! È NOSTRA E BASTA!!! E STATE CERTI CHE NON MOLLEREMO DI UN SOLO MILLIMETRO ANCHE A COSTO DI "OCCUPARLA FISICAMENTE". BASTA BASTA DAVVERO!!! È GIUNTO IL MOMENTO. ALESSANDRO BRUNETTI COMITATO PRO ACQUA GUALDO. #COMITATOPROACQUAGUALDO

giovedì 26 dicembre 2019

Serene Festivita'a tutti i Gualdesi e non sperando con il cuore che questo sia finalmente l'anno del pieno recupero della nostra fonte ROCCHETTA!!!

giovedì 18 aprile 2019

Il Comitato Pro Acqua Gualdo continua con le sue battaglie a difesa del territorio e anche in questi giorni di festa auspica che la forza politica vincitrice alle prossime elezioni prenda subito in atto il ripristino immediato della nostra fonte Rocchetta oramai abbandonata dal novembre 2013 (noi naturalmente ci batteremo come sempre e vigileremo affinche' questo avvenga in maniera chiara trasparente e veloce) con questo pensiero fisso che ci rattrista da oramai 6 lunghi anni vi auguriamo una serenissima e spensierata Pasqua.

domenica 30 dicembre 2018

Il comitato Pro Acqua Gualdo vi invia i piu' cari e sinceri auguri sperando che il 2019 ci riporti la nostra AMATA FONTE ROCCHETTA radiante e splendida come in questa foto di repertorio. p.s. Vi ricordiamo di seguire la nostra pagina facebook SEMPRE AGGIORNATA. https://www.facebook.com/groups/1841032749484100/

mercoledì 5 luglio 2017

"RIPRISTINO IMMEDIATO DELLA FONTE ROCCHETTA" IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO LA SERA DEL 27 LUGLIO ALLE ORE 21 CON PARTENZA DA PIAZZA GARIBALDI FINO ALLE FONTI BASSE DELLA ROCCHETTA INVITA TUTTA LA POPOLAZIONE AD UNA FIACCOLATA DI PROTESTA "PER SENSIBILIZZARE" REGIONE COMUNE ED AZIENDA IMBOTTIGLIATRICE PER LA MANCANZA DI EFFETTIVA RISOLUZIONE DELL'INTERA VICENDA PRO FONTE ROCCHETTA DA PARTE DI TUTTE LE CONTROPARTI CITATE RICORDANDO INOLTRE CHE LA SUDDETTA AZIENDA IMBOTTIGLIATRICE RADICATA DA ANNI SUL TERRITORIO DEVE OBBLIGATORIAMENTE INTERVENIRE AL RIPRISTINO DELL'AREA COME INDICATO DALLA LEGGE NUMERO 22 DEL 22/12/2008 ART.15 COMMA 2 CHE DICE TESTUALMENTE "TUTTI GLI ONERI PER LA REALIZZAZIONE E LA MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA DELLE PERTINENZE SONO A CARICO DEL CONCESSIONARIO" NATURALMENTE AGGIUNGIAMO NOI SENZA CHIEDERE NULL'ALTRO IN CAMBIO. PER QUESTO IL COMITATO RESPINGE IN MANIERA ASSOLUTA COME ASSERITO DA SEMPRE IL PROGETTO PRESENTATO LE CUI FINALITA' NASCOSTE TRA LE RIGHE QUALI LA REALIZZAZIONE DI UN'AREA DI PROTEZIONE DEI POZZI E UNA NUOVA LINEA DI IMBOTTIGLIAMENTO DI ACQUA MINERALE (CON RELATIVA RICHIESTA DI ATTINGIMENTO FORZATO E QUINDI DI ULTERIORE ACQUA PRIMA DELLA NORMALE SCADENZA DELLA CONCESSIONE NEL 2022) NON TROVANO RISCONTRO IN NESSUN DATO ECONOMICO SCIENTIFICO E LEGISLATIVO SE NON NELL'UNICA NORMATIVA CONSULTATA E CIOE' QUELLA RELATIVA ALLA SALVAGUARDIA DELLE "RISORSE IDROMINERALI" CHE CERTAMENTE NON PORTERA' NESSUN BENEFICIO PER LA COLLETTIVITA'... RIBADIAMO CON FORZA CHE LA POPOLAZIONE VUOLE SOLAMENTE IL RIPRISTINO TOTALE ED IMMEDIATO DELLA FONTE ROCCHETTA CHE DESTA IN UNA SITUAZIONE A DIR POCO SCANDALOSA DAL NOVEMBRE 2013. IL DIRETTIVO DEL COMITATO PRO ACQUA GUALDO P.S. I PARTECIPANTI POTRANNO PORTARE UNA FONTE DI LUCE( TORCIE TELEFONINI ECC) E NATURALMENTE OGNUNO SARA' RESPONSABILE PER I DANNI CHE SI POTRANNO ARRECARE DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE AD ALTRI.

sabato 18 marzo 2017

L'ACQUA RITORNATA...

DOPO ANNI DI LOTTE DI ANALISI DELL'ACQUA DI INTERVENTI CON I CITTADINI DI FOTO E PROCLAMI DI ESPOSTI LA NOSTRA TENACIA HA VINTO E DA ALCUNI MESI A CERASA E' ARRIVATA L'ACQUA POTABILE!!! SIAMO DAVVERO FELICI E FIERI DI TUTTI QUEI CITTADINI CHE CI HANNO SUPPORTATO PER ARRIVARE AD UN TRAGUARDO CHE NEL 2017 SINCERAMENTE NON SI DOVREBBE FESTEGGIARE ANZI TUTT'ALTRO MA PURTROPPO QUESTA ERA LA TRISTE REALTA'... UN ABBRACCIO A TUTTI... INCLUDIAMO IL NOSTRO PRIMO SCRITTO AD UMBRA ACQUE AL SERVIZIO AMBIENTE DEL COMUNE E ALL'ASL... lunedì 8 marzo 2010 "GRAVISSIMO" Richiediamo Informazioni in merito all’erogazione acqua potabile e gestione Servizio Idrico in zona Cerasa, Comune di Gualdo Tadino (PG) SE ACCERTATA SAREBBE UNA QUESTIONE GRAVISSIMA E ALLARMANTE!!! DI SEGUITO NOSTRA RICHIESTA. Gualdo Tadino, 08 Marzo 2010 Spett.le Umbra Acque S.p.A. Servizio Ambiente e Manutenzioni A.S.L. n.1 Servizio Igiene Sanita Pubblica OGGETTO: Richiesta Informazioni in merito all’erogazione acqua potabile e gestione Servizio Idrico in zona Cerasa, Comune di Gualdo Tadino (PG). Egregi Signori, Dietro segnalazione pervenuta al Comitato Pro Acqua Gualdo, siamo venuti a conoscenza di una problematica GRAVISSIMA ed INDEROGABILE che sembra affliggere da almeno 20 o 30 anni alcune famiglie in Località Cerasa. Nella fattispecie sembrerebbe che parte della zona (in particolare quella collinare), risulta fornita di acqua tramite uno o più pozzi non potabili non appartenenti all’Acquedotto regolare di Osteria Cerasa, ed è per questo che in tale località sono sprovvisti di contatori e la bolletta di Umbra Acque non giunge alle utenze. Inoltre, sempre per reclamo di alcuni cittadini, la suddetta acqua non giunge con regolarità durante tutto il corso dell’anno, in cui sembra mancare anche per mesi interi durante l’estate. Con la presente, siamo quindi a richiedervi delucidazioni URGENTI in merito a TUTTE le problematiche qui sollevate, tenuto anche conto che gli abitanti del luogo hanno già inoltrato tale richiesta con esposto protocollato, a cui mai seguì riscontro di alcun genere ( Esposto del 03.06.09 prot. N. 16037). Nel contempo, vista la eventuale gravità della questione, vi rendiamo noto che provvederemo a diffondere su mezzo stampa la nostra formale vertenza inoltrata a tutti i soggetti ivi menzionati. Cordialmente Comitato Pro Acqua Gualdo

sabato 11 giugno 2016

"VOGLIAMO COME DICIAMO DA SEMPRE IL PIENO RECUPERO DELLA NOSTRA FONTE ROCCHETTA NULL'ALTRO"

Si fa ancora un gran parlare del progetto di recupero dell'area Rocchetta e di quanti sono contrari o favorevoli ma la situazione delle Fonti della Rocchetta e della Valle del Fonno è rimasta invariata dal 2013. Il Comitato pro Acqua in prima linea "ufficialmente" dal 2007 per la difesa del bene acqua dopo l'emergenza idrica che ha visto turnazioni e disagi alla popolazione per la mancanza di acqua è contro il progetto come già espresso. Ma la contrarietà non nasce da un capriccio, da una cattiveria, dalla mancanza di etica o empatia verso gli altri cittadini.Tutt'altro la contrarietà nasce dalla semplice lettura del progetto pubblicato già da mesi e di tutte le sue conseguenze, nasce dalla consapevolezza che il progetto potrebbe violare leggi, norme, vincoli ambientali e di usi civici cioè tutti i diritti dei cittadini che da vent'anni a questa parte, malgrado sentenze del TAR e del Consiglio di Stato, non riescono a far valere per porre fine a questa vicenda che si ripete sempre uguale spostandosi solo di qualche chilometro lungo la dorsale appenninica del territorio gualdese. E' il progetto stesso a manifestare possibili limiti che il Comitato ha semplicemente evidenziato. Ma ciò non si riesce a far accettare ad istituzioni pubbliche ed aziende private e in tutto questo, alcuni concittadini anziché analizzare i fatti per quello che sono si improvvisano inspiegabilmente difensori di una causa persa come sancito già dai tribunali per la prima e analoga parte della vertenza e non dallo scrivente Comitato. Basterebbe “leggere” il progetto e sottoporlo a veri esperti, se necessario, per capire cosa perderebbe la collettività (e non riacquisterebbe più!) e cosa ci guadagnerebbe un'azienda privata. Posti di lavoro per tutti? No per pochi come già documentabile oggi e non risolutivi di una crisi economica globale e non locale, che necessita di analisi più serie e strutturate invece sempre a livello globale e non locale, si scelgono interventi a costo ambientale elevatissimo ma che si giustificano per i soliti famosi posti di lavoro in cambio. Ricatto che questa terra ha già conosciuto e pagato con un prezzo elevato ma che pare già averlo dimenticato. E così un'escalation di varie forme di comunicazione ammiccano alla bontà di tale progetto lasciando ad intendere che chi è contro al progetto (ai presunti e facilmente evidenziabili limiti) è contro il lavoro, il progresso, lo sviluppo e forse pure un po' “brutto e cattivo” tanto per evidenziare il livello delle affermazioni. Persino il piano di investimenti, presentato a corollario del progetto di recupero dell'area Rocchetta, è lo stesso di quello già bocciato dal TAR eppure nemmeno questo passaggio è servito per modificarlo al meglio, cambiare qualche parola avrebbe già dimostrato un vero sforzo ed interesse verso la popolazione, almeno quella che sa ancora leggere e riconoscere il significato delle parole. Sentire poi in una recente uscita che durante la crisi i prelievi vengono interrotti e che quindi l'atteggiamento dell'azienda verso questa risorsa è di tutela, ci giunge come una novità. E' pur vero che la legge in caso di calamità prevede un intervento di questo tipo ma, fin dalla crisi idrica del 2007, non ci risultò che venne mai intrapresa questa via, per certo invece venne intrapresa la via che congiunge la vicina Branca con la sorgente di Vaccara percorsa da alcune autobotti per rimpinguare l'esaurita sorgente gualdese ad uso della cittadinanza che intanto se la pagava pure profumatamente ma anche tutto ciò è stato dimenticato? Sarebbe bello poter leggere finalmente quei documenti ufficiali che avrebbero sancito, in piena emergenza idrica, l'interruzione o almeno la riduzione dei prelievi forzati ad uso commerciale a favore della popolazione. Con amarezza seguiamo gli ultimi sviluppi di questa vicenda che per vent'anni ha occupato una bella fetta di cittadini che sono sempre quelli e sempre loro, a difesa dell'acqua (e non solo) come bene di tutta la collettività. Ci dispiace per tutti gli altri, che in questi ultimi decenni non si sono potuti unire alla battaglia, rimanendo dietro le quinte a chiedersi ancora quanti innumerevoli posti di lavoro, milioni di turisti e contare tutti gli zeri sulle cifre dell'investimento che tale azienda avrebbe portato alla città. Già perché sempre al condizionale parlano e le risposte ovviamente non le hanno ancora trovate perché non ci sono. I fatti parlano di tutt'altro impatto nel territorio e la difesa dell'immagine ultimamente ci sembra essere più importante di quella della risorsa idrica di cui si vorrebbero fare paladini, come testimoniano, articoli, comunicati, video di recente pubblicazione coinvolgendo associazioni e testimonial di vario tipo e per comprensibili ragioni. Se lo stesso impegno fosse stato messo per difendere e tutelare l'acqua la vertenza si sarebbe già conclusa davvero in modo definitivo e giusto o più semplicemente non avrebbe mai avuto inizio.

martedì 22 marzo 2016

OGGI 22 MARZO GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA!RICORDIAMOCI DI PRESERVARLA SEMPRE!

Oggi 22 marzo giornata mondiale dell'ACQUA!!! torniamo a dire sì all’acqua
del rubinetto!!! Un miliardo e 600 milioni di persone non hanno ancora accesso all’acqua potabile. Negli Usa un abitante consuma in media 425 litri di acqua al giorno. Un abitante del Madagascar 10 litri al giorno. Un italiano 237 litri al giorno. Ma non crediamo di essere dalla parte giusta del mondo, perché con i cambiamenti climatici gli sconvolgimenti aumentano, i periodi di siccità e le inondazioni colpiranno sempre più anche i paesi ricchi. Raccontavo queste cose in una classe, quando un ragazzino immigrato alza la mano e dice che quando lui va a trovare suo nonno, in Somalia, percorre ogni giorno tanti kilometri a piedi per andare a prendere acqua dal pozzo. Gli fa eco il suo compagno di banco albanese. I nostri bambini sgranano gli occhi davanti queste storie di mondi lontani. Qualcuno obietta: “La mamma mi sgrida se bevo acqua dal rubinetto, dice che quella in bottiglia è più buona”. I più grandini ridono: “l’acqua del rubinetto è da sfigati”.“Non posso risparmiare l’acqua per me stessa sapendo che il mio vicino acqua non ne ha. Dovrei darla al mio vicino”. Così si esprimono le donne di Konso, in Etiopia. E aggiungono: “Non posso trasportare l’acqua da sola, ma posso contare su coloro che hanno gli asini”. Per conseguire un ragionevole grado di sicurezza sull’acqua, bisogna capirne il volto umano. Anche quello del nostro vicino con cui condividere l’acqua e l’asino. Oggi 22 marzo giornata mondiale dell'acqua ma non dobbiamo ricordarci di questo bene prezioso inalienabile e imprescrittibile solo in questo giorno!!! L’acqua è una risorsa ambientale con la valenza di un indicatore tecnologico, ecologico, economico e sociale. È un fattore essenziale per il “pieno sviluppo della persona umana” sancito dall’articolo 3 della Costituzione italiana!!! E, soprattutto, ha un volto umano. Non è solo il volto di una singola persona, ma ci sono anche i volti di una famiglia priva di servizi igienici adeguati, della folla che si ammassa in città che crescono rapidamente, di coloro che tirano a campare nel paese a valle del nostro dove imperversa la siccità, o degli abitanti di una regione che affonda di fronte alla crescita del livello marino – e dei nove miliardi di persone che popoleranno il pianeta entro il 2050. Come individui, tutti noi abbiamo diritto all’acqua potabile e a servizi igienici adeguati. Ma abbiamo anche il dovere di usare l’acqua in modo responsabile, sia da singoli cittadini, sia da urbanisti, sia da fornitori di servizi WASH alla comunità (dove WA-S-H sta per “water, sanitation and hygiene”). E, soprattutto, se siamo nei panni di chi negozia gli accordi di condivisione delle acque transfrontaliere. Quelli che sono mancati nella Mezzaluna fertile, perciò tormentati da una guerra a molte dimensioni. “Tutte le parti interessate devono declinare quel preambolo agli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile che, in estrema sintesi, si chiama: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partenariato. Le ‘5P’. Concentrandosi in modo responsabile su questi fattori, intrinsecamente correlati, l’acqua può essere gestita con modalità eque e inclusive; e con la garanzia che “nessuno sia lasciato indietro“. Per di piu alla luce delle difficoltà con cui il Parlamento cerca di tradurre in legge e rendere operativo il risultato schiacciante del Referendum sull’Acqua Pubblica del giugno 2011. Senza per ora riuscirci. Nel frattempo, le tariffe dell’acqua continuano ad aumentare (+60% in dieci anni a fronte di tassi d’inflazione oscillanti tra cifre decimali) così come il suo tasso di dispersione nelle tubature: più di un terzo di quanto immesso in rete continua a essere sprecato. In molte regioni italiane non ci sono facilitazioni, manca un qualunque aiuto alle famiglie in difficoltà per pagare le utenze. Tutta gente che rimane indietro per la crescente morosità che ha fatto aumentare i distacchi, dovuta alla cronica stagnazione economica del paese che, prima o poi, andrà affrontata in modo responsabile!!!

martedì 23 febbraio 2016

PRESENTATO NOSTRO PARERE IN COMMISSIONE AMBIENTE DATO CHE DOPO 2 ANNI SIAMO ANCORA QUI A LOTTARE CONTRO UN "GASSIFICATORE" CHE NON VOGLIAMO!

A seguito della presentazione, nel mese di Febbraio 2016, del progetto per la realizzazione di un Impianto di gassificazione alimentato a cippato di legna della potenza nominale di 200 Kwe dalla ditta Demetra Energia srl, il Comitato pro Acqua Gualdo intende, con la presente, avanzare le proprie osservazioni: 1. il Comitato pro Acqua Gualdo condivide quanto pubblicato in questi giorni da altre realtà di Gualdo Tadino (www.allegracombriccola.net e www.gualdonews.it) in merito all'impianto in oggetto, poiché ciò è in linea con quanto già espresso in sede di Conferenza dei Servizi del 12 maggio 2014 in cui venne richiesta una revisione e miglioramento del progetto che a quanto pare non è avvenuto; 2. il Comitato pro Acqua Gualdo aggiunge alcune altre precisazioni di seguito elencate: • Le emissioni in atmosfera prodotte da tale impianto - Non è chiaro quale sia la qualità dell'aria nel territorio del Comune di Gualdo Tadino che tale impianto di gassificazione andrebbe a migliorare, perché non ci sono dati relativi a monitoraggi della qualità dell'aria malgrado la presenza di industrie impattanti come quella della ceramica. Non sono stati effettuati a quanto sembra nemmeno negli ultimi due anni monitoraggi della qualità dell'aria, per avere almeno un'idea certa di quali migliorie porterebbe un impianto con tali emissioni piuttosto che fare considerazioni e supposizioni generiche e aleatorie. La correlazione tra salute ed ambiente è stretta e malgrado ciò mancano studi epidemiologici che correlino le tipologie e il numero di neoplasie nel nostro territorio con la presenza di inquinanti, e comunque non sembra consigliato in nessun protocollo la realizzazione di impianti a biomasse come via per migliorare la qualità dell'aria probabilmente compromessa dalle industrie del comparto della ceramica come nel nostro territorio. Riportiamo di seguito le parole di uno studio condotto dalla provincia di Modena alcuni anni fa (http://www.provincia.modena.it/servizi/ambiente/bilancio_ambientale_distretto_ceramico/DATA /aria/INQUINAMENTO%20DELL'ARIA.html): “La maggior parte delle attività umane comporta la continua immissione di sostanze inquinanti nell’atmosfera. Il destino di queste sostanze è governato da molteplici fattori, tra cui le caratteristiche fisiche degli strati d’aria sovrastanti che ne determinano la diffusione, i processi di rimozione che ne influenzano il tempo di permanenza in atmosfera, le trasformazioni chimiche che creano, a loro volta, altre sostanze potenzialmente pericolose. Questo insieme di fattori può, quindi, portare a fenomeni di inquinamento che interessano aree limitate, come gli episodi di smog nelle grandi città industriali, o coinvolgono invece l’intero pianeta, come la distruzione dell’ozono stratosferico e i cambiamenti climatici. E’ chiaro quindi che il problema dell’inquinamento atmosferico deve essere affrontato con azioni locali inserite in programmi più ampi che individuino strategie comuni sia a livello regionale che a scala europea e mondiale. Lo studio conclude dicendo: “ La problematica relativa alla qualità dell'aria è estremamente complessa in quanto interagiscono molteplici determinanti e pressioni ed altrettante variabili di stato quali le condizioni termodinamiche dell'atmosfera. (…) Relativamente alle pressioni è possibile notare che il carico inquinante derivante dal comparto produttivo è stato nel corso degli anni consistentemente ridotto sia per la tecnologia di abbattimento installata che per modifiche tecnologiche e di materie prime. Relativamente alle risposte messe in campo sino ad ora è necessario sottolineare la consistente rimozione degli inquinanti emessi dal settore produttivo sia per l'impegno del privato che per lo stimolo del pubblico con protocolli di intesa sul mantenimento dei carichi inquinanti, con il monitoraggio e delle emissioni e delle immissioni con il consistente lavoro sulla riduzione dei volumi di portata e di limiti autorizzati sulle emissioni del comparto ceramico.(...) Pur non potendo condividere completamente ogni considerazione di questo studio, ciò che ci preme sottolineare è che almeno nel distretto modenese ci si è preoccupati di indagare la qualità dell'aria e di trovare delle soluzioni andando ad eliminare e non ad aggiungere. A Gualdo Tadino, come detto, non ci risultano tali approcci scientifici al problema e la realizzazione di un impianto di siffatta natura per produrre energia elettrica e termica non ci sembra affatto la soluzione ai problemi ambientali che questo territorio, pur nel silenzio delle istituzioni, vive da anni. Il fatto che lo consenta la legge non significa che lo imponga e comunque anche legge fornisce alcune precise limitazioni alla loro realizzazione e implica il rispetto di tutta la la normativa in materia ambientale, sanitaria, paesaggistica, urbanistica e così via esattamente come qualsiasi altra tipologia di opera. Il Comitato pro Acqua quindi chiede a tale proposito, alle istituzioni e alle Autorità preposte a garanzia e controllo della salute Pubblica, di considerare gli aspetti di seguito elencati e rigettare tutto ciò che può peggiorare o aggiungere un pericolo alla qualità dell'aria già esistente a cui siamo inevitabilmente esposti: • una verifica sulla qualità dell’aria esistente del territorio di Gualdo Tadino; • il monitoraggio ambientale di polveri ultrafini e nanoparticelle esistenti nel territorio di Gualdo Tadino; • studi epidemiologici; • il computo reale delle fonti di inquinamento disseminate nel territorio gualdese per accertare concretamente il carico di molecole tossiche. Come può tale impianto rispettare pienamente il Dlgs 155/2010 se non è chiaro nemmeno quale sia la qualità dell'aria del territorio gualdese? A riflessione e a giustificazione delle nostre rimostranze e preoccupazioni concludiamo con quanto pubblicato nella LETTERA ENCICLICA -LAUDATO SI’ DEL SANTO PADRE FRANCESCO SULLA CURA DELLA CASA COMUNE (pag18-19):” Esistono forme di inquinamento che colpiscono quotidianamente le persone. L’esposizione agli inquinanti atmosferici produce un ampio spettro di effetti sulla salute, in particolare dei più poveri, e provocano milioni di morti premature. Ci si ammala, per esempio, a causa di inalazioni di elevate quantità di fumo prodotto dai combustibili utilizzati per cucinare o per riscaldarsi. A questo si aggiunge l’inquinamento che colpisce tutti, causato dal trasporto, dai fumi dell’industria, dalle discariche di sostanze che contribuiscono all’acidificazione del suolo e dell’acqua, da fertilizzanti, insetticidi, fungicidi, diserbanti e pesticidi tossici in generale. La tecnologia (come quella alla base di questo impianto ndr) che, legata alla finanza, pretende di essere l’unica soluzione dei problemi, di fatto non è in grado di vedere il mistero delle molteplici relazioni che esistono tra le cose, e per questo a volte risolve un problema creandone altri.” • Approvvigionamento delle biomasse. Questo aspetto rimane un problema non completamente risolto su cui ribadiamo il nostro timore. Se l'approvvigionamento non è garantito con quale altra biomassa si pensa di far funzionare in futuro tale impianto? Ricordiamo che per decreto del 6 luglio 2012 vengono assimilati a biomassa prodotti pericolosi come pneumatici fuori uso, pitture e vernici di scarto, plastica, gomma e altri prodotti derivanti a valle della raccolta differenziata. Inoltre anche il CSS (Combustibile Solido Secondario) può alimentare una centrale a biomassa. • La viabilità locale rispetto al surplus di traffico che magari verrebbe a determinarsi con l’apertura dell'impianto, anche se data la tipologia di impianto sarà ipotizzato in pochi viaggi a settimana anche se non sappiamo quanto realistici una volta in funzione, è in grado di assorbire questo surplus di traffico indotto? Ricordiamo inoltre che “La biomassa deve per normativa essere prelevata entro un raggio di 70 km perché l'attuale sistema incentivante a livello nazionale, privilegia fortemente gli impianti che si approvvigionano da filiera corta (entro 70 km) e gli impianti di piccola e media taglia (<1MW) secondo il DM 2 marzo 2010 (http://www.arpat.toscana.it/notizie/notizie-brevi/2014/biomassa-e-filiera-corta). Aggiungiamo inoltre che: “(...) L’adozione di un mero criterio di distanza geografica per la qualificazione di una filiera come corta appare tuttavia come non sufficiente a coprire la molteplicità di aspetti cui questo concetto rinvia e, nel contempo, pone un problema di coerenza e univocità di parametri per i medesimi materiali. A titolo di esempio si ricorda che, per l’uso di legno in edilizia, il sistema volontario di classificazione dell’efficienza energetica (iniziativa Leadership in Energy and Enviromental Design, LEED®, dello US Green Building Council), adottato anche in Italia, definisce materiali provenienti da filiera corta quelli approvvigionati entro un raggio massimo di 350 km (fino a 1.050 km se il trasporto dei materiali avviene su rotaia o via mare - Gbc-Italia 2012 (http://agriregionieuropa.univpm.it/it/content/article/31/33/linee-guida-la valutazione-sistematica-della-filiera-corta-delle-biomasse). • Riutilizzo parziale dell’energia termica prodotta dall'impianto a beneficio di un’azienda ceramica adiacente. In che modo verrà recuperata l'energia termica nei mesi in cui non serve il riscaldamento? E se l'azienda dovesse malauguratamente incappare in una crisi del settore, che nel nostro territorio non è purtroppo così improbabile, come verrà utilizzata tale energia termica? • Non è ancora chiaro quale esigenza energetica abbia il territorio di Gualdo Tadino per giustificare la realizzazione di tale impianto e in quale piano energetico si andrebbe ad inserire tale impianto; • Potere calorifico del syngas: Rimane invariato malgrado le migliori tecnologie adottabili e presumibilmente non può essere cambiato negli ultimi due anni; • Ricordiamo inoltre il perché le biomasse e il biogas non sono fonti rinnovabili attraverso le parole del prof. G. Tamino: “Si può parlare di fonti rinnovabili solo se nel territorio di origine e nel tempo di utilizzo quanto consumato si ripristina.”; • Nel momento in cui dovesse essere dismesso l'impianto è stato certificato chi e come risarcirà il danno? • Un fatto certo è che la cogenerazione può contare su incentivi e agevolazioni (www.tekno.it). Come cittadini non troviamo nella realizzazione per iniziativa privata di questo Impianto di gassificazione alimentato a cippato di legna della potenza nominale di 200 Kwe, oggi come due anni fa, nessun vantaggio per la collettività a partire da quello fondamentale e cioè ambientale che anzi, già solo in premessa e senza impianto in funzione, è già ampiamente e concretamente dimostrabile rappresentare un pericolo piuttosto che una soluzione. Il Comitato pro Acqua Gualdo pertanto ritiene di esprimere un parere assolutamente sfavorevole alla realizzazione di questo impianto ritenendolo non solo inutile ma pure dannoso per la collettività tutta! I cittadini del COMITATO PRO ACQUA GUALDO

venerdì 30 ottobre 2015

"UN ALTRO MEZZO SECOLO DI CONCESSIONE ALLA ROCCHETTA SPA PRIMA DELLA NATURALE SCADENZA DEL 2022 CHE GRAVERANNO SU QUESTO GOVERNO CITTADINO"

Il grande tema delle risorse idriche mondiali ieri sera e' venuto di nuovo meno dopo che l'intero asse Comunale di Gualdo Tadino ha votato quasi massicciamente contro uno degli obbiettivi principali dell'Onu e cioe' che "l acqua rappresenta il fattore indispensabile per la vita dell'intero pianeta" con tristezza e sconcerto siamo stati testimoni dell'ennesimo scempio bavaglio a danno dell'intera comunita' gualdese e non solo! a tal proposito vogliamo ricordare che ci sono degli studi scientifici, su cui si sono basate le sentenze vincenti per la vicenda Rio Fergia, che mettono in guardia sullo sfruttamento delle risorse idriche del nostro territorio oltre alla paura stessa di Ati ed Umbra acque per esempio, pero' ancora ci si dibatte su questo aspetto, che appare sempre subordinato alle necessità dell'azienda e dei suoi investimenti altrimenti, gli amministratori ne avrebbero precauzionalmente già respinto le richieste,altro punto che ieri sera ha fatto sussultare i presenti sono i famosissimi posti di lavoro previsti nel piano di investimenti presentato dall'azienda, che ripetiamo ancora sono a nostro avviso,un vile ricatto su cui far leva in un momento di crisi economica come questo,cercando di trasformare questa vicenda in qualcosa di più accettabile da parte dell'opinione pubblica, ribadiamo inoltre fino alla noia che non sono stati consultati studi scientifici sulla normativa specifica in settore ambientale e di sfruttamento del sottosuolo dal 2004 e ne tantomeno affrontati altri tipi di studi sulla sempre famosissima e sbandierata ricaduta economica! inoltre ci chiediamo come mai il Tar nel 2008 annullo' la seconda concessione ad Idrea azienda che distribuiva il marchio Rocchetta per portare ad un nuovo prelievo di acqua minerale dalle sorgenti di boschetto e dal prelievo dal pozzo di Corcia? come mai ora e' diventato tutto cosi semplice attingere e prelevare altri 10 litri al secondo in piu' di acqua sette anni prima della scadenza della concessione? come mai non si attende il 2022? qual'e' lo scopo di questa vera svendita di una cosi sempre piu' rara risorsa per la vita? Rocchetta doveva solamente fare cio' che gli spetta per legge e cioe' ripristinare l'area della fonte per ridare decoro storico e culturale a tutti i Gualdesi ed all'intera Umbria! ma e' cosi difficile? ribadiamo veramente stufi che l'unico intervento da parte di Rocchetta spa (che secondo quanto indicato dalla Legge Regionale attualmente vigente la n. 22 del 22.12.2008, Art. 15 comma 2 e cioè che “Tutti gli oneri per la realizzazione e la manutenzione ORDINARIA E STRAORDINARIA delle pertinenze sono a carico del concessionario") sia solamente questo e che nessunissimo altro benche' minimo prelievo debba esser effettuato cercando di rispettare la suddetta scadenza della concessione ed in piu' non prima di aver effettuato studi super approfonditi a riguardo.Pertanto il Comitato Pro Acqua Gualdo con coerenza estrema e determinazione continua a respingere questo progetto le cui finalità oramai scoperte sono esclusivamente dettate dalla realizzazione di un'area di protezione dei pozzi e da una nuova linea di imbottigliamento di acqua minerale cioe' una nuova concessione!!!.Ribadiamo che L'ACQUA e' una risorsa fondamentale per l'umanita' e non puo' mai esser svenduta come si sta imperterriti facendo da anni. IL CONSIGLIO DIRETTIVO DEL COMITATO PRO ACQUA GUALDO

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