SE ACCERTATA SAREBBE UNA QUESTIONE GRAVISSIMA E ALLARMANTE!!! DI SEGUITO NOSTRA RICHIESTA.
Gualdo Tadino, 08 Marzo 2010
Spett.le Umbra Acque S.p.A.
Servizio Ambiente e Manutenzioni
A.S.L. n.1 Servizio Igiene Sanita Pubblica
OGGETTO: Richiesta Informazioni in merito all’erogazione acqua potabile e gestione Servizio Idrico in zona Cerasa, Comune di Gualdo Tadino (PG).
Egregi Signori,
Dietro segnalazione pervenuta al Comitato Pro Acqua Gualdo, siamo venuti a conoscenza di una problematica GRAVISSIMA ed INDEROGABILE che sembra affliggere da almeno 20 o 30 anni alcune famiglie in Località Cerasa.
Nella fattispecie sembrerebbe che parte della zona (in particolare quella collinare), risulta fornita di acqua tramite uno o più pozzi non potabili non appartenenti all’Acquedotto regolare di Osteria Cerasa, ed è per questo che in tale località sono sprovvisti di contatori e la bolletta di Umbra Acque non giunge alle utenze.
Inoltre, sempre per reclamo di alcuni cittadini, la suddetta acqua non giunge con regolarità durante tutto il corso dell’anno, in cui sembra mancare anche per mesi interi durante l’estate.
Con la presente, siamo quindi a richiedervi delucidazioni URGENTI in merito a TUTTE le problematiche qui sollevate, tenuto anche conto che gli abitanti del luogo hanno già inoltrato tale richiesta con esposto protocollato, a cui mai seguì riscontro di alcun genere ( Esposto del 03.06.09 prot. N. 16037).
Nel contempo, vista la eventuale gravità della questione, vi rendiamo noto che provvederemo a diffondere su mezzo stampa la nostra formale vertenza inoltrata a tutti i soggetti ivi menzionati.
Cordialmente
Comitato Pro Acqua Gualdo
lunedì 8 marzo 2010
"GRAVISSIMO" Richiediamo Informazioni in merito all’erogazione acqua potabile e gestione Servizio Idrico in zona Cerasa, Comune di Gualdo Tadino (PG)
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RICHIESTE
sabato 27 febbraio 2010
IL CIELO E' SCURO SOPRA LINFEN,LA CITTA' PIU' INQUINATA DEL PIANETA,E' QUESTO CHE DOBBIAMO ASPETTARCI???
LINFEN (CINA)- Nella città più inquinata del mondo il sole si ferma, per qualche ora, tre giorni all'anno. Il resto della vita trascorre al buio. Non si distingue la notte da un mezzodì, o l'inseguirsi delle stagioni. Il cielo nero di un temporale è lo stesso di quello azzurro di un ottobre splendente. I condannati di Linfen, senza potersi chiedere troppi perché, si sono adattati. Quasi tutti, specialmente i bambini, vestono di nero. Fuori di casa, infilano le scarpe dentro sacchetti di plastica.
Nessuno gira senza cappello. Sopra le vie non pende alcun panno steso. Il nemico più visibile è la polvere.
Qui però non c'è la polvere volante che conosciamo. È, piuttosto, un muro nero di sabbia, terra, lapilli, una coltre spessa di cenere che senza sosta si accumula e ricopre ogni cosa, come una nevicata all'inferno. La gente preferisce confondersi con la tenebra, rinunciare ai colori e figuriamoci al bianco, per non vedere il veleno che la uccide.
Questo universo scuro e soffocante, cuore morente dei giacimenti di carbone della Cina, è l'immagine di come può diventare il pianeta, in pochi anni, se l'amore per la natura continuerà ad essere una bugia. È una tragedia sapere che al mondo è possibile che esista un luogo come Linfen: forse l'unico dove gli scolari non sanno come si disegna una luna, o un pugno di stelle.
Fino alla metà del secolo scorso, in Cina Linfen era conosciuta come "la città della frutta e dei fiori". Quattromila anni fa, fu la capitale del leggendario regno dello Yao, ricco di grano e di carpe che dal Fiume Giallo risalivano le acque del Fen. Oggi sulla superficie popolata da quattro milioni di persone, nella regione dello Shanxi, non c'è un albero e anche i crisantemi per le feste sono di plastica. La sua ricchezza è stata la sua rovina. Le colline attorno alla città custodiscono 260 miliardi di tonnellate di carbone.
In un decennio sono state aperte 2.598 miniere, grandi, piccole, autorizzate o illegali. Ogni anno vengono estratte 650 milioni di tonnellate di carbone, due terzi del fabbisogno nazionale. In un Paese dove il 70 per cento dell'energia elettrica deriva dal carbone, il serbatoio della crescita si è trasformato in uno spaventoso palcoscenico dell'annientamento.
Attorno alle miniere sono sorte raffinerie, stabilimenti siderurgici, fonderie, ogni genere di fabbriche e addirittura industrie alimentari che consumano 50 milioni di tonnellate di carbone all'anno. La popolazione è fatta di povera gente: minatori, operai, ex contadini invecchiati, famiglie di figli unici. Sono ammassati in case rotte che commuovono, nascoste tra montagne di detriti. Chi resta qui non ha alternative, ma sa che la sua vita durerà, per i più robusti, dieci anni in meno della media cinese.
Solo i proprietari delle miniere, o gli alti funzionari del partito, amano un posto così. Ci vengono un paio di volte alla settimana, per fare i conti di profitti favolosi. Non è la polvere, a spaventarli, ma l'invisibile. Nell'aria e nell'acqua sono disperse oltre 200 sostanze tossiche, in concentrazioni. pericolose per la vita. Ceneri, monossido di carbonio, azoto, arsenico, piombo. Tre milioni di individui risultano contaminati. Due bambini su tre soffrono di malattie respiratorie. Il tasso di neonati malformati e di cancro ai polmoni è il più alto del pianeta.
Il 52 per cento delle falde acquifere è "irreversibilmente compromesso". Miniere e industrie consumano una tale quantità d'acqua, che le abitazioni comuni ne sono sprovviste. L'arsenico, in dieci anni, ha bruciato ogni genere di coltivazione. Chi non muore avvelenato, scompare nelle miniere. In Cina, in cinque anni, le vittime di incidenti sono state poco meno di ventimila. A Linfen, negli ultimi tre anni, 470 in 49 disastri. Una mattina, un autunno fa, 128 persone sono state sepolte dal fango di detriti di ferro accumulati sopra un quartiere. Mai un colpevole.
Solo negli ultimi mesi la "città morta" ha iniziato a preoccupare il governo. Lu Guang, fotografo di coraggio straordinario, ha ritratto per la prima volta l'orrore. Miniere, nuvole di gas, fiumi rossi, campi inceneriti, aria nera. Ma soprattutto migliaia di volti, gli "spettri del mondo": bambini e adulti mangiati dai tumori, o stravolti da trombosi cerebrali per il consumo di acqua avvelenata, o mutilati nei crolli. Ventimila persone, sotto choc, in poche ore hanno espresso online il loro dolore, la vergogna, la rabbia di consumare la vita per un piatto di riso.
http://www.repubblica.it/ambiente/2009/12/14/news/il_cielo_e_nero_sopra_linfen_citta_piu_inquinata_del_mondo-1819772/
Nessuno gira senza cappello. Sopra le vie non pende alcun panno steso. Il nemico più visibile è la polvere.
Qui però non c'è la polvere volante che conosciamo. È, piuttosto, un muro nero di sabbia, terra, lapilli, una coltre spessa di cenere che senza sosta si accumula e ricopre ogni cosa, come una nevicata all'inferno. La gente preferisce confondersi con la tenebra, rinunciare ai colori e figuriamoci al bianco, per non vedere il veleno che la uccide.
Questo universo scuro e soffocante, cuore morente dei giacimenti di carbone della Cina, è l'immagine di come può diventare il pianeta, in pochi anni, se l'amore per la natura continuerà ad essere una bugia. È una tragedia sapere che al mondo è possibile che esista un luogo come Linfen: forse l'unico dove gli scolari non sanno come si disegna una luna, o un pugno di stelle.
Fino alla metà del secolo scorso, in Cina Linfen era conosciuta come "la città della frutta e dei fiori". Quattromila anni fa, fu la capitale del leggendario regno dello Yao, ricco di grano e di carpe che dal Fiume Giallo risalivano le acque del Fen. Oggi sulla superficie popolata da quattro milioni di persone, nella regione dello Shanxi, non c'è un albero e anche i crisantemi per le feste sono di plastica. La sua ricchezza è stata la sua rovina. Le colline attorno alla città custodiscono 260 miliardi di tonnellate di carbone.
In un decennio sono state aperte 2.598 miniere, grandi, piccole, autorizzate o illegali. Ogni anno vengono estratte 650 milioni di tonnellate di carbone, due terzi del fabbisogno nazionale. In un Paese dove il 70 per cento dell'energia elettrica deriva dal carbone, il serbatoio della crescita si è trasformato in uno spaventoso palcoscenico dell'annientamento.
Attorno alle miniere sono sorte raffinerie, stabilimenti siderurgici, fonderie, ogni genere di fabbriche e addirittura industrie alimentari che consumano 50 milioni di tonnellate di carbone all'anno. La popolazione è fatta di povera gente: minatori, operai, ex contadini invecchiati, famiglie di figli unici. Sono ammassati in case rotte che commuovono, nascoste tra montagne di detriti. Chi resta qui non ha alternative, ma sa che la sua vita durerà, per i più robusti, dieci anni in meno della media cinese.
Solo i proprietari delle miniere, o gli alti funzionari del partito, amano un posto così. Ci vengono un paio di volte alla settimana, per fare i conti di profitti favolosi. Non è la polvere, a spaventarli, ma l'invisibile. Nell'aria e nell'acqua sono disperse oltre 200 sostanze tossiche, in concentrazioni. pericolose per la vita. Ceneri, monossido di carbonio, azoto, arsenico, piombo. Tre milioni di individui risultano contaminati. Due bambini su tre soffrono di malattie respiratorie. Il tasso di neonati malformati e di cancro ai polmoni è il più alto del pianeta.
Il 52 per cento delle falde acquifere è "irreversibilmente compromesso". Miniere e industrie consumano una tale quantità d'acqua, che le abitazioni comuni ne sono sprovviste. L'arsenico, in dieci anni, ha bruciato ogni genere di coltivazione. Chi non muore avvelenato, scompare nelle miniere. In Cina, in cinque anni, le vittime di incidenti sono state poco meno di ventimila. A Linfen, negli ultimi tre anni, 470 in 49 disastri. Una mattina, un autunno fa, 128 persone sono state sepolte dal fango di detriti di ferro accumulati sopra un quartiere. Mai un colpevole.
Solo negli ultimi mesi la "città morta" ha iniziato a preoccupare il governo. Lu Guang, fotografo di coraggio straordinario, ha ritratto per la prima volta l'orrore. Miniere, nuvole di gas, fiumi rossi, campi inceneriti, aria nera. Ma soprattutto migliaia di volti, gli "spettri del mondo": bambini e adulti mangiati dai tumori, o stravolti da trombosi cerebrali per il consumo di acqua avvelenata, o mutilati nei crolli. Ventimila persone, sotto choc, in poche ore hanno espresso online il loro dolore, la vergogna, la rabbia di consumare la vita per un piatto di riso.
http://www.repubblica.it/ambiente/2009/12/14/news/il_cielo_e_nero_sopra_linfen_citta_piu_inquinata_del_mondo-1819772/
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informazioni da brivido
giovedì 28 gennaio 2010
PRIMO SIGNIFICATIVO TRAGUARDO SUL DEPOSITO CAUZIONALE

Dopo le decisioni prese dall’ATI 1 e 2 nell’assemblea del 30/11/09 in merito al pagamento del deposito cauzionale, siamo oramai certi che la nostra raccolta firme sia stata una formidabile spinta(la prima) alla riflessione degli organi competenti nei confronti del deposito cauzionale.
Nella suddetta seduta, infatti, sono state apportate novità molto importanti su questo versante: dall’esenzione dal versamento dell’aggiornamento del deposito per chi ha pagato regolarmente le bollette nell’ultimo biennio, all’abbattimento del 78% dell’ammontare del versamento per gli utenti svantaggiati fino alla restituzione del deposito cauzionale versato (con applicazione degli interessi attivi) agli utenti in regola coi pagamenti per cinque anni. E’ vero che il deposito continuerà ad essere richiesto ai nuovi utenti e che l’adeguamento verrà applicato agli utenti che nell’ultimo biennio non abbiano provveduto al pagamento delle bollette in maniera puntuale, cioè entro 10 giorni dalla scadenza riportata in bolletta,(ci sembra anche corretto questo essendo il deposito una tutela in questo senso per l'azienda) ma importantissimo e' che l’Assemblea dell’ATO 1 e 2 ha accolto la prima delle nostre obiezioni secondo cui l’adeguamento del deposito, applicato a tutti gli utenti che non effettuassero la domiciliazione bancaria, era in netto contrasto con la carta dei Servizi che prevede il principio di uguaglianza ed imparzialità di trattamento, indipendente dal metodo di pagamento.
Il Comitato si reputa molto soddisfatto per questa prima vittoria sul fronte deposito cauzionale, che secondo il nostro parere continua comunque ad essere un balzello ben costruito e macchinoso piuttosto che uno strumento a garanzia di corretto e puntuale pagamento delle cifre dovute.
Criticabili sono tuttora la mancanza di un’unica cifra valida per tutti gli utenti nell’arco degli anni, il costante aumento che trascina con sè l’adeguamento e le mancate norme per la sua restituzione : il deposito viene restituito dopo 5 anni se si è puntuali nei pagamenti, ma l’utente ne deve fare esplicita richiesta e le modalità di restituzione della somma versata non vengono stabilite (A rate? In un’unica soluzione?).
Il peso del reclamo a gran voce degli utenti di Umbra Acque e delle firme raccolte e presentate dal nostro Comitato è stato sicuramente avvertito nell’Assemblea delle ATI 1 e 2 e l’introduzione dei cambiamenti nel Regolamento lo testimoniano.
Il Comitato dopo questo primo traguardo e, prima di decidere altre azioni, è attualmente in attesa di ricevere il risultato completo della verifica della corretta applicazione o meno del deposito cauzionale, del suo continuo adeguamento e di tutta la componente tariffaria, anche mediante l’ingiunzione di buone pratiche ad Umbra Acque, da parte degli organi competenti a cui era stata fatta la richiesta di avvio istruttoria: Mister Prezzi, la Direzione Generale per la tutela del Consumatore presso la sede dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ( AntiTrust), la ConViRi(Comitato Nazionale Vigilanza delle risorse idriche) e,ultimamente alla Corte dei Conti.
COMITATO PRO ACQUA GUALDO
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Comunicato Stampa
martedì 29 dicembre 2009
"ASSURDITA' IN CONSIGLIO COMUNALE MA ANDIAMO AVANTI CON LA RACCOLTA FIRME CONVINTI CHE LA GENTE VADA ASCOLTATA"
Ieri si e’ persa un’altra occasione per il comune di Gualdo Tadino di
preservare il carattere pubblico dell’acqua.
I cittadini Gualdesi si spera siano particolarmente sensibili al tema
della lotta contro la privatizzazione del servizio idrico integrato,perche continueremo diritti con fermezza su’ questo nostro prossimo obbiettivo.
In questi anni sono state numerose le manifestazioni organizzate per impedire la mercificazione dell’acqua e chiedere una gestione pubblica efficiente e trasparente infatti in Umbria il forum regionale aveva anche raccolto diverse firme in tal senso.
Per questo come comitato siamo oggi insoddisfatti e amareggiati delle determinazioni del Consiglio comunale di ieri.(28-12-09)
Abbiamo condotto e continueremo con determinazione una battaglia di civiltà per la vita dei cittadini e delle future generazioni pertanto ci impegneremo semre di piu’ per la difesa dei beni comuni e di un diritto sacrosanto dell’umanità qual’è l’acqua.
Il Comitato Pro Acqua Gualdo che in questi anni ha difeso l’acqua da cattive ed irresponsabili pratiche di gestione, da
inquinamenti e spreco si sente percio' veramente indignato da quest’ennesima figuraccia del consiglio comunale,dato per lo piu’ che nel programma elettorale di questa nuova amministrazione veniva elencato il bene acqua come “ruolo centrale dei comuni”.
Continueremo ancora piu’ convinti con la nostra raccolta firme per modificare lo statuto comunale e affidare l’acquedotto direttamente al comune o ad un consorzio di comuni e nello stesso tempo venga sancito
che il nostro servizio idrico diventi privo di rilevanza
economica!!! convinti e speranzosi che si ascolti la gente e che la si tuteli!!!
chiederemo inoltre che:
-il Presidente della Regione faccia ricorso
alla Corte Costituzionale contro il Decreto Governativo 135/09 articolo 15 per
contrastare la privatizzazione anche in campo nazionale;
-negli statuti comunali e provinciali venga scritto che l’acqua è un diritto umano e che i che i servizi idrici siano privi di rilevanza economica
-si arrivi ad un assetto di governo dell’acqua regionale coerente
nel quale sia garantita la partecipazione
cittadina ed associativa come chiediamo da anni per costruire una
gestione veramente pubblica, trasparente ed efficiente solo ed esclusivamente al servizio di noi cittadini.
IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO
preservare il carattere pubblico dell’acqua.
I cittadini Gualdesi si spera siano particolarmente sensibili al tema
della lotta contro la privatizzazione del servizio idrico integrato,perche continueremo diritti con fermezza su’ questo nostro prossimo obbiettivo.
In questi anni sono state numerose le manifestazioni organizzate per impedire la mercificazione dell’acqua e chiedere una gestione pubblica efficiente e trasparente infatti in Umbria il forum regionale aveva anche raccolto diverse firme in tal senso.
Per questo come comitato siamo oggi insoddisfatti e amareggiati delle determinazioni del Consiglio comunale di ieri.(28-12-09)
Abbiamo condotto e continueremo con determinazione una battaglia di civiltà per la vita dei cittadini e delle future generazioni pertanto ci impegneremo semre di piu’ per la difesa dei beni comuni e di un diritto sacrosanto dell’umanità qual’è l’acqua.
Il Comitato Pro Acqua Gualdo che in questi anni ha difeso l’acqua da cattive ed irresponsabili pratiche di gestione, da
inquinamenti e spreco si sente percio' veramente indignato da quest’ennesima figuraccia del consiglio comunale,dato per lo piu’ che nel programma elettorale di questa nuova amministrazione veniva elencato il bene acqua come “ruolo centrale dei comuni”.
Continueremo ancora piu’ convinti con la nostra raccolta firme per modificare lo statuto comunale e affidare l’acquedotto direttamente al comune o ad un consorzio di comuni e nello stesso tempo venga sancito
che il nostro servizio idrico diventi privo di rilevanza
economica!!! convinti e speranzosi che si ascolti la gente e che la si tuteli!!!
chiederemo inoltre che:
-il Presidente della Regione faccia ricorso
alla Corte Costituzionale contro il Decreto Governativo 135/09 articolo 15 per
contrastare la privatizzazione anche in campo nazionale;
-negli statuti comunali e provinciali venga scritto che l’acqua è un diritto umano e che i che i servizi idrici siano privi di rilevanza economica
-si arrivi ad un assetto di governo dell’acqua regionale coerente
nel quale sia garantita la partecipazione
cittadina ed associativa come chiediamo da anni per costruire una
gestione veramente pubblica, trasparente ed efficiente solo ed esclusivamente al servizio di noi cittadini.
IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO
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Comunicato Stampa
venerdì 18 dicembre 2009
COMUNICATO STAMPA DI RISPOSTA AL P.R.C
NESSUNO STRUMENTALIZZI LA REALTA' DEI FATTI COME GIA' SUCCESSO SUL POST "L'ACQUA NON C'E' PIU'"PETIZIONE PER AFFIDARE L'ACQUEDOTTO DIRETTAMENTE AL COMUNE" ALTRIMENTI CI VEDREMO COSTRETTI A DISABILITARE I COMMENTI. IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO SI E' DA SEMPRE CONTRADDISTINTO PER LA SUA APARTITICITA', PERTANTO CHI VUOLE FARE "POLITICA" SI RICORDI CHE QUESTO NON E' IL SITO INDICATO, TUTTO CIO' PER PREMESSA, QUANDO POI COME IN QUESTO CASO, SI VIENE CHIAMATI IN CAUSA CI RISERVIAMO NATURALMENTE DI RISPONDERE.GRAZIE.
Ci ha chiamato in causa il P.R.C. PROPONENDO UNA RACCOLTA FIRME CONTRO IL DECRETO RONCHI(che privatizza l'acqua) in piu' si richiede la costituzione di un comitato unitario locale per preservare il diritto di tutti all'acqua,il comitato pro acqua sta' facendo una petizione dal 23 di novembre scorso in tal senso (che poi verra' presentata in comune per poter modificare lo statuto comunale e affidare l'acquedotto direttamente al comune oppure ad un'azienda di diritto pubblico come per esempio un consorzio,) pertanto siamo in linea con la raccolta firme presentata dal P.R.C. e sosterremo qualsiasi altra iniziativa di qualunque altra forza politica e non, a riguardo di tale provvedimento.(ricordiamo sempre e comunque di essere un comitato APARTITICO,e di questo ne andiamo FIERI),NOI NON ABBIAMO MAI CHIAMATO NESSUN PARTITO,E' STATO INVECE FATTO IL CONTRARIO,CIOE' MOLTI PARTITI "PRIMA" DELLE ELEZIONI DI APRILE CI HANNO VOLUTO FAR CONOSCERE I LORO PROGRAMMI E LE LORO PROMESSE PRE VOTO,
Ritornando alla richiesta di P.R.C non siamo comunque categoricamente d'accordo sulla costituzione di un ennesimo comitato che creerebbe soltanto confusione, ci sembra che il nostro comitato sia stato all'altezza di tutte le componenti inerenti all'acqua a 360 gradi e vede simile costituzione come uno screditare il lavoro fatto fin ora dallo stesso(vedi il bel successo sul deposito cauzionale,p.t.a,rimborsi,petizioni,istanze alle autorita' competenti in atto,ecc. ecc)
Ricordiamo al P.R.C che fin dalla nostra nascita abbiamo portato avanti tali pensieri, non soltanto da oggi!!! e non per speculare o andar contro alla politica attuale o di domani,ma perche e' e sara' sempre un nostro credo!!!
Per questo siamo sempre piu' convinti che:
- l’acqua rappresenta fonte di vita insostituibile per gli ecosistemi, dalla cui disponibilità dipende il futuro degli esseri viventi
- l’acqua costituisce pertanto un bene comune dell’umanità, il bene comune universale, un bene comune pubblico, quindi indisponibile che appartiene a tutti
- il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: l’acqua non può essere di proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti, l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti come un servizio pubblico
- l’accesso all’acqua, ora alla luce dell’attuale nuovo quadro legislativo, e sempre più in prospettiva, se non affrontato democraticamente, secondo principi di equità, giustizia e rispetto per l’ambiente, rappresenta:
- una causa scatenante di tensione e conflitti all’interno della comunità internazionale;
- una vera emergenza democratica e un terreno obbligato per autentici percorsi di pace sia a livello territoriale sia a livello nazionale e internazionale.
Il comitato pro acqua gualdo
Ci ha chiamato in causa il P.R.C. PROPONENDO UNA RACCOLTA FIRME CONTRO IL DECRETO RONCHI(che privatizza l'acqua) in piu' si richiede la costituzione di un comitato unitario locale per preservare il diritto di tutti all'acqua,il comitato pro acqua sta' facendo una petizione dal 23 di novembre scorso in tal senso (che poi verra' presentata in comune per poter modificare lo statuto comunale e affidare l'acquedotto direttamente al comune oppure ad un'azienda di diritto pubblico come per esempio un consorzio,) pertanto siamo in linea con la raccolta firme presentata dal P.R.C. e sosterremo qualsiasi altra iniziativa di qualunque altra forza politica e non, a riguardo di tale provvedimento.(ricordiamo sempre e comunque di essere un comitato APARTITICO,e di questo ne andiamo FIERI),NOI NON ABBIAMO MAI CHIAMATO NESSUN PARTITO,E' STATO INVECE FATTO IL CONTRARIO,CIOE' MOLTI PARTITI "PRIMA" DELLE ELEZIONI DI APRILE CI HANNO VOLUTO FAR CONOSCERE I LORO PROGRAMMI E LE LORO PROMESSE PRE VOTO,
Ritornando alla richiesta di P.R.C non siamo comunque categoricamente d'accordo sulla costituzione di un ennesimo comitato che creerebbe soltanto confusione, ci sembra che il nostro comitato sia stato all'altezza di tutte le componenti inerenti all'acqua a 360 gradi e vede simile costituzione come uno screditare il lavoro fatto fin ora dallo stesso(vedi il bel successo sul deposito cauzionale,p.t.a,rimborsi,petizioni,istanze alle autorita' competenti in atto,ecc. ecc)
Ricordiamo al P.R.C che fin dalla nostra nascita abbiamo portato avanti tali pensieri, non soltanto da oggi!!! e non per speculare o andar contro alla politica attuale o di domani,ma perche e' e sara' sempre un nostro credo!!!
Per questo siamo sempre piu' convinti che:
- l’acqua rappresenta fonte di vita insostituibile per gli ecosistemi, dalla cui disponibilità dipende il futuro degli esseri viventi
- l’acqua costituisce pertanto un bene comune dell’umanità, il bene comune universale, un bene comune pubblico, quindi indisponibile che appartiene a tutti
- il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: l’acqua non può essere di proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti, l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti come un servizio pubblico
- l’accesso all’acqua, ora alla luce dell’attuale nuovo quadro legislativo, e sempre più in prospettiva, se non affrontato democraticamente, secondo principi di equità, giustizia e rispetto per l’ambiente, rappresenta:
- una causa scatenante di tensione e conflitti all’interno della comunità internazionale;
- una vera emergenza democratica e un terreno obbligato per autentici percorsi di pace sia a livello territoriale sia a livello nazionale e internazionale.
Il comitato pro acqua gualdo
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mercoledì 2 dicembre 2009
"ASSEMBLEA ATI 1 E 2 A RIGUARDO DEL DEPOSITO CAUZIONALE"
IN DATA 30 NOVEMBRE SCORSO SI E' SVOLTA A PERUGIA L'ASSEMBLEA UNICA DEGLI ATI 1 E 2 A RIGUARDO DEL DEPOSITO CAUZIONALE,INTANTO PRECISIAMO AI CITTADINI CHE IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO E' STATO IL PRIMO A PROTESTARE IN UMBRIA CONTRO QUESTO PROVVEDIMENTO,PROSEGUENDO CON LA RACCOLTA FIRME E L'ISTANZA ALLE AUTORITA' COMPETENTI,QUESTO NON PER UN VANTO MA SEMPLICEMENTE PER FAR CAPIRE ALLA POPOLAZIONE CHE QUESTI INCONTRI DELL'ATI SE NESSUNO FOSSE INTERVENUTO NATURALMENTE NON SI SAREBBERO SVOLTI!!! MOTIVI QUESTI CHE HANNO PORTATO ALLE DECISIONI DI LUNEDI SCORSO,QUANDO SI CREDE FERMAMENTE CHE CI POSSA ESSERE QUALCHE DANNO AGGIUNTO AI CITTADINI CI SI DEVE MOBILITARE, ALTRIMENTI COME IN QUESTO CASO,TUTTI IN SILENZIO SI PAGAVA E FINIVA LI,QUESTA E' COMUNQUE GIA' UNA VITTORIA,RITORNANDO ALL'INCONTRO DEI DELEGATI SINDACI CON UMBRA ACQUE, E' VERO SI SONO APPORTATE DELLE MODIFICHE AL REGOLAMENTO CHE SEMBREREBBERO CORRETTE IN SINTESI SI E' DECISO CHE "Il pagamento del deposito cauzionale continuerà ad essere richiesto dal gestore Umbra Acque ai nuovi utenti, mentre l’adeguamento dello stesso deposito cauzionale verrà applicato solamente agli utenti che non abbiano provveduto nell’ultimo biennio al pagamento delle fatture di consumo con regolarità e puntualità, ovvero nel termine di 10 giorni dalla scadenza riportata in bolletta." NON E' IL MASSIMO, MA PAGHERA'L'ADEGUAMENTO AL DEPOSITO SOLO CHI MOROSO,CHI E' IN REGOLA NON PAGHERA' PIU' NULLA!!! INDIPENDENTEMENTE SE SI PAGHI CON BOLLETTINO O ACCREDITO BANCARIO,"MA PRIMA DI CANTARE QUESTA BENEDETTA VITTORIA" CI RISERVIAMO TUTTAVIA DI LEGGERE CODESTO REGOLAMENTO(CI VERRA'INVIATO DALL'ATI 1 TRA QUALCHE SETTIMANA)NELLA SUA TOTALITA' PER POI DARE UN GIUDIZIO DEFINITIVO.
BRUNETTI ALESSANDRO
COMITATO PRO ACQUA GUALDO
BRUNETTI ALESSANDRO
COMITATO PRO ACQUA GUALDO
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lunedì 23 novembre 2009
"L'ACQUA NON C'E' PIU'"!!!PETIZIONE PER AFFIDARE L'ACQUEDOTTO DIRETTAMENTE AL COMUNE"
In questi giorni il parlamento ha approvato una legge che obbliga tutte le aziende che curano i nostri acquedotti a vendersi al miglior offerente. E’ una grande, vergognosa svendita dei nostri beni più preziosi, le aziende che i nostri padri e nonni hanno contribuito nel dopoguerra a costruire. Ma mettere l’acqua in mano ai privati significa soprattutto mettere in mano a pochi un bene comune, necessario alla vita, necessario alla dignità di una città. Significa privatizzare un diritto. Il tuo diritto. Quello dei tuoi familiari. Vi immaginate cosa potrebbe succedere se l’acqua del rubinetto fosse equiparata al gas, all’elettricità, o a una linea telefonica, e fosse venduta a prezzi sempre più alti(COME IN PARTE GIA’ STA SUCCEDENDO) e venisse, magari, negata a un cittadino perché moroso nei confronti del gestore che eroga il servizio idrico???
L’acqua è un “monopolio naturale”: significa che non si può fare vera concorrenza negli acquedotti.
Lo capisce anche un bambino: nessuno può mettersi tre rubinetti in casa e poi scegliere il migliore. Il famoso “mercato” non è la risposta: non risolve i problemi, li crea. Approfondisce le differenze tra ricchi e poveri, non li avvicina.
Alcune aziende pubbliche in Italia funzionano male: ma regalarle tutte ai privati non significa salvarle, significa cadere dalla padella nella brace.
Tutte le privatizzazioni attuate in Italia nel settore dell’acqua sono state dei disastri: bollette carissime, acqua cattiva e non controllata, reti colabrodo senza manutenzione, comuni e sindaci che non hanno più il potere di intervenire, MA E’ NORMALE L’AZIENDA PRIVATA FA’ I SUOI INTERESSI.
E noi invece privatizziamo per legge: un grande regalo alle multinazionali e, in gran parte del sud Italia, alla mafia. Ma non dovevamo combatterla, la mafia? Invece le aziende che forniscono servizi ai cittadini vanno rimesse nelle mani dei consigli comunali, delle persone che eleggiamo, non di “grandi manager” che una volta nominati trasformano l’azienda in un feudo.
Il modo per evitare di privatizzare c’è ed è semplice: bisogna volerlo, però. Tutti assieme, senza dividerci politicamente, TUTTI UNITI pensando alla nostra esistenza e a quella dei nostri figli.
Basta modificare lo statuto comunale e affidare l’acquedotto O DIRETTAMENTE AL COMUNE OPPURE ad un’azienda di diritto pubblico (come un consorzio, ad esempio).
Facciamolo anche a Gualdo Tadino!
Se sei d’accordo, scrivici: comitatoproacqua@libero.it Ti informeremo delle date e degli orari dei banchetti ai quali potrai firmare oppure ti indicheremo le tante associazioni che ci sostengono e potrai firmare presso di loro.(i fogli per firmare sono comunque a disposizione della popolazione anche nei bar: paciotti,road house,giardini,fortuna caffe',tadinum e presso il siri store)
Aiutaci, l’acqua è di tutti. E’ anche la tua. Tientela stretta
P.S. DA NON CONFONDERE CON ALTRE RACCOLTE FIRME PRIMA DI FIRMARE CHIEDETE(E LEGGETE) BENE DI COSA SI TRATTA, IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO E' L'UNICO(LOCALMENTE) A CHIEDERE UNA SIMILE SOTTOSCRIZIONE.
Comitato Pro Acqua Gualdo
L’acqua è un “monopolio naturale”: significa che non si può fare vera concorrenza negli acquedotti.
Lo capisce anche un bambino: nessuno può mettersi tre rubinetti in casa e poi scegliere il migliore. Il famoso “mercato” non è la risposta: non risolve i problemi, li crea. Approfondisce le differenze tra ricchi e poveri, non li avvicina.
Alcune aziende pubbliche in Italia funzionano male: ma regalarle tutte ai privati non significa salvarle, significa cadere dalla padella nella brace.
Tutte le privatizzazioni attuate in Italia nel settore dell’acqua sono state dei disastri: bollette carissime, acqua cattiva e non controllata, reti colabrodo senza manutenzione, comuni e sindaci che non hanno più il potere di intervenire, MA E’ NORMALE L’AZIENDA PRIVATA FA’ I SUOI INTERESSI.
E noi invece privatizziamo per legge: un grande regalo alle multinazionali e, in gran parte del sud Italia, alla mafia. Ma non dovevamo combatterla, la mafia? Invece le aziende che forniscono servizi ai cittadini vanno rimesse nelle mani dei consigli comunali, delle persone che eleggiamo, non di “grandi manager” che una volta nominati trasformano l’azienda in un feudo.
Il modo per evitare di privatizzare c’è ed è semplice: bisogna volerlo, però. Tutti assieme, senza dividerci politicamente, TUTTI UNITI pensando alla nostra esistenza e a quella dei nostri figli.
Basta modificare lo statuto comunale e affidare l’acquedotto O DIRETTAMENTE AL COMUNE OPPURE ad un’azienda di diritto pubblico (come un consorzio, ad esempio).
Facciamolo anche a Gualdo Tadino!
Se sei d’accordo, scrivici: comitatoproacqua@libero.it Ti informeremo delle date e degli orari dei banchetti ai quali potrai firmare oppure ti indicheremo le tante associazioni che ci sostengono e potrai firmare presso di loro.(i fogli per firmare sono comunque a disposizione della popolazione anche nei bar: paciotti,road house,giardini,fortuna caffe',tadinum e presso il siri store)
Aiutaci, l’acqua è di tutti. E’ anche la tua. Tientela stretta
P.S. DA NON CONFONDERE CON ALTRE RACCOLTE FIRME PRIMA DI FIRMARE CHIEDETE(E LEGGETE) BENE DI COSA SI TRATTA, IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO E' L'UNICO(LOCALMENTE) A CHIEDERE UNA SIMILE SOTTOSCRIZIONE.
Comitato Pro Acqua Gualdo
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Iniziative
mercoledì 18 novembre 2009
"Acqua ai privati: la fiducia passa alla Camera con 320 sì e 270 no"
Il provvedimento è definitivo!!!
La Camera dice sì alla privatizzazione dell'acqua potabile. Dopo l'approvazione avvenuta in Senato, il sì dei deputati alla fiducia posta dal governo, licenzia definitivamente il provvedimento con 320 sì e 270 no.
Già annunciato un referendum da parte di numerose associazioni dei consumatori e ambientaliste.
Alla Camera è in corso il voto di fiducia per l'appello nominale. Vi immaginate cosa potrebbe succedere se l’acqua del rubinetto fosse equiparata al gas, all’elettricità, o a una linea telefonica, e fosse venduta a prezzi sempre più alti e venisse, magari, negata a un cittadino perché moroso nei confronti del gestore che eroga il servizio idrico???
Sembra uno scenario paradossale eppure è quello che potrebbe succedere nel giro di poco tempo.
La norma che apre la strada alla privatizzazione del bene più prezioso al mondo apre scenari veramenti paurosi, il Comitato Pro Acqua si affianchera' in maniera inequivoca alle decisioni che prendera' il forum italiano,intanto l'associazione Federcontribuenti annuncia lo sciopero fiscale, e ci delude un po'l'Antitrust che si esprime in senso positivo.
"Positivo, ma serve un'autorità di controllo"
"Mi sembra un buon provvedimento", ha dichiarato Antonio Catricalà, presidente dell'Autorità di garanzia per la concorrenza e il mercato, "l'acqua rimarrà un bene pubblico ma il servizio finalmente viene liberalizzato, il che non vuol dire necessariamente privatizzato, ma che si apre ai privati la possibilità di esercizio in questo servizio essenziale". Sul rischio di un aumento delle tariffe ha aggiunto: "è una preoccupazione che condivido se non ci sarà il controllo e la verifica da parte di un'autorità indipendente: se invece sarà chiaro di chi sarà la responsabilità - ha concluso Catricalà - spero che queste preoccupazioni possano rivelarsi infondate".
Federcontribuenti: "Pronti allo sciopero fiscale"
"Se sarà approvata la norma sulla privatizzazione dell’acqua, lanceremo una campagna nazionale per l’autoriduzione delle imposte da pagare con la prossima dichiarazione dei redditi", è quanto ha dichiarato Carmelo Finocchiaro, presidente di Federcontribuenti in relazione a ciò che sta avvenendo in Parlamento. "Alla Camera se verrà approvata questa norma, si consuma lo stravolgimento dei principi costituzionali e dei diritti universali inviolabili per ogni essere umano", aggiunge il presidente Finocchiaro, "ci impegneremo a fondo per lo sciopero fiscale e l’autoriduzione delle imposte da pagare. Un atto di legittima difesa".
Federconsumatori e Adusbef: "Atteggiamento irresponsabile"
Anche le associazioni dei consumatori si oppongono al provvedimento. "Ci opporremo in maniera molto determinata a tale operazione", dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, "e metteremo in campo tutte le iniziative in nostro potere perchè tale misura non diventi operativa, a partire dalla raccolta di firme per un referendum abrogativo". E aggiungono all'unisono: "Trattare il tema dell'acqua così come si sta facendo in questi giorni in Parlamento è francamente irresponsabile. Non vi è solo una questione di metodo, per cui si intende liquidare alla svelta la questione anche attraverso ipotetici voti di fiducia, ma vi sono anche questioni di merito assai rilevanti. Prima fra tutte la decisione di privatizzare in termini definitivi e tassativi la gestione del servizio idrico, passando cioè da un monopolio naturale a un monopolio privato, senza poter contare, in questo modo, sulla concorrenza di mercato e, secondo l'esperienza che nel Paese già si è fatta, determinando maggiori tariffe per questo servizio". "La seconda questione - concludono Federconsumatori e Adusbef - è che tale legge espropria i poteri degli enti locali in merito al servizio idrico".
Cittadinanzattiva: "L'acqua non è una merce"
Della stessa idea anche Cittadinanzattiva. "Piuttosto che un frettoloso decreto legge - sollecita Teresa Petrangolini - si avvii un serio iter parlamentare sulla riforma del servizio idrico con alcuni punti fermi: acqua bene pubblico e non merce, diritto all'accesso minimo garantito, divieto di spreco, coinvolgimento delle associazioni dei consumatori e degli stessi cittadini nella determinazione e nel controllo degli standard di funzionamento del servizio, come peraltro previsto dal comma 461 della Finanziaria 2008".
La partita non è ancora chiusa!
“La norma sancirà la totale privatizzazione dell’acqua”, spiega a il salvagente.it Paolo Carsetti, segretario del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. E precisa: “Con questo provvedimento si stabilisce che ogni servizio pubblico di rilevanza economica deve essere ceduto a una società privata o a un ente misto, pubblico e privato, che preveda la partecipazione privata almeno al 40%”.
La Puglia prende un'altra strada
L’acqua, però, non è una merce e in nessuna legge in vigore in Italia viene definita un servizio “di rilevanza economica”. Questo significa che nella norma per la privatizzazione dell’acqua esiste una smagliatura, un buco che in futuro potrebbe permettere agli enti locali di mantenere la gestione dei servizi idrici, purché vengano varate norme in cui si stabilisce che l’erogazione dell’acqua non è un servizio di “rilevanza economica”.
In questa direzione si è già mossa la Regione Puglia. Il 20 ottobre scorso, infatti, è stata approvata una delibera che ribadisce il regime pubblico, e non privato, dell’acquedotto pugliese, il più grande d’Europa.
La Camera dice sì alla privatizzazione dell'acqua potabile. Dopo l'approvazione avvenuta in Senato, il sì dei deputati alla fiducia posta dal governo, licenzia definitivamente il provvedimento con 320 sì e 270 no.
Già annunciato un referendum da parte di numerose associazioni dei consumatori e ambientaliste.
Alla Camera è in corso il voto di fiducia per l'appello nominale. Vi immaginate cosa potrebbe succedere se l’acqua del rubinetto fosse equiparata al gas, all’elettricità, o a una linea telefonica, e fosse venduta a prezzi sempre più alti e venisse, magari, negata a un cittadino perché moroso nei confronti del gestore che eroga il servizio idrico???
Sembra uno scenario paradossale eppure è quello che potrebbe succedere nel giro di poco tempo.
La norma che apre la strada alla privatizzazione del bene più prezioso al mondo apre scenari veramenti paurosi, il Comitato Pro Acqua si affianchera' in maniera inequivoca alle decisioni che prendera' il forum italiano,intanto l'associazione Federcontribuenti annuncia lo sciopero fiscale, e ci delude un po'l'Antitrust che si esprime in senso positivo.
"Positivo, ma serve un'autorità di controllo"
"Mi sembra un buon provvedimento", ha dichiarato Antonio Catricalà, presidente dell'Autorità di garanzia per la concorrenza e il mercato, "l'acqua rimarrà un bene pubblico ma il servizio finalmente viene liberalizzato, il che non vuol dire necessariamente privatizzato, ma che si apre ai privati la possibilità di esercizio in questo servizio essenziale". Sul rischio di un aumento delle tariffe ha aggiunto: "è una preoccupazione che condivido se non ci sarà il controllo e la verifica da parte di un'autorità indipendente: se invece sarà chiaro di chi sarà la responsabilità - ha concluso Catricalà - spero che queste preoccupazioni possano rivelarsi infondate".
Federcontribuenti: "Pronti allo sciopero fiscale"
"Se sarà approvata la norma sulla privatizzazione dell’acqua, lanceremo una campagna nazionale per l’autoriduzione delle imposte da pagare con la prossima dichiarazione dei redditi", è quanto ha dichiarato Carmelo Finocchiaro, presidente di Federcontribuenti in relazione a ciò che sta avvenendo in Parlamento. "Alla Camera se verrà approvata questa norma, si consuma lo stravolgimento dei principi costituzionali e dei diritti universali inviolabili per ogni essere umano", aggiunge il presidente Finocchiaro, "ci impegneremo a fondo per lo sciopero fiscale e l’autoriduzione delle imposte da pagare. Un atto di legittima difesa".
Federconsumatori e Adusbef: "Atteggiamento irresponsabile"
Anche le associazioni dei consumatori si oppongono al provvedimento. "Ci opporremo in maniera molto determinata a tale operazione", dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, "e metteremo in campo tutte le iniziative in nostro potere perchè tale misura non diventi operativa, a partire dalla raccolta di firme per un referendum abrogativo". E aggiungono all'unisono: "Trattare il tema dell'acqua così come si sta facendo in questi giorni in Parlamento è francamente irresponsabile. Non vi è solo una questione di metodo, per cui si intende liquidare alla svelta la questione anche attraverso ipotetici voti di fiducia, ma vi sono anche questioni di merito assai rilevanti. Prima fra tutte la decisione di privatizzare in termini definitivi e tassativi la gestione del servizio idrico, passando cioè da un monopolio naturale a un monopolio privato, senza poter contare, in questo modo, sulla concorrenza di mercato e, secondo l'esperienza che nel Paese già si è fatta, determinando maggiori tariffe per questo servizio". "La seconda questione - concludono Federconsumatori e Adusbef - è che tale legge espropria i poteri degli enti locali in merito al servizio idrico".
Cittadinanzattiva: "L'acqua non è una merce"
Della stessa idea anche Cittadinanzattiva. "Piuttosto che un frettoloso decreto legge - sollecita Teresa Petrangolini - si avvii un serio iter parlamentare sulla riforma del servizio idrico con alcuni punti fermi: acqua bene pubblico e non merce, diritto all'accesso minimo garantito, divieto di spreco, coinvolgimento delle associazioni dei consumatori e degli stessi cittadini nella determinazione e nel controllo degli standard di funzionamento del servizio, come peraltro previsto dal comma 461 della Finanziaria 2008".
La partita non è ancora chiusa!
“La norma sancirà la totale privatizzazione dell’acqua”, spiega a il salvagente.it Paolo Carsetti, segretario del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. E precisa: “Con questo provvedimento si stabilisce che ogni servizio pubblico di rilevanza economica deve essere ceduto a una società privata o a un ente misto, pubblico e privato, che preveda la partecipazione privata almeno al 40%”.
La Puglia prende un'altra strada
L’acqua, però, non è una merce e in nessuna legge in vigore in Italia viene definita un servizio “di rilevanza economica”. Questo significa che nella norma per la privatizzazione dell’acqua esiste una smagliatura, un buco che in futuro potrebbe permettere agli enti locali di mantenere la gestione dei servizi idrici, purché vengano varate norme in cui si stabilisce che l’erogazione dell’acqua non è un servizio di “rilevanza economica”.
In questa direzione si è già mossa la Regione Puglia. Il 20 ottobre scorso, infatti, è stata approvata una delibera che ribadisce il regime pubblico, e non privato, dell’acquedotto pugliese, il più grande d’Europa.
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giovedì 5 novembre 2009
"CONTRO IL FLOP DELLA PRIVATIZZAZIONE"

“Oggi in Senato (5 novembre) e’ stata resa obbligatoria LA PRIVATIZZAZIONE della gestione dell'acqua” una scelta che va contro l'interesse dei cittadini e che non è dettata da nessuna norma europea.
L'acqua è un bene comune non è una merce e in base alla Costituzione la titolarità della sua gestione è in capo alle Regioni e agli enti locali.
Prevedere non la possibilità, ma l'obbligo entro 1 anno, di affidare a privati la gestione dei servizi pubblici vuol dire espropriare Regioni e Comuni del diritto e dovere di amministrare l'uso dell'acqua nell'interesse della comunità.Questo gesto apre la strada ad un vero e propio monopolio privato dell'acqua che va’ verso un’unica direzione e cioe’: “nelle mani delle multinazionali".
Questo vuol dire che l’affidamento di questi servizi avverrà solo attraverso gara pubblica, vuol dire che i comuni non possono detenere più del 30% del capitale societario e che per averlo dovranno mettere a gara le azioni di cui oggi sono già proprietari per poi, magari attraverso prestiti bancari, cercare di riprendersele.
Quindi si e’ deciso che si può generare profitto anche dal servizio idrico, che il consenso mondiale ha definito ESSENZIALE. Follia totale!!!!
I numeri parlano da soli.
Quali danni provocherà quest’ulteriore sferzata di privatizzazione dell’acqua?
Partendo dal concetto che il privato deve fare profitti e che i profitti si fanno a discapito degli investimenti, riducendo il costo del lavoro e alzando le tariffe, i dati dicono che dal 1994 al 2005 sono stati utilizzati 700 milioni di euro come investimenti sulla rete idrica a fronte dei 2 miliardi di euro investiti nei 10 anni precedenti.
Quasi il 50% degli investimenti previsti nel 2008 non è stato ancora realizzato. Le tariffe aumentano in modo esponenziale, anche fino al 300% (vedi Arezzo e Latina).
Se fino ad oggi, in questo settore, si è riusciti a contenere i livelli occupazionali , con questa ulteriore privatizzazione inizierà, come già successo nel settore elettrico e delle telecomunicazioni, un massiccio intervento a suon di mobilità, esodi agevolati, prepensionamenti e qualsiasi altra forma di licenziamento.
Ora il tutto dovrà passare attraverso il voto alla Camera. E se lì non ci saranno variazioni sostanziali, possiamo sicuramente affermare che verrà calpestata definitivamente ogni forma di democrazia locale.
Ripetiamo,sono i Consigli Comunali che devono stabilire se un servizio pubblico locale ha oppure no rilevanza economica e questo lo hanno stabilito anche dei giuristi e la Corte dei Conti della Lombardia.
Decine e decine di Comuni hanno già inserito nei loro statuti la dichiarazione che l’acqua è un bene privo di rilevanza economica.
A Parigi a partire dal prossimo gennaio, la produzione, il trattamento e la distribuzione dell’acqua verranno affidati ad una società pubblica, la municipalizzata Eau de Paris, estromettendo così Suez e Veolia due dei maggiori colossi multinazionali privati.
LO VIVIAMO SULLA NOSTRA PELLE CHE LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA IN ITALIA CONTINUA A STUPIRE PER INEFFICENZA RINCARI E SPERPERI!!! (VEDI ACQUA LATINA IL RISULTATO DELLA PRIVATIZZAZIONE E' STATO: BOLLETTE SEMPRE PIU' CARE E UN INDEBITAMENTO TRIPLICATO A 183,4 MILIONI DI EURO CHE NATURALMENTE RICADRANNO SUI CITTADINI.)
“L'onda del popolo dell'acqua non si arresta e l'indignazione per quanto approvato oggi cresce!!!”
IL COMITATO PRO ACQUA GUALDO INVITA TUTTI A FIRMARE LA PETIZIONE ONLINE “SALVA L'ACQUA” PROMOSSA DAL "FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA".
IL DIRETTIVO DEL COMITATO PRO ACQUA GUALDO
Per riscontro e contatti sulla petizione:
Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org
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Comunicato Stampa
sabato 31 ottobre 2009
"DOMANDA PER RIDETERMINARE L'IMPORTO FATTURATO IN BOLLETTA PER CHI NON USUFRUISCE DELLA PUBBLICA FOGNATURA"

"IMPORTANTISSIMO" Il Comitato Pro Acqua Gualdo porta a conoscenza della popolazione la possibilità di chiedere il rimborso degli oneri di fognatura e depurazione presenti in Bolletta per coloro che non sono allacciati a tale servizio.
La presente domanda deve essere fatta da chi non usufruisce della pubblica fognatura (acque chiare e scure) e il modulo per la richiesta, da inviare con raccomandata e ricevuta di ritorno, lo potrete scaricare dal blog del Comitato o richiederlo per email(comitatoproacqua@libero.it)
Si informa l’eventuale utenza che intende chiedere la rideterminazione per il rimborso che Umbra Acque spa farà un sopralluogo di verifica.
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